Universal (ri)lancia il Blu-ray ibrido

Universal sarà la prima, all'inizio del prossimo anno, a immettere sul mercato dischi ibridi con un lato Blu-ray e uno DVD. Ancora ignoto il prezzo

Roma – Riproponendo un’idea già accarezzata all’epoca della guerra tra Blu-ray e HD DVD, Universal Studios Home Entertainment ha annunciato l’introduzione di un disco ottico capace di contenere lo stesso film sia in versione Blu-ray che DVD.

Il disco ibrido di Universal, soprannominato flipper disc , ha due facce: una contenente due layer Blu-ray , per una capacità complessiva di 50 GB, e una contenente due layer DVD , per una capacità di circa 9 GB. Ciascun lato del disco contiene la versione integrale dello stesso film più eventuali contenuti bonus.

I flipper disc sono stati concepiti soprattutto per coloro che, pur non disponendo di un lettore a laser blu, ne hanno in programma l’acquisto, e desiderano poter disporre già ora di una versione hi-def dei propri film. Questa opzione potrebbe anche venire incontro a chi, pur disponendo di un lettore a laser blu, desidera poter riprodurre i propri film anche su computer dotati di drive DVD (ad esempio, su un portatile quando si è in viaggio).

L’adozione di un media ibrido BD/DVD era già stata annunciata un anno fa da PonyCanyon , una sussidiaria dell’emittente nipponica Fuji TV: l’azienda giapponese avrebbe dovuto lanciare i nuovi media double-face nel corso del 2009, ma non è noto se ciò sia effettivamente avvenuto. Ciò che si sa è che tali dischi sono tuttora pubblicizzati sul sito del loro produttore, Infinity Storage Media, e che rispetto a quelli adottati da Universal inglobano un solo layer Blu-ray.

A tal proposito va ricordato che i dischi Blu-ray ibridi sono stati formalizzati da Blu-ray Disc Association nella specifica Blu-ray Disc Hybrid Format , e fanno dunque ufficialmente parte dello standard di Sony.

L’idea di sposare sullo stesso media contenuti DVD e contenuti Blu-ray risale a prima della commercializzazione dei player HD, e annovera tra i suoi pionieri Toshiba e JVC : la prima, nel 2004, svelò la tecnologia DVD TWIN , che sposava il DVD con l’ormai defunto formato HD DVD; la seconda, all’inizio del 2005, mostrò il primo disco BD ibrido.

Sebbene i supporti BD/DVD siano concettualmente simili ai mai nati HD DVD/DVD, i loro costi di produzione sono potenzialmente più elevati , questo a causa delle maggiori differenze tecniche che sussistono tra DVD e Blu-ray. Universal non ha ancora comunicato il prezzo dei suoi flipper disc, ma certamente questo sarà più elevato rispetto a quello dei media a singolo formato.

I primi film distribuiti su media ibridi verranno commercializzati da Universal il prossimo 19 gennaio , e consisteranno nella trilogia composta da The Bourne Identity , The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum . A contorno vi saranno diversi contenuti extra, quali animazioni 3D, interviste, approfondimenti, giochi, video musicali e contenuti picture in picture. Al momento non è dato sapere se questi media verranno introdotti anche sul mercato italiano.

Alessandro Del Rosso

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  • Marco Ceccarelli scrive:
    Identificazione certa del titolare
    Salve,molto interessanti le vostre considerazioni.Comunque l'identificazione certa dell'intestatario della casella PEC,non sebra necessaria, in quanto nelle intenzioni originarie del legislatore, tale strumento è equiparabile ad un "Elezione di domicilio".Cordiali salutiwww.riproduzionesostitutiva.itMarco
    • CCC scrive:
      Re: Identificazione certa del titolare
      - Scritto da: Marco Ceccarelli
      Salve,

      molto interessanti le vostre considerazioni.

