UE: caricatore universale sia

Una proposta per obbligare i produttori all'interoperabilità dei caricabatterie per dispositivi mobile: lo standard micro-USB, già adottato da numerosi marchi, potrebbe diventare obbligatorio per tutti. Apple compresa

Roma – Non bastano i buoni propositi, gli accordi che raccolgono dichiarazioni di intenti: l’Unione Europea ha stabilito che tutti i produttori di dispositivi mobile si adoperino perché il caricabatterie universale sia davvero tale.

L’intenzione delle istituzioni del Vecchio Continente sono esposte in una proposta della Commissione Mercato interno e protezione dei consumatori del Parlamento Europeo, votata all’unanimità dai 35 membri: “Gli apparecchi radio e i loro accessori, come i caricatori, dovrebbero essere interoperabili”. L’esempio del caricabatterie è esplicito: “un caricatore universale per i telefoni renderebbe i cellulari più semplici da usare e taglierebbe i costi e gli sprechi per gli utenti”. Per questo motivo, dunque, “le nuove regole dovrebbero imporre ai produttori di creare telefoni mobile compatibili con un unico caricatore”.

L’Unione Europea, del resto, ha già raggiunto risultati significativi sul fronte dell’interoperabilità dei caricatori: lo standard, approvato nel 2011 e delineato dalle istituzioni e da un nutrito numero di operatori del mercato, prevede caricabatterie micro-USB. Numerosissimi produttori si sono adeguati, riverberando in tutto il mondo gli effetti positivi degli accordi stipulati con le istituzioni europee. Ma non tutti i firmatari dell’accordo hanno effettuato la transizione.

Nel mirino , in particolare, ci sarebbe Apple: i caricatori 30 pin, ma soprattutto il connettore Lightning, permettono ai prodotti di Cupertino di eseguire con efficienza lo streaming di contenuti audio e video, e di trasferire dati con risultati impensabile per i connettori micro-USB. Apple offre già la possibilità di adeguarsi allo standard, ma l’onere spetta agli utenti: l’adattatore micro-USB è venduto separatamente.

Gaia Bottà

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  • Ricky Portera scrive:
    Ecco cosa servono
    Ora capisco a cosa servono le tavolette a scuola fornite agli studenti. A filmare i ragazzi mentre tormentano un loro compagno di classe ritardato. È sucXXXXX a Mele, in provincia di Genova, uno dei pochissimi comuni in tutta Italia che li concede in comodato d'uso:http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/news/picchiano_disabile_e_lo_filmano_il_preside_li_denuncia-69706771/?ref=HREC1-6La pena del contrappasso per questi ragazzacci: girare un video-documentario sul bullismo. È tutto vero. (rotfl)
    • krane scrive:
      Re: Ecco cosa servono
      - Scritto da: Ricky Portera
      Ora capisco a cosa servono le tavolette a scuola
      fornite agli studenti. A filmare i ragazzi mentre
      tormentano un loro compagno di classe ritardato.
      È sucXXXXX a Mele, in provincia di Genova,
      uno dei pochissimi comuni in tutta Italia che li
      concede in comodato d'uso:
      http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/new
      La pena del contrappasso per questi ragazzacci:
      girare un video-documentario sul bullismo. È
      tutto vero.
      (rotfl)Era meglio quando queste cose si facevano senza filmarle vero ?
      • Ricky Portera scrive:
        Re: Ecco cosa servono


        Ora capisco a cosa servono le tavolette a
        scuola

        fornite agli studenti. A filmare i ragazzi
        mentre

        tormentano un loro compagno di classe
        ritardato.

        È sucXXXXX a Mele, in provincia di
        Genova,

        uno dei pochissimi comuni in tutta Italia
        che
        li

        concede in comodato d'uso:



        http://genova.repubblica.it/cronaca/2013/10/29/new


        La pena del contrappasso per questi
        ragazzacci:

        girare un video-documentario sul bullismo.
        È

        tutto vero.

        (rotfl)

        Era meglio quando queste cose si facevano senza
        filmarle vero
        ?Non era né peggio, né meglio.Semplicemente dare in mano questi strumenti a ragazzi dà l'ispirazione per fare queste bravate che, diversamente, non verrebbero fatte, o comunque non in quella forma. Prova a portare a scopo illustrativo un taser in una scuola media, spiegando per filo e per segno i suoi scopi e i suoi effetti, poi lascialo incustodito sulla cattedra ed esci. E conta i minuti prima che qualcuno lo usi su un suo compagno, o compagna. :)Ma con tutti i modelli di tavolette per i ragazzi, dovevano dare loro in comodato d'uso proprio quello con la videocamera? La fuga del buon senso.
        • krane scrive:
          Re: Ecco cosa servono
          - Scritto da: Ricky Portera
          Non era né peggio, né meglio.
          Semplicemente dare in mano questi strumenti a
          ragazzi dà l'ispirazione per fare queste bravate
          che, diversamente, non verrebbero fatte, o
          comunque non in quella forma.HAHAHAHAHAHAHAHAHANon sei mai stato ragazzo o andavi in una scuola di emo ante litteram ?Queste cose si fanno da sempre, solo che non si filmavano cosi' facilmente.
          Prova a portare a scopo illustrativo un taser in
          una scuola media, spiegando per filo e per segno
          i suoi scopi e i suoi effetti, poi lascialo
          incustodito sulla cattedra ed esci. E conta i
          minuti prima che qualcuno lo usi su un suo
          compagno, o compagna.
          :)Guarda che non c'e' nessun bisogno di portarne uno, alle superiori se ne e' arrivato un compagnucco con un taser del fratello buttafuori.
          Ma con tutti i modelli di tavolette per i
          ragazzi, dovevano dare loro in comodato d'uso
          proprio quello con la videocamera? La fuga del
          buon senso.Si il tuo...Sei ridicolo e fai la figura di quello che si puo' fare ma basta che non si veda.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Ecco cosa servono


            Non era né peggio, né meglio.

            Semplicemente dare in mano questi strumenti a

            ragazzi dà l'ispirazione per fare queste
            bravate

            che, diversamente, non verrebbero fatte, o

            comunque non in quella forma.

            HAHAHAHAHAHAHAHAHA
            Non sei mai stato ragazzo o andavi in una scuola
            di emo ante litteram
            ?
            Queste cose si fanno da sempre, solo che non si
            filmavano cosi'
            facilmente.Non ridere troppo. Ti si sloga la mascella.Non ho detto che non si facevano, ma a nessuno veniva in mente di farle apposta per il gusto di filmarle. Di improvvisare una regia e un set, perché si veda meglio quello che si fa.

            Prova a portare a scopo illustrativo un
            taser
            in

            una scuola media, spiegando per filo e per
            segno

            i suoi scopi e i suoi effetti, poi lascialo

            incustodito sulla cattedra ed esci. E conta i

            minuti prima che qualcuno lo usi su un suo

            compagno, o compagna.

            :)

            Guarda che non c'e' nessun bisogno di portarne
            uno, alle superiori se ne e' arrivato un
            compagnucco con un taser del fratello
            buttafuori.Appunto.Un conto è portalo da fuori, volontariamente e, si spera, di nascosto dagli insegnanti, che diversamente lo sequestrerebbero subito. Un conto è lasciarlo alla loro portata come conseguenza di una lezione didattica. E solo di questo aspetto parlavo.

            Ma con tutti i modelli di tavolette per i

            ragazzi, dovevano dare loro in comodato d'uso

            proprio quello con la videocamera? La fuga
            del

            buon senso.

            Si il tuo...
            Sei ridicolo e fai la figura di quello che si
            puo' fare ma basta che non si
            veda.Insomma hai il dono della telepatia, sai leggere nella mia mente.Hai altre manifestazioni di infinita tracotanza da sottoporre al forum di PI, o passiamo ad altro?
          • krane scrive:
            Re: Ecco cosa servono
            - Scritto da: Ricky Portera


            Non era né peggio, né meglio.


            Semplicemente dare in mano


            questi strumenti a ragazzi dà


            l'ispirazione per fare queste bravate


            che, diversamente, non verrebbero


            fatte, o comunque non in quella forma.

            HAHAHAHAHAHAHAHAHA

            Non sei mai stato ragazzo o andavi in

            una scuola di emo ante litteram ?

            Queste cose si fanno da sempre, solo

            che non si filmavano cosi' facilmente.
            Non ridere troppo. Ti si sloga la mascella.
            Non ho detto che non si facevano, ma a nessuno
            veniva in mente di farle apposta per il gusto di
            filmarle. Di improvvisare una regia e un set,
            perché si veda meglio quello che si fa.Infatti, si facevano per farsi vedere dai compagni, ma ricordo che qualcuno gia' faceva finta di filmare con uno scatolotto, il problema non e' lo strumento, anche se a molti fa comodo pensarla cosi'. E' piu' facile sequestrare che educare.


            Prova a portare a scopo illustrativo


            un taser in una scuola media, spiegando


            per filo e per segno i suoi scopi e i suoi


            effetti, poi lascialo incustodito sulla


            cattedra ed esci. E conta i minuti prima


            che qualcuno lo usi su un suo compagno, o


            compagna.


            :)

            Guarda che non c'e' nessun bisogno di

            portarne uno, alle superiori se ne e'

            arrivato un compagnucco con un taser del

            fratello buttafuori.
            Appunto.
            Un conto è portalo da fuori, volontariamente e,
            si spera, di nascosto dagli insegnanti, che
            diversamente lo sequestrerebbero subito. Un conto
            è lasciarlo alla loro portata come conseguenza di
            una lezione didattica. E solo di questo aspetto
            parlavo.Non e' sequestrando i coltelli nelle scuole di cucina che gli insegnanti insegnano ai ragazzi a non farsi male, ma proprio facendoglieli usare nel modo corretto.


            Ma con tutti i modelli di tavolette


            per i ragazzi, dovevano dare loro in


            comodato d'uso proprio quello con la


            videocamera? La fuga del buon senso.

            Si il tuo...

            Sei ridicolo e fai la figura di quello

            che si puo' fare ma basta che non si

            veda.
            Insomma hai il dono della telepatia, sai leggere
            nella mia mente.No, basta semplicemente leggere quello che scrivi per capirlo,
            Hai altre manifestazioni di infinita tracotanza
            da sottoporre al forum di PI, o passiamo ad
            altro?Passiamo pure ad altro cosi' posso manifestare la mia infinita tracotanza anche sul prossimo argomento.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Ecco cosa servono



            HAHAHAHAHAHAHAHAHA


            Non sei mai stato ragazzo o andavi in


            una scuola di emo ante litteram ?


            Queste cose si fanno da sempre, solo


            che non si filmavano cosi' facilmente.


            Non ridere troppo. Ti si sloga la mascella.

            Non ho detto che non si facevano, ma a
            nessuno

            veniva in mente di farle apposta per il
            gusto
            di

            filmarle. Di improvvisare una regia e un set,

            perché si veda meglio quello che si fa.

            Infatti, si facevano per farsi vedere dai
            compagni, ma ricordo che qualcuno gia' faceva
            finta di filmare con uno scatolotto, il problema
            non e' lo strumento, anche se a molti fa comodo
            pensarla cosi'. E' piu' facile sequestrare che
            educare.Non sarà un problema in sé, e per la veritá non l'ho mai detto, ma solo l'ipotesi che facciano <B
            anche una sola </B
            bravata in più perché si può facilmente filmare con un oggetto didattico è motivo sufficiente per ripensare quale oggetto didattico fornire.E l'articolo mostra che se l'insegnante di sostegno non fosse intervenuta quel filmato sarebbe finito su Youtube, oppure come video da scambiarsi sulle tavolette degli studenti. Aggiungendo orrore a orrore, e con un oggetto fornito dalla scuola.

            Appunto.

            Un conto è portalo da fuori, volontariamente
            e,

            si spera, di nascosto dagli insegnanti, che

            diversamente lo sequestrerebbero subito. Un
            conto

            è lasciarlo alla loro portata come
            conseguenza
            di

            una lezione didattica. E solo di questo
            aspetto

            parlavo.

            Non e' sequestrando i coltelli nelle scuole di
            cucina che gli insegnanti insegnano ai ragazzi a
            non farsi male, ma proprio facendoglieli usare
            nel modo
            corretto.E mentre apettiamo che inventino un modo perché l'adolescenza non sia l'età della "stupidera", a scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di quell'età si danno solo ed esclusivamente spuntati.Diversamente ne risponde civilmente l'insegnante.Pensaci, Giacomino (come scriveva Pirandello).


            Sei ridicolo e fai la figura di quello


            che si puo' fare ma basta che non si


            veda.


            Insomma hai il dono della telepatia, sai
            leggere

            nella mia mente.

            No, basta semplicemente leggere quello che scrivi
            per capirlo,Io capisco solo che vuoi fare polemica per il gusto di farla.

            Hai altre manifestazioni di infinita
            tracotanza

            da sottoporre al forum di PI, o passiamo ad

            altro?

            Passiamo pure ad altro cosi' posso manifestare la
            mia infinita tracotanza anche sul prossimo
            argomento.Non vedo l'ora. Intanto chiudiamo questo. Quanto pensi di continuare con questa solfa? Fino a mezzanotte? Fino alle tre di notte? Io ci sarò, a rispondere punto su punto.
          • krane scrive:
            Re: Ecco cosa servono
            - Scritto da: Ricky Portera
            Non sarà un problema in sé, e per la veritá
            non l'ho mai detto, ma solo l'ipotesi che
            facciano <B
            anche una sola </B

            bravata in più perché si può facilmente filmare
            con un oggetto didattico è motivo sufficiente per
            ripensare quale oggetto didattico fornire.Facciamo cosi': l'unico oggetto didattico che gli forniamo sono robuste cighie con cui legare i ragazzi all'ententrata ognuno sulla sua sedia e liberare all'uscita, cosi' non faranno i bulli, contento ?
            E l'articolo mostra che se l'insegnante di
            sostegno non fosse intervenuta quel filmato
            sarebbe finito su Youtube, oppure come video da
            scambiarsi sulle tavolette degli studenti.
            Aggiungendo orrore a orrore, e con un oggetto
            fornito dalla scuola.Alla fine dimostri solo che cio' che ti fastidia sia circolato, queste cose sono sempre successe solo che non veniva beccato nessuno poiche' non circolavano le immagini.

            Non e' sequestrando i coltelli nelle

            scuole di cucina che gli insegnanti

            insegnano ai ragazzi a non farsi male, ma

            proprio facendoglieli usare nel modo

            corretto.
            E mentre apettiamo che inventino un modo perché
            l'adolescenza non sia l'età della "stupidera", a
            scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di
            quell'età si danno solo ed esclusivamente
            spuntati.E invece no, ad esempio all'alberghiero ti fanno comprare il tuo set e non e' roba piccola: http://www.alberghiera.it/page.asp?idc=335&Attrezzature-di-cucina
            Diversamente ne risponde civilmente l'insegnante.
            Pensaci, Giacomino (come scriveva Pirandello).Appunto: il compito dell'insegnante e' quello di dire "pensaci giacomino" non certo quello di immobilizzare i ragazzi e tener loro lontano qualsiasi oggetto possa essere utilizzato per farsi e/o fare male.
            Io capisco solo che vuoi fare polemica
            per il gusto di farla.Tendo ad essere polemico con chi pensa che i ragazzini siano creature stupide che automagicamente al compimento dei 18 anni si vedono crescere barba giacca e cravatta e il giorno dopo sono uomini fatti e finiti.

            Passiamo pure ad altro cosi' posso

            manifestare la mia infinita tracotanza

            anche sul prossimo argomento.
            Non vedo l'ora.
            Intanto chiudiamo questo. Quanto pensi di
            continuare con questa solfa? Fino a mezzanotte?
            Fino alle tre di notte? Io ci sarò, a rispondere
            punto su punto.Ok, ci vediamo qua alle 3 di questa notte.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Ecco cosa servono


            bravata in più perché si può facilmente
            filmare

            con un oggetto didattico è motivo
            sufficiente
            per

            ripensare quale oggetto didattico fornire.
            Facciamo cosi': l'unico oggetto didattico che gli
            forniamo sono robuste cighie con cui legare i
            ragazzi all'ententrata ognuno sulla sua sedia e
            liberare all'uscita, cosi' non faranno i bulli,
            contento
            ?No.Non si previene il bullismo con questi metodi, ma nemmeno si solletica con oggetti che fanno cadere in tentazione.

            E l'articolo mostra che se l'insegnante di

            sostegno non fosse intervenuta quel filmato

            sarebbe finito su Youtube, oppure come video
            da

            scambiarsi sulle tavolette degli studenti.

            Aggiungendo orrore a orrore, e con un oggetto

            fornito dalla scuola.

            Alla fine dimostri solo che cio' che ti fastidia
            sia circolato, queste cose sono sempre successe
            solo che non veniva beccato nessuno poiche' non
            circolavano le
            immagini.Non che adesso circolino per ogni atto di bullismo compiuto, eh?!?Essendo un tempo assente l'ossessione per l'immagine e per la documentazione visiva, nessuno si sognava di compiere atti di dubbio gusto a scuola per poi riprenderli e farli vedere agli amici, per la serie "guarda come siamo temerari!". C'erano già le cineprese super8, ma nessuno le usava per quello, anche se sarebbero state perfette.Dando in mano tavolette con la videocamera incorporata si dà in mano ad ogni allievo una cinepresa gratis.
            scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di

            quell'età si danno solo ed esclusivamente

            spuntati.

            E invece no, ad esempio all'alberghiero ti fanno
            comprare il tuo set e non e' roba piccola:

            http://www.alberghiera.it/page.asp?idc=335&AttrezzChe c'entra l'alberghiero? Qui si parla di una scuola media.All'alberghiero i genitori sanno in partenza che i loro figli useranno i coltelli da cucina. In una normale lezione di una scuola non alberghiera, questo è un extra che va maneggiato con cura.

            Diversamente ne risponde civilmente
            l'insegnante.

            Pensaci, Giacomino (come scriveva
            Pirandello).
            Appunto: il compito dell'insegnante e' quello di
            dire "pensaci giacomino" non certo quello di
            immobilizzare i ragazzi e tener loro lontano
            qualsiasi oggetto possa essere utilizzato per
            farsi e/o fare
            male.Nella scuola italiana non funziona così. Forse altrove è diverso.Finché gli alunni sono all'interno delle mura scolastiche la responsabilità ricade su un adulto, l'unica (parziale) eccezione è durante l'intervallo.
            Tendo ad essere polemico con chi pensa che i
            ragazzini siano creature stupide che
            automagicamente al compimento dei 18 anni si
            vedono crescere barba giacca e cravatta e il
            giorno dopo sono uomini fatti e
            finiti.Fa' il polemico con altri, allora. Io non c'entro.

            Intanto chiudiamo questo. Quanto pensi di

            continuare con questa solfa? Fino a
            mezzanotte?

            Fino alle tre di notte? Io ci sarò, a
            rispondere

            punto su punto.

            Ok, ci vediamo qua alle 3 di questa notte.Ma anche prima!La tentazione di rispondere a questo è troppo forte. 8)
          • Bidella scrive:
            Re: Ecco cosa servono
            - Scritto da: Ricky Portera

            Non e' sequestrando i coltelli nelle scuole
            di

            cucina che gli insegnanti insegnano ai
            ragazzi
            a

            non farsi male, ma proprio facendoglieli
            usare

            nel modo

            corretto.

            E mentre apettiamo che inventino un modo perché
            l'adolescenza non sia l'età della "stupidera", a
            scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di
            quell'età si danno solo ed esclusivamente
            spuntati.
            Diversamente ne risponde civilmente l'insegnante.
            Pensaci, Giacomino (come scriveva Pirandello).Certo certo, accoltellamenti tutti i giorni nelle mense scolastiche. Sembri il tipico genitore che vuole il figlio sotto una campana di vetro.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Ecco cosa servono


            E mentre apettiamo che inventino un modo
            perché

            l'adolescenza non sia l'età della
            "stupidera",
            a

            scanso di incidenti i coltelli ai ragazzi di

            quell'età si danno solo ed esclusivamente

            spuntati.

            Diversamente ne risponde civilmente
            l'insegnante.

            Pensaci, Giacomino (come scriveva
            Pirandello).
            Certo certo, accoltellamenti tutti i giorni nelle
            mense scolastiche. Veramente non parlavo di mense, ma di aule scolastiche e di didattica. Rileggi la discussione.Mi risulta che nella mense scolastiche i coltelli siano senza punta e con lama tagliente lo stretto indispensabile, almeno alle elementari e alle medie, ma lì è un caso a parte perché la sorveglianza è congiunta.
            Sembri il tipico genitore che
            vuole il figlio sotto una campana di
            vetro.No.Ricordo solo che l'insegnante e la scuola hanno precise responsabilità in caso di incidenti anche banali. Dimenticare un coltello, o un taser, sulla cattedra, che puntualmente verrà usato per scopi non pacifici da qualche alunno, è una leggerezza che non verrebbe mai perdonata.
  • Scuolato scrive:
    Scuola digitale ai nastri di partenza
    Scuola digitale ai nastri di partenza[img]http://media.outsideonline.com/images/slow-athlete-snail_fe.jpg[/img]
  • massimo1940 scrive:
    Il progresso e le lobby
    Editori e insegnanti sono lobby molto potenti e molto conservatrici, soprattutto perché sono due professioni che ogni giorno diventano più inutili, grazie al progresso tecnologico.Proprio per questo le resistenze all'innovazione sono fortissime, anche se la norma favorisce in modo spudorato gli editori (riduzione del 30% del tetto, quando i costi si riducono del 90% !!!).Pensiamo però cosa è sucXXXXX per il software: sempre più si diffondono software gratuiti che in molti casi sono decisamente superiori a quelli a pagamento. Per i testi digitali succederà la stessa cosa. Però temo che gli editori si faranno fare una legge per cui nelle scuole si potranno usare solo libri prodotti da loro. E' gente senza vergogna e senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da stupirsi. Ricordiamo l'esempio dei giornalisti: se non sei iscritto all'Albo non puoi fare il giornalista. Più lobby di così ...
    • Ricky Portera scrive:
      Re: Il progresso e le lobby

      Editori e insegnanti sono lobby molto potenti e
      molto conservatrici, soprattutto perché sono due
      professioni che ogni giorno diventano più
      inutili, grazie al progresso
      tecnologico.Su quella degli editori, non ho elementi per valutare.Su quella degli insegnanti, francamente, mi pare tu stia vaneggiando. Il 50 % circa sono precari: significa che ogni anno devono ripresentarsi al provveditorato per sapere in quale scuola insegneranno, e se insegneranno. E gli stipendi che prendono sono fra i più bassi d'Europa (per la verità anche le ore che lavorano, ma questo non dipende da loro).Se questa è una lobby, è una lobby di straccioni.
      Proprio per questo le resistenze all'innovazione
      sono fortissime, anche se la norma favorisce in
      modo spudorato gli editori (riduzione del 30% del
      tetto, quando i costi si riducono del 90%
      !!!).Hai un consuntivo dei costi degli editori di scolastica? Uno schema che mostri quanto viene speso in carta, quanto per la stampa, quanto per il tipografo, quanto per l'impaginatore, quanto per le immagini/fotografie e quanto per l'autore?Perché altrimenti parliamo del nulla.
      Pensiamo però cosa è sucXXXXX per il software:
      sempre più si diffondono software gratuiti che in
      molti casi sono decisamente superiori a quelli a
      pagamento. Personalmente non l'ho constatato. A parte per software che fanno cose, diciamo, semplici. Software monofunzione. Dalle suite Office ai programmi di grafica e di fotoritocco, ho visto solo programmi pasticciati e poco fluidi.
      Per i testi digitali succederà la
      stessa cosa.

      Però temo che gli editori si faranno fare una
      legge per cui nelle scuole si potranno usare solo
      libri prodotti da loro. Quindi Punto Informatico sarà invaso da centinaia di commenti che vomitano odio su tutto e su tutti. Garantito.Non che ce ne sia bisogno: lo fanno già partendo da notizie basate sul "sembra" e sul "mi pare".
      E' gente senza vergogna e
      senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da
      stupirsi. A nessuno piace fallire, guarda un po'. Comunque non garantisci la sopravvivenza di una professione a colpi di decreti, la legge non fa miracoli. Se questa professione davvero un giorno non servirà più, si estinguerà, come molte altre in passato, dal perito calcolatore al calafato passando per lo stenografo.
      Ricordiamo l'esempio dei giornalisti:
      se non sei iscritto all'Albo non puoi fare il
      giornalista. Più lobby di così
      ...Non è vero. Lo puoi fare, da praticante, o da precario. Come credi che si diventi giornalisti, in Italia? La scuola di giornalismo sforna solo una parte dei giornalisti.
      • panda rossa scrive:
        Re: Il progresso e le lobby
        - Scritto da: Ricky Portera

        Editori e insegnanti sono lobby molto
        potenti
        e

        molto conservatrici, soprattutto perché sono
        due

        professioni che ogni giorno diventano più

        inutili, grazie al progresso

        tecnologico.

        Su quella degli editori, non ho elementi per
        valutare.E allora taci e fidati di chi ne ha.
        Su quella degli insegnanti, francamente, mi pare
        tu stia vaneggiando. Il 50 % circa sono precari:
        significa che ogni anno devono ripresentarsi al
        provveditorato per sapere in quale scuola
        insegneranno, e se insegneranno.Quindi confermi quanto ti avevo gia' detto altrove: non sono loro che scelgono il libro di testo che si troveranno ad adottare.Viene scelto coi soliti sistemi mafiosi che M$ ha esportato in tutto il mondo.Preinstallazione a forza!
        E gli stipendi
        che prendono sono fra i più bassi d'Europa (per
        la verità anche le ore che lavorano, ma questo
        non dipende da loro).Gli stipendi non sono un mistero.Chi sceglie di fare l'insegnante sa a che cosa va incontro: stipendi bassi e precariato. Inutile lamentarsi dopo per quello che si sa prima.
        Se questa è una lobby, è una lobby di straccioni.La lobby e' quella degli editori.Che si avvale della complicita' di pochi insegnanti di ruolo che impongono determinati libri di testo.

        Proprio per questo le resistenze
        all'innovazione

        sono fortissime, anche se la norma favorisce
        in

        modo spudorato gli editori (riduzione del
        30%
        del

        tetto, quando i costi si riducono del 90%

        !!!).

        Hai un consuntivo dei costi degli editori di
        scolastica?Ce l'ho io.Per un libro di testo di costo medio 30 euro, 1 euro di produzione, 50 centesimi vanno all'autore, 50 al distributore, tutto il resto e' grasso che cola.
        Uno schema che mostri quanto viene
        speso in carta, quanto per la stampa, quanto per
        il tipografo, quanto per l'impaginatore, quanto
        per le immagini/fotografie e quanto per
        l'autore?L'impaginazione la fai UNA VOLTA e il grafico che se ne occupa viene pagato 800 euro al mese come tutti i precari.Carta e stampa incidono per non piu' di 1 euro a volume.
        Perché altrimenti parliamo del nulla.I numeri te li ho dati.

        Pensiamo però cosa è sucXXXXX per il
        software:

        sempre più si diffondono software gratuiti
        che
        in

        molti casi sono decisamente superiori a
        quelli
        a

        pagamento.

