Dobbiamo fare un viaggio nel tempo e tornare indietro di 78 anni al 30 gennaio 1948 quando un aereo di linea, impegnato in una traversata translatantica di routine, scomparve dai radar senza lasciare alcuna traccia. L’Avro Tudor “Star Tiger”, un aereo operato dalla British South American Airways, si trovava vicino alle Bermuda, sorvolando le gelide acque dell’Atlantico.
“Mantenne regolari contatti con la torre di controllo senza dare alcun segnale di pericolo e sembrava certo di raggiungere le Bermuda. Eppure, poco prima dell’atterraggio previsto, l’aereo si dissolse nel nulla, portando con sé 31 passeggeri e membri dell’equipaggio, tra cui il maresciallo dell’aria Sir Arthur Coningham della Royal Air Force britannica, un famoso comandante della Seconda Guerra Mondiale“, spiegano i colleghi di Popular Mechanics.
Nel rapporto redatto dal Ministero dell’Aviazione Civile Britannico si legge: “Non si era mai presentato un problema più sconcertante da investigare. È stato fatto ogni sforzo per garantire la presenza di tutti i testimoni che potessero fare luce su qualsiasi aspetto dell’accaduto, e sono state fornite tutte le informazioni disponibili, sia fattuali che tecniche“.
Purtroppo, nel rapporto dell’epoca si evince chiaramente che le indagini non avevano portato ad alcuna “soluzione”: “Se l’indagine non è riuscita, come purtroppo è avvenuto, a accertare con certezza la causa del disastro, ciò non è in alcun modo dovuto a una mancanza di diligenza o di accuratezza da parte di coloro che hanno cercato di trovare una soluzione al problema“.
La conclusione delle indagini dell’aereo sparito alle Bermuda è inquietante
Dal rapporto ufficiale emerge che, nonostante tutto l’impegno profuso per capire cosa avrebbe causato la sparizione di questo aereo vicino alle Bermuda, non è stato possibile comprendere cosa sia successo all’equipaggio e ai passeggeri. Tuttavia, secondo il Vice Maresciallo dell’Aria Donald Bennett una possibile causa esiste e sarebbe il sabotaggio.
Nell’agosto del 1947, poco dopo l’espansione dei voli verso il Sud America, un aereo dal nome infelice di Star Dust scomparve con 11 persone a bordo durante un decollo dall’Argentina. Il suo destino rimase oggetto di controversie e mistero per oltre 50 anni, prima che degli alpinisti ne scoprissero il relitto tra le vette glaciali delle Ande nel 1998. Le macabre condizioni dei resti dei passeggeri , tra cui la mano curata e congelata di una donna, indicavano uno scontro frontale. Nonostante la tragedia, la compagnia aerea continuò la sua attività come se nulla fosse.
Bennet disse che dei sabotatori sconosciuti avrebbero piazzato una bomba a orologeria sull’aereo perché equipaggio e aerei erano affidabili. Tuttavia, “in assenza di prove attendibili sulla natura o sulla causa del disastro della Star Tiger, la Corte non ha potuto fare altro che ipotizzare delle possibilità, nessuna delle quali raggiunge nemmeno il livello di probabilità“.
Questo e quelli precedenti non furono gli unici disastri aerei. Bennet continuò a operare nel settore fondando un proprio servizio charter che putroppò dovette affrontare la morte di 80 persone nel disastro aereo di Llandlow del 1950. Probabilmente, unendo i punti dei vari disastri avvenuti in quegli anni, invece di sabotaggio gli esperti concludono che si tratti di auto-sabotaggio, ovvero negligenza.