      Comunque l'identificazione certa
      dell'intestatario della casella PEC,non sebra
      necessaria, in quanto nelle intenzioni originarie
      del legislatore, tale strumento è equiparabile ad
      un "Elezione di
      domicilio".peccato solo che il domicilio virtuale PEC 'xyz@miapec.it' è "leggermente" più soggetto ai furti di identità di un domicilio fisico 'Cittàmia via Stradamia n.0' per questo (e per molte altre ragioni) l'equiparazione di cui parli è semplicemente una gigantesca MIN@ATA
  • Daniel Witting da Prato scrive:
    C'è di peggio...
    ALcuni Ordini Professionali hanno preattivato le PEC per gli iscritti con password banali ed addirittura pubblicato online sul sito dell'Ordine la regola per calcolarla. Non si rendono conto del pericolo che fanno correre ai propri iscritti, tanto che anche dopo essere stati dettagliatamente avvisati del clamoroso errore commesso, hanno ignorato la faccenda lasciando le PEC attive e le sitruzioni per accedervi pubblicamente accessibili.Articolo completo http://bit.ly/malapec
  • steve scrive:
    tu sei....
    ... veramente assurdo... hai scritto un mare di roba inutile e che non interessa a nessuno. ti mancano i 6 per la pec di aruba? come la raccomandata con AR se sei 2 mesi in brasile non ti trova, anche la PEC se il pc non lo accendi non è recuperabile chiaro, ma almeno anche dal brasile via web la puoi consulatare!insomma, tanto allarmismo per nulla.. paga sti 6 e non lamentarti...
  • Andrea Buti scrive:
    Decalogo
    http://web.me.com/csp01/Dirittomoderno.it/Blog/Voci/2009/12/4_Decalogo_PEC_e_firme_elettroniche.htmlOk, ok..non è perfetto, non c'è tutto, però c'è qualcosa..la URL fa schifo..perché faccio l'avvocato e non il webmaster..Uso il mac e sono uno sfigato per alcuni ed un figo per altri..Al momento non mi viene in mente altro..Se qualcuno vuole fare ulteriori domande facciamo il ventalogo..ventilogo boh.. fate voi..saluti a tuttiAB
  • avvocato non registrato scrive:
    Me l'hanno attivata...
    Sono un avvocato con la passione dell'informatica, nata su Commodore64 una vita fa poi proseguita su Amiga e PC. Questo per dire che ho qualche competenza. Mi arriva un paio di settimane fa la mail in questione dall'Ordine, dicendo che mi avevano attivato l'account, che le credenziali erano queste e quelle ecc. ecc. Mi collego al link, mi autentico, mi viene detto di attendere 24 ore per l'attivazione della casella. Dopo 48 ore è ancora tutto fuori uso. Chiamo l'assistenza, aprono un ticket, dopo altri 2 giorni rimbalzano la questione ad InfoCamere. Insomma, dopo circa una settimana l'account viene attivato. Cominciamo bene. Provo ad usarlo, non so se voi avete mai contezza di quale aberrazione informatica sia. Totalmente lontano dai canoni di semplicità ed immediatezza di un qualunque criterio tecnologico. La webmail è terrificante. Vabbè, imposto il client di posta, mi dico. Mi mando una mail di prova ad un altro indirizzo. Qui, lo sconforto totale. Il messaggio scritto dall'utente viene impacchettato come messaggio .eml ed allegato ad un altro messaggio, generato dal server, che con un italiano criptico ed enigmatico spiega che la comunicazione ricevuta è posta certificata ai sensi della legge bla bla bla. E basta. Nessuna chiara spiegazione che per leggere quello che ha scritto il mittente bisogna maneggiare con gli allegati e salvare o aprire il file .eml. Questa è semplificazione? Il cittadino medio di fronte messaggi del genere secondo me prende e cestina tutto. Non si poteva far comparire il testo della mail direttamente a schermo e, in allegato, mettere la comunicazione sulla certificazione? Non finisce qui. Il server genera poi una pletora di messaggi di risposta: la mail è stata inviata, il server destinatario non è di posta certificata e così via. Altri bit inutili. Last but not least... i messaggi che arrivano non hanno il mittente esplicito. Per intenderci: la mail normale porta come mittente "Pinco Pallino", la mail o quello che si decide nelle impostazioni dell'account. La PEC no, porta come mittente "Per conto di: pallino.pinco@server.pec.entegestore.it". Alla faccia della semplicità ed immediatezza. E ancora: basta cliccare su ogni messaggio PEC, che ogni indirizzo certificato viene inserito automaticamente nella rubrica... anche se le opzioni specifiche non lo consentono, forse per qualche criterio di sicurezza. Bocciatura totale. Personalmente, la userò solo quando obbligato. W l'Italia e i geni che concepiscono queste boiate.
    • piotr70 scrive:
      Re: Me l'hanno attivata...
      - Scritto da: avvocato non registrato
      Sono un avvocato con la passione
      dell'informatica, nata su Commodore64 una vita fa
      poi proseguita su Amiga e PC. Questo per dire che
      ho qualche competenza. Mi arriva un paio di
      settimane fa la mail in questione dall'Ordine,
      dicendo che mi avevano attivato l'account, che le
      credenziali erano queste e quelle ecc. ecc. Mi