        Personalmente non l'ho constatato.Come non hai constatato niente di cio' di cui parli.
        A parte per
        software che fanno cose, diciamo, semplici.
        Software monofunzione.E questo che cosa cambierebbe?Ci sono sistemi operativi gratis.Ci sono software di elaborazione testi gratis.Ci sono software di elaborazione immagini gratis.Ci sono software di elaborazione suoni gratis.Ci sono browser gratis.Che altro vuoi?
        Dalle suite Office ai programmi di grafica e di
        fotoritocco, ho visto solo programmi pasticciati
        e poco fluidi.Qualunque oggetto e' disponibile in versioni di qualita' diverse e costi diversi.Noi pretendiamo quello gratis.Della qualita' non ce ne frega niente. Va bene quella che offre.

        Per i testi digitali succederà la

        stessa cosa.



        Però temo che gli editori si faranno fare una

        legge per cui nelle scuole si potranno usare
        solo

        libri prodotti da loro.

        Quindi Punto Informatico sarà invaso da centinaia
        di commenti che vomitano odio su tutto e su
        tutti.No, solo su di te e quelli come te.
        Garantito.
        Non che ce ne sia bisogno: lo fanno già partendo
        da notizie basate sul "sembra" e sul "mi pare".Punto Informatico e' GRATIS, e se devo scegliere tra un "mi pare" gratis e un "e' certo" che costa anche un solo centesimo, gratis tutta la vita!

        E' gente senza vergogna e

        senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da

        stupirsi.

        A nessuno piace fallire, guarda un po'.Ma per alcuni e' inevitabile, quindi rassegnati.
        Comunque
        non garantisci la sopravvivenza di una
        professione a colpi di decreti, la legge non fa
        miracoli.E allora togliti da davanti e non far perdere tempo alla legge e soldi alle famiglie, che tanto devi fallire.
        Se questa professione davvero un giorno
        non servirà più, si estinguerà, come molte altre
        in passato, dal perito calcolatore al calafato
        passando per lo stenografo.Nessuno vi rimpiangera'.

        Ricordiamo l'esempio dei giornalisti:

        se non sei iscritto all'Albo non puoi fare il

        giornalista. Più lobby di così

        ...

        Non è vero. Lo puoi fare, da praticante, o da
        precario.Io non ho bisogno di nessun patentino per scrivere.
        Come credi che si diventi giornalisti, in Italia?Con la tessera del giusto partito, per cominciare.Oppure con un parente stretto giornalista.
        La scuola di giornalismo sforna solo una parte
        dei giornalisti.
        • Ricky Portera scrive:
          Re: Il progresso e le lobby

          E allora taci e fidati di chi ne ha.Sei l'ultimo a cui chiederei una cosa del genere. Sei semplicmente accecato dall'odio e dal fanatsimo. Impossibile ragionare con te.
          Quindi confermi quanto ti avevo gia' detto
          altrove: non sono loro che scelgono il libro di
          testo che si troveranno ad
          adottare.Spesso è così, non sempre. Ed è l'ultimo dei problemi della scuola italiana.
          Viene scelto coi soliti sistemi mafiosi che M$ ha
          esportato in tutto il
          mondo.
          Preinstallazione a forza!Senza libro di testo, il corso scolastico nemmeno comincia. Fai tu.

          E gli stipendi

          che prendono sono fra i più bassi d'Europa
          (per

          la verità anche le ore che lavorano, ma
          questo

          non dipende da loro).

          Gli stipendi non sono un mistero.
          Chi sceglie di fare l'insegnante sa a che cosa va
          incontro: stipendi bassi e precariato. Inutile
          lamentarsi dopo per quello che si sa
          prima.A chi lo dici.... :-)Ho un amico insegnante precario, e di queste lamentele ne sento spesso. O meglio, sentivo, adesso forse ha capito che da me non riceve conforto.

          Se questa è una lobby, è una lobby di
          straccioni.

          La lobby e' quella degli editori.Ah, ecco.
          Che si avvale della complicita' di pochi
          insegnanti di ruolo che impongono determinati
          libri di
          testo.Mah, determinati... il mercato è abbastanza vario, ci sono diverse scelte. La concorrenza fra editori esiste, secondo me.


          Proprio per questo le resistenze

          all'innovazione


          sono fortissime, anche se la norma
          favorisce

          in


          modo spudorato gli editori (riduzione
          del

          30%

          del


          tetto, quando i costi si riducono del
          90%


          !!!).



          Hai un consuntivo dei costi degli editori di

          scolastica?

          Ce l'ho io.
          Per un libro di testo di costo medio 30 euro, 1
          euro di produzione, 50 centesimi vanno
          all'autore, 50 al distributore, tutto il resto e'
          grasso che
          cola.Vanno pagate anche le fotografie, se non sono in PD, l'impaginazione, la carta. Ovviamente un costo connesso è la campagna presso gli insegnanti.Comunque queste cifre sono sparate a casaccio. Voglio una fonte.

          Uno schema che mostri quanto viene

          speso in carta, quanto per la stampa, quanto
          per

          il tipografo, quanto per l'impaginatore,
          quanto

          per le immagini/fotografie e quanto per

          l'autore?

          L'impaginazione la fai UNA VOLTA e il grafico che
          se ne occupa viene pagato 800 euro al mese come
          tutti i
          precari.
          Carta e stampa incidono per non piu' di 1 euro a
          volume.Altre cifre sparate a casaccio.

          Perché altrimenti parliamo del nulla.

          I numeri te li ho dati.Uh!

          A parte per

          software che fanno cose, diciamo, semplici.

          Software monofunzione.

          E questo che cosa cambierebbe?
          Ci sono sistemi operativi gratis.
          Ci sono software di elaborazione testi gratis.
          Ci sono software di elaborazione immagini gratis.
          Ci sono software di elaborazione suoni gratis.
          Ci sono browser gratis.Evidentemente sono più facili da realizzare. Quelli funzionano.

          Dalle suite Office ai programmi di grafica e
          di

          fotoritocco, ho visto solo programmi
          pasticciati

          e poco fluidi.

          Qualunque oggetto e' disponibile in versioni di
          qualita' diverse e costi
          diversi.
          Noi pretendiamo quello gratis.
          Della qualita' non ce ne frega niente. Va bene
          quella che
          offre.A me no.E credo a molti altri. La Adobe non sarebbe sopravvissuta se la sua suite fosse stata intercambiabile con quelle gratuite. Idem per Sony Vegas, un programma di editing video che non ha un vero corrispettivo nel mondo del free software.

          Quindi Punto Informatico sarà invaso da
          centinaia

          di commenti che vomitano odio su tutto e su

          tutti.

          No, solo su di te e quelli come te.Ma magari!Purtroppo si insulta chiunque tenti di far ragionare. E si insultano gli assenti. Io sono impermeabile a queste critiche, altri magari scappano.


          E' gente senza vergogna e


          senza scrupoli, quindi non ci sarebbe da


          stupirsi.



          A nessuno piace fallire, guarda un po'.

          Ma per alcuni e' inevitabile, quindi rassegnati.Macché inevitabile. Il progresso segue percorsi tortuosi e imprevedibili. I giornali dicevano che sarebbero finiti con l'avvento della radio (cioè del giornale radio). Poi con l'avvento della televisione. Poi col televideo. E adesso con internet.E sempre lì stanno, certo sono di meno, ma ci sono ancora.

          Comunque

          non garantisci la sopravvivenza di una

          professione a colpi di decreti, la legge non
          fa

          miracoli.

          E allora togliti da davanti e non far perdere
          tempo alla legge e soldi alle famiglie, che tanto
          devi
          fallire.Non sono mica io. È la lobby cattiva. :-D"Lobby", la parola magica per giustificare tutti i propri fallimenti personali.

          Se questa professione davvero un giorno

          non servirà più, si estinguerà, come molte
          altre

          in passato, dal perito calcolatore al
          calafato

          passando per lo stenografo.

          Nessuno vi rimpiangera'.Non sono un editore.E ti ripeto, ti estinguerai prima tu, per morte naturale, che gli editori. Perché sostituirli con altro è impensabile, ora come ora.

          Come credi che si diventi giornalisti, in
          Italia?

          Con la tessera del giusto partito, per cominciare.
          Oppure con un parente stretto giornalista.No, basta essere presi come praticante presso un giornale/settimanale/mensile e scrivere articoli. Dopo due anni si ha già il diritto di entrare nell'elenco pubblicisti. Poi si può scegliere di cercare di entrare nei professionisti, ma non è indispensabile: un pubblicista è già dentro l'ordine.
          • panda rossa scrive:
            Re: Il progresso e le lobby
            - Scritto da: Ricky Portera

            E allora taci e fidati di chi ne ha.

            Sei l'ultimo a cui chiederei una cosa del genere.
            Sei semplicmente accecato dall'odio e dal
            fanatsimo. Impossibile ragionare con
            te.Sei nel torto piu' marcio.Per questo non puoi ragionare con me.

            Quindi confermi quanto ti avevo gia' detto

            altrove: non sono loro che scelgono il libro
            di

            testo che si troveranno ad

            adottare.

            Spesso è così, non sempre. Ed è l'ultimo dei
            problemi della scuola italiana.E infatti non c'e' proprio alcun bisogno di legiferare in quest'ambito inserendo complicazioni inutili.

            Viene scelto coi soliti sistemi mafiosi che
            M$
            ha

            esportato in tutto il

            mondo.

            Preinstallazione a forza!

            Senza libro di testo, il corso scolastico nemmeno
            comincia. Fai tu.C'e' il libro dello scorso anno.

            Che si avvale della complicita' di pochi

            insegnanti di ruolo che impongono determinati

            libri di

            testo.

            Mah, determinati... il mercato è abbastanza
            vario, ci sono diverse scelte. La concorrenza fra
            editori esiste, secondo me.Si, certo, come no.

            Ce l'ho io.

            Per un libro di testo di costo medio 30
            euro,
            1

            euro di produzione, 50 centesimi vanno

            all'autore, 50 al distributore, tutto il
            resto
            e'

            grasso che

            cola.

            Vanno pagate anche le fotografie,Si scelgano fotografie in creative commons, cosi' non vanno pagate.
            se non sono in
            PD, l'impaginazione, la carta. Se ne occupa il grafico. Tutto compreso nel suo costo.
            Ovviamente un
            costo connesso è la campagna presso gli
            insegnanti.Ah ecco!Olio extravergine per ungere le giuste ruote!Si contatta l'insegnante piu' influente della scuola (quello di ruolo da anni che decide per tutti), il quale in consiglio di istituto impone i testi per tutte le classi della scuola.
            Comunque queste cifre sono sparate a casaccio.
            Voglio una
            fonte.Sono io la fonte!Sentiti pure libero di produrre cifre diverse dalle mie.

            Carta e stampa incidono per non piu' di 1
            euro
            a

            volume.

            Altre cifre sparate a casaccio.Non hai che da produrre delle cifre tu.


            Perché altrimenti parliamo del nulla.



            I numeri te li ho dati.

            Uh!Gia'. E siccome non li puoi contestare, li subisci.



            Qualunque oggetto e' disponibile in versioni
            di

            qualita' diverse e costi

            diversi.

            Noi pretendiamo quello gratis.

            Della qualita' non ce ne frega niente. Va
            bene

            quella che

            offre.

            A me no.Tu allora paga e non rompere.
            E credo a molti altri. La Adobe non sarebbe
            sopravvissuta se la sua suite fosse stata
            intercambiabile con quelle gratuite.Ne sono fallite tante pur avendo prodotti anche migliori.Ce ne faremo una ragione.
            Idem per
            Sony Vegas, un programma di editing video che non
            ha un vero corrispettivo nel mondo del free
            software.Sara' sicuramente indispensabile a tutte le famiglie!


            Quindi Punto Informatico sarà invaso da

            centinaia


            di commenti che vomitano odio su tutto
            e
            su


            tutti.



            No, solo su di te e quelli come te.

            Ma magari!
            Purtroppo si insulta chiunque tenti di far
            ragionare. La verita' offende, vero?
            E si insultano gli assenti. Gli assenti lo sono per scelta loro.Questo e' un forum pubblico, a differenza di molti altri.
            Io sono
            impermeabile a queste critiche, altri magari
            scappano.Scappare e' da vigliacchi che sanno di aver torto.


            A nessuno piace fallire, guarda un po'.



            Ma per alcuni e' inevitabile, quindi
            rassegnati.

            Macché inevitabile.
            Il progresso segue percorsi tortuosi e
            imprevedibili. I giornali dicevano che sarebbero
            finiti con l'avvento della radio (cioè del
            giornale radio). Poi con l'avvento della
            televisione. Poi col televideo. E adesso con
            internet.
            E sempre lì stanno, certo sono di meno, ma ci
            sono ancora.Tuttavia non sono OBBLIGATORI.Chiunque fornisca un servizio a pagamento del quale esiste una versione gratuita, puo' tranquillamente erogare il suo servizio a pagamento.Il problema e' quando quello che offre il servizio a pagamento si fa scudo di una legge che lo rende OBBLIGATORIO e che impedisce di avvalersi di un servizio analogo gratuito.


            Comunque


            non garantisci la sopravvivenza di una


            professione a colpi di decreti, la
            legge
            non

            fa


            miracoli.



            E allora togliti da davanti e non far perdere

            tempo alla legge e soldi alle famiglie, che
            tanto

            devi

            fallire.

            Non sono mica io. È la lobby cattiva. :-DAh no?
            "Lobby", la parola magica per giustificare tutti
            i propri fallimenti personali.Io non sono mai fallito.E non ho neppure mai fallito.Il resto lo lascio a te.


            Se questa professione davvero un giorno


            non servirà più, si estinguerà, come
            molte

            altre


            in passato, dal perito calcolatore al

            calafato


            passando per lo stenografo.



            Nessuno vi rimpiangera'.

            Non sono un editore.Ma li stai difendendo, quindi in questo momento lo sei.
            E ti ripeto, ti estinguerai prima tu, per morte
            naturale, che gli editori. Perché sostituirli con
            altro è impensabile, ora come ora.E' impensabile da te che hai un cervello limitato.Altrove ne hanno gia' fatto a meno.E questo e' un punto di partenza fondamentale.


            Come credi che si diventi giornalisti,
            in

            Italia?



            Con la tessera del giusto partito, per
            cominciare.

            Oppure con un parente stretto giornalista.

            No, basta essere presi come praticante presso un
            giornale/settimanale/mensile e scrivere articoli.E fin qui tutti.
            Dopo due anni si ha già il diritto di entrare
            nell'elenco pubblicisti. E qui ci arrivano solo quelli che possono campare 2 anni senza stipendio, e con spese a proprio carico.
            Poi si può scegliere di
            cercare di entrare nei professionisti, ma non è
            indispensabile: un pubblicista è già dentro
            l'ordine.No. Ti manca la tessera di partito, e l'angelo custode.Anche perche' dimentichi di dire che per accedere all'odine SI PAGA, e uno che non viene pagato come giornalista, non puo' permettersi la permanenza nell'ordine.Non per niente si chiama CASTA dei giornalisti.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Il progresso e le lobby
            "Tuttavia non sono OBBLIGATORI.Chiunque fornisca un servizio a pagamento del quale esiste una versione gratuita, puo' tranquillamente erogare il suo servizio a pagamento.Il problema e' quando quello che offre il servizio a pagamento si fa scudo di una legge che lo rende OBBLIGATORIO e che impedisce di avvalersi di un servizio analogo gratuito.No. Ti manca la tessera di partito, e l'angelo custode.Anche perche' dimentichi di dire che per accedere all'odine SI PAGA, e uno che non viene pagato come giornalista, non puo' permettersi la permanenza nell'ordine.Non per niente si chiama CASTA dei giornalisti."Troppe parole maiuscole per i miei gusti. E troppe accuse a venvera. Non do corda a uno che urla e sbraita.Finisce qui.
          • ulysse gialla scrive:
            Re: Il progresso e le lobby
            - Scritto da: panda rossae smettila di sbraitare e di dire panzane, take it easy, fatti una sana tromabata una volta ogni mai
      • massimo scrive:
        Re: Il progresso e le lobby
        Le tue osservazioni mi sembrano un po' strane. E' ovvio che i precari non contano nulla, però quelli che sono nel sistema contano molto. E in più hanno facile presa sui ragazzi e sui genitori: in Italia come sai le leggi non sono fatte col buon senso ma per accontentare chi strilla di più.Quanto a conoscere i fatti: io ho fatto il professore a contratto per parecchi anni, ma non ho più fatto domanda di rinnovo e ho lasciato per motivi etici: mi vergognavo dei professori di ruolo, del loro comportamento verso i ragazzi e della loro scarsa attitudine a lavorare. Io vengo dall'industria dove un contratto è ancora una cosa seria, anche se pagato poco.Quanto ai libri ho una discreta conoscenza dei costi: dato che l'autore prende una percentuale ridicola, se anche il costo di struttura è elevato i costi di distribuzione sono molto alti, soprattutto per gli invenduti. Quindi togliere solo il 30% significa foraggiare alla grande una struttura che non serve più.Quanto al software gratuito vedo che sei poco pratico. Vero che Office è decisamente migliore di Open-Office, ma cosa mi dici di Apache, Mysql, PHP, Java, Javascript. E tutti gli antivirus gratis, che sono decisamente preferibili ai pachidermi a pagamento? E gli equivalenti di Zip e di PDP?Quanto alla grafica e al fotoritocco penso che tu abbia solo voglia di buttare via i soldi: la maggior parte dei software sono gratis e vanno benissimo per un utilizzo medio. Non vedo ragione di usare Photoshop se non fai il grafico di professione (e molti professionisti usano Gimp).Se vuoi farti una cultura guarda www.programmifree.com , ne hai bisogno.Ovviamente se sei nell'editoria si capiscono di più i motivi dei tuoi strani punti di vista..
        • Ricky Portera scrive:
          Re: Il progresso e le lobby

          Le tue osservazioni mi sembrano un po' strane. E'
          ovvio che i precari non contano nulla, però
          quelli che sono nel sistema contano molto. Sono anche d'accordo. Il fatto che però la percentuale fra i due è circa del 50 % ha il suo peso, lo ammetterai.
          E in
          più hanno facile presa sui ragazzi e sui
          genitori: in Italia come sai le leggi non sono
          fatte col buon senso ma per accontentare chi
          strilla di
          più.Anche i giovani studenti, a quanto ho visto in tv, strillano mica male. In genere per i rincari non giustificati.E infatti un ministro (mi pare la Moratti) ha imposto il congelamento del prezzo per tre anni consecutivi.
          Quanto a conoscere i fatti: io ho fatto il
          professore a contratto per parecchi anni, ma non
          ho più fatto domanda di rinnovo e ho lasciato per
          motivi etici: mi vergognavo dei professori di
          ruolo, del loro comportamento verso i ragazzi e
          della loro scarsa attitudine a lavorare. È un vecchio problema, che ho vissuto come studente anni fa. Gli stipendi si potrebbero anche innalzare/differenziare in base al merito, come già avviene in Francia, ma quando ci hanno provato in Italia si sono levati i forconi. C'era il ministro Tullio De Mauro.Con questa mentalità dove si può arrivare?
          Quanto ai libri ho una discreta conoscenza dei
          costi: dato che l'autore prende una percentuale
          ridicola, se anche il costo di struttura è
          elevato i costi di distribuzione sono molto alti,
          soprattutto per gli invenduti. Quindi togliere
          solo il 30% significa foraggiare alla grande una
          struttura che non serve
          più.Può darsi che in futuro la percentuale aumenti, é solo il primo passo. Qui stiamo parlando di una transizione: i libri di fatto saranno disponibili per chissà quanti anni nel doppio formato, perché o gli insegnanti non li possono vedere in formato elettronico, o i genitori non vogliono acquistare tavolette e simili.Conosco i miei polli, vedrai che andrà così.
          Quanto al software gratuito vedo che sei poco
          pratico. Vero che Office è decisamente migliore
          di Open-Office, ma cosa mi dici di Apache, Mysql,
          PHP, Java, Javascript. Io parlo di applicativi. Gli altri nemmeno so bene a cosa servono.
          E tutti gli antivirus
          gratis, che sono decisamente preferibili ai
          pachidermi a pagamento? Software monofunzione, come dicevo.Ho appena installato un programma che cerca i file ed è più veloce di quello fornito con Windows, che infatti ho disinstallato.
          E gli equivalenti di Zip
          e di PDP?Zip non è mai stato a pagamento, da che ricordo. Chi faceva software basati sulla sua tecnologia pagava la licenza.
          Quanto alla grafica e al fotoritocco
          penso che tu abbia solo voglia di buttare via i
          soldi: Per la verità, è un dettaglio che non ho esplicitato, li ho scaricati e craccati. :-DMa che non si sappia in giro. (win)
          la maggior parte dei software sono gratis
          e vanno benissimo per un utilizzo medio. E a me non vanno bene, abbi pazienza. Troppo imprevedibili, troppo poco intuitivi.
          Non vedo
          ragione di usare Photoshop se non fai il grafico
          di professione (e molti professionisti usano
          Gimp).Per hobby.E conosco altri che sono passati da Gimp a Photoshop.
          Se vuoi farti una cultura guarda
          www.programmifree.com , ne hai
          bisogno.
          Ovviamente se sei nell'editoria si capiscono di
          più i motivi dei tuoi strani punti di
          vista..No, ho lavorato anche in quel campo ma molti anni fa, e poi l'editoria era un settore collaterale, non primario.
      • Claudio Rossi scrive:
        Re: Il progresso e le lobby
        Sono un insegnante e confermo molte cose fra quelle già scritte. Pur non ritenendo il corpo docente una lobby, ritengo che sia una categoria estremamente impermeabile al cambiamento e all'innovazione, semplicemente perché negli impieghi statali non c'è abbastanza competizione e stimolo a lavorare bene. Ci vogliono leggi che costringano gli insegnanti ad adeguarsi ai tempi, perché da soli non cambieremo mai. La maggior parte dei docenti (purtroppo anche quelli giovani) non hanno nessuna intenzione di imparare ad usare un computer e, anzi, si vanta di vivere 50 anni indietro rispetto al resto del mondo.Per quanto riguarda i software gratis esistono moltissimi esempi di programmi fatti meglio delle controparti a pagamento. (LibreOffice, GIMP, calibre, MuseScore, Firefox ecc...). La solita proverbiale pigrizia e ignoranza dei docenti impedisce alle scuole di risparmiare migliaia di euro spesi in licenze Microsoft, inutili e costose. A questo si aggiunga la cupidigia di chi produce hardware per le scuole. Chi fornisce le LIM obbliga per contratto la scuola ad usare il loro software, ovviamente con formati di file proprietari. Risultato: se io ho lavagne di marche diverse nelle varie classi devo lavorare il triplo per preparare tre volte la stessa lezione in tre formati diversi con tre software diversi. Ma tanto il problema non si pone perché questi software li usa lo 0,00000001% dei docenti italiani.Nell'articolo leggo di dubbi riguardo a chi dovrà pagare i tablet e la formazione per gli insegnanti. Io avrei le risposte: 1) i tablet devono essere a carico delle famiglie (ormai ne esistono anche a basso costo) e ciò sarebbe fattibilissimo se gli editori la smettessero di farmi pagare un ebook solo due euro in meno rispetto al libro di carta. 2) La formazione dei docenti deve essere a carico dei docenti stessi. Lo dico perché so che i docenti non hanno bisogno di una formazione specifica su un software particolare, ma di una primissima alfabetizzazione alla tecnologia, e secondo me non è giusto che lo stato debba colmare un gap dovuto alla resistenza stessa che gli insegnanti hanno avuto negli ultimi 30 anni. Quando lavori per una ditta al limite l'azienda ti forma sui software specifici professionali, non ti insegna ad accendere un pc e a mandare una mail, questi devono essere prerequisiti, e chi non sa fare certe cose si rimbocchi le maniche e impari oppure cambi mestiere e vada a fare lo spazzino.Per finire mi fanno un po' ridere i tetti di spesa ridotti del 30%. Andatevi a fare un giro su Scuolabook e vedrete che la differenza di prezzo fra un libro cartaceo e la controparte elettronica non arriva nemmeno al 10%.
        • Ricky Portera scrive:
          Re: Il progresso e le lobby

          Sono un insegnante e confermo molte cose fra
          quelle già scritte. Pur non ritenendo il corpo
          docente una lobby, ritengo che sia una categoria
          estremamente impermeabile al cambiamento e
          all'innovazione, semplicemente perché negli
          impieghi statali non c'è abbastanza competizione
          e stimolo a lavorare bene. Eh sì... Non a caso è il sogno bagnato di molti neolaureati e neodiplomati senza pretese. Stipendio basso, ma posto di lavoro blindato e nessuna richiesta di aggiornamento particolare.
          Ci vogliono leggi che
          costringano gli insegnanti ad adeguarsi ai tempi,
          perché da soli non cambieremo mai. Ho ricordato la proposta della possibilità dell'avanzamento di carriera per gli insegnanti dopo concorso. Hanno accusato il ministro De Mauro di voler fare i quiz alla Gerry Scotti per i docenti di ruolo, figurati. :-)Di ministri abbastanza forti da opporsi ai dipendenti pubblici non ce ne saranno mai, in Italia.
          Per quanto riguarda i software gratis esistono
          moltissimi esempi di programmi fatti meglio delle
          controparti a pagamento. (LibreOffice, GIMP,
          calibre, MuseScore, Firefox ecc...). Libreoffice e GIMP tienteli tu, grazie. Se ti piacciono, padronissimo di dirlo e di usarli, io li trovo ingestibili e imprevedibili.Firefox non ha corrispettivi a pagamento: persino IE della Microsoft è gratis.Musescore e Calibre non so a che servano, evidentemente non ne ho mai avuto bisogno. :-)
          La solita
          proverbiale pigrizia e ignoranza dei docenti
          impedisce alle scuole di risparmiare migliaia di
          euro spesi in licenze Microsoft, inutili e
          costose. Le scuole installano prodotti Microsoft ma non su consiglio dei docenti. Ci sono precise procedure.
          A questo si aggiunga la cupidigia di chi
          produce hardware per le scuole. Chi fornisce le
          LIM obbliga per contratto la scuola ad usare il
          loro software, ovviamente con formati di file
          proprietari. Risultato: se io ho lavagne di
          marche diverse nelle varie classi devo lavorare
          il triplo per preparare tre volte la stessa
          lezione in tre formati diversi con tre software
          diversi. Ma tanto il problema non si pone perché
          questi software li usa lo 0,00000001% dei docenti
          italiani.Interessante retroscena sulle LIM. (rotfl)Consiglio: torna alla lavagna di ardesia. Nessun preside ha il potere di opporsi a questa tua scelta.
          Per finire mi fanno un po' ridere i tetti di
          spesa ridotti del 30%. Andatevi a fare un giro su
          Scuolabook e vedrete che la differenza di prezzo
          fra un libro cartaceo e la controparte
          elettronica non arriva nemmeno al
          10%.Gli ebook non hanno il problema dei resi e non hanno il costo della carta e dell'inchiostro. La riduzione del 30 % è più che giustificata.In generale, il prezzo di un libro cartaceo e del corrispondente in formato ebook in Italia è falsato alla fonte da due aliquote IVA diverse. E credo anche da incentivi all'editoria che considerano solo quella su carta.
  • Phronesis scrive:
    A cosa serve lo stato?
    La mia non è una domanda fuori tema.E' in topic.Poichè ho già discusso questa riforma in una altro articolo e ho avuto le stesse obiezioni che leggo qui con chi non è propenso a un vero e concreto cambiamento.E ammetto provocatoriamente di pensare che è lo stesso utente.Vorrei chiedere (più a lui che ad altri) a cosa diavolo serve uno Stato secondo lui, se non può fare una riforma scegliendo che lo standard usato per i libri dell'anno 2015/2016 (esempio) debba essere digitale e in formato aperto e libero, ossia vantaggioso per i cittadini?Cortesemente me lo spieghiPS"allego" la discussione e la mia semplice proposta e analisi.http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3883581&m=3884094#p3884094
    • un chain scrive:
      Re: A cosa serve lo stato?
      - Scritto da: Phronesis
      Cortesemente me lo spieghiserve a mantenere (per via legislativa = leggi, giustizia ecc., per via economica = finanza/plusvalenze ecc., per via morale = religioni, patria ecc., e per via oppressiva = polizie, eserciti ecc.) le strutture gerarchiche di dominio e controllo con cui pochissimi opprimono e sfruttano le massetutto qui
      • un chain scrive:
        Re: A cosa serve lo stato?
        - Scritto da: un chainps: non sono io quello della discussione a cui ti riferisci, ma visto che hai chiesto... ti ho risposto... :-)
      • Fai il login o Registrati scrive:
        Re: A cosa serve lo stato?
        Immagino che tu non abbia mai avuto bisogno di un dottore, di un'ospedale, di un farmaco, di una scuola. E neppure tu abbia mai usato, che ne so, una strada, un marciapiede. E tante altre cose. Immagino ciò non sia accaduto neanche ai tuoi amici e ai tuoi familiari. Beh, per tua informazione è questo a cui serve uno stato. Ciao
        • Phronesis scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          Ciao.Evidentemente la comprensibilità della mia ironia era subordinata al fatto di aver letto gran parte dei commenti agli articoli di PI su questo tema.Ovviamente so cos'è uno Stato o al limite l'avrei cercato su wikipedia.http://it.wikipedia.org/wiki/Stato- Scritto da: Fai il login o Registrati
          Immagino che tu non abbia mai avuto bisogno di un
          dottore, di un'ospedale, di un farmaco, di una
          scuola. E neppure tu abbia mai usato, che ne so,
          una strada, un marciapiede. E tante altre cose.
          Immagino ciò non sia accaduto neanche ai tuoi
          amici e ai tuoi familiari. Beh, per tua
          informazione è questo a cui serve uno stato.
          CiaoCerto quindi in sostanza, uno Stato come quello italiano che ha adottato come forma di governo quale una Repubblica democratica la cui sovranità appartiene al popolo, cerca o dovrebbe cercare di garantire dei servizi più o meno pubblici come quelli che citi per migliorare il tenore di vita dei cittadini e lo fa mediante leggi.Non trovi anche tu?Chissà cosa ne pensano gli altri.Un utente per esempio mi ha detto che serve a mantenere le strutture gerarchiche di dominio e controllo con cui pochissimi opprimono e sfruttano le masse.Spero no si riferisse a quello Italiano, almeno non in teoria.
    • Ricky Portera scrive:
      Re: A cosa serve lo stato?

