UberPop, lo stop non ferma Uber

Le auto di UberPop torneranno ad essere ordinari mezzi di trasporto personali, ma l'azienda non si scoraggia e cavalca la visibilità garantita dall'inibitoria

Roma – Il Tribunale di Milano non ha fatto marcia indietro: Uber aveva tentato di far revocare l’inibitoria emessa nei giorni scorsi dal giudice del capoluogo lombardo nei confronti di UberPop, ma il presidente della sezione specializzata in materia di impresa Marina Tavassi, dopo la discussione di ieri in camera di consiglio, ha confermato l’ordinanza di fermo.

L’app e il relativo servizio dedicati alla condivisione di passaggi a bordo di auto di guidatori non professionisti sono stati giudicati responsabili di concorrenza sleale nei confronti dei servizi offerti dai tassisti: questo il motivo che ha determinato il segnale di stop, confermato nonostante i segnali di apertura mostrati nella recente segnalazione al Parlamento da parte dell’Authority dei Trasporti e nonostante le argomentazioni rese al Tribunale di Milano dai consumatori di Altroconsumo.

A Uber, per non trasgredire ostentando ostilità, e per non rischiare i 20mila di multa per ogni giorno di violazione, non è restato che adeguarsi: a Milano, Padova, Torino e Genova, nonostante sul sito l’offerta risulti ancora disponibile, le automobili messe a disposizione degli autisti di UberPop torneranno ad essere semplici mezzi di trasporto strettamente personali. “Siamo dispiaciuti per la decisione del giudice – ha riferito la General Manager di Uber Italia Benedetta Arese Lucini – ovviamente la rispetteremo, ma continueremo a batterci legalmente affinché le persone possano continuare ad avere un’alternativa affidabile sicura ed economica per spostarsi in tante città. E perché non venga negata a migliaia di driver una risorsa economica”.

L’appuntamento in Tribunale per discutere del ricorso di Uber è fissato per il 7 luglio: mentre i tassisti festeggiano , Uber non rinuncia alla propria campagna social per coinvolgere cittadini e istituzioni nella battaglia per giocare un ruolo di peso nella cosiddetta sharing economy. Dopo l’intervento avverso del Tribunale di Milano l’interesse dimostrato dai potenziali utenti rispetto al suo ventaglio di servizi non fa che crescere .

Gaia Bottà

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  • prova123 scrive:
    Bene!
    Di questo passo oltre che parlare con le macchine, ci toccherà anche da dare da bere ai computer! :DLe macchine servono a risolvere i problemi, non a crearli ... :D
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