      collego al link, mi autentico, mi viene detto di
      attendere 24 ore per l'attivazione della casella.
      Dopo 48 ore è ancora tutto fuori uso. Chiamo
      l'assistenza, aprono un ticket, dopo altri 2
      giorni rimbalzano la questione ad InfoCamere.
      Insomma, dopo circa una settimana l'account viene
      attivato. Cominciamo bene. Provo ad usarlo, non
      so se voi avete mai contezza di quale aberrazione
      informatica sia. Totalmente lontano dai canoni di
      semplicità ed immediatezza di un qualunque
      criterio tecnologico. La webmail è terrificante.
      Vabbè, imposto il client di posta, mi dico. Mi
      mando una mail di prova ad un altro indirizzo.
      Qui, lo sconforto totale. Il messaggio scritto
      dall'utente viene impacchettato come messaggio
      .eml ed allegato ad un altro messaggio, generato
      dal server, che con un italiano criptico ed
      enigmatico spiega che la comunicazione ricevuta è
      posta certificata ai sensi della legge bla bla
      bla. E basta. Nessuna chiara spiegazione che per
      leggere quello che ha scritto il mittente bisogna
      maneggiare con gli allegati e salvare o aprire il
      file .eml. Questa è semplificazione? Il cittadino
      medio di fronte messaggi del genere secondo me
      prende e cestina tutto. Non si poteva far
      comparire il testo della mail direttamente a
      schermo e, in allegato, mettere la comunicazione
      sulla certificazione? Non finisce qui. Il server
      genera poi una pletora di messaggi di risposta:
      la mail è stata inviata, il server destinatario
      non è di posta certificata e così via. Altri bit
      inutili. Last but not least... i messaggi che
      arrivano non hanno il mittente esplicito. Per
      intenderci: la mail normale porta come mittente
      "Pinco Pallino", la mail o quello che si decide
      nelle impostazioni dell'account. La PEC no, porta
      come mittente "Per conto di:
      pallino.pinco@server.pec.entegestore.it". Alla
      faccia della semplicità ed immediatezza. E
      ancora: basta cliccare su ogni messaggio PEC, che
      ogni indirizzo certificato viene inserito
      automaticamente nella rubrica... anche se le
      opzioni specifiche non lo consentono, forse per
      qualche criterio di sicurezza. Bocciatura totale.
      Personalmente, la userò solo quando obbligato. W
      l'Italia e i geni che concepiscono queste
      boiate.Non succede esattamente lo stesso o quasi anche con le normali raccomandate cartacee?
      • avvocato non registrato scrive:
        Re: Me l'hanno attivata...
        Vuoi mettere l'aprire una busta con arrovellarsi dietro uno schermo? La tecnologia dovrebbe semplificare la vita, non complicarla. Ti invito a considerare un utente medio (visto che l'idea è dare questo servizio a tutti gli italiani) dietro un messaggio del genere (ho criptato dati personali):[quote]Anomalia nel messaggioIl giorno --- alle ore --- (+0100) è stato ricevuto il messaggio "---" proveniente da "---" e indirizzato a: ---Tali dati non sono stati certificati per il seguente errore: Il messaggio non proviene da Posta Certificata.Il messaggio originale è incluso in allegato.Il messaggio non è valido a tutti gli effetti come posta elettronica certificata.Identificativo messaggio: ---[quote]E per leggere il messaggio devo andare negli allegati, cliccare, salvare, aprire... ma per favore!I messaggi email normali arrivano sulla finestra del client e basta... non si potevano far apparire quelli PEC a schermo e mettere tutte le certificazioni in allegato?A parte poi tutte le considerazioni dette prima...
        • Andrea Buti scrive:
          Re: Me l'hanno attivata...
          Una curiosità: quale sistema operativo e applicativo usi?Sarò stato fortunato..ma io non ho trovato questi problemi..Siccome i problemi di interoperabilità son noti, potresti segnalare l'altro gestore pec coinvolto (se fosse lo stesso ehhmm sarebbe un bel problema..) ?.. non per fare pubblicità negativa, al contrario ..far emergere i problemi può aiutare a risolverli ;-)salutiAB
          • avvocato non registrato scrive:
            Re: Me l'hanno attivata...
            - Scritto da: Andrea Buti
            Una curiosità: quale sistema operativo e
            applicativo
            usi?WinXP + OE e Ubuntu + Thunderbird ma, come detto sopra, non ci sono problemi software.
            Siccome i problemi di interoperabilità son noti,
            potresti segnalare l'altro gestore pec coinvolto
            (se fosse lo stesso ehhmm sarebbe un bel
            problema..) ?.. non per fare pubblicità negativa,
            al contrario ..far emergere i problemi può
            aiutare a risolverliLextel, comunque hanno risolto il problema in maniera molto professionale. :-)
            ;-)
            salutiSaluti a te, a disposizione.
            AB
        • piotr70 scrive:
          Re: Me l'hanno attivata...