      Vorrei chiedere (più a lui che ad altri) a cosa
      diavolo serve uno Stato secondo lui, se non può
      fare una riforma scegliendo che lo standard usato
      per i libri dell'anno 2015/2016 (esempio) debba
      essere digitale No, questo dettaglio è stato deciso poco fa. Il formato è digitale, non analogico.
      e in formato aperto e libero,
      ossia vantaggioso per i
      cittadini?Il formato lo decidono gli editori.Si può cercare di imporre quello aperto, alcuni editori italiani in effetti non hanno protezioni di sorta e non gli costerebbe niente. Ma la vedo dura con gli editori che queste protezione anticopia le adottano già, e per tutti gli ebook. Il risultato di questa lotta è che quei libri esisterebbero solo in formato cartaceo.
      • Phronesis scrive:
        Re: A cosa serve lo stato?
        La domanda era un'altra.A cosa serve per te lo Stato?- Scritto da: Ricky
        Il formato lo decidono gli editori.Non la legge?
        • un chain scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          - Scritto da: Phronesis
          La domanda era un'altra.
          A cosa serve per te lo Stato?

          - Scritto da: Ricky

          Il formato lo decidono gli editori.
          Non la legge?non sono la stessa cosa? ;-)http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3898872&m=3899098#p3899098
        • Ricky Portera scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?

          La domanda era un'altra.
          A cosa serve per te lo Stato?A differenziarci dalle società primitive incontattate che esistono in Amazzonia e nella Papuasia.

          Il formato lo decidono gli editori.
          Non la legge?Assolutamente no. Non molti sanno che prima del 2008 il favoloso PDF era un formato proprietario della Adobe.Ora è uno standard ISO, ma non certo perché uno Stato in particolare ha deciso che lo fosse: perché fra tutti quelli esistenti era quello per cui esisteva un lettore gratuito e facile da usare.
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            La domanda era un'altra.

            A cosa serve per te lo Stato?

            A differenziarci dalle società primitive
            incontattate che esistono in Amazzonia e nella
            Papuasia.Bhe, Solo?Dicendolo alla wikipedia maniera"Lo Stato è un ordinamento giuridico politico che a fini generali esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti. Esso comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio legale."Tu sai che siamo in una repubblica democratica, e che quella parte sul potere sovrano è in mano al popolo.





            Il formato lo decidono gli editori.

            Non la legge?

            Assolutamente no. Perchè no?Perchè non c'è una legge? le leggi si fanno, o perchè una legge dice il contrario è questo il concetto delle riforme.
            Non molti sanno che prima del
            2008 il favoloso PDF era un formato proprietario
            della
            Adobe.
            Ora è uno standard ISO, ma non certo perché uno
            Stato in particolare ha deciso che lo fosse:
            perché fra tutti quelli esistenti era quello per
            cui esisteva un lettore gratuito e facile da
            usare.Totalmente OT.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?



            La domanda era un'altra.


            A cosa serve per te lo Stato?



            A differenziarci dalle società primitive

            incontattate che esistono in Amazzonia e
            nella

            Papuasia.
            Bhe, Solo?Lo Stato in termini genarali, sì.Se poi mi chiedi di uno Stato in particolare, le risposte possono essere diverse.Esiste anche una barzelletta americana, che chiede "A cosa serve il Vermont"? Non ho mai capito la risposta, però...
            Tu sai che siamo in una repubblica democratica, e
            che quella parte sul potere sovrano è in mano al
            popolo.Esatto.Il popolo però è troppo volubile, e va troppo dove soffia il vento, per esercitare questo potere direttamente. E quindi si delega, si delega tutto.



            Il formato lo decidono gli editori.


            Non la legge?



            Assolutamente no.
            Perchè no?
            Perchè non c'è una legge? le leggi si fanno, o
            perchè una legge dice il contrario è questo il
            concetto delle
            riforme.Attualmente non c'è una legge che decide come debbano fare i libri gli editori, così come non c'è una legge che dice come debbano fare il pane i panettieri o come debbano tagliare il salame i salumieri. Nulla vieta che venga fatta, ma la vedo dura: è un'invasione di campo in questioni non di competenza del legislatore.Esistono invece delle leggi, o piuttosto delle direttive, sui formati da usare per comunicare con la Pubblica amministrazione. Ma attenzione: si adotta un formato già esistente, non lo si stablisce per decreto.
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            Scusami.Dammi una risposta.Da cui posso trarre delle conclusioni.Hai una abilità nello svicolare criptica- Scritto da: Ricky Portera
            Se poi mi chiedi di uno Stato in particolare, le
            risposte possono essere
            diverse.Dammene Una.Lo Stato particolare è la Repubblica Italiana.
            Esiste anche una barzelletta americana, che
            chiede "A cosa serve il Vermont"? Non ho mai
            capito la risposta,
            però...
            Esatto.
            Il popolo però è troppo volubile, e va troppo
            dove soffia il vento, per esercitare questo
            potere direttamente. E quindi si delega, si
            delega
            tutto.Sei serio o mi prendi in giro?E quindi?anche un proprietario di albergo può delegare tutta la gestione ad altri.é intrinseco nell'accordo che deve fare gli interessi del proprietario.
            Attualmente non c'è una legge che decide come
            debbano fare i libri gli editori, Nessuno chiede questa legge.Si parla di formati scolastici.

            Nulla vieta che venga fatta, ma la vedo dura: è
            un'invasione di campo in questioni non di
            competenza del
            legislatore.Ne parleremo quando sarò certo che partiamo dallo stesso concetto di Stato Italiano sulla possibilità di uno stato sovrano di legiferareIl resto del discorso non lo trovo esplicativo.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Phronesis
            Scusami.
            Dammi una risposta.

            Da cui posso trarre delle conclusioni.
            Hai una abilità nello svicolare cripticaLui e' un troll professionista.Cambia nick piu' spesso dei calzini pensando che qui portiamo tutti la sveglia al collo e l'anello al naso.Non risponde mai alle domande.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Non risponde mai alle domande.Ecco, a proposito di domande. Ti dispiace indicarmi dove trovare le canzoni che tu sostieni di avere scaricato e messo su un sito spagnolo qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3895083&m=3895934#p3895934Ripeto i titoli per comodità:Tony Cucchiara - Il mestiere dell'attorehttp://www.discogs.com/Peppino-De-Filippo-La-Gallina/release/3739493Uraniah - Peccatore e Sinergia del malehttp://www.estatica.it/it/musica/uraniah/disco/peccatore-sinergia-del-maleManuela Rendall ‎ Quando Una Ragazza Diventa Donnahttp://www.discogs.com/Manuela-Rendall-Quando-Una-Ragazza-Diventa-Donna-Johnny-And-Mary/release/3577071Perché sai, il quaraqquaqqà lo sanno fare tutti... :-D
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Non risponde mai alle domande.

            Ecco, a proposito di domande. Ti dispiace
            indicarmi dove trovare le canzoni che tu sostieni
            di avere scaricato e messo su un sito spagnolo
            qui:

            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3895083&m=389

            Ripeto i titoli per comodità:E io ti riporto le mie condizioni.Il servizio di ricerca personalizzato costa 50 euro, da pagarsi 20% all'ordine, e il restante alla consegna.
            Perché sai, il quaraqquaqqà lo sanno fare
            tutti...
            :-DCerto. Soprattutto tu.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?



            Non risponde mai alle domande.



            Ecco, a proposito di domande. Ti dispiace

            indicarmi dove trovare le canzoni che tu
            sostieni

            di avere scaricato e messo su un sito
            spagnolo

            qui:




            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3895083&m=389



            Ripeto i titoli per comodità:

            E io ti riporto le mie condizioni.

            Il servizio di ricerca personalizzato costa 50
            euro, da pagarsi 20% all'ordine, e il restante
            alla
            consegna.Queste condizioni non c'erano nella conversazione che ho citato. Come mai?E metti in chiaro i tuoi dati per il pagamento qui?
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera



            Non risponde mai alle domande.





            Ecco, a proposito di domande. Ti
            dispiace


            indicarmi dove trovare le canzoni che tu

            sostieni


            di avere scaricato e messo su un sito

            spagnolo


            qui:








            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3895083&m=389





            Ripeto i titoli per comodità:



            E io ti riporto le mie condizioni.



            Il servizio di ricerca personalizzato costa
            50

            euro, da pagarsi 20% all'ordine, e il
            restante

            alla

            consegna.

            Queste condizioni non c'erano nella conversazione
            che ho citato. Come
            mai?Ci sono state le elezioni in germania nel frattempo e visto che il PP non ha superato la Merkel, tu adesso paghi.

            E metti in chiaro i tuoi dati per il pagamento
            qui?Puoi fare un versamento in favore della FSF e poi mettere qui prova del versamento effettuato.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Ci sono state le elezioni in germania nel
            frattempo e visto che il PP non ha superato la
            Merkel, tu adesso
            paghi.Proprio una logica da Panda Rossa.



            E metti in chiaro i tuoi dati per il
            pagamento

            qui?

            Puoi fare un versamento in favore della FSF e poi
            mettere qui prova del versamento
            effettuato.Io un versamento alla Free Software Foundation lo posso anche fare anche, ma prima contatto i responsabili e li informo del presente scambio di battute. Non vorrei che fosse contrario al loro statuto: io sto pagando per avere file musicali che non si trovano da nessuna parte, ma che sono ancora coperti dal diritto d'autore. Diritto d'autore musicale, non del software.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Ci sono state le elezioni in germania nel

            frattempo e visto che il PP non ha superato
            la

            Merkel, tu adesso

            paghi.

            Proprio una logica da Panda Rossa.Molto piu' logica di quella di Leguleio che difende la casta parassita di cui fa parte.


            E metti in chiaro i tuoi dati per il

            pagamento


            qui?



            Puoi fare un versamento in favore della FSF
            e
            poi

            mettere qui prova del versamento

            effettuato.

            Io un versamento alla Free Software Foundation lo
            posso anche fare anche, ma prima contatto i
            responsabili e li informo del presente scambio di
            battute. Non vorrei che fosse contrario al loro
            statuto: io sto pagando per avere file musicali
            che non si trovano da nessuna parte, ma che sono
            ancora coperti dal diritto d'autore. Diritto
            d'autore musicale, non del
            software.No, tu stai pagando un servizio di ricerca personalizzato per trovare dei contenuti in rete.Sulla questione dei diritti abbiamo gia' parlato: se sono in rete sono leciti, se non sono leciti non sono in rete.La prova e' che quando viene messo qualche contenuto illecito in rete, questo viene tempestivamente oscurato.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            No, tu stai pagando un servizio di ricerca
            personalizzato per trovare dei contenuti in
            rete.Li contatterò domani mettina. Vediamo cosa mi rispondono.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            No, tu stai pagando un servizio di ricerca

            personalizzato per trovare dei contenuti in

            rete.


            Li contatterò domani mettina. Vediamo cosa mi
            rispondono.Se ti fanno storie, possiamo cambiare destinatario della donazione.Invece della FSF puoi farla in favore di wikipedia. Per me va bene lo stesso.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?



            No, tu stai pagando un servizio di
            ricerca


            personalizzato per trovare dei
            contenuti
            in


            rete.La notte porta consiglio. E quello che ieri mi appariva come un aspetto secondario, stamattina mi si è rivelato per ciò che è realmente: un semplice atto di compravendita, che non ha nulla ache fare con la sfida lanciata qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3895083&m=3895713#p3895713I tre brani che ho indicato come introvabili .mp3 (e lo sono) si acquistano per una cifra uguale o anche inferiore ai 50 , tutti e tre sommati. :-)Troppo facile sarebbe per te procurarteli, convertirli in .mp3 e poi dire che li hai trovati sul web... spendendo meno di me per la donazione. E lo posso fare anche io, solo che non voglio. La prossima volta devo indicare brani introvabili, ma che almeno costino un occhio della testa su ebay o altri siti collezionistici; oppure siano introvabili anche lì. ;-)
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera



            No, tu stai pagando un servizio di

            ricerca



            personalizzato per trovare dei

            contenuti

            in



            rete.

            La notte porta consiglio. E quello che ieri mi
            appariva come un aspetto secondario, stamattina
            mi si è rivelato per ciò che è realmente: un
            semplice atto di compravendita, che non ha nulla
            ache fare con la sfida lanciata
            qui:

            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3895083&m=389

            I tre brani che ho indicato come introvabili .mp3
            (e lo sono) si acquistano per una cifra uguale o
            anche inferiore ai 50 , tutti e tre sommati.
            :-)
            Troppo facile sarebbe per te procurarteli,
            convertirli in .mp3 e poi dire che li hai trovati
            sul web... spendendo meno di me per la donazione.
            E lo posso fare anche io, solo che non voglio.

            La prossima volta devo indicare brani
            introvabili, ma che almeno costino un occhio
            della testa su ebay o altri siti collezionistici;
            oppure siano introvabili anche lì.
            ;-)Come preferisci.La segno come vittoria per abbandono del campo da parte tua.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Come preferisci.
            La segno come vittoria per abbandono del campo da
            parte
            tua.Certo, vincere dopo aver introdotto il pagamento per una cosa gratis è proprio da te. (rotfl)Ma alle assurditá di Panda Rossa ci hanno fatti tutti il callo, qui, e non stupiscono più.
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Phronesis

            Scusami.

            Dammi una risposta.



            Da cui posso trarre delle conclusioni.

            Hai una abilità nello svicolare criptica

            Lui e' un troll professionista.
            Cambia nick piu' spesso dei calzini pensando che
            qui portiamo tutti la sveglia al collo e l'anello
            al
            naso.

            Non risponde mai alle domande.Devo constatare che concordo.Stupido io a farmi tirare dentro.Onestamente ci speravo.ma considerando come ha appena risposto non ho nulla da aggiungere.La nuova definizione di Stato Italiano:Per differenziarci dalle società primitive incontattate che esistono in Amazzonia e nella Papuasia. [ndr. si è fondato lo stato italiano]serve per continuare la tradizione del progenitore comune della stirpe Italo, e per far conoscere ai turisti i luoghi e gli splendori del rinascimento. Durante i mondiali di calcio serve anche a liberare i bassi istinti.il popolo però è troppo volubile, e va troppo dove soffia il vento, per esercitare questo potere direttamente. E quindi si delega, si delega tutto.allibito.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Phronesis

            allibito.Naaaaaaaaa! Quella parola e' VIETATA qui dentro.La usa come nick, un altro individuo al cui confronto questo troll qui e' simpaticissimo.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Phronesis
            Scusami.
            Dammi una risposta.Te l'ho data.Se poi non ti piace, non posso farci nulla. :|Chiedimi cose più speicifiche, e sarò più specifico.
            Da cui posso trarre delle conclusioni.
            Hai una abilità nello svicolare cripticaPerché svicolare? Ti ho risposto in due righe...

            Se poi mi chiedi di uno Stato in
            particolare,
            le

            risposte possono essere

            diverse.
            Dammene Una.
            Lo Stato particolare è la Repubblica Italiana.Oltre a quelo già indicato sopra, serve per continuare la tradizione del progenitore comune della stirpe Italo, e per far conoscere ai turisti i luoghi e gli splendori del rinascimento. Durante i mondiali di calcio serve anche a liberare i bassi istinti, ma questo con lo Stato in sé c'entra fino a un certo punto.

            Il popolo però è troppo volubile, e va troppo

            dove soffia il vento, per esercitare questo

            potere direttamente. E quindi si delega, si

            delega

            tutto.

            Sei serio o mi prendi in giro?
            E quindi?
            anche un proprietario di albergo può delegare
            tutta la gestione ad
            altri.
            é intrinseco nell'accordo che deve fare gli
            interessi del
            proprietario.Sono serio.Ed era per sottolineare che lo Stato <B
            non è </B
            il popolo. Dovrebbe essere espressione del popolo, e non sempre ci riesce.

            Attualmente non c'è una legge che decide come

            debbano fare i libri gli editori,
            Nessuno chiede questa legge.
            Si parla di formati scolastici.Mi sfugge la differenza.Se all'editore quel formato va bene, lo venderà in quel formato. Oh bella.Chi sei tu per decidere al suo posto?

            Nulla vieta che venga fatta, ma la vedo
            dura:
            è

            un'invasione di campo in questioni non di

            competenza del

            legislatore.
            Ne parleremo quando sarò certo che partiamo dallo
            stesso concetto di Stato Italiano sulla
            possibilità di uno stato sovrano di
            legiferareLa possibilità c'è sempre, in linea di principio.Che poi le leggi abbiano un senso, e che siano applicabili, è tutt'altra faccenda. E anche la questione se siano conformi alla costituzione va presa in considerazione.
      • Claudio Rossi scrive:
        Re: A cosa serve lo stato?
        Scusa se mi intrometto. Mi sembra che tu non abbia capito la questione. Pongo la domanda in altri termini: secondo te è giusto che uno stato lasci un'istituzione pubblica come la scuola in balia delle volontà dei privati senza proferire parola? E' giusto che ogni editorie imponga il proprio formato e che questi siano incomunicabili, creando disagi agli utenti finali? Almeno nella scuola i formati dovrebbero essere aperti e interoperabili, se non non ci si capisce più nulla. Uno stato che non fa una legislazione in merito è uno stato che non solo se ne frega del cittadino, ma fa di tutto per assecondare gli interessi dei privati. E' uno scandalo, per esempio, che i programmi di lavagna interatttiva non abbiamo un formato unico standard, perché se io ho diverse lavagne nelle classi devo preparare le stesse lezioni diverse volte in diversi formati e con software diversi, il che non è proprio pensabile. Piuttosto non faccio nulla. E cosa dire della vicenda "registro elettronico"? Lo stato avrebbe potuto fare un bando unico e affidare la gestione di tutto il sistema scolastico italiano ad un'unica piattaforma, risparmiando sicuramente milioni di euro, mentre invece lo stato ha semplicemente detto "dall'anno prossimo ogni scuola dovrà avere il registro elettronico" e poi ogni scuola si è dovuta arrangiare a scegliersi e a pagarsi il servizio, spendendo ovviamente un'enormità in più. Questa è chiaramente ignoranza (si fanno leggi senza sapre nulla di questioni tecniche riguardanti ciò di cui si legifera) e mancanza di una visione (ognuno faccia ciò che crede, non sta a noi dare direttive chiare per il futuro). Per te lo stato è questo?
    • MacGeek scrive:
      Re: A cosa serve lo stato?
      Uno stato, per i libri delle scuole dell'obbligo, dovrebbe commissionare i libri a chi gli pare, pagare il costo una tantum, e poi stamparseli da soli. Capisco che quando sono di carta c'è tutto un overhead logistico complesso e quindi la cosa può essere lasciata agli editori (anche se, come al solito, poi questi ci speculano troppo).Ma se parliamo di ebook, lasciare royalties agli editori per i libri di testo non ha senso.Si commissiona il libro e poi basta. E neanche tutti gli anni, perché le cose non cambiano certo da un anno all'altro per le materie della scuola dell'obbligo.A quel punto i libri devono essere gratis e in un formato aperto (diciamo l'ePub che è già diffuso).Poi le famiglie si comprano il lettore che vogliono, ormai ce ne sono per tutte le tasche e costano anche meno di 2-3 libri tradizionali quindi non sono una grande spesa per la famiglia.Ma in Italia, ormai, ogni norma è scritta per far fare business lucroso e sicuro a qualche lobby amica, quindi questa cosa non avverrà mai.
      • Phronesis scrive:
        Re: A cosa serve lo stato?
        - Scritto da: MacGeek
        Uno stato, per i libri delle scuole dell'obbligo,
        dovrebbe commissionare i libri a chi gli pare,
        pagare il costo una tantum, e poi stamparseli da
        soli. Capisco che quando sono di carta c'è tutto
        un overhead logistico complesso e quindi la cosa
        può essere lasciata agli editori (anche se, come
        al solito, poi questi ci speculano
        troppo).Idealmente potrei concordare.Credo però che una "via di mezzo" per non distruggere dall'oggi al domani un settore del mercato (e una cosa che un governo deve considerare) e/o per l'impossibilità di trovare fondi liberi e aggiungici anche per rendere la tempistica breve, penso che una via di mezzo si possa trovare.Tenendo presente che il progresso e la necessità dei molti dovrebbe prevalere sui pochi.
        Ma in Italia, ormai, ogni norma è scritta per far
        fare business lucroso e sicuro a qualche lobby
        amica, quindi questa cosa non avverrà
        mai.Ok.Diciamolo così allora, uno può farsene una ragione o meno.Senza tanti giri di parole.è la parte:"no non ti stanno XXXXXXndo a dosso, piove!"che proprio non reggo.Sarà che sono io che la vedo stranaXD
        • MacGeek scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          - Scritto da: Phronesis
          Idealmente potrei concordare.
          Credo però che una "via di mezzo" per non
          distruggere dall'oggi al domani un settore del
          mercato (e una cosa che un governo deve
          considerare) e/o per l'impossibilità di trovare
          fondi liberi e aggiungici anche per rendere la
          tempistica breve, penso che una via di mezzo si
          possa trovare.È un mercato che non ha senso di esistere. O, meglio, non deve essere così lucroso.Stiamo parlando di materie dell'obbligo. Nozioni che sono note da decenni o secoli, sempre le stesse. Se prendo il libro di mio nonno va bene lo stesso (anzi forse erano anche scritti meglio).L'eBook è tecnologia utile per ridurre drasticamente tutta una serie di complessità e costi dei libri di carta (inclusi i costi di zaini extra large). Ma se non si sfruttano questi vantaggi a che pro cambiare? Anzi diventa solo un costo più per un oggetto che prima non andava comprato.
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: MacGeek
            È un mercato che non ha senso di esistere.
            O, meglio, non deve essere così
            lucroso.
            Stiamo parlando di materie dell'obbligo. Nozioni
            che sono note da decenni o secoli, sempre le
            stesse. Se prendo il libro di mio nonno va bene
            lo stesso (anzi forse erano anche scritti
            meglio).Guarda che io sono d'accordo con te.Fatto sta che il copyright (sfortunatamente) esiste e finchè non si avrà la lungimiranza di investire in libri copyleft per le scuole dell'obbligo, nel periodo di mediazione, si media.Tu per esempio tecnicamente (tanto si fa per parlare) cosa faresti se domani ti svegliassi nei panni del ministro?Io non sono il "ministro" quindi non decido un beneamato, resto dell'idea che una riforma troppo radicale per motivi tecniciIn tutte questi interventi sono pochi gli utenti (uno?) che dice sostanzialmente lo stato non può fare nulla, sono gli editori ad avere il coltello dalla parte del manico.

            L'eBook è tecnologia utile per ridurre
            drasticamente tutta una serie di complessità e
            costi dei libri di carta (inclusi i costi di
            zaini extra large). Ma se non si sfruttano questi
            vantaggi a che pro cambiare? I vantaggi sono intrinsechi nella tecnologia.Gia adottarla porta vantaggi, ai bambini, alle scuole, alle famiglie alle tasche (se lo Stato difende il tuo diritto e quello degli autori con una riforma sensata)
            Anzi diventa solo un
            costo più per un oggetto che prima non andava
            comprato.Secondo me da una analisi pratica, anche scaricando sulle famiglie il costo+una tassa libri, equa. Le famiglie risparmierebbero.E si aprirebbe il mercato, tra l'altro.
          • MacGeek scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Phronesis
            - Scritto da: MacGeek

            È un mercato che non ha senso di
            esistere.

            O, meglio, non deve essere così

            lucroso.

            Stiamo parlando di materie dell'obbligo.
            Nozioni

            che sono note da decenni o secoli, sempre le

            stesse. Se prendo il libro di mio nonno va
            bene

            lo stesso (anzi forse erano anche scritti

            meglio).

