Uber, tra gli investimenti e la polizia francese

Le autorità di Parigi tengono in custodia i manager della startup: dal fumo delle contestazioni, lacrime per UberPop? L'azienda, però, crede fermamente nel proprio futuro: acquisisce da Bing per potenziare i propri servizi di mappatura

Roma – Le autorità francesi hanno arrestato due dirigenti Uber: la notizia è arrivata come un lampo, collegata all’indagine sulla versione dell’app UberPop ed in concomitanza dopo la conclusione degli scontri legati alle proteste dei tassisti contro la startup statunitense.

Proprio la pressione violenta della piazza sembra aver calcato la mano a Parigi: dopo le prime proteste le autorità francesi avevano imposto alle auto di Uber con licenza di Noleggio con Conducente un ritardo programmato , poi, dopo le nuove azioni di piazza, il Presidente François Hollande aveva invocato il blocco del servizio a stelle e strisce ed il Ministro degli Interni Bernard Cazeneuve aveva chiesto che venisse perseguito. Da ultimo ora sembra essere partita la caccia ai responsabili, con le autorità che da domenica affermano che saranno fatte rispettare le norme che regolano il settore dei taxi. Il tutto mentre il deputato Thomas Thévenoud organizzava un incontro tra le organizzazioni dei tassisti e quelle degli Autisti con Conducente e che non prevedeva la presenza di Uber.

I primi ad esser stati per questo presi in custodia dalla polizia francese, dunque, sono – almeno secondo quanto riferiscono i media locali – Thibaut Simphal, CEO di Uber per la Francia, e Pierre-Dimitri Gore-Coty, a capo delle operazioni per l’Europa occidentale: entrambi sono stati fermati per “attività illegali” legate alla fornitura del servizio low cost UberPop.
Entrambi i dirigenti potranno essere detenuti per 48 ore , poi dovrà essere emessa un’accusa formale nel loro confronti o dovranno essere liberati.

Per il momento Uber ha scelto la strada del basso profilo: “I nostri direttori generali hanno risposto ad una convocazione da parte della polizia francese – ha riferito il portavoce Gareth Mead – Siamo sempre felici di rispondere alle domande da parte delle autorità sul nostro servizio e speriamo che le questioni sollevate vengano risolte”.

Fuori dalla Francia, intanto, Uber continua a delineare la sua strategia di crescita: per il momento questa è sostanziale anche se accompagnata da una perdita operativa dell’ordine di circa 470 milioni di dollari, legata anche alle acquisizioni e agli investimenti che dimostrano come l’azienda creda nel proprio futuro. Arrivata , infatti, ad operare in oltre 300 città in tutto il mondo e ad una valutazione di 50 miliardi di dollari, Uber sta spendendo aggressivamente specialmente negli esperimenti del suo carpooling UberPop, in Cina e in aziende che sappiano perfezionare i suoi servizi.

L’ ultimo acquisto della startup in ordine di tempo è una parte degli asset di Microsoft Bing, tra cui circa 100 dipendenti specializzati nella raccolta di immagini.
Come spiegato dalla startup di car sharing – che si era già dimostrata interessata in Nokia HERE – “la mappatura è un elemento centrale per Uber”.

Claudio Tamburrino

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  • prova123 scrive:
    Forse si è persa la bussola ...
    Google (come altri) è un motore di ricerca. Un utente se sa già cosa vuole non ne ha bisogno. Se non sa cosa vuole nessuno lo obbliga a usare Google al quale non paga nessun abbonamento.L'utente può sempre usare i metamotori di ricerca che come tali si appoggiano a più motori di ricerca.Secondo me ci sono troppi parassiti negli antitruste bisogna apprezzare che voglio pensare ancora bene!Domanda: se in un paese per avere informazioni la gente si rivolge tutta al prete interviene l'antitrust? :D
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