Twitter, trasparenza sull'advertising

Il tecnofringuello ha deciso che contrassegnerà l'advertising politico veicolato sulla sua piattaforma, riportandone dati e dettagli su una pagina ad hoc accessibile a tutti. Nel tentativo di evitare che ingerenze esterne possano influenzare nuovamente l'elettorato
Il tecnofringuello ha deciso che contrassegnerà l'advertising politico veicolato sulla sua piattaforma, riportandone dati e dettagli su una pagina ad hoc accessibile a tutti. Nel tentativo di evitare che ingerenze esterne possano influenzare nuovamente l'elettorato

Twitter ha annunciato che contrassegnerà le pubblicità politiche che compariranno sulla sua piattaforma e permeterrà a chiunque di accedere alle informazioni dei suoi inserzionisti , ovvero chi ha pagato per un determinato advertising e a quale pubblico è indirizzato.

La questione si inserisce nel cosiddetto Russiagate , ovvero lo scandalo secondo cui vi sarebbero legami diretti tra la squadra del 45esimo presidente degli Stati Uniti e il Cremlino. L’inchiesta si è aperta a seguito della condivisione del neo eletto Presidente Trump di alcune informazioni altamente riservate con i vertici di Mosca: da allora è stato coinvolto direttamente dalle autorità il genero di Trump (nonché suo senior advisor alla Casa Bianca) Jared Kushner.

A rendere la questione rilevante per i social media è stata inizialmente Facebook, che a seguito delle accuse ricevute e di un indagine interna sulla questione aveva riferito di aver scoperto attività non proprio limpide avvenute tra giugno 2015 e maggio 2017 (il periodo della campagna elettorale a stelle e strisce che ha portato all’elezione di Trump): circa 100.000 dollari spesi su 3.000 messaggi pubblicitari connessi a 470 account o pagine “non autentici”; gli account violavano la policy del network ed erano tutti connessi tra loro, ha spiegato il social, ed erano “probabilmente gestiti dalla Russia.” Sulla linea di tali scoperte Twitter ha parlato di 201 account individuati pur non potendo parlare nei dettagli di quanto riferito alle istituzioni, Twitter ha spiegato che la sua indagine è partita da quella di Facebook e ha evidenziato una situazione simile nel quadro presentato alle autorità nel loro vertice a Washington .

Già a fine settembre Twitter aveva annunciato di aver bandito i 201 account collegati alla Russia che – secondo le indagini interne condonne sulla base delle segnalazioni delle autorità e di Facebook – avrebbero fatto propaganda indiretta negli Stati Uniti, interferendo così nella campagna elettorale a stelle e strisce del 2006.

Ora, invece, Twitter ha annunciato una ulteriore modifica che punta a cercare di trovare una soluzione affinché il problema non si ripresenti: l’idea di Twitter non passa da un team di monitoraggio e aumento delle possibilità di segnalazione dei contenuti (nonostante i problemi riscontrati, il sistema di notifica di troll, fake ecc. su Tweitter rimane molto lasco), ma dalla trasparenza, ovvero dall’idea che rendendo noti autori e target dell’advertising eventuali sotterfugi politici siano più facili da svelare da parte del pubblico a cui è destinato.

In particolare, il tecnofringuello ha intenzione di contrassegnare il marketing politico/elettorale, ovvero quelle inserzioni che identificano chiaramente un candidato o un partito associato al candidato ad un ufficio elettico, con un’ etichetta ad hoc che comparirà nella parte superiore del tweet, come un puntino viola, e un messaggio sul fonto che lo identifica come contenuto sponsorizzato .

Inoltre, Twitter provvederà a fornire informazioni dettagliate su tutte le inserzioni pubblicitarie pubblicate sulla sua piattaforma: nella pagina “Transparency Center” troveranno spazio la lista delle inserzioni politiche, quanto è stato speso per ognuna di esse, la popolazione demografica a cui essa è indirizzata e altri dati rilevanti sull’inserzionista .

Claudio Tamburrino

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