            Guarda che io sono d'accordo con te.
            Fatto sta che il copyright (sfortunatamente)
            esiste e finchè non si avrà la lungimiranza di
            investire in libri copyleft per le scuole
            dell'obbligo, nel periodo di mediazione, si
            media.I diritti d'autore si possono comprare. Lo stato LI DEVE comprare per i libri che vuole distribuire nelle scuole dell'obbligo. Tanto semplice.
            Tu per esempio tecnicamente (tanto si fa per
            parlare) cosa faresti se domani ti svegliassi nei
            panni del ministro?Queste cose non si fanno di corsa vanno programmate.Intanto metterei su una commissione tecnica per scegliere le tecnologie che devono:1) essere aperte2) prive di brevetti e copyright3) economiche per lo stato ed i cittadini.Poi metterei su un'altra commissione che si incarica di scrivere o commissionare i testi per il nuovo formato che devono:1) sfruttare i vantaggi della tecnologia. Es: hyperlink, eventuali video, interattività in alcune parti (es: test apprendimento), ricerca nei testi, layout ottimizzato2) liberi di copyright (che, d'altra parte, se è commissionato dallo stato è il SUO).
            In tutte questi interventi sono pochi gli utenti
            (uno?) che dice sostanzialmente lo stato non può
            fare nulla, sono gli editori ad avere il coltello
            dalla parte del manico. No, lo stato può e DEVE. Altrimenti a che serve?
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            No, lo stato può e DEVE. Altrimenti a che serve?Interessante questa concezione dello Stato come ente caritatevole. La San Vincenzo dei genitori con figli in etá scolare... (rotfl)Ma solo un attimo fa non era governato dalle lobby cattivissime?
          • Funz scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            No, lo stato può e DEVE. Altrimenti a che
            serve?

            Interessante questa concezione dello Stato come
            ente caritatevole. La San Vincenzo dei genitori
            con figli in etá scolare...
            (rotfl)Lo Stato dovrebbe fare l'interesse dei cittadini e delle famiglie, e non vuol dire essere un ente caritatevole visto che lo fa con i soldi dei contribuenti.Per te invece lo Stato dovrebbe fare solo gli interessi di lobby e potentati economici, come peraltro sta facendo da sempre (ovviamente sempre coi soldi dei contribuenti).
            Ma solo un attimo fa non era governato dalle
            lobby
            cattivissime?Secondo te chi comanda in Italia?
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            Interessante questa concezione dello Stato
            come

            ente caritatevole. La San Vincenzo dei
            genitori

            con figli in etá scolare...

            (rotfl)

            Lo Stato dovrebbe fare l'interesse dei cittadini
            e delle famiglie, e non vuol dire essere un ente
            caritatevole visto che lo fa con i soldi dei
            contribuenti.Laddove le tasse coprono le spese necessarie, lo Stato può farsi carico dei costi delle famiglie. Ad esempio i libri di testo delle elementari sono gratis (se la legge ancora c'è).Per altre spese, come il trasporto da casa a scuola, l'abbigliamento per l'ora di educazione fisica, la mensa, di base ci pensano i genitori (anche se esistono aiuti su base regionale per i meno abbienti). Ricordi la vicenda di Adro, in provincia di Brescia?Lobby dei mezzi pubblici, dei produttori di indumenti sportivi e dei ristoratori? No, banalmente mancanza di fondi.
            Per te invece lo Stato dovrebbe fare solo gli
            interessi di lobby e potentati economici, come
            peraltro sta facendo da sempre (ovviamente sempre
            coi soldi dei
            contribuenti).Io non credo proprio che al Miur gli editori stiano simpatici. Ma è nell'interesse di tutti andare d'accordo. Fra editoria scolastica e mondo della scuola s'è instaurato da tempo un rapporto di spacciatore/tossicodipendente. Inutile illudersi, nessuno può fare a meno dell'altro. :|

            Ma solo un attimo fa non era governato dalle

            lobby

            cattivissime?

            Secondo te chi comanda in Italia?Chi ha i soldi. E il vaticano. Che normalmente non hanno nessunissima intensione di costituirsi in lobby, e anzi, le lobby sono lacci e laccioli anch'essi.Un tempo c'erano Agnelli e Pirelli, oggi di miliardari ce ne sono altri, ma bisogna abituarsi. Tu, se fossi al loro posto, faresti esattamente le stesse cose.
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: MacGeek
            No, lo stato può e DEVE. Altrimenti a che serve?Strano è la domanda iniziale del 3d. xdEppure non ho avuto una risposta.Concordo.In questo caso specifico è assurdo che non ci si muova in una direzione così semplice.Pensando poi ai fondi stanziati per "ammodernarci" al digitale terrestre.Ma chi non reputa la tv più importante della scuola?!
        • panda rossa scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          - Scritto da: Phronesis
          - Scritto da: MacGeek

          Uno stato, per i libri delle scuole
          dell'obbligo,

          dovrebbe commissionare i libri a chi gli
          pare,

          pagare il costo una tantum, e poi
          stamparseli
          da

          soli. Capisco che quando sono di carta c'è
          tutto

          un overhead logistico complesso e quindi la
          cosa

          può essere lasciata agli editori (anche se,
          come

          al solito, poi questi ci speculano

          troppo).

          Idealmente potrei concordare.
          Credo però che una "via di mezzo" per non
          distruggere dall'oggi al domani un settore del
          mercato (e una cosa che un governo deve
          considerare)Chissenefrega del settore di mercato!Forse lo stato si e' mai preoccupato di tutti i lavoratori che ultimamente hanno perso il lavoro?Quindi perche' bisogna considerare gli editori (che non sono lavoratori ma PARASSITI) in modo privilegiato?E comunque stiamo parlando solo dell'editoria scolastica.Gli editori potranno continuare a pubblicare Dan Brown o Moccia: quelli nessuno glieli tocca.
          e/o per l'impossibilità di trovare
          fondi liberi e aggiungici anche per rendere la
          tempistica breve, penso che una via di mezzo si
          possa trovare.Non servono fondi: testi in creative common ci sono gia'.Si puo' partire adottando quelli.
          Tenendo presente che il progresso e la necessità
          dei molti dovrebbe prevalere sui pochi.Vallo a dire a quei servi che siedono in parlamento!
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: panda rossa
            Chissenefrega del settore di mercato!
            Forse lo stato si e' mai preoccupato di tutti i
            lavoratori che ultimamente hanno perso il
            lavoro?
            Quindi perche' bisogna considerare gli editori
            (che non sono lavoratori ma PARASSITI) in modo
            privilegiato?Guardate, ripeto sono d'accordo con voi.Questo post e per l'utente che ha risposto anche al tuo messaggio.Parla come se lo Stato non potesse fare nulla poichè in scacco, da parte degli editori.Volevo quindi capire lui cosa crede che sia lo Stato.No perchè dovremmo essere tutti concordi che l'obbiettivo è avere libri gratis in formato aperto e libero.Non è una questione politica o tecnica o personale.Si parla di scuola dell'obbligo.La formazione dei cittadini del futuro.

            Tenendo presente che il progresso e la
            necessità

            dei molti dovrebbe prevalere sui pochi.

            Vallo a dire a quei servi che siedono in
            parlamento!Intanto cerco di dirlo all'utente Ricky Portera
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            Il comizietto delle 19:40. Come mai non c'è una cosa tipo "Morte ai parassiti" oppure "Copyright crepa"? Il senso dei tuoi interventi è quello, e i messaggi guadagnerebbero in concisione.
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Il comizietto delle 19:40.
            Come mai non c'è una cosa tipo "Morte ai
            parassiti" oppure "Copyright crepa"? Il senso dei
            tuoi interventi è quello, e i messaggi
            guadagnerebbero in
            concisione.Può essere. Io vado a mangiare e ti auguro buon appetito.Resto in attesa della risposta diretta rivoltati.Se avrai la cortesia di darmela.CiaoSminuire il discorso non ti si addice."morte ai parassiti" c'è già mi pare."Copyright crepa". il copyright qui non centra, forse è questo che in fondo non comprendi.Credo che panda rossa e MacGeek abbiano opinioni diverse sul diritto di autore, eppure concordano.Perchè ripeto si parla di scuola pubblica.psMa sei leguleio.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Può essere. Io vado a mangiare e ti auguro buon
            appetito.
            Resto in attesa della risposta diretta rivoltati.
            Se avrai la cortesia di darmela.Una risposta "diretta rivoltati"?Caso mai una risposta diretta alla domanda rivoltati.Comunque è inutile che invochi la risposta che vuoi tu. Non siamo qui a fare letteratura consolatoria.
            Sminuire il discorso non ti si addice.
            "morte ai parassiti" c'è già mi pare.
            "Copyright crepa". il copyright qui non centra,
            forse è questo che in fondo non
            comprendi.Quando uno inizia con toni del genere, il passo è breve. Uno slogan tira l'altro.
            Credo che panda rossa e MacGeek abbiano opinioni
            diverse sul diritto di autore, eppure
            concordano.
            Perchè ripeto si parla di scuola pubblica.La scuola è pubblica. Ma non sono pubblici i libri che vi si usano. E nemmeno i mezzi per arrivarci da casa propria, nel senso che possono essere anche pubblici, ma il biglietto si paga. E si paga la mensa, quando è prevista la permanenza. Semplice, e lineare.Vogliamo adottare una scuola senza libri? Visto il livello a cui è giunto l'insegnamento in Italia, a questo punto credo la soluzione sia questa. :|
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            La scuola è pubblica. Ma non sono pubblici i
            libri che vi si usano. Questo per colpa delle lobby e degli sporchi interessi che ci sono dietro.Basta un secondo a rendere pubblici i libri scolastici.
            E nemmeno i mezzi per
            arrivarci da casa propria, nel senso che possono
            essere anche pubblici, ma il biglietto si paga. Il biglietto NON E' OBBLIGATORIO. Nessuna legge o regolamento scolastico mi obbliga ad andare a scuola coi mezzi o con l'auto: posso benissimo andarci a piedi e gratis.
            E
            si paga la mensa, quando è prevista la
            permanenza. Semplice, e
            lineare.Anche questa non e' obbligatoria. Pago se intendo fruire.Altrimenti frequento una scuola ad orario ridotto e non vado alla mensa.
            Vogliamo adottare una scuola senza libri?Vogliamo adottare una scuola senza libri a pagamento.Libri liberi, oppure biblioteca scolastica, in cui lo studente prende il libro per il tempo necessario e poi lo restituisce.Come fanno in tutti i paesi del mondo in cui la casta degli editori parassiti non ha potere.
            Visto
            il livello a cui è giunto l'insegnamento in
            Italia, a questo punto credo la soluzione sia
            questa.
            :|La scuola ha bisogno di insegnanti, non di libri.I libri devono essere un ausilio in carico alla scuola.Non devono essere un costo per le famiglie.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            La scuola è pubblica. Ma non sono pubblici i

            libri che vi si usano.

            Questo per colpa delle lobby e degli sporchi
            interessi che ci sono
            dietro.Non mi interssa di chi è la colpa, o il merito. Fosse anche del Gatto mammone, è così e basta.Rapportarsi alla realtà anziché ai sogni è auspicabile.
            Basta un secondo a rendere pubblici i libri
            scolastici.Sì, fai decadere il diritto d'autore per decreto. Poi voglio vedere il fiume di ricorsi al TAR e al Consigio di stato, e se necessario alla Corte europea, per una cosa del genere.Sogna, sogna va'. Altro da fare non ti rimane. Dopo il 2,2 % alle elezioni tedesche del partito pirata, le speranze residdue sono svanite.

            E nemmeno i mezzi per

            arrivarci da casa propria, nel senso che
            possono

            essere anche pubblici, ma il biglietto si
            paga.


            Il biglietto NON E' OBBLIGATORIO. Nessuna legge o
            regolamento scolastico mi obbliga ad andare a
            scuola coi mezzi o con l'auto: posso benissimo
            andarci a piedi e
            gratis.Non è obbligatorio, ma è obbligatorio arrivare in orario. :|A volte scelte che paiono facoltative diventano obbligatorie. Quando la distanza supera i 15 chilometri, voglio vedere il giovane che usa la bici, o i piedi, tutti i giorni.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera


            La scuola è pubblica. Ma non sono
            pubblici
            i


            libri che vi si usano.



            Questo per colpa delle lobby e degli sporchi

            interessi che ci sono

            dietro.

            Non mi interssa di chi è la colpa, o il merito.
            Fosse anche del Gatto mammone, è così e
            basta.
            Rapportarsi alla realtà anziché ai sogni è
            auspicabile.


            Basta un secondo a rendere pubblici i libri

            scolastici.

            Sì, fai decadere il diritto d'autore per decreto.
            Poi voglio vedere il fiume di ricorsi al TAR e al
            Consigio di stato, e se necessario alla Corte
            europea, per una cosa del
            genere.
            Sogna, sogna va'. Altro da fare non ti rimane.
            Dopo il 2,2 % alle elezioni tedesche del partito
            pirata, le speranze residdue sono svanite.





            E nemmeno i mezzi per


            arrivarci da casa propria, nel senso che

            possono


            essere anche pubblici, ma il biglietto
            si

            paga.





            Il biglietto NON E' OBBLIGATORIO. Nessuna
            legge
            o

            regolamento scolastico mi obbliga ad andare a

            scuola coi mezzi o con l'auto: posso
            benissimo

            andarci a piedi e

            gratis.

            Non è obbligatorio, ma è obbligatorio arrivare in
            orario.
            :|
            A volte scelte che paiono facoltative diventano
            obbligatorie. Quando la distanza supera i 15
            chilometri, voglio vedere il giovane che usa la
            bici, o i piedi, tutti i
            giorni.Per le scuole dell'obbligo la distanza e' sempre percorribile a piedi, tanto che le scuole fanno anche da seggio elettorale.E laddove ci sono situazioni di scuole isolate, i comuni coinvolti allestiscono un servizio di scuolabus GRATUITO.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Per le scuole dell'obbligo la distanza e' sempre
            percorribile a piedi, tanto che le scuole fanno
            anche da seggio
            elettorale.

            E laddove ci sono situazioni di scuole isolate, i
            comuni coinvolti allestiscono un servizio di
            scuolabus
            GRATUITO.Solo per le elementari e le medie.Per le superiori, bisogna arrangiarsi: questa notizia di cronaca ovviamente è solo un pretesto:http://www.crema.laprovinciacr.it/news/cronaca/58785/Cancellato-il-treno-per-Crema-.htmlControllare su Google maps la distanza fra Caravaggio, Capralba o Casaletto Vaprio e Crema. E farsi un'idea del prezzo annuo dell'abbonamento ferroviario, pur scontato per gli studenti.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Per le scuole dell'obbligo la distanza e'
            sempre

            percorribile a piedi, tanto che le scuole
            fanno

            anche da seggio

            elettorale.



            E laddove ci sono situazioni di scuole
            isolate,
            i

            comuni coinvolti allestiscono un servizio di

            scuolabus

            GRATUITO.

            Solo per le elementari e le medie.
            Per le superiori, bisogna arrangiarsi: questa
            notizia di cronaca ovviamente è solo un
            pretesto:
            http://www.crema.laprovinciacr.it/news/cronaca/587
            Controllare su Google maps la distanza fra
            Caravaggio, Capralba o Casaletto Vaprio e Crema.
            E farsi un'idea del prezzo annuo dell'abbonamento
            ferroviario, pur scontato per gli
            studenti.Per completezza di informazione aggiungi pure quanto costa un appartamento a Caravaggio, Capralba, Vaprio e Crema.Il minor costo di una casa in un paesello compensa ampiamente il costo dell'abbonamento all'autobus.In alternativa puoi sempre trasferirti a Crema.Uno prende casa anche in base alle proprie esigenze e quelle dei propri familiari.E una di queste esigenze sono i trasporti.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?



            comuni coinvolti allestiscono un
            servizio
            di


            scuolabus


            GRATUITO.



            Solo per le elementari e le medie.

            Per le superiori, bisogna arrangiarsi: questa

            notizia di cronaca ovviamente è solo un

            pretesto:


            http://www.crema.laprovinciacr.it/news/cronaca/587

            Controllare su Google maps la distanza fra

            Caravaggio, Capralba o Casaletto Vaprio e
            Crema.

            E farsi un'idea del prezzo annuo
            dell'abbonamento

            ferroviario, pur scontato per gli

            studenti.

            Per completezza di informazione aggiungi pure
            quanto costa un appartamento a Caravaggio,
            Capralba, Vaprio e
            Crema.Tutto quello che vuoi. Per dirla tutta, una casa di proprietà già pagata costa in termini di spese condominiali tanto a Caravaggio quanto a Milano. Se parliamo di affitti ovviamente cambia, e molto.
            Il minor costo di una casa in un paesello
            compensa ampiamente il costo dell'abbonamento
            all'autobus.

            In alternativa puoi sempre trasferirti a Crema.Ogni allievo ha una situazione familiare diversa alle spalle. A volte i genitori hanno ereditato case favolose dai nonni, e hanno sempre abitato in quelle, senza peraltro incontrare particolari disagi. Cambiare per la scuola di un figlio, e magari l'altro figlio ne frequenta un'altra che sta ancora da un'altra parte, non è il massimo. Il nocciolo del discorso è che lo Stato non solo non copre le spese per i libri di testo, ma nemmeno lo fa per i trasporti, per la mensa, per una serie di cose... perfino per la gita scolastica, che non è obbligatoria ma ormai è quasi un fiore all'occhiello per ogni classe, quando si tratta di viaggi all'estero i prezzi lievitano... e veri e propri fondi per gli alunni meno abbienti non mi risulta che ci siano. Rimangono a casa. :-(
          • pippo75 scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Chissenefrega del settore di mercato!
            Forse lo stato si e' mai preoccupato di tutti i
            lavoratori che ultimamente hanno perso il
            lavoro?Non c'entra il mercato da distruggere.La scuola non deve essere a scopo di lucro.Lo stato dovrebbe avere i suoi testi ufficiali. L'editore se vuole mi propone il testo aggiuntivo dove io posso trovare materiale "più bello" in modo da incentivare l'acquisto.
            Non servono fondi: testi in creative common ci
            sono gia'.
            Si puo' partire adottando quelli.
            Il bello è che con il cartaceo ci sono dei limiti fisici, non posso avere 1000 libri o 1000 dispense didattiche.Con il digitale posso avere 10 testi e 10000 dispense create da professori di tutta italia e anche stranieri.Leggo dal testo: gli studenti dovranno essere in grado di scaricarli in maniera gratuita sui vari siti degli editori.Non è che volevano scrivere "dai siti" non "sui siti" ?
          • MacGeek scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: panda rossa

            e/o per l'impossibilità di trovare

            fondi liberi e aggiungici anche per rendere
            la

            tempistica breve, penso che una via di mezzo
            si

            possa trovare.

            Non servono fondi: testi in creative common ci
            sono
            gia'.
            Si puo' partire adottando quelli.Credo che pagare 20/30.000 ad un autore per scrivere un testo scolastico che poi sarà usato per 3-10 anni da milioni di bambini, lo stato se lo può e se lo DEVE permettere.Metti che di libri ne deve commissionare 100 (tra le varie scuole dell'obbligo) non sono neanche 3 milioni di . Cifra che viene spesa in UN GIORNO solo a Montecitorio!
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: MacGeek
            - Scritto da: panda rossa


            e/o per l'impossibilità di trovare


            fondi liberi e aggiungici anche per
            rendere

            la


            tempistica breve, penso che una via di
            mezzo

            si


            possa trovare.



            Non servono fondi: testi in creative common
            ci

            sono

            gia'.

            Si puo' partire adottando quelli.

            Credo che pagare 20/30.000 ad un autore per
            scrivere un testo scolastico che poi sarà usato
            per 3-10 anni da milioni di bambini, lo stato se
            lo può e se lo DEVE
            permettere.Anche meno, dipende dalle materie.Prendi uno stipendio medio.Raddoppialo pure.E considera 12 mesi di lavoro, piu' tredicesima.Quello e' l'importo, altro che 20.000/30.000 euro.
            Metti che di libri ne deve commissionare 100 (tra
            le varie scuole dell'obbligo) non sono neanche 3
            milioni di . Cifra che viene spesa in UN GIORNO
            solo a
            Montecitorio!Quindi basterebbe che tutti i parlamentari di PDL, PD-L, SEL, MONTI, e qualcun altro, devolvessero 1 settimana del loro stipendio da parlamentari AI QUALI NON VOGLIONO RINUNCIARE, per finanziare l'operazione LIBRI DI TESTO GRATIS.
          • MacGeek scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: panda rossa
            Quindi basterebbe che tutti i parlamentari di
            PDL, PD-L, SEL, MONTI, e qualcun altro,
            devolvessero 1 settimana del loro stipendio da
            parlamentari AI QUALI NON VOGLIONO RINUNCIARE,
            per finanziare l'operazione LIBRI DI TESTO
            GRATIS.Esatto. Montecitorio costa 1 miliardo/anno. Fatti i conti (fatti io: 2.739.726,02739726027397/giorno)
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: MacGeek
            - Scritto da: panda rossa


            e/o per l'impossibilità di trovare


            fondi liberi e aggiungici anche per
            rendere

            la


            tempistica breve, penso che una via di
            mezzo

            si


            possa trovare.



            Non servono fondi: testi in creative common
            ci

            sono

            gia'.

            Si puo' partire adottando quelli.

            Credo che pagare 20/30.000 ad un autore per
            scrivere un testo scolastico che poi sarà usato
            per 3-10 anni da milioni di bambini, lo stato se
            lo può e se lo DEVE
            permettere.
            Metti che di libri ne deve commissionare 100 (tra
            le varie scuole dell'obbligo) non sono neanche 3
            milioni di . Cifra che viene spesa in UN GIORNO
            solo a
            Montecitorio!Guarda. e' un punto di partenza interessante da cui discutere.Bisognerebbe vedere se quella cifra è "veritiera".Ma ti dirò di più.Anche se non lo fosse e/o considerando testi più complessi o dizionari o atlanti di cui forse si devono acquisire diritti esempio per le foto degli animali di un testo scientifico (primo esempio stupido che mi viene in mente) o per esempio pagare strutture/società idonee per creare testi digitali impaginati da professionisti-revisori-ecc vorrei far notare che gli studenti della scuola dell'obbligo in italia sono circa 9milioni.Mettiamo anche 10 a studente annui si parla di manovre a costo zero.Dovremmo spedirla al ministero :)
      • Ricky Portera scrive:
        Re: A cosa serve lo stato?

        Uno stato, per i libri delle scuole dell'obbligo,
        dovrebbe commissionare i libri a chi gli pare,
        pagare il costo una tantum, e poi stamparseli da
        soli. Non si può fare, almeno non in Italia. La legge dice a) che l'indicazione di un libro di testo è obbligatoria e b) che la competenza ad adottarlo è del docente di ruolo, di concerto col consiglio di istituto.Lo Stato può commissionare <B
        un libro </B
        di testo per ogni materia. Ma se non piace al singolo docente, non può impedire che ne adotti un altro. :|Incidentalmente, sarei molto curioso di sapere quale autore competente scrive un libro per lo Stato, quando sa che rivolgendosi a un editore può guadagnare di più.
        Ma in Italia, ormai, ogni norma è scritta per far
        fare business lucroso e sicuro a qualche lobby
        amica, quindi questa cosa non avverrà
        mai.Quindi la norma che nel 1998 ha liberalizzato le licenze dei negozi (cioè, in pratica, ha abolito la necessità di avere licenze) è un regalo fatto alle lobby?http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/14/Addio_licenze_parte_liberalizzazione_dei_co_0_98031411944.shtmlQuale lobby, esattamente? Quella dei negozianti che avevano acquistato a caro prezzo una licenza appena un paio d'anni prima, o quella di coloro che i soldi per questa licenza non li avevano? :-)
        • panda rossa scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          - Scritto da: Ricky Portera

          Uno stato, per i libri delle scuole
          dell'obbligo,

          dovrebbe commissionare i libri a chi gli
          pare,

          pagare il costo una tantum, e poi
          stamparseli
          da

          soli.

          Non si può fare, almeno non in Italia. La legge
          dice a) che l'indicazione di un libro di testo è
          obbligatoria e b) che la competenza ad adottarlo
          è del docente di ruolo, di concerto col consiglio
          di
          istituto.La legge diceva anche che i cittadini di RAZZA EBRAICA non potevano svolgere pubblci uffici.La legge 1045 del 16 giugno 1939, TUTTORA IN VIGORE, all'articolo 36 dice che se in una nave ci sono marinai NEGRI, questi devono stare in alloggi separati.Altrove lo chiamano apartheid.Qui da noi e' legge dello stato.Se una legge e' ABERRANTE, la si deve disattendere!
          Lo Stato può commissionare <B
          un libro
          </B
          di testo per ogni materia. Ma se non
          piace al singolo docente, non può impedire che ne
          adotti un altro.
          :|

          Incidentalmente, sarei molto curioso di sapere
          quale autore competente scrive un libro per lo
          Stato, quando sa che rivolgendosi a un editore
          può guadagnare di più.Che ragionamento disgustoso!Meriteresti di aver bisogno urgente di un trapianto di organi, e sentirti dire: "chi e' cosi' fesso da donare gli organi quando sa che puo' rivenderli ai ricchi, e i pezzenti che hanno bisogno di un trapianto che crepino!"

          Ma in Italia, ormai, ogni norma è scritta
          per
          far

          fare business lucroso e sicuro a qualche
          lobby

          amica, quindi questa cosa non avverrà

          mai.

          Quindi la norma che nel 1998 ha liberalizzato le
          licenze dei negozi (cioè, in pratica, ha abolito
          la necessità di avere licenze) è un regalo fatto
          alle lobby?No, e' un passo avanti nella democrazia.Quando sara' possibile per chiunque mettersi a fare il taxista a tempo perso con la propria auto, saremo ancora piu' democratici e liberi.
          http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/14/A

          Quale lobby, esattamente? Quella dei negozianti
          che avevano acquistato a caro prezzo una licenza
          appena un paio d'anni prima, o quella di coloro
          che i soldi per questa licenza non li avevano?
          :-)Il negoziante deve guadagnare con la propria attivita' commerciale e non con le licenze.Se io sono piu' bravo di te a vendere qualcosa, devo essere libero di aprire un negozio accanto al tuo, altro che licenze e distanze minime.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            La legge diceva anche che i cittadini di RAZZA
            EBRAICA non potevano svolgere pubblci
            uffici.

            La legge 1045 del 16 giugno 1939, TUTTORA IN
            VIGORE, all'articolo 36 dice che se in una nave
            ci sono marinai NEGRI, questi devono stare in
            alloggi
            separati.
            Altrove lo chiamano apartheid.
            Qui da noi e' legge dello stato.

            Se una legge e' ABERRANTE, la si deve
            disattendere!E tu disattendila, eroe da tastiera. :-DIo ho smesso da tempo di credere che gli italiani siano un popolo di santi, poeti ed eroi. Sono anzi fra i più conformisti, in Europa.

            Lo Stato può commissionare <B
            un
            libro

            </B
            di testo per ogni materia. Ma se
            non

            piace al singolo docente, non può impedire
            che
            ne

            adotti un altro.