          [quote]

          E per leggere il messaggio devo andare negli
          allegati, cliccare, salvare, aprire... ma per
          favore!

          I messaggi email normali arrivano sulla finestra
          del client e basta... non si potevano far
          apparire quelli PEC a schermo e mettere tutte le
          certificazioni in
          allegato?

          A parte poi tutte le considerazioni dette prima...Ma perchè, non fai la stessa cosa per aprire qualunque allegato?Non so se hai usato la webmail o il client di posta, comunque di solito i client si possono configurare per visualizzare le componenti test o HTML degli allegati .eml direttamente nella prima schermata. Gli allegati binari di solito no. Per le Webmail poi è un'altra storia. Alcune lo fanno (squirrel, mi sembra, che era quella usata da Aruba prima di mettere su quella proprietaria). Qualche Gestore ne ha realizzate di nuove che visualizzano direttamente il messaggio originale (e così era quella che avevo fatto io) ma erano messe a disposizione solo di clienti speciali dietro convenzioni speciali, per via dei costi.Comunque siamo solo all'inizio della storia. Se la PEC prende piede e si inizia ad usare i gestori avranno risorse per adattare queste applicazioni ai requisiti della massa che sono diversi da quelli dei clienti principali fino ad ora gestiti che sono i dipartimenti di IT delle varie PA. Quindi sì, hai ragione, findo ad ora non c'è stata esigenza di confrontarsi con i requisiti di utilizzo degli utenti meno esperti ma penso che il vuoto si colmerà in fretta.I veri problemi sono altri secondo me:1) non puoi rifiutare un messaggio PEC, come mi sembra tu possa fare con una raccomandata (ma so che a questo si stava già cercando un rimedio, anche se non tutti lo vedono come un problema ma piuttosto un vantaggio).2) per te che sei un professionista con relativo albo non puoi stabilire a priori se usare o meno la PEC come domicilio delle comunicazioni per i procedimenti nei quali sei coinvolto e quindi ogni messaggio che lì ti viene inviato produce gli effetti giuridici di un atto correttamente notificato, che tu lo abbia letto o no. Ti consiglio di impratichirti con la webmail oppure se devi assentarti dal piccì rischi di non poter accedere alla tua casella in tempo utile per la gestione di eventuali comunicaizoni.
        • piotr70 scrive:
          Re: Me l'hanno attivata...

