Ubuntu al Core della Internet delle Cose

Il gran capo di Canonical presenta una nuova iniziativa dedicata ai dispositivi iperconnessi, un release di Ubuntu minimale e facilmente aggiornabile da remoto. Addio a vulnerabilità e crisi di insicurezza, promette l'azienda

Roma – Mark Shuttleworth ha visto il futuro della Internet delle Cose (IoT), e ora sostiene che la rivoluzione di gadget e dispositivi iper-connessi sarà basata su Linux – o per meglio dire Ubuntu. Canonical offrirà quindi una nuova variante di Ubuntu Core espressamente pensata per la IoT , garanzia di qualità FOSS e di aggiornamenti continuati al codice.

Ubuntu Core è una versione ridotta all’osso (128MB) della celebre distro Linux, e la release per i dispositivi IoT è stata ovviamente modificata per una maggiore compatibilità con questo genere di gadget. L’OS è in grado di girare sia su chip ARM (ARMv7) che x86, richiedendo 600MB di RAM e 4GB di storage Flash per operare correttamente.

Ubuntu Core per IoT farà ovviamente ampio uso del già meccanismo di update chiamato Snappy , un nuovo sistema di distribuzione degli aggiornamenti pensato per sostituire il modello “apt-get” garantendo maggiore flessibilità e velocità nella segnalazione e installazione delle nuove versioni dei pacchetti software integrati in Ubuntu.

Proprio la disponibilità degli update, idealmente costante nel corso del tempo, dovrebbe essere uno dei punti fermi dell’offerta Ubuntu Core per IoT: Shuttleworth e Canonical propongono alle aziende di dispositivi connessi di farsi carico della distribuzione centralizzata dei firmware aggiornati, promettendo che la community open non mancherà di patchare pericolose vulnerabilità di sicurezza scovate nel codice.

Alfonso Maruccia

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  • sentinel scrive:
    Il pericolo dei social networks
    Il pericolo dei social networkshttp://blog.informaticalab.com/introduzione-all-ingegneria-sociale
  • bubba scrive:
    gli e' andata grassa....
    la tattica DEA e' ovviamente un po aggressiva, ma alla piccola spacciatrice e' andata grassa.... 134000$ incassati senza piazzare roba ... certo il 30% andra' nelle tasche dell'avvocato probabilmente...
  • webwizard scrive:
    Mica vero...
    Non è che la DEA può: si sono accordati per chiudere il contenzioso, che è cosa ben diversa. Anzi, il fatto che abbiano cercato un accordo extragiudiziale dimostra che avevano paura del proXXXXX. Insomma, proprio il contrario del titolo...
    • Leguleio scrive:
      Re: Mica vero...
      - Scritto da: webwizard
      Non è che la DEA può: si sono accordati per
      chiudere il contenzioso, che è cosa ben diversa.
      Anzi, il fatto che abbiano cercato un accordo
      extragiudiziale dimostra che avevano paura del
      proXXXXX. Insomma, proprio il contrario del
      titolo...Non so come sarebbe andata a finire in questo caso particolare, ma so per certo che la DEA americana può acquistare e vendere stupefacenti come strategia per infiltrarsi nelle organizzazioni. E la cosa pone non pochi problemi di ordine etico: siamo arrivati ad un'agenzia che ai fini di giustizia commette reati, il "reato a fin di bene", e considerazioni simili. Forse il titolo fa riferimento a questa particolare condizione della DEA.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 gennaio 2015 16.03-----------------------------------------------------------
      • bolivya scrive:
        Re: Mica vero...
        - Scritto da: Leguleio
        - Scritto da: webwizard

        Non è che la DEA può: si sono accordati per

        chiudere il contenzioso, che è cosa ben
        diversa.

        Anzi, il fatto che abbiano cercato un accordo

        extragiudiziale dimostra che avevano paura
        del

        proXXXXX. Insomma, proprio il contrario del

        titolo...

        Non so come sarebbe andata a finire in questo
        caso particolare, ma so per certo che la DEA
        americana può acquistare e vendere stupefacenti
        come strategia per infiltrarsi nelle
        organizzazioni. E la cosa pone non pochi problemi
        di ordine etico: siamo arrivati ad un'agenzia che
        ai fini di giustizia commette reati, il "reato a
        fin di bene", e considerazioni simili.