            :|



            Incidentalmente, sarei molto curioso di
            sapere

            quale autore competente scrive un libro per
            lo

            Stato, quando sa che rivolgendosi a un
            editore

            può guadagnare di più.

            Che ragionamento disgustoso!Il realismo è sempre disgustoso agli occhi dei sognatori.Ed era solo una consierazione incidentale, potevi ignorarla.
            Meriteresti di aver bisogno urgente di un
            trapianto di organi, e sentirti dire: "chi e'
            cosi' fesso da donare gli organi quando sa che
            puo' rivenderli ai ricchi, e i pezzenti che hanno
            bisogno di un trapianto che
            crepino!"Solo in India e in Paesi limitrofi si possono vendere gli organi.In Europa è ammessa la donazione. Ma gratis.


            Ma in Italia, ormai, ogni norma è
            scritta

            per

            far


            fare business lucroso e sicuro a qualche

            lobby


            amica, quindi questa cosa non avverrà


            mai.



            Quindi la norma che nel 1998 ha
            liberalizzato
            le

            licenze dei negozi (cioè, in pratica, ha
            abolito

            la necessità di avere licenze) è un regalo
            fatto

            alle lobby?

            No, e' un passo avanti nella democrazia.Ullallà! Panda Rossa che ammette che l'Italia fa passi avanti è come Luca Casarini che fa l'elogio dell'ordine e del rispetto delle leggi. Qualcosa di impossibile, almeno in questo mondo.
            Quando sara' possibile per chiunque mettersi a
            fare il taxista a tempo perso con la propria
            auto, saremo ancora piu' democratici e
            liberi.Non si può avere tutto dalla vita.... :-)Però il fatto che ci sia riusciti con i negozianti significherà pure che le cosiddette "lobby" a volte perdono, oppure no?


            http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/14/A



            Quale lobby, esattamente? Quella dei
            negozianti

            che avevano acquistato a caro prezzo una
            licenza

            appena un paio d'anni prima, o quella di
            coloro

            che i soldi per questa licenza non li
            avevano?

            :-)

            Il negoziante deve guadagnare con la propria
            attivita' commerciale e non con le
            licenze.Veramente con le licenze ci guadagnava solo quando le rivendeva ad altri. Cioè quando cessava l'attività. Era una sorta di TFR per i liberi professionisti del negozio.
        • MacGeek scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          - Scritto da: Ricky Portera

          Uno stato, per i libri delle scuole
          dell'obbligo,

          dovrebbe commissionare i libri a chi gli
          pare,

          pagare il costo una tantum, e poi
          stamparseli
          da

          soli.

          Non si può fare, almeno non in Italia. La legge
          dice a) che l'indicazione di un libro di testo è
          obbligatoria e b) che la competenza ad adottarlo
          è del docente di ruolo, di concerto col consiglio
          di istituto.Beh, la scelta può essere limitata a quei testi commissionati dallo stato. Che problema c'è?E comunque la trovo una legge stupida, si può cambiare. Non vedo perché i bambini di una scuola debbano studiare su alcuni libri e quelli di un'altra scuola su altri. Neanche a dire che la scuola te la puoi scegliere.Tanto vale che i libri siano tutti uguali e selezionati a livello centrale.Stiamo parlando della SCUOLA DELL'OBBLIGO. Le materie sono già scelte a livello centrale e sono uguali per tutti.
          Incidentalmente, sarei molto curioso di sapere
          quale autore competente scrive un libro per lo
          Stato, quando sa che rivolgendosi a un editore
          può guadagnare di più.Guarda che 1) gli autori, a meno che non ti chiami Ken Follett o simili, di solito guadagno MOLTO MOLTO poco. Tipo il 4%, quando gli va bene (o una cifra modesta a forfait). Tutto il resto se lo becca l'editore. 2) La cosa presuppone che l'editore abbia un mercato. Me se il mercato lo stato non te lo da, l'editore non ce l'ha.
          Quindi la norma che nel 1998 ha liberalizzato le
          licenze dei negozi (cioè, in pratica, ha abolito
          la necessità di avere licenze) è un regalo fatto
          alle lobby?

          http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/14/A

          Quale lobby, esattamente? Quella dei negozianti
          che avevano acquistato a caro prezzo una licenza
          appena un paio d'anni prima, o quella di coloro
          che i soldi per questa licenza non li avevano?
          :-)Credo che alcune parti politiche siano ostili ai commercianti (e ad altre categorie). E quelle sono le conseguenze. Oppure dovevano lasciare più spazio a qualche COOP (che hanno sgravi fiscali e quindi poi sono avvantaggiate).
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?



            Uno stato, per i libri delle scuole

            dell'obbligo,


            dovrebbe commissionare i libri a chi gli

            pare,


            pagare il costo una tantum, e poi

            stamparseli

            da


            soli.



            Non si può fare, almeno non in Italia. La
            legge

            dice a) che l'indicazione di un libro di
            testo
            è

            obbligatoria e b) che la competenza ad
            adottarlo

            è del docente di ruolo, di concerto col
            consiglio

            di istituto.

            Beh, la scelta può essere limitata a quei testi
            commissionati dallo stato. Che problema
            c'è?Un problema di costituzionalità. Vedi oltre.
            E comunque la trovo una legge stupida, si può
            cambiare. La parte sull'obbligatorietà di indicare un libro di testo è anacronistica, e si può cambiare, sono d'accordo.La parte relativa alla scelta del libro di testo, quando il docente lo sceglie, è invece più problematica. Leggi quest'articolo della Costituzione:"L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento".Davvero credi che si possa scavalcare facilmente imponendo agli insegnanti i libri che piacciono al governo di turno?
            Non vedo perché i bambini di una scuola
            debbano studiare su alcuni libri e quelli di
            un'altra scuola su altri. Perché agli insegnanti piacciono quelli, oh bella. ;-)
            Neanche a dire che la
            scuola te la puoi
            scegliere.
            Tanto vale che i libri siano tutti uguali e
            selezionati a livello
            centrale.Incostituzionale.E per fortuna: il pensiero unico non mi è mai piaciuto.
            Stiamo parlando della SCUOLA DELL'OBBLIGO. Le
            materie sono già scelte a livello centrale e sono
            uguali per
            tutti.Non completamente scuola dell'obbligo: i libri di testo più costosi sono quelli del triennio delle superiori, quando è in gran parte fuori dal periodo dell'obbligo scolastico (ricordo che l'obbligo termina quando finisce l'anno scolastico per l'alunno che ha giá compiuto sedici anni). Le materie sono uguali per tutti. Gli insegnanti, e le loro esigenze, no.

            Incidentalmente, sarei molto curioso di
            sapere

            quale autore competente scrive un libro per
            lo

            Stato, quando sa che rivolgendosi a un
            editore

            può guadagnare di più.

            Guarda che 1) gli autori, a meno che non ti
            chiami Ken Follett o simili, di solito guadagno
            MOLTO MOLTO poco. Tipo il 4%, quando gli va bene
            (o una cifra modesta a forfait). Tutto il resto
            se lo becca l'editore. Sputaci sopra a quel 4 %!!!Quando i libri di testo vengono ricomprati ogni anno scolastico, almeno in parte, e quando sai che se ha sucXXXXX l'editore ti chiederá una nuova edizione , presumibilmente con una percentuale maggiore, anche una percentuale del 4 % è da metterci la firma.Tu non hai idea di quanto poco paghi lo Stato gli insegnanti statali!
            2) La cosa presuppone che
            l'editore abbia un mercato. Me se il mercato lo
            stato non te lo da, l'editore non ce
            l'ha.Hai sbagliato un passaggio. Il mercato c'è, e da sempre, ma non perché lo Stato é generoso con gli editori di scolastica. Perché i docenti questo mercato lo creano.

            Quindi la norma che nel 1998 ha
            liberalizzato
            le

            licenze dei negozi (cioè, in pratica, ha
            abolito

            la necessità di avere licenze) è un regalo
            fatto

            alle lobby?




            http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/14/A



            Quale lobby, esattamente? Quella dei
            negozianti

            che avevano acquistato a caro prezzo una
            licenza

            appena un paio d'anni prima, o quella di
            coloro

            che i soldi per questa licenza non li
            avevano?

            :-)

            Credo che alcune parti politiche siano ostili ai
            commercianti (e ad altre categorie). E quelle
            sono le conseguenze. Oppure dovevano lasciare più
            spazio a qualche COOP (che hanno sgravi fiscali e
            quindi poi sono
            avvantaggiate).Insomma, pur di non dire che a volte le "lobby" perdono a tavolino, ti inventi complotti delle Coop. Che vantaggio avrebbero poi dalle licenze abolite, proprio non lo so.Complimenti. ;-)
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Hai sbagliato un passaggio. Il mercato c'è, e da
            sempre, ma non perché lo Stato é generoso con gli
            editori di scolastica. Perché i docenti questo
            mercato lo creano.
            Lo creano perche' c'e' una mafia legalizzata!!!Non ci deve essere alcun mercato sulla cultura.Lo stato deve commissionare i libri, paga gli autori per il tempo che ci mettono a scrivere questi libri e le scuole e gli insegnanti hanno due possibilita':1) scelgono il libro di testo tra quelli che lo stato ha fatto scrivere (i cui diritti sono dello stato e quindi non vanno pagati)2) si scrivono il testo da soli e lo forniscono gratuitamente agli studentiE chi fino a ieri ha approfittato di questa situazione per vivere come un parassita sulle spalle della societa', da domani andra' sotto i ponti a far compagnia ai videotecari.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            Hai sbagliato un passaggio. Il mercato c'è,
            e
            da

            sempre, ma non perché lo Stato é generoso
            con
            gli

            editori di scolastica. Perché i docenti
            questo

            mercato lo creano.



            Lo creano perche' c'e' una mafia legalizzata!!!
            Non ci deve essere alcun mercato sulla cultura.

            Lo stato deve commissionare i libri, paga gli
            autori per il tempo che ci mettono a scrivere
            questi libri e le scuole e gli insegnanti hanno
            due
            possibilita':E vai con le utopie alla panda Rossa!Cosa ci stanno a fare un parlamento e un governo in Italia, quando c'à qualcuno che può decidere per tutti? "Io sono Panda Rossa, e i criteri su chi deve guadagnare e chi no, e quanto, li stabilsico io". Chi sono i matti che si credono Napoleane al tuo confronto?
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            E vai con le utopie alla panda Rossa!Non sono utopie.E' una volonta' popolare ben precisa.Va solo organizzata in modo che tutti si muovano nella stessa direzione.Dopodiche' tu e i compari tuoi verrete travolti e calpestati da un branco di bisonti XXXXXXXti.
            Cosa ci stanno a fare un parlamento e un governo
            in Italia, quando c'à qualcuno che può decidere
            per tutti? Devono salvare il caimano, loro.
            "Io sono Panda Rossa, e i criteri su
            chi deve guadagnare e chi no, e quanto, li
            stabilsico io".Se l'alternativa e' che sei tu a stabilirlo, allora meglio che lo stabilisca io.Guarda caso, solo in questo forum, tu sei in insignificante minoranza.
            Chi sono i matti che si credono Napoleane al tuo
            confronto?Se io sono Napoleone, tu sei luigi 16.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            E vai con le utopie alla panda Rossa!

            Non sono utopie.
            E' una volonta' popolare ben precisa.Sì, popolare del 2,2 %. Come i risultati del partito pirata in Germania.Inutile stare a discutere qui. La realtà ha sempre ragione sulla fantasia.
          • MacGeek scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera
            Un problema di costituzionalità. Vedi oltre.Ma non esiste proprio!
            "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
            l'insegnamento".E quindi? Cose c'entra tutto ciò con i testi per la scuola dell'obbligo?Quello significa che sei libero di insegnare, se lo vuoi. Lo stato non te lo impedisce.Hai troppa fantasia.
            Incostituzionale.
            E per fortuna: il pensiero unico non mi è mai
            piaciuto.Nella costituzione DEI TUOI SOGNI. Non in quella italiana

            Stiamo parlando della SCUOLA DELL'OBBLIGO. Le

            materie sono già scelte a livello centrale e
            sono

            uguali per

            tutti.

            Non completamente scuola dell'obbligo: i libri di
            testo più costosi sono quelli del triennio delle
            superiori, quando è in gran parte fuori dal
            periodo dell'obbligo scolastico (ricordo che
            l'obbligo termina quando finisce l'anno
            scolastico per l'alunno che ha giá compiuto
            sedici anni).È sempre scuola statale. Con programmi di legge.Al limite ad una scuola privata puoi fare come ti pare. Al limite (ma non so se è una cosa buona).

            Le materie sono uguali per tutti. Gli insegnanti,
            e le loro esigenze,
            no.Ma che cavolo dici? Vuoi che la gente sia discriminata per un'educazione diversa?La scuola DEVE essere tutta uguale.
            Sputaci sopra a quel 4 %!!!
            Quando i libri di testo vengono ricomprati ogni
            anno scolastico, almeno in parte, e quando sai
            che se ha sucXXXXX l'editore ti chiederá una
            nuova edizione , presumibilmente con una
            percentuale maggiore, anche una percentuale del 4
            % è da metterci la firma.
            Tu non hai idea di quanto poco paghi lo Stato gli
            insegnanti
            statali!Guarda, se l'autore lo può pagare un editore, lo può pagare anche lo Stato. Risparmiandosi il 96% di overhead dell'editore. Senza contare che molti scriverebbero testi anche gratis solo per metterlo sul proprio curriculum.
            Hai sbagliato un passaggio. Il mercato c'è, e da
            sempre, ma non perché lo Stato é generoso con gli
            editori di scolastica. Perché i docenti questo
            mercato lo creano.No, c'è perché lo stato glielo ha dato. Non c'è scritto da nessuna parte che DOVEVA farlo.Come glielo ha dato glielo può togliere.Se ti LEGGI la costituzione il privato può essere abusato in ogni modo dallo stato. E l'interesse comune viene PRIMA di quello privato.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            Un problema di costituzionalità. Vedi oltre.

            Ma non esiste proprio!Tutto "non esiste proprio" per chi fa le cose semplici. Come se fosse il gioco dell'oca. Amministrare uno Stato semplice non è.

            "L'arte e la scienza sono libere e libero ne
            è

            l'insegnamento".

            E quindi? Cose c'entra tutto ciò con i testi per
            la scuola
            dell'obbligo?Se vuoi chiediamo a un costituzionalista come si applica quell'articolo, così ti convince meglio. ;-)Per l'intanto ti do il link a un'associazione di insegnanti, una delle tante, che sicuramente ne sa qualcosina più di te:http://www.flcgil.it/scuola/appello-delle-associazioni-professionaliper-il-diritto-ad-adottare-libri-di-testo-conformi-al-proprio-piano-di-lavoro.flcEcco chi sono:http://it.wikipedia.org/wiki/Federazione_lavoratori_della_conoscenzaE se si tratti di scuole scuola dell'obbligo o meno, è irrilevante. L'articolo 33 della costituzione vale sempre.
            Quello significa che sei libero di insegnare, se
            lo vuoi. Lo stato non te lo
            impedisce.
            Hai troppa fantasia.Da qual pulpito vien la predica. Adesso la costituzione la interpreti tu.

            Incostituzionale.

            E per fortuna: il pensiero unico non mi è mai

            piaciuto.

            Nella costituzione DEI TUOI SOGNI. Non in quella
            italianaBuon bagno di realtà, allora. Se io non posso farti sbattere contro un muro a fini didattici, per destarti dalle tue illusioni a occhi aperti, lo farà la realtà un giorno o l'altro.
            È sempre scuola statale. Con programmi di
            legge.Certo che i programmi sono stabiliti dalla legge, e per inciso dopo l'introduzione dell'autonomia scolastica non contano quasi nulla, ma è un'altra faccenda.I libri di testo <B
            non sono </B
            i programmi. Son due cose separate. E solo gli insegnanti possono mettervi becco.

            Le materie sono uguali per tutti. Gli
            insegnanti,

            e le loro esigenze,

            no.

            Ma che cavolo dici? Vuoi che la gente sia
            discriminata per un'educazione
            diversa?
            La scuola DEVE essere tutta uguale.Si, poi facciamo anche l'uomo nuovo e i piani quinquennali.Tanto ho già capito il tuo retroterra.
            Guarda, se l'autore lo può pagare un editore, lo
            può pagare anche lo Stato. Risparmiandosi il 96%
            di overhead dell'editore. Senza contare che molti
            scriverebbero testi anche gratis solo per
            metterlo sul proprio
            curriculum.E trovali questi professori che scrivono gratis per il proprio curriculum allora, se sei tanto bravo!Finora i testi in creative commons sono questi tre in croce:http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/Chiediti come mai.

            Hai sbagliato un passaggio. Il mercato c'è,
            e
            da

            sempre, ma non perché lo Stato é generoso
            con
            gli

            editori di scolastica. Perché i docenti
            questo

            mercato lo creano.

            No, c'è perché lo stato glielo ha dato. Non c'è
            scritto da nessuna parte che DOVEVA
            farlo.E per fortuna! L'economia pianificata è aberrante sia quando cerca di rendere gli uomini tutti uguali uno all'altro, sia quando pensa di inventare un mercato dal nulla, per decreto.Ricapitolando: il mercato del libro di testo s'è creato. Cerchiamo di ragionare con questo dato, e non con un dato immaginario nel quale i libri di testo sono tutti CC e i professori non vedono l'ora di adottare libri che nemmeno conoscono, visto che non esistono.
            Come glielo ha dato glielo può togliere.
            Se ti LEGGI la costituzione il privato può essere
            abusato in ogni modo dallo stato. Perché non prendi una macchina del tempo e torni nell'Unione sovietica prima del 1991?Faresti carriera nel politbüro. ;-)
            E l'interesse comune viene PRIMA di quello privato.L'interesse comune, sì.L'interesse alle utopie di MacGeek, quello proprio no. (rotfl)
          • MacGeek scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            Basta. Legulè, sei proprio un troll. Sparati.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            Questo commento potrebbe essere contrario alla policy di Punto Informatico:"mai scrivere commenti ingiuriosi e offensivi rispetto a chicchessia""non inserire contenuti che siano diffamanti o violino le leggi italiane"
          • Phronesis scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: MacGeek

            Beh, la scelta può essere limitata a quei testi
            commissionati dallo stato. Che problema
            c'è?

            E comunque la trovo una legge stupida, si può
            cambiare. Non vedo perché i bambini di una scuola
            debbano studiare su alcuni libri e quelli di
            un'altra scuola su altri. La legge è scritta per evitare una "istruzione di stato".Non è sbagliata.Vorrei far notare che la pluralità non è legata al contenitore.Quindi l'imposizione di un determinato formato, anche con l'attuale mercato editoriale non viola alcuna norma costituzionale.Ognuno è libero di scrivere o non scrivere il testo per la scuola.Se lo vuole fare, i parametri sono quelli che lo stato stabilisce.Formati aperti liberi digitali e non legati a device (drm.free)Le obiezioni sulle leggi sono svianti.
        • Funz scrive:
          Re: A cosa serve lo stato?
          - Scritto da: Ricky Portera

          Uno stato, per i libri delle scuole
          dell'obbligo,

          dovrebbe commissionare i libri a chi gli
          pare,

          pagare il costo una tantum, e poi
          stamparseli
          da

          soli.

          Non si può fare, almeno non in Italia. La legge
          dice a) che l'indicazione di un libro di testo è
          obbligatoria e b) che la competenza ad adottarlo
          è del docente di ruolo, di concerto col consiglio
          di
          istituto.
          Lo Stato può commissionare <B
          un libro
          </B
          di testo per ogni materia. Ma se non
          piace al singolo docente, non può impedire che ne
          adotti un altro.
          :|in quel caso come minimo dovrebbe giustificare ai genitori e alla scuola il perché ha scelto un libro a pagamento invece di quello libero indicato dal ministero.
          Incidentalmente, sarei molto curioso di sapere
          quale autore competente scrive un libro per lo
          Stato, quando sa che rivolgendosi a un editore
          può guadagnare di
          più.qualche volontario lo si trova sempre, dopotutto si tratta di scrivere il proprio nome sopra libri fruiti da milioni di persone.Oppure lo si commissiona, sai, quella cosa che tu dai soldi a qualcuno per fargli fare un lavoro...Oppure ancora si prende qualche professore della scuola pubblica e lo si mette al lavoro, dopotutto il suo stipendio lo prende già.
          Quindi la norma che nel 1998 ha liberalizzato le
          licenze dei negozi (cioè, in pratica, ha abolito
          la necessità di avere licenze) è un regalo fatto
          alle
          lobby?

          http://archiviostorico.corriere.it/1998/marzo/14/A

          Quale lobby, esattamente? Quella dei negozianti
          che avevano acquistato a caro prezzo una licenza
          appena un paio d'anni prima, o quella di coloro
          che i soldi per questa licenza non li avevano?
          :-)ma che c'entra?Quella era una cosa sacrosanta, e ci sono ancora troppi settori chiusi. E i libri scolastici sono uno di quelli da aprire a forza.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            Non si può fare, almeno non in Italia. La
            legge

            dice a) che l'indicazione di un libro di
            testo
            è

            obbligatoria e b) che la competenza ad
            adottarlo

            è del docente di ruolo, di concerto col
            consiglio

            di

            istituto.

            Lo Stato può commissionare <B
            un
            libro

            </B
            di testo per ogni materia. Ma se
            non

            piace al singolo docente, non può impedire
            che
            ne

            adotti un altro.

            :|

            in quel caso come minimo dovrebbe giustificare ai
            genitori e alla scuola il perché ha scelto un
            libro a pagamento invece di quello libero
            indicato dal
            ministero.Non sono sicuro che abbia quest'obbligo, visto che fra i doveri degli insegnanti non c'è quello di far risparmiare le famiglie dei loro alunni.In ogni caso non è un problema: dice che quello in CC è pieno di errori, e che quello a cui è abituato è di qualità superiore. <I
            Et voilà </I
            .

            Incidentalmente, sarei molto curioso di
            sapere

            quale autore competente scrive un libro per
            lo

            Stato, quando sa che rivolgendosi a un
            editore

            può guadagnare di

            più.

            qualche volontario lo si trova sempre, dopotutto
            si tratta di scrivere il proprio nome sopra libri
            fruiti da milioni di
            persone.In astratto è così.Nel concreto, sapendo che l'editoria scolastica è un <I
            businness </I
            , qualunque autore con il sogno... ehm con il libro di testo nel cassetto lo proporrà prima a un editore, per vedere se lo prende in considerazione. Magari riceverà un no. E a quel punto lo propone al Miur, il quale si troverà come libri di testo in CC le scartine degli editori. Mah...
            Oppure lo si commissiona, sai, quella cosa che tu
            dai soldi a qualcuno per fargli fare un
            lavoro...Tutto si può fare. Non essendoci precedenti, non si può sapere come sarà il risultato. Io, se un imbianchino o un muratore non fa un lavoro a regola d'arte, non lo pago finché non lo ha rifatto come si deve. Come si possa adattare questo criterio a un libro di testo, che so, di storia della filosofia, io non lo so. :
            Oppure ancora si prende qualche professore della
            scuola pubblica e lo si mette al lavoro,
            dopotutto il suo stipendio lo prende
            già.Lo devi pagare per stare a casa. Non è pensabile che faccia entrambe le cose con uno stipendio solo.E quindi paghi anche il supplente, per quell'anno.

            Quale lobby, esattamente? Quella dei
            negozianti

            che avevano acquistato a caro prezzo una
            licenza

            appena un paio d'anni prima, o quella di
            coloro

            che i soldi per questa licenza non li
            avevano?

            :-)

            ma che c'entra?
            Quella era una cosa sacrosanta, e ci sono ancora
            troppi settori chiusi. Tutte sono cose sacrosante (almeno per chi non ci lavora dentro). Ma tutte, a sentire certi commentatori, sono difese dalle lobby, e quindi è impossibile in partenza una discussione. Si può solo sputare veleno su PI, quello non costa nulla.Poi puff, miracolo, nel 1998 qualcuno ci riesce. Le lobby erano distratte... come no. ;-)
            E i libri scolastici sono
            uno di quelli da aprire a
            forza.Guarda che di gente che vuole aprire il parlamento come una scatola di tonno ce n'è già:http://tinyurl.com/qxp6b3hNon ti aggiungere pure tu.
          • Funz scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera
            se

            non


            piace al singolo docente, non può
            impedire

            che

            ne


            adotti un altro.


            :|



            in quel caso come minimo dovrebbe
            giustificare
            ai

            genitori e alla scuola il perché ha scelto un

            libro a pagamento invece di quello libero

            indicato dal

            ministero.

            Non sono sicuro che abbia quest'obbligo, visto
            che fra i doveri degli insegnanti non c'è quello
            di far risparmiare le famiglie dei loro
            alunni.
            In ogni caso non è un problema: dice che quello
            in CC è pieno di errori, e che quello a cui è
            abituato è di qualità superiore. <I
            Et
            voilà </I
            ah si?Fa un po' vedere tutti 'sti errori, caro il mio signore, che vediamo se valgono la spesa e il fastidio di prendere il suo libro closed.Basta uno che dica così, e il tuo insegnante lo sbertucciano subito.



            qualche volontario lo si trova sempre,
            dopotutto

            si tratta di scrivere il proprio nome sopra
            libri

            fruiti da milioni di

            persone.

            In astratto è così.
            Nel concreto, sapendo che l'editoria scolastica è
            un <I
            businness </I
            , qualunque
            autore con il sogno... ehm con il libro di testo
            nel cassetto lo proporrà prima a un editore, per
            vedere se lo prende in considerazione.si, certo, saranno mille per materia ad avere il libro nel cassetto.Quando e è il ministero a proporre un testo controllato e approvato, il tuo business semplicemente non conta.
            Magari riceverà un no. E a quel punto lo propone
            al Miur, il quale si troverà come libri di testo
            in CC le scartine degli editori.
            Mah...tu sottovaluti quello che si può fare quando si è motivati e dotati di mezzi per collaborare. Altro che scartine rigirate in CC.

            Oppure lo si commissiona, sai, quella cosa
            che
            tu

            dai soldi a qualcuno per fargli fare un

            lavoro...

            Tutto si può fare. Non essendoci precedenti, non
            si può sapere come sarà il risultato. Io, se un
            imbianchino o un muratore non fa un lavoro a
            regola d'arte, non lo pago finché non lo ha
            rifatto come si deve. Come si possa adattare
            questo criterio a un libro di testo, che so, di
            storia della filosofia, io non lo so.
            :un testo condiviso è per definizione aggiornabile, correggibile e integrabile. Tu ragioni con le vecchie categorie dei libri stampati.Poi ho visto esempi terribili di libri di testo universitari pieni di errori...


            Oppure ancora si prende qualche professore
            della

            scuola pubblica e lo si mette al lavoro,

            dopotutto il suo stipendio lo prende

            già.

            Lo devi pagare per stare a casa. Non è pensabile
            che faccia entrambe le cose con uno stipendio
            solo.
            E quindi paghi anche il supplente, per quell'anno.ah beh, e che spesa vuoi che siano dieci-venti professori pagati per un anno per scrivere libri che poi verranno usati da tutti per anni o decenni?