          [quote]

          E per leggere il messaggio devo andare negli
          allegati, cliccare, salvare, aprire... ma per
          favore!

          I messaggi email normali arrivano sulla finestra
          del client e basta... non si potevano far
          apparire quelli PEC a schermo e mettere tutte le
          certificazioni in
          allegato?

          A parte poi tutte le considerazioni dette prima...Un'altra cosa, solo per chiarire un aspetto. Il formato del messaggio, la c.d. Busta PEC, è rigidamente specificato nelle specifiche tecniche CNIPA e i gestori DEVONO adottarlo senza modifiche. E queste specifiche comprendono anche le scritte e la gestione degli indirizzi. Il tuo gestore non si è inventato niente, e come avrebbe potuto, visto che al primo controllo tecnico il CNIPA lo avrebbe messo sotto torchio costringendolo ad adottare le specifiche PEC. Proprio per questo ti arriveranno messaggi sempre di questo formato indipendentemente dal gestore usato dal mittente dei messaggi originali.
          • avvocato non registrato scrive:
            Re: Me l'hanno attivata...
            Forse non sono chiaro. Non ci sono problemi sulla Webmail, della quale discuto solo l'interfaccia ma vabbè, nè sono tanto limitato da non capire che devo cliccare su un allegato.Cercherò di dirlo in parole semplici: per come è stata studiata questa cosa, nei confronti di una utenza media A MIO PARERE pare troppo cervellotica.Una cosa è aprirsi una schermata con il testo del messaggio lì, bello chiaro. Altra cosa è aprirsi una schermata con avvisi tecnici, richiami legislativi, avvertenze e quant'altro e, per leggere quanto un'altra persona voleva dirmi, cliccare due, tre volte, aprire allegati ecc.Non vedere CHIARO il nome del mittente ma piuttosto un tag del tipo: Per conto di tizio@caio.sempronio.postacertificata.it mi pare un altro passo indietro.A mio giudizio la cosa poteva essere studiata diversamente, rendendo IMMEDIATAMENTE visibile mittente e testo (a schermo) della mail e mettendo tutti i frizzi e lazzi sulla certificazione nell'allegato.Il paragone con le buste della posta mi pare azzardato: stiamo parlando di tecnologia che dovrebbe semplificare la vita. Oggi apro il client di posta e mi trovo il messaggio lì, chiaro. Perché domani dovrei trovarmi, al posto del messaggio, una schermata in legalese e passare per gli allegati per leggere il messaggio?Spero di essermi spiegato. Voglio solo dire che a me pare un'ottima idea, come al solito realizzata male.Per Andrea Buti: uso Win XP con OE e Ubuntu con Thunderbird, ma spero di aver chiarito che non è un problema software che voglio descrivere, quanto un approccio al sistema.
          • piotr70 scrive:
            Re: Me l'hanno attivata...
            - Scritto da: avvocato non registrato
            Forse non sono chiaro. Non ci sono problemi sulla
            Webmail, della quale discuto solo l'interfaccia
            ma vabbè, nè sono tanto limitato da non capire
            che devo cliccare su un
            allegato.

            Cercherò di dirlo in parole semplici: per come è
            stata studiata questa cosa, nei confronti di una
            utenza media A MIO PARERE pare troppo
            cervellotica.

            Una cosa è aprirsi una schermata con il testo del
            messaggio lì, bello chiaro. Altra cosa è aprirsi
            una schermata con avvisi tecnici, richiami
            legislativi, avvertenze e quant'altro e, per
            leggere quanto un'altra persona voleva dirmi,
            cliccare due, tre volte, aprire allegati
            ecc.