        Forse il titolo fa riferimento a questa
        particolare condizione della
        DEA.In Italia alle forze dell'ordine è consentito di distribuire in rete materiale pedoXXXXXgrafico "a fin di bene", ovvero per infiltrarsi in reti di pedofili, una delle poche eccezioni consentite nel nostro ordinamento al divieto generale degli "agenti provocatori".Peccato che questa possibilità, che è già discutibile in sè (e infatti di ciò e dei siti civetta fatti a questo scopo si preferisce sempre non parlare), sia stata a volte allegramente estesa in modo non lecito, ovvero usata per incastrare semplici utenti di pedoXXXXXgrafia e non "veri" pedofili attivi, come analizzato in questa sentenza:http://www.altalex.com/index.php?idnot=2023Quindi, problemi etici ne abbiamo anche qui.
        • Leguleio scrive:
          Re: Mica vero...

          In Italia alle forze dell'ordine è consentito di
          distribuire in rete materiale pedoXXXXXgrafico "a
          fin di bene", ovvero per infiltrarsi in reti di
          pedofili, una delle poche eccezioni consentite
          nel nostro ordinamento al divieto generale degli
          "agenti
          provocatori".L'hanno copiata dagli Usa, non credere, e là avviene molto più spesso. In Italia la XXXXXgrafia con protagnisti minori nemmeno aveva una legge specifica prima del 1998.
          Peccato che questa possibilità, che è già
          discutibile in sè (e infatti di ciò e dei siti
          civetta fatti a questo scopo si preferisce sempre
          non parlare), sia stata a volte allegramente
          estesa in modo non lecito, ovvero usata per
          incastrare semplici utenti di pedoXXXXXgrafia e
          non "veri" pedofili attivi, come analizzato in
          questa
          sentenza:
          http://www.altalex.com/index.php?idnot=2023

          Quindi, problemi etici ne abbiamo anche qui.La sentenza è positiva perché mette i divieti a tutta una serie di interpretazioni analogiche.
          • bolivya scrive:
            Re: Mica vero...
            - Scritto da: Leguleio

            In Italia alle forze dell'ordine è
            consentito
            di

            distribuire in rete materiale
            pedoXXXXXgrafico
            "a

            fin di bene", ovvero per infiltrarsi in reti
            di

            pedofili, una delle poche eccezioni
            consentite

            nel nostro ordinamento al divieto generale
            degli

            "agenti

            provocatori".

            L'hanno copiata dagli Usa, non credere, e là
            avviene molto più spesso. In Italia la
            XXXXXgrafia con protagnisti minori nemmeno aveva
            una legge specifica prima del 1998.Negli USA la figura dell'agente provocatore credo sia sempre stata ammessa, per qualsiasi reato, quindi nessuna sorpresa.In Italia è un'eccezione.La cosa grave è che se fai "provocazione" diffondendo materiale pedoXXXXXgrafico in rete, ormai ogni dieci indagati rischi di prendere i due "pedofili" (che poi solitamente sono solo gente che ha certe fantasie erotiche che soddisfa su immagini e basta) più sprovveduti e non i rimanenti otto che usano Tor e non verranno individuati. A questi ultimi gli hai solo fornito altro materiale.Sembra quasi che lo scopo di questo modo di fare sia soprattutto poter avere dei titoli di giornale il giorno dopo, sui due beccati, perchè tanto degli otto che hanno incrementato la loro "collezione" nessuno parlerà.Ed è chiaro che c'è un interesse a far si che non se ne parli, non solo per tenere queste attività sotto copertura e non allertare gli ingenui pedofili che ancora non si proteggono, ma anche perchè far sapere in giro che sono le polizie a diffondere a pioggia certo materiale non credo che sarebbe ben recepito dal pubblico.




            Peccato che questa possibilità, che è già

            discutibile in sè (e infatti di ciò e dei
            siti

            civetta fatti a questo scopo si preferisce
            sempre

            non parlare), sia stata a volte allegramente

            estesa in modo non lecito, ovvero usata per

            incastrare semplici utenti di
            pedoXXXXXgrafia
            e

            non "veri" pedofili attivi, come analizzato
            in

            questa

            sentenza:

            http://www.altalex.com/index.php?idnot=2023



            Quindi, problemi etici ne abbiamo anche qui.

            La sentenza è positiva perché mette i divieti a
            tutta una serie di interpretazioni
            analogiche.Questa sentenza è positivissima, salvo che è perfino troppo "generosa" (leggi: chiudere un occhio penale) con chi certi comportamenti aveva portato avanti nel caso specifico.Peccato che gli orientamenti della giurisprudenza non siano univoci e non siano tutti coerenti con questa sentenza.In altri termini, secondo altre interpretazioni certi comportamenti "disinvolti" possono comunque essere usati a fini processuali. Cosa piuttosto discutibile e forse molto "italiana".http://www.exeo.it/pedofilia-telematica-attivita-sotto-copertura-delle-forze-dell_ordine/
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