            Quale lobby, esattamente? Quella dei

            negozianti


            che avevano acquistato a caro prezzo una

            licenza


            appena un paio d'anni prima, o quella di

            coloro


            che i soldi per questa licenza non li

            avevano?


            :-)



            ma che c'entra?

            Quella era una cosa sacrosanta, e ci sono
            ancora

            troppi settori chiusi.

            Tutte sono cose sacrosante (almeno per chi non ci
            lavora dentro). Ma tutte, a sentire certi
            commentatori, sono difese dalle lobby, e quindi è
            impossibile in partenza una discussione. Si può
            solo sputare veleno su PI, quello non costa
            nulla.
            Poi puff, miracolo, nel 1998 qualcuno ci riesce.
            Le lobby erano distratte... come no.
            ;-)eh, magari qualcuno -puff- fa il miracolo pure per i libri in CC...Sai che ne esistono già? Basterebbe un'azione del ministero per promuovere, incentivare, imporre. Quello che manca è la volontà politica, dal punto di vista tecnico e pratico la cosa è banalissima.


            E i libri scolastici sono

            uno di quelli da aprire a

            forza.

            Guarda che di gente che vuole aprire il
            parlamento come una scatola di tonno ce n'è
            già:
            http://tinyurl.com/qxp6b3h
            Non ti aggiungere pure tu.io spero proprio che ci riescano, e qualche politico lo aprirei pure in senso non-metaforico :p
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            In ogni caso non è un problema: dice che
            quello

            in CC è pieno di errori, e che quello a cui è

            abituato è di qualità superiore. <I

            Et

            voilà </I


            ah si?
            Fa un po' vedere tutti 'sti errori, caro il mio
            signore, che vediamo se valgono la spesa e il
            fastidio di prendere il suo libro
            closed.
            Basta uno che dica così, e il tuo insegnante lo
            sbertucciano
            subito.A meno che non sia uno sprovveduto, non credo avverrà mai. Un genitore medio non è in grado di reggere alle competenze di un professore di ruolo. Se siano errori di merito, o errori di battutura, lui qualcosa trova sempre.Poi io parlo immedesimandomi nel professore. Magari altri si limiterebbero a dire che seguono un metodo diverso, incompatibile con quello del libro del ministero... quello che vuoi.Alla fine chi decide è l'insegnante e il consiglio di istituto. Non i genitori, e nemmeno gli allievi.

            In astratto è così.

            Nel concreto, sapendo che l'editoria
            scolastica
            è

            un <I
            businness </I
            ,
            qualunque

            autore con il sogno... ehm con il libro di
            testo

            nel cassetto lo proporrà prima a un editore,
            per

            vedere se lo prende in considerazione.

            si, certo, saranno mille per materia ad avere il
            libro nel
            cassetto.
            Quando e è il ministero a proporre un testo
            controllato e approvato, il tuo business
            semplicemente non
            conta.Vai troppo avanti con le proiezioni. Per capire cosa succederà con i libri di testo in CC, bisogna prima vederli, questi libri di testo. Non solo non ci sono, ma nessun ministero li ha mai commissionati.

            Magari riceverà un no. E a quel punto lo
            propone

            al Miur, il quale si troverà come libri di
            testo

            in CC le scartine degli editori.

            Mah...

            tu sottovaluti quello che si può fare quando si è
            motivati e dotati di mezzi per collaborare. Altro
            che scartine rigirate in
            CC.Un professeore motivato? :oL'ultimo è morto nel 1980. (rotfl)

            Tutto si può fare. Non essendoci precedenti,
            non

            si può sapere come sarà il risultato. Io, se
            un

            imbianchino o un muratore non fa un lavoro a

            regola d'arte, non lo pago finché non lo ha

            rifatto come si deve. Come si possa adattare

            questo criterio a un libro di testo, che so,
            di

            storia della filosofia, io non lo so.

            :

            un testo condiviso è per definizione
            aggiornabile, correggibile e integrabile. Tu
            ragioni con le vecchie categorie dei libri
            stampati.Hai dimenticato un aggettivo: "è scartabile".Se proprio al docente non gli va, e nemmeno ha voglia di metterci mano per migliorarlo, non glielo puoi imporre. Inutile girarci attorno, la Costituzione è dalla parte del docente.
            Poi ho visto esempi terribili di libri di testo
            universitari pieni di
            errori...Capita...Alcuni docenti, all'università ma anche alle superiodi, si preparano dispense e insegnano con quelle. Si spera, ma non é detto, che siano prive di errori, visto che sono state preparate con passione.

            Lo devi pagare per stare a casa. Non è
            pensabile

            che faccia entrambe le cose con uno stipendio

            solo.

            E quindi paghi anche il supplente, per
            quell'anno.

            ah beh, e che spesa vuoi che siano dieci-venti
            professori pagati per un anno per scrivere libri
            che poi verranno usati da tutti per anni o
            decenni?Tu annuncia al Tg che un certo numero di professori verranno pagati per stare a casa un anno, e sostituiti da supplenti, in particolare in questo periodo.Poi sentiamo le reazioni il giorno dopo. 8-)

            Tutte sono cose sacrosante (almeno per chi
            non
            ci

            lavora dentro). Ma tutte, a sentire certi

            commentatori, sono difese dalle lobby, e
            quindi
            è

            impossibile in partenza una discussione. Si
            può

            solo sputare veleno su PI, quello non costa

            nulla.

            Poi puff, miracolo, nel 1998 qualcuno ci
            riesce.

            Le lobby erano distratte... come no.

            ;-)

            eh, magari qualcuno -puff- fa il miracolo pure
            per i libri in
            CC...Non vedo quale strada si può percorrere.Togliere i diritti d'autore dai libri attuali è impossibile.Sfornarne di nuovi in CC costa al contribuente, e il vantaggio non è immediato. E nemmeno esistono bandi di concorso collaudati per una cosa del genere.
            Sai che ne esistono già? Basterebbe un'azione del
            ministero per promuovere, incentivare, imporre.Ne esistono tre, prego, li ho citati in millanta commenti:http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/
            Quello che manca è la volontà politica, dal punto
            di vista tecnico e pratico la cosa è
            banalissima.Banalissima vista dal di fuori.Dall'interno delle istituzioni e delle singole scuole è tutt'altro che banale.

            Guarda che di gente che vuole aprire il

            parlamento come una scatola di tonno ce n'è

            già:

            http://tinyurl.com/qxp6b3h

            Non ti aggiungere pure tu.

            io spero proprio che ci riescano, e qualche
            politico lo aprirei pure in senso non-metaforico
            :pCome nel film di Rocky "Ti spiezzo in due"? (anonimo)
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Tu annuncia al Tg che un certo numero di
            professori verranno pagati per stare a casa un
            anno, e sostituiti da supplenti, in particolare
            in questo
            periodo.
            Poi sentiamo le reazioni il giorno dopo. 8-)No, io annuncio al tg che il prossimo concorso per assumere insegnanti prevedera' due prove:1) la scrittura di un libro di testo per la materia che si vuole insegnare2) la revisione/correzione di tre libri di testo scritti dagli altri candidati al concorso.In questo modo, A COSTO ZERO, il ministero si trovera' enne mila libri di testo, ciascuno riveduto e corretto tre volte.La graduatoria verra' effettuata sulla base dei minori errori trovati nei testi. (cosi' ognuno avra' interesse a trovare errori nei testi altrui).E tutti i libri cosi' prodotti finiranno in CC, e l'insegnante assunto potra' indicare il proprio come testo da usare nella propria classe.Perche' noi non vogliamo libri validi. Vogliamo libri gratis.Se fossero validi quelli a pagamento, non ci sarebbe bisogno di cambiarli ogni anno, quindi pure quelli contengono errori.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            Tu annuncia al Tg che un certo numero di

            professori verranno pagati per stare a casa
            un

            anno, e sostituiti da supplenti, in
            particolare

            in questo

            periodo.

            Poi sentiamo le reazioni il giorno dopo. 8-)

            No, io annuncio al tg che il prossimo concorso
            per assumere insegnanti prevedera' due
            prove:

            1) la scrittura di un libro di testo per la
            materia che si vuole
            insegnare
            2) la revisione/correzione di tre libri di testo
            scritti dagli altri candidati al
            concorso.............................Annuncia pure il programma elettorale del to personale partito, ma io che c'entro?! Qui siamo mica in una tribuna elettorale. :-)Comunque se in italia hanno avuto un effimero sucXXXXX anche il partito della bistecca e il partito dell'uomo qualunque, può averlo quello della Panda Rossa. L'idea, insomma, può funzionare.
          • Funz scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Fa un po' vedere tutti 'sti errori, caro il
            mio

            signore, che vediamo se valgono la spesa e il

            fastidio di prendere il suo libro

            closed.

            Basta uno che dica così, e il tuo insegnante
            lo

            sbertucciano

            subito.

            A meno che non sia uno sprovveduto, non credo
            avverrà mai. Un genitore medio non è in grado di
            reggere alle competenze di un professore di
            ruolo. Se siano errori di merito, o errori di
            battutura, lui qualcosa trova
            sempre.ma fammi il piacere. Hai mai visto un maestro o un professore? Hai idea di quale considerazione godano presso la gente comune? Io si, mia madre lo era...E la gente è stufa di pagare salato libri di testo di qualità ignota e che per di più vengono cambiati ogni anno non per motivi didattici ma esclusivamente per ammazzare il mercato dell'usato.E quando un professore si troverà a dover spiegare a un consiglio di classe maldisposto perché il suo libro da svariate decine di euro e vari etti di peso è meglio delle dispense del ministero... staremo a vedere cosa succederà.
            Vai troppo avanti con le proiezioni. Per capire
            cosa succederà con i libri di testo in CC,
            bisogna prima vederli, questi libri di testo. Non
            solo non ci sono, ma nessun ministero li ha mai
            commissionati.qualcosa c'è già, molto altro si può fare anche collaborando in stile wiki.Su Wikipedia ci sono milioni di pagine, che problema ci sarebbe a creare e controllare qualche migliaio di pagine per le scuole?
            Hai dimenticato un aggettivo: "è scartabile".
            Se proprio al docente non gli va, e nemmeno ha
            voglia di metterci mano per migliorarlo, non
            glielo puoi imporre. Inutile girarci attorno, la
            Costituzione è dalla parte del
            docente.e il mattarello è dalla parte delle mamme :pQuando la direttiva è: "le dispense del ministero, salvo scelta differente MOTIVATA PER ISCRITTO", voglio proprio vedere cosa succederebbe.Il problema è la volontà politica, non certo la ridicola lobby degli insegnanti.

            Poi ho visto esempi terribili di libri di
            testo

            universitari pieni di

            errori...

            Capita...
            Alcuni docenti, all'università ma anche alle
            superiodi, si preparano dispense e insegnano con
            quelle. Si spera, ma non é detto, che siano prive
            di errori, visto che sono state preparate con
            passione.no, non parlo di dispense, ti faccio un esempio di un testo in due volumi di Geometria (I anno Ingegneria). Al giorno dell'orale gli avremmo potuto presentare un bel po' di pagine di errata corrige...

            Tu annuncia al Tg che un certo numero di
            professori verranno pagati per stare a casa un
            anno, e sostituiti da supplenti, in particolare
            in questo
            periodo.
            Poi sentiamo le reazioni il giorno dopo. 8-)Annuncia che i libri li fornirà gratuitamente in forma elettronica il ministero, dall'anno prossimo.
            Non vedo quale strada si può percorrere.
            Togliere i diritti d'autore dai libri attuali è
            impossibile.si cambiano i libri.
            Sfornarne di nuovi in CC costa al contribuente, e
            il vantaggio non è immediato. E nemmeno esistono
            bandi di concorso collaudati per una cosa del
            genere.tu ti fai dei problemi che non esistono...

            Sai che ne esistono già? Basterebbe
            un'azione
            del

            ministero per promuovere, incentivare,
            imporre.

            Ne esistono tre, prego, li ho citati in millanta
            commenti:
            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/è già un inizio.

            Quello che manca è la volontà politica, dal
            punto

            di vista tecnico e pratico la cosa è

            banalissima.

            Banalissima vista dal di fuori.
            Dall'interno delle istituzioni e delle singole
            scuole è tutt'altro che
            banale.perché manca la volontà politica, non è che i professori siano una casta ultrapotente.


            Guarda che di gente che vuole aprire il


            parlamento come una scatola di tonno ce
            n'è


            già:


            http://tinyurl.com/qxp6b3h


            Non ti aggiungere pure tu.



            io spero proprio che ci riescano, e qualche

            politico lo aprirei pure in senso
            non-metaforico

            :p

            Come nel film di Rocky "Ti spiezzo in due"?
            (anonimo)scegli pure il film d'azione che preferisci :p
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?


            A meno che non sia uno sprovveduto, non credo

            avverrà mai. Un genitore medio non è in
            grado
            di

            reggere alle competenze di un professore di

            ruolo. Se siano errori di merito, o errori di

            battutura, lui qualcosa trova

            sempre.

            ma fammi il piacere. Hai mai visto un maestro o
            un professore? Hai idea di quale considerazione
            godano presso la gente comune? La considerazione di cui godono non c'entra un fico secco. Qui stiamo immaginando un consiglio d'istituto, nel quale presumibilmente è presente anche il preside e vari colleghi, e un genitore che contesta le competenze di un docente per la scelta del libro di testo.Non c'è gara, quello che gioca in casa è il docente. E il tifo da fuori casa non è pervenuto....
            E la gente è stufa di pagare salato libri di
            testo di qualità ignota e che per di più vengono
            cambiati ogni anno non per motivi didattici ma
            esclusivamente per ammazzare il mercato
            dell'usato.La gente è stufa da oltre 20 anni. E la gente sopporta e acquista. Fine.Al mercato e ai docenti le proteste della gente gli fanno un baffo.
            E quando un professore si troverà a dover
            spiegare a un consiglio di classe maldisposto
            perché il suo libro da svariate decine di euro e
            vari etti di peso è meglio delle dispense del
            ministero... staremo a vedere cosa
            succederà.Te lo dico io: nulla.In ogni caso, questo libro del ministero ancora non c'è, e nemmeno c'è una legge istitutiva. È un'idea fissa dei commentatori di PI senza legami con la realtà. :|
            Su Wikipedia ci sono milioni di pagine, che
            problema ci sarebbe a creare e controllare
            qualche migliaio di pagine per le
            scuole?Che problema, dici? Che il ministero e lo Stato in generale non possono invocare il volontariato per queste cose. Qualcuno devono pagare. E qualcuno, a differenza che con Wikipedia, è responsabile sia dei tempi di consegna sia dei contenuti... o almeno, sulla carta è così: con lo Stato in Italia non è mai responsabile nessuno se si fanno cappellate. :-P

            Hai dimenticato un aggettivo: "è scartabile".

            Se proprio al docente non gli va, e nemmeno
            ha

            voglia di metterci mano per migliorarlo, non

            glielo puoi imporre. Inutile girarci
            attorno,
            la

            Costituzione è dalla parte del

            docente.

            e il mattarello è dalla parte delle mamme :pSe vuoi invocare la lotta armata contro i docenti, accomodati.Non è andata molto bene a chi negli anni Settanta e Ottanta l'ha dichiarata contro i padroni e lo Stato. Ma tu riprova...
            Quando la direttiva è: "le dispense del
            ministero, salvo scelta differente MOTIVATA PER
            ISCRITTO", voglio proprio vedere cosa
            succederebbe.Guarda che una motivazione scritta si redige in cinque minuti.Il docente per quanto riguarda l'adozione dei libri non ha sopra di sé che l'autorità del consiglio di istituto. Nemmeno il preside, nemmeno il consiglio di classe, nemmeno il ministero possono metterci becco.
            Il problema è la volontà politica, non certo la
            ridicola lobby degli
            insegnanti.Crescerai anche tu, e smetterai di vedere il mondo o bianco o nero. Magari fosse così, sarebbe tutto più semplice.
            Annuncia che i libri li fornirà gratuitamente in
            forma elettronica il ministero, dall'anno
            prossimo."Gratuitamente", secondo il tuo futuribile programma, è errato.I soldi sono stati pagati a monte dal contribuente, diciamo questo. E tremo all'idea che un progetto del genere risucchi in proporzione quanto il progetto del portale italia.it, malgrado in teoria dovrebbe costare meno di un libro commerciale. :-(Perché vedi, un'altra cosa che si impara crescendo è che quando si lavora per conto dello Stato si chiedono cifre dieci volte tanto quelle richieste a un privato. Sempre.
            tu ti fai dei problemi che non esistono... No, macchè, non esistono. Welcome to Italy anche a te:http://www.codacons.it/articoli/concorsi_troppi_ricorsi_assunzioni_bloccate_261743.htmlhttp://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2013/07/13/news/bando-eventi-musicali-fratelli-d-italia-accusa-ci-sono-irregolarita-1.7415833 <B
            Questa </B
            è l'amministrazione pubblica italiana! Non quella che hai in testa tu.Non c'è più posto per i sognatori.
          • Funz scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Porteravabbè tagliamo corto.Per te qualsiasi cambiamento è irrealizzabile, qualunque filo d'erba ti pare un inciampo insormontabile. O sei interessato a che le cose non cambino, o sei servile nel profondo dell'animo.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Funz
            - Scritto da: Ricky Portera

            vabbè tagliamo corto.
            Per te qualsiasi cambiamento è irrealizzabile,
            qualunque filo d'erba ti pare un inciampo
            insormontabile.Studia la storia italiana, Funz, e capirai come funzionano le cose. Ad esempio, lo sai che in Italia la produzione e il commercio di materiale osceno (= XXXXXgrafico) è tuttora reato? Nessun imprenditore del XXXXX potrebbe impiantare una casa cinematografica sul suolo italico senza passare guai.Tentativi di riformarla ci sono anche stati: tutti naufragati.
            O sei interessato a che le cose non cambino, o
            sei servile nel profondo
            dell'animo.C'è un'altra possibilità: non viaggio con le fette di salame sugli occhi.In Italia non si riesce a cambiare la legge elettorale, ben tre commissioni hanno cercato di modernizzare la costituzione, senza risultati. Ora arrivi tu e d'un colpo cambi i rapporti fra editoria scolastica e docenti. Un po' di realismo, please.
          • Funz scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera
            - Scritto da: Funz

            - Scritto da: Ricky Portera



            vabbè tagliamo corto.

            Per te qualsiasi cambiamento è
            irrealizzabile,

            qualunque filo d'erba ti pare un inciampo

            insormontabile.

            Studia la storia italiana, Funz, e capirai come
            funzionano le cose. Ad esempio, lo sai che in
            Italia la produzione e il commercio di materiale
            osceno (= XXXXXgrafico) è tuttora reato? Nessun
            imprenditore del XXXXX potrebbe impiantare una
            casa cinematografica sul suolo italico senza
            passare
            guai.
            Tentativi di riformarla ci sono anche stati:
            tutti naufragati.:-oAttinenza con l'argomento? Zero.

            O sei interessato a che le cose non cambino,
            o

            sei servile nel profondo

            dell'animo.

            C'è un'altra possibilità: non viaggio con le
            fette di salame sugli
            occhi.
            In Italia non si riesce a cambiare la legge
            elettorale, ben tre commissioni hanno cercato di
            modernizzare la costituzione, senza risultati.Mancanza di volontà politica, come ho ripetuto più volte.
            Ora arrivi tu e d'un colpo cambi i rapporti fra
            editoria scolastica e docenti. Un po' di
            realismo,
            please. :-o :-oFotte un ca**o del tuo realismo.Adesso rispondi pure, se proprio ci tieni ad avere l'ultima parola.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            Ad esempio, lo sai che in

            Italia la produzione e il commercio di
            materiale

            osceno (= XXXXXgrafico) è tuttora reato?
            Nessun

            imprenditore del XXXXX potrebbe impiantare
            una

            casa cinematografica sul suolo italico senza

            passare

            guai.

            Tentativi di riformarla ci sono anche stati:

            tutti naufragati.

            :-o
            Attinenza con l'argomento? Zero.Ma non mi dire... la XXXXXgrafia non ha attinenza con la scuola. Giuro che se non me lo dicevi non me ne sarei mai accorto.Questa è l'Italia, Funz, intesa nella sua totalità. E tu ci vivi anche se ignori, deliberatamente o no, come vanno le cose.
            :-o :-o
            Fotte un ca**o del tuo realismo.
            Adesso rispondi pure, se proprio ci tieni ad
            avere l'ultima
            parola.Non c'è nulla da rispondere. Solo prendere atto del tuo livello di educazione.
          • panda rossa scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?
            - Scritto da: Ricky Portera

            Non sono sicuro che abbia quest'obbligo, visto
            che fra i doveri degli insegnanti non c'è quello
            di far risparmiare le famiglie dei loro
            alunni.A questo si puo' provvedere in fretta.
            In ogni caso non è un problema: dice che quello
            in CC è pieno di errori, e che quello a cui è
            abituato è di qualità superiore. <I
            Et
            voilà </I

            .Ma se un altro insegnante dicesse il contrario, che il libro in CC e' ottimo, allora siamo di fronte ad una situazione in cui almeno uno dei due e' un idiota, o ha degli interessi inconfessabili.E come diceva zi' Giulio, a pensar male spesso ci si azzecca.
            In astratto è così.
            Nel concreto, sapendo che l'editoria scolastica è
            un <I
            businness </I
            , qualunque
            autore con il sogno... ehm con il libro di testo
            nel cassetto lo proporrà prima a un editore, per
            vedere se lo prende in considerazione.Il fatto che molti programmatori rilascino software in CC ti smentisce.E comunque basta solo un autore che rilasci un testo in CC e quel testo e' in CC per sempre.Magari un aspirante autore potrebbe cominciare a rilasciare dei testi in CC per farsi conoscere, e una volta famoso, scrive il suo romanzetto sotto (C) e se lo fa pubblicare dall'editore.Puo' essere una strada percorribile con soddisfazione di tutti.
            Magari riceverà un no. E a quel punto lo propone
            al Miur, il quale si troverà come libri di testo
            in CC le scartine degli editori.
            Mah...Io un giorno scrivero' un libro di testo.E ben mi guardero' dal proporlo a qualsivoglia editore.Sara' di pubblico dominio, come tante altre cose che ho gia' fatto.

            Oppure lo si commissiona, sai, quella cosa
            che
            tu

            dai soldi a qualcuno per fargli fare un

            lavoro...

            Tutto si può fare. Non essendoci precedenti, non
            si può sapere come sarà il risultato. Io, se un
            imbianchino o un muratore non fa un lavoro a
            regola d'arte, non lo pago finché non lo ha
            rifatto come si deve. Come si possa adattare
            questo criterio a un libro di testo, che so, di
            storia della filosofia, io non lo so.
            :E se non lo sai, taci.

            Oppure ancora si prende qualche professore
            della

            scuola pubblica e lo si mette al lavoro,

            dopotutto il suo stipendio lo prende

            già.

            Lo devi pagare per stare a casa. No, ha le ore buche, o e' a casa in estate quando la scuola e' chiusa.L'insegnante e' pagato per 12 mesi ma insegna solo per 9 mesi.Ce n'e' di tempo...
            Non è pensabile
            che faccia entrambe le cose con uno stipendio
            solo.E' pensabile.Sei tu che non ci arrivi.Tanto che quasi tutti i libri di testo in uso nelle scuole, guarda caso, sono scritti da insegnanti.Quindi il tempo c'e'.
            E quindi paghi anche il supplente, per quell'anno.No.L'insegnante e' pagato per lavorare molte piu' ore di quelle in cui insegna.

            ma che c'entra?

            Quella era una cosa sacrosanta, e ci sono
            ancora

            troppi settori chiusi.

            Tutte sono cose sacrosante (almeno per chi non ci
            lavora dentro).Perche' si percepisce una differenza di trattamento ingiustificata.Non puo' coesistere il mercato protetto col libero mercato.Poi si creano sacche di settori protetti che chi sta dentro difende coi denti, e chi sta fuori vuole scardinare.
            Ma tutte, a sentire certi
            commentatori, sono difese dalle lobby, e quindi è
            impossibile in partenza una discussione.Esatto.
            Si può
            solo sputare veleno su PI, quello non costa
            nulla.
            Poi puff, miracolo, nel 1998 qualcuno ci riesce.
            Le lobby erano distratte... come no.
            ;-)Riesce a far cosa?

            E i libri scolastici sono

            uno di quelli da aprire a

            forza.

            Guarda che di gente che vuole aprire il
            parlamento come una scatola di tonno ce n'è
            già:
            http://tinyurl.com/qxp6b3h
            Non ti aggiungere pure tu.E invece deve aggiungersi, devi aggiungerti pure tu, devono aggiungersi tutti quelli che ancora non hanno capito che la casta va combattuta stando tutti assieme.
          • Ricky Portera scrive:
            Re: A cosa serve lo stato?

            E se non lo sai, taci.Risparmiami le tue insolenze, che qui lasciano il tempo che trovano, e pensa all'estensione .aux. Quello è il tuo campo.
  • un chain scrive:
    f-o-r-m-a-t-i
    nessuno che parla dell'UNICA cosa davvero importante, ovvero dei FORMATI???nessuno che dica che dovrebbe essere imposto l'uso ESCLUSIVO di formati aperti e liberi (no formati proprietari, no brevetti, no licenze, no DRM)???no? nessuno?allora diciamo la verità: è tutta una presa per il XXXX
    • MacGeek scrive:
      Re: f-o-r-m-a-t-i
      - Scritto da: un chain
      nessuno che parla dell'UNICA cosa davvero
      importante, ovvero dei
      FORMATI???

      nessuno che dica che dovrebbe essere imposto
      l'uso ESCLUSIVO di formati aperti e liberi (no
      formati proprietari, no brevetti, no licenze, no
      DRM)???Figurati se i politicanti sanno di cosa si sta parlando.I politici fanno quello che gli dicono di fare le lobby del settore. E quindi l'unico scopo di tutto ciò è avere nuove fonti di guadagni certi e senza rischio per questi ultimi. Tutto il resto è secondario.
    • Fai il login o Registrati scrive:
      Re: f-o-r-m-a-t-i
      Si che ne parlano: <i
      il Miur ha pensato ai software che saranno utilizzati per l'acXXXXX ai testi digitali, ovvero "aperti e interoperabili, fruibili con la stessa qualità, cioè, su tutti i supporti elettronici, dai computer ai tablet, in commercio per lasciare libertà di scelta alle famiglie e ai docenti nell'acquisto" </i
      che in definitiva è come dire: usate il formato che vi pare, basta che chiunque, anche il possessore del tablet più sfigato che esista in commercio, possa usare l'ebook. Ti dirò che mi aspettavo molto peggio...Ciao
      • un chain scrive:
        Re: f-o-r-m-a-t-i
        - Scritto da: Fai il login o Registrati
        Si che ne parlano: <i
        il Miur ha pensato
        ai software che saranno utilizzati per l'acXXXXX
        ai testi digitali, ovvero "aperti e
        interoperabili, fruibili con la stessa qualità,
        cioè, su tutti i supporti elettronici, dai
        computer ai tablet, in commercio per lasciare
        libertà di scelta alle famiglie e ai docenti
        nell'acquisto" </i
        software != formati
        che in definitiva è
        come dire: usate il formato che vi pare, ovvero non si parla dei formati
        Ti dirò che mi aspettavo molto peggio...solo perché peggio di così è abbastanza difficile...
  • Enjoy with Us scrive:
    Buffonata!
    Spero solo che la rete punisca questi avvoltoi e che mediante il peer to peer si possano alla fine scaricare gli ebook craccati!In pratica tutti gli insegnanti di coscienza e sono tanti in pratica preparano la lezione su delle dispese autoprodotte, basterebbe dare loro un piccolo incentivo per mettere on line tale materiale in modo gratuito magari su un qualche sito istituzionale e in pratica il 90% e più dei testi si potrebbe eliminare! In pratica oggi come oggi e domani ancora di più non ha più alcun senso il "libro di testo" se non per ingrassare i soliti editori!Ditemi Voi come si fa a scontare del solo 30% un testo elettronico dove i costi di stampa/macero/ristampa/resi sono Zero e dove nella massima parte dei casi è praticamente zero l'impegno dell'autore, visto che si tratta di rimasticazioni infinite dello stesso argomento!
    • Ricky Portera scrive:
      Re: Buffonata!