            Non vedere CHIARO il nome del mittente ma
            piuttosto un tag del tipo: Per conto di
            tizio@caio.sempronio.postacertificata.it mi pare
            un altro passo
            indietro.

            A mio giudizio la cosa poteva essere studiata
            diversamente, rendendo IMMEDIATAMENTE visibile
            mittente e testo (a schermo) della mail e
            mettendo tutti i frizzi e lazzi sulla
            certificazione
            nell'allegato.

            Il paragone con le buste della posta mi pare
            azzardato: stiamo parlando di tecnologia che
            dovrebbe semplificare la vita. Oggi apro il
            client di posta e mi trovo il messaggio lì,
            chiaro. Perché domani dovrei trovarmi, al posto
            del messaggio, una schermata in legalese e
            passare per gli allegati per leggere il
            messaggio?

            Spero di essermi spiegato. Voglio solo dire che a
            me pare un'ottima idea, come al solito realizzata
            male.

            Per Andrea Buti: uso Win XP con OE e Ubuntu con
            Thunderbird, ma spero di aver chiarito che non è
            un problema software che voglio descrivere,
            quanto un approccio al
            sistema.Sono parecchio d'accordo con te sul fatto che si sarebbe potuta realizzare meglio, ma vale per il 100% delle opere umane e a mio avviso non si applica agli aspetti che dici tu, risolvibili solo con un po' di "avvezzamento" al nuovo e "devezzamento" dal vecchio. Del resto sai cosa raccontava Nino Manfredi di suo padre all'arrivo del telefono a fili?: che lui quella cosa lì per cui quando squillava doveva interrompere le cose per andare a rispondere ad uno sconosciuto proprio non la capiva e non l'avrebbe mai usata e che si sarebbe dovuta fare in modo migliore. Non ci trovi qualcosa di famigliare? E parliamo di un secolo fa.Tra qualche tempo la userai come un missile, ne sono certo (anche perchè magari sarà pure migliorata), ed allora vedrai quali sono i suoi veri limiti, e non sono tecnici o di utilizzo. Tra parentesi, avevo sentito che sarebbe stata un pezzo integrande del nuovo proXXXXX telematico. Ne sai niente?
          • avvocato non registrato scrive:
            Re: Me l'hanno attivata...
            Vabbè evidentemente non riesco a spiegarmi. Eppure ci ho provato. Io non ho problemi a fare 3 click in croce, ho capito come funziona la PEC, uso la nota d'iscrizione informatizzata, ho l'acXXXXX al PolisWEB, so cos'è il proXXXXX telematico. Uso Internet e la mail dal 1997, quando usavo un modem 14.400 e un 486. Non ho bisogno di scomodare Nino Manfredi, le nuove tecnologie mi appassionano spontaneamente e mi ci adatto velocemente.Quello che dico, per l'ultima volta, è che quello della PEC a me pare un sistema non user-friendly. Se oggi apro il client e leggo la mail (ed è così in tutto il pianeta), perché domani (in Italia) devo andare a ravanare negli allegati per fare la stessa cosa?Più semplice di così non riesco ad essere.Buon proseguimento.- Scritto da: piotr70[cut]
            Sono parecchio d'accordo con te sul fatto che si
            sarebbe potuta realizzare meglio, ma vale per il
            100% delle opere umane e a mio avviso non si
            applica agli aspetti che dici tu, risolvibili
            solo con un po' di "avvezzamento" al nuovo e
            "devezzamento" dal vecchio.[cut]
  • mpenco scrive:
    Cassandra