      Spero solo che la rete punisca questi avvoltoi e
      che mediante il peer to peer si possano alla fine
      scaricare gli ebook
      craccati!La fai facile tu. Se questo sport dovesse diffondersi, le autorità scolastiche possono disporre il controllo di autenticità dei libri di testo di ogni alunno, o di alunni a campione.
      In pratica tutti gli insegnanti di coscienza e
      sono tanti in pratica preparano la lezione su
      delle dispese autoprodotte, basterebbe dare loro
      un piccolo incentivo per mettere on line tale
      materiale in modo gratuito magari su un qualche
      sito istituzionale e in pratica il 90% e più dei
      testi si potrebbe eliminare! Tante cose si potrebbero fare. Si potrebbe pagare un euro a testa al mese in beneficenza per ogni bambino africano, e poi uno per ogni asiatico, e poi uno per ogni sudamericano, senza dimenticare le zone povere dell'ex Unione sovietica...Semplicemente non si fa. Non puoi obbligare gli insegnanti ad avere una coscienza.
      Ditemi Voi come si fa a scontare del solo 30% un
      testo elettronico dove i costi di
      stampa/macero/ristampa/resi sono Zero e dove
      nella massima parte dei casi è praticamente zero
      l'impegno dell'autore, visto che si tratta di
      rimasticazioni infinite dello stesso
      argomento!Sai, anche le note sono solo sette; un po' di più se consideri i semitoni. E di gente che compra musica ce n'è ancora...
      • panda rossa scrive:
        Re: Buffonata!
        - Scritto da: Ricky Portera

        Spero solo che la rete punisca questi
        avvoltoi
        e

        che mediante il peer to peer si possano alla
        fine

        scaricare gli ebook

        craccati!

        La fai facile tu. Siamo in tanti a farla facile.L'unico che la fa difficile sei tu che difendi i parassiti di cui fai parte.
        Se questo sport dovesse
        diffondersi, le autorità scolastiche possono
        disporre il controllo di autenticità dei libri di
        testo di ogni alunno, o di alunni a
        campione.Visto? Di la' ti nascondevi dietro ai testi in creative commons e qui inveci auspichi l'intervento di una milizia a difendere una rendita medievale di una casta parassitaria.

        In pratica tutti gli insegnanti di coscienza
        e

        sono tanti in pratica preparano la lezione su

        delle dispese autoprodotte, basterebbe dare
        loro

        un piccolo incentivo per mettere on line tale

        materiale in modo gratuito magari su un
        qualche

        sito istituzionale e in pratica il 90% e più
        dei

        testi si potrebbe eliminare!

        Tante cose si potrebbero fare. Si potrebbe pagare
        un euro a testa al mese in beneficenza per ogni
        bambino africano, e poi uno per ogni asiatico, e
        poi uno per ogni sudamericano, senza dimenticare
        le zone povere dell'ex Unione
        sovietica...
        Semplicemente non si fa. Non puoi obbligare gli
        insegnanti ad avere una
        coscienza.E tu non puoi obbligare noi ad avere compassione per una casta parassitaria che si merita solo di scomparire e di essere ricordata nei libri di storia in creative commons, come ultimo ostacolo prima di una libera circolazione della cultura.

        Ditemi Voi come si fa a scontare del solo
        30%
        un

        testo elettronico dove i costi di

        stampa/macero/ristampa/resi sono Zero e dove

        nella massima parte dei casi è praticamente
        zero

        l'impegno dell'autore, visto che si tratta di

        rimasticazioni infinite dello stesso

        argomento!

        Sai, anche le note sono solo sette; un po' di più
        se consideri i semitoni. E di gente che compra
        musica ce n'è
        ancora...E allora vendi musica a costoro e non rompere le scatole.
        • Ricky Portera scrive:
          Re: Buffonata!



          Spero solo che la rete punisca questi

          avvoltoi

          e


          che mediante il peer to peer si possano
          alla

          fine


          scaricare gli ebook


          craccati!



          La fai facile tu.

          Siamo in tanti a farla facile.
          L'unico che la fa difficile sei tu che difendi i
          parassiti di cui fai
          parte.Io lo scrivo per evitare di leggere quintali di insulti al ministro o al relatore della legge quando questo accadrà. Mi porto avanti col lavoro.L'Italia non è vero che è un paese di furbi. È un paese di gente che si crede furba, è diverso.

          Se questo sport dovesse

          diffondersi, le autorità scolastiche possono

          disporre il controllo di autenticità dei
          libri
          di

          testo di ogni alunno, o di alunni a

          campione.

          Visto? Di la' ti nascondevi dietro ai testi in
          creative commons e qui inveci auspichi
          l'intervento di una milizia a difendere una
          rendita medievale di una casta
          parassitaria.Non "auspico": so che avverrà. Sempre che la moda di usare libri di testo piratati si diffonda oltre la soglia critica, beninteso.Non sono nato ieri, e non vivo nel mondo delle nuvole. Puoi lanciare tutti gli anatemi che vuoi, con me lasciano il tempo che trovano, ma non puoi deformare la realtà.

          Tante cose si potrebbero fare. Si potrebbe
          pagare

          un euro a testa al mese in beneficenza per
          ogni

          bambino africano, e poi uno per ogni
          asiatico,
          e

          poi uno per ogni sudamericano, senza
          dimenticare

          le zone povere dell'ex Unione

          sovietica...

          Semplicemente non si fa. Non puoi obbligare
          gli

          insegnanti ad avere una

          coscienza.

          E tu non puoi obbligare noi ad avere compassione
          per una casta parassitaria che si merita solo di
          scomparire e di essere ricordata nei libri di
          storia in creative commons, come ultimo ostacolo
          prima di una libera circolazione della
          cultura.Gli editori sono lì. Erano lì quando è nato Punto Informatico, erano lì quando hai cominciato a commentare, e saranno lì quando non ci sarai più. A un certo punto non serviranno davvero più, è nella natura delle cose, ma tu non potrai vedere quel giorno.

          Sai, anche le note sono solo sette; un po'
          di
          più

          se consideri i semitoni. E di gente che
          compra

          musica ce n'è

          ancora...

          E allora vendi musica a costoro e non rompere le
          scatole.Nervosetto, eh?Credo di sapere il perché: alle ultime elezioni in Germania il Partito pirata ha preso solo il 2,2 %, e non ha potuto superare la soglia di sbarramento. E non è andata molto meglio negli altri Stati in cui si è presentato alle elezioni.Pensare di far parte della maggioranza silenziosa e scoprire così che solo il 2,2 % la pensa come noi è un bello scorno. (rotfl).
          • panda rossa scrive:
            Re: Buffonata!
            - Scritto da: Ricky Portera

            Gli editori sono lì. Erano lì quando è nato Punto
            Informatico, erano lì quando hai cominciato a
            commentare, e saranno lì quando non ci sarai più.
            A un certo punto non serviranno davvero più, è
            nella natura delle cose, ma tu non potrai vedere
            quel
            giorno.Vivi pure nella tua illusione.Quel giorno e' gia' passato e io l'ho visto.In molti paesi del mondo, moderni e non medievali come questo, l'editoria scolastica e' stata ELIMINATA in favore di una libera diffusione dei testi didattici fruibili come meglio crede lo studente.Tu continua pure a credere di vivere di rendita in eterno.Io di te faccio a meno.Tu invece di me hai bisogno.Ricordalo!
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Buffonata!


            Gli editori sono lì. Erano lì quando è nato
            Punto

            Informatico, erano lì quando hai cominciato a

            commentare, e saranno lì quando non ci sarai
            più.

            A un certo punto non serviranno davvero più,
            è

            nella natura delle cose, ma tu non potrai
            vedere

            quel

            giorno.

            Vivi pure nella tua illusione.
            Quel giorno e' gia' passato e io l'ho visto.Se soffri di allucinazioni non dare la colpa a me.
            In molti paesi del mondo, moderni e non medievali
            come questo, l'editoria scolastica e' stata
            ELIMINATA Siampo in Italia e parliamo dell'Italia.In alcuni non c'è mai stata. Banalmente. Gli insegnanti sono pagati anche per scrivere i testi/dispense e tutto quanto.Nei posti in cui c'è, i libri o li paga la scuola o l'alunno. Gli editori guadagnano comunque.
            in favore di una libera diffusione dei
            testi didattici fruibili come meglio crede lo
            studente.Il che non significa automaticamente che i testi siano gratis, al di là del fatto che siano in formato ebook o su carta.Significa solo che gli interessi economici sono inferiori.
            Tu continua pure a credere di vivere di rendita
            in
            eterno.
            Io di te faccio a meno.
            Tu invece di me hai bisogno.
            Ricordalo!Per farmi due risate però! (rotfl)Da quando sono qui su PI mi hai affibbiato una decina di professioni diverse... sena mai azzeccare.Evidentemente l'idea che qualcuno intervenga per correggere i tuoi deliri proprio non ti sfiora. Quasi quasi mi fai pena.
      • DemiGodZ scrive:
        Re: Buffonata!
        - Scritto da: Ricky Portera

        La fai facile tu. Se questo sport dovesse
        diffondersi, le autorità scolastiche possono
        disporre il controllo di autenticità dei libri di
        testo di ogni alunno, o di alunni a
        campione.(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Se scoprissi che chicchessia ha messo le mani, SENZA IL MIO PERMESSO E/O LA MIA PRESENZA sul tablet di mio figlio come minimo si becca una dencia.
        • DemiGodZ scrive:
          Re: Buffonata!
          ops... volevo scrivere denuncia
        • Ricky Portera scrive:
          Re: Buffonata!


          La fai facile tu. Se questo sport dovesse

          diffondersi, le autorità scolastiche possono

          disporre il controllo di autenticità dei
          libri
          di

          testo di ogni alunno, o di alunni a

          campione.
          (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)

          Se scoprissi che chicchessia ha messo le mani,
          SENZA IL MIO PERMESSO E/O LA MIA PRESENZA sul
          tablet di mio figlio come minimo si becca una
          dencia.Ma denuncia per che cosa?In ogni caso, se c'è una legge che prevede questo controllo sulle tavolette e sugli ebook, il genitore non può fare nulla. Non è anomalo che una scuola possa controllare che il diritto d'autore sui libri di testo non sia stato violato, così come può controllare che non si portino pugnali o armi da fuoco in aula o vietare che si usi il telefonino in orario di lezione. Per dirne una: recentemente è stata multata una studentessa perché fumava a scuola: http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/20-settembre-2013/fuma-cortile-liceo-scatta-prima-multa--2223204723420.shtmlE nota che fumare all'aperto non è vietato, in generale. Dentro una scuola sì.
          • panda rossa scrive:
            Re: Buffonata!
            - Scritto da: Ricky Portera


            La fai facile tu. Se questo sport
            dovesse


            diffondersi, le autorità scolastiche
            possono


            disporre il controllo di autenticità dei

            libri

            di


            testo di ogni alunno, o di alunni a


            campione.


            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)



            Se scoprissi che chicchessia ha messo le
            mani,

            SENZA IL MIO PERMESSO E/O LA MIA PRESENZA sul

            tablet di mio figlio come minimo si becca una

            dencia.

            Ma denuncia per che cosa?
            In ogni caso, se c'è una legge che prevede questo
            controllo sulle tavolette e sugli ebook, il
            genitore non può fare nulla. Non è anomalo che
            una scuola possa controllare che il diritto
            d'autore sui libri di testo non sia stato
            violato, così come può controllare che non si
            portino pugnali o armi da fuoco in aula o vietare
            che si usi il telefonino in orario di lezione.Ma la liberta' personale e' INVIOLABILE.Nessuno nella scuola puo' effettuare una perquisizione senza mandato.Il cellulare, i coltelli, gli oggetti impropri vengono sequestrati solo se vengono esibiti.Se stanno chiusi in borsetta la scuola non puo' fare proprio nulla.E lo stesso vale per il diritto d'autore.La scuola NON PUO' E NON DEVE mettere il naso in un oggetto personale come un tablet.La scuola DEVE insegnare agli alunni quali sono i loro diritti in materia di liberta' personali.Ogni alunno deve sapere che:1) La liberta' personale e' inviolabile2) La responsabilita' penale e' individuale3) L'onere della prova spetta all'accusa4) Il calunniato ha il diritto di rivalersi in caso di accusa infondata
            Per dirne una: recentemente è stata multata una
            studentessa perché fumava a scuola:

            http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/noti
            E nota che fumare all'aperto non è vietato, in
            generale. Dentro una scuola sì.E' stata beccata.Purtroppo per lei, l'azione di fumare e' chiaramente identificabile, a differenza del diritto d'autore di un file conservato in un tablet in cui tu non puoi mettere il naso senza un mandato.
          • MZorzy scrive:
            Re: Buffonata!
            mandato per 'frugare' nei tablet... mai stato negli USA eh ?
          • Ricky Portera scrive:
            Re: Buffonata!


            E nota che fumare all'aperto non è vietato,
            in

            generale. Dentro una scuola sì.

            E' stata beccata.
            Purtroppo per lei, l'azione di fumare e'
            chiaramente identificabile, a differenza del
            diritto d'autore di un file conservato in un
            tablet in cui tu non puoi mettere il naso senza
            un
            mandato.Tu sogna, continua a sognare. E preparati a sputare veleno su questo o su quell'altro quando una legge in tal senso verrà approvata... cosa non automatica, perché non è automatico che gli allievi si divertano a scaricare gratis i libri a livelli industriali. I soldi non sono mica loro...
    • zio lambo scrive:
      Re: Buffonata!
      l'insegnante è liberissimo di adottare un proprio testo, fatto di dispense gratuite. non lo fanno perché toccherebbe di lavorà..sia mai
      • Ricky Portera scrive:
        Re: Buffonata!
        - Scritto da: zio lambo
        l'insegnante è liberissimo di adottare un proprio
        testo, fatto di dispense gratuite. non lo fanno
        perché toccherebbe di lavorà..sia
        maiNo, alcuni lo fanno. C'è stato un intervento in passato proprio qua su PI.Sicuramente non sono molti.
  • MZorzy scrive:
    top tablet ... per la massa
    ottimo.via alla corsa a comprate l ipad ultimo modello, perchè senno i compagni 'deridono' ... anzi due. sia mai che uno cada. o scarico non si fan i compiti ...
    • zio lambo scrive:
      Re: top tablet ... per la massa
      se hai i genitori idioti è giusto che paghi per il tablet firmato come per i vestitini da fighetto.. ma non sono tutti così cretini al mondo
      • DemiGodZ scrive:
        Re: top tablet ... per la massa
        - Scritto da: zio lambo
        se hai i genitori idioti è giusto che paghi per
        il tablet firmato come per i vestitini da
        fighetto.. ma non sono tutti così cretini al
        mondoQuasi.....
    • Jinta Yadomi scrive:
      Re: top tablet ... per la massa
      - Scritto da: MZorzy
      ottimo.
      via alla corsa a comprate l ipad ultimo modello,
      perchè senno i compagni 'deridono' ... anzi due.
      sia mai che uno cada. o scarico non si fan i
      compiti
      ...Hai ragione, ma è il genitore (o comunque gli adulti che il ragazzo/a frequenta) che deve farsi carico di trasmettere alla persona in oggetto dei valori... non deve essere lo Stato né la scuola.Non è pensabile che si resti lontano dall'uso dei tablet/lettori di ebook semplicemente per questo motivo, non ti pare? Dopotutto il tablet è uno strumento, come altri, e ha le potenzialità per essere un buon strumento nella scuola.IMO molti dei problemi fra i ragazzi sarebbero risolvibili con un attimo di attenzione in più nei loro confronti. Un bulletto a scuola è tale non perché è nato così... ma perché non ha ricevuto dei valori durante la sua crescita che includessero anche il rispetto verso gli altri. Un ragazzo che si vergogna per quello che ha e desidera "farsi figo" è un ragazzo che non ha ricevuto il valore dell'individualità e del sapersi accontentare del giusto in base alle possibilità sue e della propria famiglia e del sapersi identificare come persona indipendente dagli altri (e dalla loro opinione).Questo non è solo un problema della scuola, è un problema che poi questa persona avrà per tutto il resto della sua vita. Perciò è bene che qualcuno queste cose glie le insegni e glie le faccia apprezzare (cosa che non si può fare con la violenza, urlando e sbraitando).Penso che buona parte di tutti questi problemi sia appunto risolvibile con un minimo di attenzione per i ragazzi che purtroppo più che spesso si trovano lasciati soli a sé stessi, ad imparare i valori dalle "americanate" in TV piuttosto che dai famigliari, vicini e dalla comunità in cui vivono in genere. Questo è vero oggi, ma era vero anche in passato, anche se in passato il ragazzo aveva più possibilità di scegliersi un'altra guida all'interno della comunità nel caso i propri genitori non avessero proprio tempo per lui/lei.D'altra parte basta guardare un po' la TV per capire quali "valori" vengono trasmessi... fra cui:1) è giusto farsi giustizia da soli (per proprio conto o per conto degli altri) [Arrow, Dexter, Batman, L'uomo Ragno, e molti molti altri]2) le FDO possono fare quel che gli pare pur di catturare "il cattivo", anche violare i tuoi diritti e la legge stessa (basta ottenere il risultato finale, come ci arrivi non importa) [Walker Texas Ranger, quasi tutti i polizeschi... persino "un detective in corsia" seppur sembri quasi innocuo spesso fa passare questo concetto]3) spesso una buona dose di sopprafazione fisica o verbale (se non addirittura violenza vera e propria) e un bel po' di menzogne dette al preciso scopo di ottenere qualcosa sono il modo migliore per avere quello che vuoi [parecchie telenovelas basano buona parte della loro storia su questo concetto ma anche molti altri film]4) se vuoi essere accettato dagli altri devi vestirti in un certo modo, avere determinati oggetti, ecc. [anche qui l'elenco di film e telefilm per non parlare delle pubblicità che fanno propaganda a questa cosa è lunghissimo]5) essere ricchi è di certo meglio che essere onesti [anche qui, buona parte delle telenovelas e film vari si fondano su questa cosa]6) non devi accontentarti di quello che hai (anche se così come sei stai bene), devi sempre cercare di avere di più e per farlo devi entrare in competizione con gli altri e vincere [quasi tutti i film americani]7) se hai soldi sei praticamente invincibile ed intoccabile [ok, questo non è un film, questo è Berlusconi :S ]Non dico che la TV andrebbe proibita, penso che proibire qualcosa renda quel qualcosa semplicemente più attraente, però dovrebbe per lo meno essere "interpretata" dall'adulto per spiegare al ragazzo/a che buona parte di quello che viene trasmesso è pura e semplice spazzatura e cattivo esempio. Chiaramente, in una società che fa il possibile per tenere il mondo dei ragazzi e degli adulti separato, i ragazzi sono sempre più isolati e sempre più abbandonati a sé stessi.Senza contare che oramai neanche la scuola insegna più cose come "educazione civica" e così vengono su persone sempre più ignoranti circa i propri diritti e doveri e quindi sempre più facilmente controllabili. D'altra parte, se le persone sono occupate per il 95% del tempo a cercare di fregarsi a vicenda, se tutti sospettano e hanno paura di tutti... avranno molto meno tempo per pensare a chi sta manovrando i fili e molte meno possibilità di organizzarsi per autodifendersi dagli abusi compiuti dallo Stato, dai politici, dalle FDO, ecc.Non credo quindi che il problema sia il tablet, anzi, penso che al massimo il comportamento da te evidenziato possa essere inquadrato come un effetto di ben altre "scelte", coscienti o meno, nell'educazione delle prossime generazioni. Educazione che non può e non deve essere lasciata solo alla scuola e che anzi, sarebbe molto grave lasciare solo alla scuola perché, la scuola, è pur sempre un'organismo dello Stato, e come tale ha interessi che spesso vanno contro l'individuo stesso.
  • panda rossa scrive:
    La solita pagliacciata!
    Questa cosa si presenta come la solita pagliacciata all'italiana, che prevede di cambiare tutto per non cambiare niente. (cit.)Invece di effettuare una riforma che favorisca la scuola, l'istruzione e le famiglie, ancora una volta il legislatore scrive sotto la dettatura della lobby della casta parassitaria degli editori.L'oggetto sono i testi scolastici.Quindi che cosa c'entrano i software che saranno utilizzati per l'acXXXXX ai testi digitali ?Si parla di testi, allora dammi i testi. In pdf, in epub, in txt.Il software per leggerli sara' un problema mio.E poi, in grassetto, viene scritto che: gli studenti dovranno essere in grado di scaricarli in maniera gratuita sui vari siti degli editori Degli editori?E che c'entrano gli editori? Un libro lo scrive l'autore.E invece ancora una volta, bisogna difendere l'intermediario parassita il cui unico ruolo e' ben rappresentato da questa striscia di Dilbert di ieri.http://www.dilbert.com/2013-09-29/
    • Ricky Portera scrive:
      Re: La solita pagliacciata!

      Invece di effettuare una riforma che favorisca la
      scuola, l'istruzione e le famiglie, ancora una
      volta il legislatore scrive sotto la dettatura
      della lobby della casta parassitaria degli
      editori.O piuttosto, vive nel mondo reale e a contatto con i problemi concreti dell'operazione, a differenza di altri che commentano spesso su PI.
      L'oggetto sono i testi scolastici.
      Quindi che cosa c'entrano i <i
      software che
      saranno utilizzati per l'acXXXXX ai testi
      digitali </i

      ?Leggi bene: "Ove siano necessari software specifici per l'utilizzo degli ebook o dei contenuti digitali dei libri misti...".Tra l'altro da informatico dovresti sapere che nessun computer visualizza un testo come funzione innata. C'è sempre un programmino che lo fa. E quando si tratta di libri di testo con immagini, formule matematiche, e magari anche fogli di calcolo con campi ordinabili in maniere diverse, il programmino può diventare programmone. Lo studente non è tenuto a sapere quele programma usare, ma la scuola glielo deve fornire gratis.
      E poi, in grassetto, viene scritto che:
      <b
      gli studenti dovranno essere in grado di
      scaricarli in maniera gratuita sui vari siti
      degli
      editori </b


      Degli editori?
      E che c'entrano gli editori?
      Un libro lo scrive l'autore.Tu sei un cantante. Puoi decidere: o fai l'artista di strada, e ti accontenti delle monetine che ti lanciano i passanti. Oppure ti affidi a una casa discografica che ha esperienza nel marketing, ti fa un bel contratto in cui parte dei guadagni vengono incamerati alla base, ma ti rende da sconosciuto a One Direction. :-)Il punto è tutto lì, anche per chi scrive libri. Puoi apprezzare chi lo fa gratis o in cambio delle monetine, ma non puoi imporre a tutti di scrivere in cambio di spiccioli.
      E invece ancora una volta, bisogna difendere l'intermediario
      parassita il cui unico ruolo L'unico ruolo dell'intermediario e di fare da intermediatore. E spesso lo sa fare bene, altrimenti chi scrive libri non si affiderebbe a un editore.L'autore pensa ai contenuti e al pubblcio di riferimento, l'editore pensa a piazzarlo presso questo pubblico. E come detto, spesso ci riesce.
      • MacGeek scrive:
        Re: La solita pagliacciata!
        - Scritto da: Ricky Portera

        Invece di effettuare una riforma che
        favorisca
        la

        scuola, l'istruzione e le famiglie, ancora
        una

        volta il legislatore scrive sotto la
        dettatura

        della lobby della casta parassitaria degli

        editori.

        O piuttosto, vive nel mondo reale e a contatto
        con i problemi concreti dell'operazione, a
        differenza di altri che commentano spesso su
        PI.



        L'oggetto sono i testi scolastici.

        Quindi che cosa c'entrano i <i

        software
        che

        saranno utilizzati per l'acXXXXX ai testi

        digitali </i


        ?

        Leggi bene: "Ove siano necessari software
        specifici per l'utilizzo degli ebook o dei
        contenuti digitali dei libri
        misti...".

        Tra l'altro da informatico dovresti sapere che
        nessun computer visualizza un testo come funzione
        innata. C'è sempre un programmino che lo fa. E
        quando si tratta di libri di testo con immagini,
        formule matematiche, e magari anche fogli di
        calcolo con campi ordinabili in maniere diverse,
        il programmino può diventare programmone.

        Lo studente non è tenuto a sapere quele programma
        usare, ma la scuola glielo deve fornire
        gratis.



        E poi, in grassetto, viene scritto che:

        <b
        gli studenti dovranno essere in
        grado
        di

        scaricarli in maniera gratuita sui vari siti

        degli

        editori </b




        Degli editori?

        E che c'entrano gli editori?

        Un libro lo scrive l'autore.

        Tu sei un cantante. Puoi decidere: o fai
        l'artista di strada, e ti accontenti delle
        monetine che ti lanciano i passanti. Oppure ti
        affidi a una casa discografica che ha esperienza
        nel marketing, ti fa un bel contratto in cui
        parte dei guadagni vengono incamerati alla base,
        ma ti rende da sconosciuto a One Direction.
        :-)
        Il punto è tutto lì, anche per chi scrive libri.
        Puoi apprezzare chi lo fa gratis o in cambio
        delle monetine, ma non puoi imporre a tutti di
        scrivere in cambio di spiccioli.



        E invece ancora una volta, bisogna difendere
        l'intermediario


        parassita il cui unico ruolo

        L'unico ruolo dell'intermediario e di fare da
        intermediatore. E spesso lo sa fare bene,
        altrimenti chi scrive libri non si affiderebbe a
        un
        editore.
        L'autore pensa ai contenuti e al pubblcio di
        riferimento, l'editore pensa a piazzarlo presso
        questo pubblico. E come detto, spesso ci
        riesce.Che DUE PALLE questo Leguleio... :-o
      • panda rossa scrive:
        Re: La solita pagliacciata!
        - Scritto da: Ricky Portera

        Invece di effettuare una riforma che
        favorisca
        la

        scuola, l'istruzione e le famiglie, ancora
        una

        volta il legislatore scrive sotto la
        dettatura

        della lobby della casta parassitaria degli

        editori.

        O piuttosto, vive nel mondo reale e a contatto
        con i problemi concreti dell'operazione, a
        differenza di altri che commentano spesso su
        PI.E questo mondo reale quale sarebbe?Quello di costringere le famiglie a comprare comunque i libri cartacei, per poi scaricare dopo non meno di due mesi un software proprietario solo per windows, con connessione obbligatoria, per scaricare dal loro sito qualcosa di non fruibile?

        L'oggetto sono i testi scolastici.

        Quindi che cosa c'entrano i <i

        software
        che

        saranno utilizzati per l'acXXXXX ai testi

        digitali </i


        ?

        Leggi bene: "Ove siano necessari software
        specifici per l'utilizzo degli ebook o dei
        contenuti digitali dei libri
        misti...".Ho letto bene.E ripeto la domanda: che c'entra il software?
        Tra l'altro da informatico dovresti sapere che
        nessun computer visualizza un testo come funzione
        innata.Che c'entrano i computer?Siamo nel 2013.E' possibile visualizzare dei testi con qualunque cosa.Tablet, telefonini, ebook-reader, smart tv...
        C'è sempre un programmino che lo fa.Domanda scema: quando vai dal tuo videotechino preferito, oltre al disco ti rifila anche del software?
        E
        quando si tratta di libri di testo con immagini,
        formule matematiche, e magari anche fogli di
        calcolo con campi ordinabili in maniere diverse,
        il programmino può diventare programmone.Cominciamo con il diffondere questi libri come copia digitale del cartaceo che non possiede campi ordibabili e fogli di calcolo, ma che funziona lo stesso.Sarebbe gia' un sucXXXXX enorme far sparire la carta dove e' possibile e avere tutto in pdf.Il valore aggiunto che potrebbe offrire l'informatica sara' un passo successivo, molto piu' lungo della gamba che c'e' ora.
        Lo studente non è tenuto a sapere quele programma
        usare, ma la scuola glielo deve fornire
        gratis.La scuola non e' tenuta a sapere che strumento possiede lo studente.Quindi la scuola si limiti a fornire il pdf a chi e' in grado di aprirselo da se'.

        E poi, in grassetto, viene scritto che:

        <b
        gli studenti dovranno essere in
        grado
        di

        scaricarli in maniera gratuita sui vari siti

        degli

        editori </b




        Degli editori?

        E che c'entrano gli editori?

        Un libro lo scrive l'autore.

        Tu sei un cantante. Puoi decidere: o fai
        l'artista di strada, e ti accontenti delle
        monetine che ti lanciano i passanti. Oppure ti
        affidi a una casa discografica che ha esperienza
        nel marketing, ti fa un bel contratto in cui
        parte dei guadagni vengono incamerati alla base,
        ma ti rende da sconosciuto a One Direction.
        :-)Perfetto.Ma per quale motivo questa legge dovrebbe tagliar fuori per iscritto tutti quelli che preferiscono le monetine nel cappello, e aprire solo le produzioni degli one direction, che tra i mille motivi per cui piacciono, quello del livello dei contenuti non esiste proprio?
        Il punto è tutto lì, anche per chi scrive libri.
        Puoi apprezzare chi lo fa gratis o in cambio
        delle monetine, ma non puoi imporre a tutti di
        scrivere in cambio di spiccioli.E allora tu non imporre per legge che si possono usare solo i titoli intermediati da case editrici.

        E invece ancora una volta, bisogna difendere
        l'intermediario


        parassita il cui unico ruolo

        L'unico ruolo dell'intermediario e di fare da
        intermediatore.Che per definizione e' un ruolo parassitario.
        E spesso lo sa fare bene,
        altrimenti chi scrive libri non si affiderebbe a
        un editore.Ieri era un ruolo necessario.Oggi non lo e' piu' e bisogna tenerlo in vita artificialmente intubando il paziente per evitare che muoia.
        L'autore pensa ai contenuti e al pubblcio di
        riferimento, l'editore pensa a piazzarlo presso
        questo pubblico. E come detto, spesso ci
        riesce.Trattandosi di testi scolastici, non c'e' alcun bisogno di piazzare niente.
        • Ricky Portera scrive:
          Re: La solita pagliacciata!


          O piuttosto, vive nel mondo reale e a
          contatto

          con i problemi concreti dell'operazione, a

          differenza di altri che commentano spesso su

          PI.

          E questo mondo reale quale sarebbe?
          Quello di costringere le famiglie a comprare
          comunque i libri cartacei, per poi scaricare dopo
          non meno di due mesi un software proprietario
          solo per windows, con connessione obbligatoria,
          per scaricare dal loro sito qualcosa di non
          fruibile?Quello magari sarà il mondo reale nel futuro. :-PIo parlo di quello di adesso, con i libri che sono protetti da diritto d'autore, e i professori che vogliono <B
          quei libri di testo </B
          . Margini di discussione non ne esistono.

          Leggi bene: "Ove siano necessari software

          specifici per l'utilizzo degli ebook o dei

          contenuti digitali dei libri

          misti...".

          Ho letto bene.
          E ripeto la domanda: che c'entra il software?"Ove siano": non è automatico che si rendano necessari, ma nel caso, la legge ha da dire la sua.
          E' possibile visualizzare dei testi con qualunque
          cosa.
          Tablet, telefonini, ebook-reader, smart tv...Ti mando una penna USB con il libro di testo, vediamo se me lo visualizzi mettendotela nel naso.Eestiqaatsi!

          C'è sempre un programmino che lo fa.

          Domanda scema: quando vai dal tuo videotechino
          preferito, oltre al disco ti rifila anche del
          software?No.Ma se lo voglio vedere sul mio PC e il programma per leggere DVD non è installato, non c'è nulla da fare. Non basta scrivere una routine di comandi MS-Dos, è una cosa un po' più complessa...
          La scuola non e' tenuta a sapere che strumento
          possiede lo
          studente.
          Quindi la scuola si limiti a fornire il pdf a chi
          e' in grado di aprirselo da
          se'.Non funziona così. Almeno nella scuola italiana.

          Tu sei un cantante. Puoi decidere: o fai

          l'artista di strada, e ti accontenti delle

          monetine che ti lanciano i passanti. Oppure
          ti

          affidi a una casa discografica che ha
          esperienza

          nel marketing, ti fa un bel contratto in cui

          parte dei guadagni vengono incamerati alla
          base,

          ma ti rende da sconosciuto a One Direction.

          :-)

          Perfetto.
          Ma per quale motivo questa legge dovrebbe tagliar
          fuori per iscritto tutti quelli che preferiscono
          le monetine nel cappello, e aprire solo le
          produzioni degli one direction, che tra i mille
          motivi per cui piacciono, quello del livello dei
          contenuti non esiste
          proprio?Forse perché gli artisti come gli One direction sono 1000 e gli artisti di strada sono 2? :-)Peraltro nulla vieta di adottare i libri in Creative Commons, per le materie che esistono:http://www.matematicamente.it/E non ci sono intoppi tecnici per quel tipo di libri. Le raccomandazioni riguardano gli altri libri di testo, quando avessero limitazioni di qualche tipo.

          Il punto è tutto lì, anche per chi scrive
          libri.

          Puoi apprezzare chi lo fa gratis o in cambio

          delle monetine, ma non puoi imporre a tutti
          di

          scrivere in cambio di spiccioli.

          E allora tu non imporre per legge che si possono
          usare solo i titoli intermediati da case
          editrici.Ma è una tua interpretazione! Nessuno lo ha detto!

          L'unico ruolo dell'intermediario e di fare da

          intermediatore.

          Che per definizione e' un ruolo parassitario.I parassiti esistono in natura, ed esisteranno sempre.È maglio convivervi, perché in un'eventuale guerra con loro perdi tu, Panda Rossa, non loro. Questione di numeri...

          E spesso lo sa fare bene,

          altrimenti chi scrive libri non si
          affiderebbe
          a

          un editore.

          Ieri era un ruolo necessario.
          Oggi non lo e' piu' e bisogna tenerlo in vita
          artificialmente intubando il paziente per evitare
          che
          muoia. <B
          Artificialmente </B
          , ma sentilo. (rotfl)A chi scrive libri di testo il lavoro di diffusione e di marketing degli editori piace, diversamente non si affiderebbero a loro.Quando non piacerà più, e un giorno accadrà, spariranno. Fine. Non vedo perché si debba a tutti i costi forzare i tempi.

          L'autore pensa ai contenuti e al pubblcio di

          riferimento, l'editore pensa a piazzarlo
          presso

          questo pubblico. E come detto, spesso ci

          riesce.

          Trattandosi di testi scolastici, non c'e' alcun
          bisogno di piazzare
          niente.Invece sì. Se il rappresentante di un editore vuol convincere un docente pigro ad adottare il nuovo libro, e a lasciar perdere quello usato fin lì, deve dargliene una copia gratis e magnificarne le tecniche didattiche innovative... che magari non ci sono, ma quale docente è in grado di accorgersene? :-D
          • panda rossa scrive:
            Re: La solita pagliacciata!
            - Scritto da: Ricky Portera

            Quello magari sarà il mondo reale nel futuro. :-P
            Io parlo di quello di adesso, con i libri che
            sono protetti da diritto d'autore, e i professori
            che vogliono <B
            quei libri di testo
            </B
            . Margini di discussione non ne
            esistono.I professori vogliono, o i professori sono stimolati con abbondante unguento oleoso a scegliere quel testo (che magari neppure utilizzeranno perche' la scelta dei testi avviene prima delle nomine delle cattedre) ?E comunque anche se i professorori volessero quel testo, benissimo, io mi procuro quel testo e riconosco ALL'AUTORE i diritti di sua spettanza.Per un testo scolastico con prezzo di copertina di 30 euro, all'autore entrano in tasca 50 centesimi a copia, ma io che sono molto piu' generoso dell'editore parassita tirchio e sfruttatore, gli riconosco un euro all'autore se mi da' il pdf.
            "Ove siano": non è automatico che si rendano
            necessari, ma nel caso, la legge ha da dire la
            sua.Quanto sei disposto a scommettere che quell' "ove siano" diventera' la regola assoluta?

            E' possibile visualizzare dei testi con
            qualunque

            cosa.

            Tablet, telefonini, ebook-reader, smart tv...

            Ti mando una penna USB con il libro di testo,
            vediamo se me lo visualizzi mettendotela nel
            naso.
            Eestiqaatsi!Ok, manda pure la pennetta.Posso visualizzarne il contenuto in 1000 modi senza bisogno di un computer desktop.


            C'è sempre un programmino che lo fa.



            Domanda scema: quando vai dal tuo
            videotechino

            preferito, oltre al disco ti rifila anche del

            software?

            No.CVD.
            Ma se lo voglio vedere sul mio PC e il programma
            per leggere DVD non è installato, non c'è nulla
            da fare. Non basta scrivere una routine di
            comandi MS-Dos, è una cosa un po' più
            complessa...SONO STRACAXXI MIEI SE VOGLIO VEDERLO SUL COMPUTER, NON TUOI E NEPPURE DEL LEGISLATORE.

            La scuola non e' tenuta a sapere che
            strumento

            possiede lo

            studente.

            Quindi la scuola si limiti a fornire il pdf
            a
            chi

            e' in grado di aprirselo da

            se'.

            Non funziona così. Almeno nella scuola italiana.E' quello che sto dicendo fin dall'inizio.Sto denunciando questa schifosa mafia a difesa dell'editore parassita.

            Perfetto.

            Ma per quale motivo questa legge dovrebbe
            tagliar

            fuori per iscritto tutti quelli che
            preferiscono

            le monetine nel cappello, e aprire solo le

            produzioni degli one direction, che tra i
            mille

            motivi per cui piacciono, quello del livello
            dei

            contenuti non esiste

            proprio?

            Forse perché gli artisti come gli One direction
            sono 1000 e gli artisti di strada sono 2?
            :-)Mi pare che tu abbia scambiato i numeri.
            Peraltro nulla vieta di adottare i libri in
            Creative Commons, per le materie che
            esistono:
            http://www.matematicamente.it/
            E non ci sono intoppi tecnici per quel tipo di
            libri. Le raccomandazioni riguardano gli altri
            libri di testo, quando avessero limitazioni di
            qualche
            tipo.Nulla vieta?Il testo di legge lo vieta.Perche' non aggiungono la frasetta "E' fatto obbligo di adottare un testo creative commons se questo esiste".Esattamente come hanno fatto per le ricette obbligando a prescrivere il farmaco equivalente se esiste.Viene da pensare che la lobby degli editori parassiti sia piu' potente di quella dei produttori di farmaci.

            E allora tu non imporre per legge che si
            possono

            usare solo i titoli intermediati da case

            editrici.

            Ma è una tua interpretazione! Nessuno lo ha detto!Lo dice l'articolo.Rileggi con attenzione la frase in neretto, fino alla fine.


            L'unico ruolo dell'intermediario e di
            fare
            da


            intermediatore.



            Che per definizione e' un ruolo parassitario.

            I parassiti esistono in natura, ed esisteranno
            sempre.Ed esistono anche gli antiparassitari, i diserbanti, il ddt, il napalm, la ghigliottina...
            È maglio convivervi, perché in un'eventuale
            guerra con loro perdi tu, Panda Rossa, non loro.
            Questione di
            numeri... <i
            We are legion. We don't forgive. We don't forget. Expect us! </i


            Ieri era un ruolo necessario.

            Oggi non lo e' piu' e bisogna tenerlo in vita

            artificialmente intubando il paziente per
            evitare

            che

            muoia.

            <B
            Artificialmente </B
            , ma
            sentilo.
            (rotfl)Ridi ridi, ma e' vero.
            A chi scrive libri di testo il lavoro di
            diffusione e di marketing degli editori piace,
            diversamente non si affiderebbero a
            loro.In tal caso che siano gli autori a pagare questo lavoro che loro commissionano, non io.
            Quando non piacerà più, e un giorno accadrà,
            spariranno. Fine. Non vedo perché si debba a
            tutti i costi forzare i
            tempi.E io non vedo perche' bisogna a tutti i costi rallentarli con legislazioni forzose il cui unico scopo e' quello di difendere il parassita.

            Trattandosi di testi scolastici, non c'e'
            alcun

            bisogno di piazzare

            niente.

            Invece sì. Se il rappresentante di un editore
            vuol convincere un docente pigro ad adottare il
            nuovo libro, e a lasciar perdere quello usato fin
            lì, deve dargliene una copia gratis e
            magnificarne le tecniche didattiche innovative...
            che magari non ci sono, ma quale docente è in
            grado di accorgersene?
            :-DE questa cosa come la chiami tu?Corruzione?Truffa?Imbroglio?
          • Ricky Portera scrive:
            Re: La solita pagliacciata!

            I professori vogliono, o i professori sono
            stimolati con abbondante unguento oleoso a
            scegliere quel testo (che magari neppure
            utilizzeranno perche' la scelta dei testi avviene
            prima delle nomine delle cattedre)A queste insinuazioni non sono in grado di rispondere.Se qualche insegnante è in ascolto, risponda lui.
            E comunque anche se i professorori volessero quel
            testo, benissimo, io mi procuro quel testo e
            riconosco ALL'AUTORE i diritti di sua
            spettanza.

            Per un testo scolastico con prezzo di copertina
            di 30 euro, all'autore entrano in tasca 50
            centesimi a copia, ma io che sono molto piu'
            generoso dell'editore parassita tirchio e
            sfruttatore, gli riconosco un euro all'autore se
            mi da' il
            pdf.Attenzione, se l'autore ha un contratto con l'editore, il contratto dice che gli unici autorizzati a vendere il libro sono loro.A meno di esigere dall'editore un contratto speciale, e nulla lo vieta, ma normalmente funziona così.
            Quanto sei disposto a scommettere che quell' "ove
            siano" diventera' la regola
            assoluta?Ma nemmeno mi interessa la percentuale di questi casi. Le disposizioni dicono che questi programmi dovranno essere resi gratuiti, e tanto mi basta.

            Ti mando una penna USB con il libro di testo,

            vediamo se me lo visualizzi mettendotela nel

            naso.

            Eestiqaatsi!

            Ok, manda pure la pennetta.
            Posso visualizzarne il contenuto in 1000 modi
            senza bisogno di un computer
            desktop.Qualsiasi dispositivo ha un programma dedicato per leggere i testi.Forse il Kindle, il Nook, il Kobo, il Sony Reader, il Pocketbook e il JetBook hanno un sistema operativo che è tutt'uno con il lettore, il che non mi stupirebbe: son nati per fare solo quello!Tutti gli altri dispositivi no.

            Ma se lo voglio vedere sul mio PC e il
            programma

            per leggere DVD non è installato, non c'è
            nulla

            da fare. Non basta scrivere una routine di

            comandi MS-Dos, è una cosa un po' più

            complessa...

            SONO STRACAXXI MIEI SE VOGLIO VEDERLO SUL
            COMPUTER, NON TUOI E NEPPURE DEL
            LEGISLATORE.Non urlare.Potrebbe essere che il mio lettore di DVD è guasto, e non ho intenzione di ricomprarlo, alla fine il PC fa lo stesso.Come potrebbe essere che gli alunni non hanno intenzione di acquistare un lettore di ebook, perché già hanno un portatile, o una tavoletta, che svolgono bene quella funzione. Le legge dice: programmi scaricabili, ma gratis. Solo quello.

            Forse perché gli artisti come gli One
            direction

            sono 1000 e gli artisti di strada sono 2?

            :-)

            Mi pare che tu abbia scambiato i numeri.Gli artisti che si accontentano della monetine erano anche di più, ma metà sono andati a far altro, non cantano più, e l'altra metà sono morti di fame. :-)
            Nulla vieta?
            Il testo di legge lo vieta.Mostrami il testo di legge, allora.Io questo divieto proprio non l'ho visto.
            Perche' non aggiungono la frasetta "E' fatto
            obbligo di adottare un testo creative commons se
            questo
            esiste".Perché la legge non esprime ciò che si può fare. La legge esprime ciò che è vietato.
            Lo dice l'articolo.
            Rileggi con attenzione la frase in neretto, fino
            alla
            fine.Fa testo la legge. Non l'articolo di PI.



            L'unico ruolo dell'intermediario e
            di

            fare

            da



            intermediatore.





            Che per definizione e' un ruolo
            parassitario.



            I parassiti esistono in natura, ed
            esisteranno

            sempre.

            Ed esistono anche gli antiparassitari, i
            diserbanti, il ddt, il napalm, la
            ghigliottina...No, il ddt è proibito dalla legge.E dopo qualche anno i diserbanti non hanno più effetto.

            <B
            Artificialmente </B
            , ma

            sentilo.

            (rotfl)

            Ridi ridi, ma e' vero.Sei tu che ragioni per dogmi. Gli editori ci sono perché ad alcuni servono.
            E io non vedo perche' bisogna a tutti i costi
            rallentarli con legislazioni forzose il cui unico
            scopo e' quello di difendere il
            parassita.Ma quali legislazioni forzose? I libri di testo in creative commons esistono già. E sono legali. E gli editori stampano anche libri fuori dalla scolastica, se te ne fossi dimenticato. E non c'è una legislazione specifica su di loro, a parte quella sul diritto d'autore, che c'è sempre stata, fin dal 1807.

            lì, deve dargliene una copia gratis e

            magnificarne le tecniche didattiche
            innovative...

            che magari non ci sono, ma quale docente è in

            grado di accorgersene?

            :-D

            E questa cosa come la chiami tu?
            Corruzione?
            Truffa?
            Imbroglio?Marketing.Imparane un po' anche tu. Ti accorgerai che non solo è legale, e sarà sempre legale, ma a chi lo sa far bene porta anche quattrini.
          • panda rossa scrive:
            Re: La solita pagliacciata!
            - Scritto da: Ricky Portera

            A queste insinuazioni non sono in grado di
            rispondere.
            Se qualche insegnante è in ascolto, risponda lui.Prendiamo atto che non sei in grado di smentire, e traiamo le conclusioni del caso.

            E comunque anche se i professorori volessero
            quel

            testo, benissimo, io mi procuro quel testo e

            riconosco ALL'AUTORE i diritti di sua

            spettanza.



            Per un testo scolastico con prezzo di
            copertina

            di 30 euro, all'autore entrano in tasca 50

            centesimi a copia, ma io che sono molto piu'

            generoso dell'editore parassita tirchio e

            sfruttatore, gli riconosco un euro
            all'autore
            se

            mi da' il

            pdf.

            Attenzione, se l'autore ha un contratto con
            l'editore, il contratto dice che gli unici
            autorizzati a vendere il libro sono
            loro.
            A meno di esigere dall'editore un contratto
            speciale, e nulla lo vieta, ma normalmente
            funziona
            così.Normalmente funziona cosi', perche' fino a ieri l'editore era la parte contrattualmente forte e in questo modo costringeva l'autore ad inginocchiarsi sui ceci.Riportiamo l'autore alla centralita' che merita e releghiamo l'editore ad un mero fornitore di servizi che presto non serviranno piu' a nessuno.Altro che contratti capestro!

            Quanto sei disposto a scommettere che quell'
            "ove

            siano" diventera' la regola

            assoluta?

            Ma nemmeno mi interessa la percentuale di questi
            casi. Le disposizioni dicono che questi programmi
            dovranno essere resi gratuiti, e tanto mi
            basta.No, caro.Non basta che siano gratuiti.Devono essere anche open e multipiattaforma.Anzi, sono i testi a dover essere open e multipiattaforma.Altrimenti queste disposizioni, di fronte alla facciata del software gratuito, nasconderanno sicuramente un testo criptato e non fruibile al di fuori del software gratuito ma closed che vincolera' la fruizione in modo inacettabile.Oggi un libro ha una durata ETERNA.Questo software, poco ma sicuro, introdurra' delle scadenze, dei limiti, o qualcosa che impedira' la fruizione del testo quando l'editore decidera' che e' ora di staccare la spina.Allo stesso prezzo.E' inacettabile!


            Ti mando una penna USB con il libro di
            testo,


            vediamo se me lo visualizzi
            mettendotela
            nel


            naso.


            Eestiqaatsi!



            Ok, manda pure la pennetta.

            Posso visualizzarne il contenuto in 1000 modi

            senza bisogno di un computer

            desktop.

            Qualsiasi dispositivo ha un programma dedicato
            per leggere i testi.E quindi non serve avere un software dedicato.
            Forse il Kindle, il Nook, il Kobo, il Sony
            Reader, il Pocketbook e il JetBook hanno un
            sistema operativo che è tutt'uno con il lettore,
            il che non mi stupirebbe: son nati per fare solo
            quello!
            Tutti gli altri dispositivi no.Non sono problemi tuoi.Sono problemi di chi deve fruire del libro.Io ho gia' un device mio e intendo usare quello.


            Ma se lo voglio vedere sul mio PC e il

            programma


            per leggere DVD non è installato, non
            c'è

            nulla


            da fare. Non basta scrivere una routine
            di


            comandi MS-Dos, è una cosa un po' più


            complessa...



            SONO STRACAXXI MIEI SE VOGLIO VEDERLO SUL

            COMPUTER, NON TUOI E NEPPURE DEL

            LEGISLATORE.

            Non urlare.URLO QUANTO MI PARE!
            Potrebbe essere che il mio lettore di DVD è
            guasto, e non ho intenzione di ricomprarlo, alla
            fine il PC fa lo stesso.Non e' un problema che riguarda te o il videotecaro.Se il lettore dvd si guasta e' un problema solo mio.
            Come potrebbe essere che gli alunni non hanno
            intenzione di acquistare un lettore di ebook,
            perché già hanno un portatile, o una tavoletta,
            che svolgono bene quella funzione. Le legge dice:
            programmi scaricabili, ma gratis. Solo
            quello.Ed e' proprio quello ad essere subdolo.La legge dovrebbe dire "formati aperti" leggibili con qualunque software in grado di leggere i formati aperti.Poi se proprio vuoi me ne fornisci uno gratis, ma il testo deve essere aperto e fruibile anche senza il tuo software.
            Gli artisti che si accontentano della monetine
            erano anche di più, ma metà sono andati a far
            altro, non cantano più, e l'altra metà sono morti
            di fame.
            :-)Anche Mozart e' morto di fame.Non fu il primo, non sara' l'ultimo.

            Perche' non aggiungono la frasetta "E' fatto

            obbligo di adottare un testo creative
            commons
            se

            questo

            esiste".

            Perché la legge non esprime ciò che si può fare.
            La legge esprime ciò che è
            vietato.Per i farmaci generici lo ha imposto.

            Lo dice l'articolo.

            Rileggi con attenzione la frase in neretto,
            fino

            alla

            fine.

            Fa testo la legge. Non l'articolo di PI.Per adesso abbiamo questo e discutiamo di questo.

            Ed esistono anche gli antiparassitari, i

            diserbanti, il ddt, il napalm, la

            ghigliottina...

            No, il ddt è proibito dalla legge.
            E dopo qualche anno i diserbanti non hanno più
            effetto.Dopo qualche anno diamo un'altra spruzzata.


            <B
            Artificialmente </B
            ,
            ma


            sentilo.


            (rotfl)



            Ridi ridi, ma e' vero.

            Sei tu che ragioni per dogmi. Gli editori ci sono
            perché ad alcuni servono.Hai spiegato prima che l'editore non e' un servizio ma un mandante.Quindi non servono, ma impongono.

            E io non vedo perche' bisogna a tutti i costi

            rallentarli con legislazioni forzose il cui
            unico

            scopo e' quello di difendere il

            parassita.

            Ma quali legislazioni forzose? I libri di testo
            in creative commons esistono già. E sono legali.Sono osteggiati. E questa legislazione prosegue nell'ostracismo.Si parla di editori.Si parla di software.E nessuno parla di quello che c'e' gia' e a costo zero.
            E gli editori stampano anche libri fuori dalla
            scolastica, se te ne fossi dimenticato. E non c'è
            una legislazione specifica su di loro, a parte
            quella sul diritto d'autore, che c'è sempre
            stata, fin dal
            1807.L'editoria scolastica si avvale anche dell'obbligo di adozione del testo, che taglia le gambe a concorrenza e mercato.

            E questa cosa come la chiami tu?

            Corruzione?

            Truffa?

            Imbroglio?

            Marketing.Che riassume i concetti di corruzione, truffa e imbroglio.Prendiamo atto.
            Imparane un po' anche tu. Io produco arrosti, non vendo fumo!
            Ti accorgerai che non
            solo è legale, e sarà sempre legale, ma a chi lo
            sa far bene porta anche quattrini.Anche chi sapeva far bene il maniscalco guadagnava quattrini.Ma quell'epoca e' finita!
          • Ricky Portera scrive:
            Re: La solita pagliacciata!



            SONO STRACAXXI MIEI SE VOGLIO VEDERLO
            SUL


            COMPUTER, NON TUOI E NEPPURE DEL


            LEGISLATORE.



            Non urlare.

            URLO QUANTO MI PARE!"evitare di usare il maiuscolo: non è mai leggere chi grida" (dalla policy di Punto Informatico).Quel che dovevo dire l'ho detto. I tuoi isterismi non mi interessano, e saranno probabilmente cancellati domattina.
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