    Dire l'avevo detto a volte non serve a nulla, ma l'avevo scritto specialmodo in Internet rimane se poi lo pubblicano pure:21/11/2009PEC italica, pecca nostrana: "E' una manna..."https://www.globaltrustgroup.info/userfiles/file/RASSEGNA%20STAMPA/PEC_italica_pecca%20nostrana%EF%BF%BD_E%20una%20manna%20per%20i%20criminali_%20-%20LASTAMPA_it.pdf direi che più di così.Entrando nel vivo del tema direi che il panorama è ancora peggiore anche perché a furia di fare regole e leggi è ovvio che ci si perde il problema del'autenticazione personale del richiedente la PEC è sorto con la Gara PEC Gratis dove si è formulata una disponibilità nel territorio nazionale di uffici aperti tutti i giorni Domenica esclusa dalle 9-alle 13 per autenticare il richiedente la PEC , concetto nuovo e ribadito con altra PEC gratuita INPS e ACI. Mentre invece questo non risulta essere richiesto dalla norma tantè che Aruba rilascia la PEC On-line, seppur attraverso una connessione sicura. Il problema invece e di chi la usi realmente poi si sta ancora dibattendo sull'identità digitale anche in sede comunitaria.Ergo la PEC non risolve un bel nulla ed anzi così come pensata ed attuata creerà più problemi che altro.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 dicembre 2009 13.25-----------------------------------------------------------
    • piotr70 scrive:
      Re: Cassandra
      Modificato dall' autore il 03 dicembre 2009 13.25
      --------------------------------------------------
      • CCC scrive:
        Re: Cassandra
        - Scritto da: piotr70
        - Scritto da: mpenco[...]
        penso che mi verranno i crampi a forza di
        scriverlo: nella PEC originale (non quella per
        tutti, la CEC-PAC, che non conosco) non conta
        niente di chi è la casella perchè fintanto che
        due parti non eleggono due caselle come proprio
        domicilio elettronico per un determinato
        procedimento, i messaggi scritti e ricevuti dalle
        stesse non producono effetti legali. Io potrei
        anche eleggere a mio domicilio legale la casella
        di tua nonna pur senza averne l'acXXXXX, così
        come si fa eleggendo a domicilio legale quello
        del proprio avvocato in caso di procedimento
        legale. E' così difficile da
        capire?Legge 2/2009, articolo 16, comma 9: Salvo quanto stabilito dall'articolo 47, commi 1 e 2, del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni tra i soggetti di cui ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo [imprese, professionisti, P.A.] , che abbiano provveduto agli adempimenti ivi previsti, possono essere inviate attraverso la posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6, senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilita' ad accettarne l'utilizzo . lo riporto nuovamente: senza che il destinatario debba dichiarare la propria disponibilita' ad accettarne l'utilizzo E' così difficile da capire?
  • D0minique scrive:
    Procedure
    Non posso certo che fare i miei complimenti ai tecnicismi (radi) che ho visto nei vari post qui sopra. Ma il problema rimane tale.Ho notato, con mio stupore in verità, come l'argomento sia stato trattato in maniera diversa a seconda dell'ambito in cui la tematica sia stata propostaSu LinkedIn, professionisti erano assolutamente sul pezzo, in grado di gestire la cosa ma con problematiche PROCEDURALI ingestibili (vedi invio delle credenziali senza disaccoppiamento di ID e Secret) e le preoccupazioni erano tutte sul lato giuridico della questioneQui mi sembra di capire che a parte i soliti flame (che non voglio placare anzi) ci si è buttati oltremodo sulla questione tecnica con una efficienza alle volte discutibile, per altri invece si può parlare di efficaciaIl problema però rimane tale!Quando Stanca s'è svegliato qualche anno fà inventandosi uno standard "de iure" ammetto che anche io ho FORTEMENTE storto il naso (non apprezzo in pieno già la pila OSI figuriamoci qualcosa fatto dai nostri politocrati)Ma ad oggi ci ritroviamo con la PEC che va gestita!Tutto quello che vi siete detti sopra può (potrebbe) servire in sede di dibattimento per smontare la validità tecnica del sistema di gestione della posta certificata, ma quello ai cui l'articolo mira immagino sia creare una sensibilità sul problema e, soprattutto... EVITARE DI DOVER DIMOSTRARE QUALCOSA IN DIBATTIMENTO! :)PEC-MANENT prevenire è meglio che curare! A buon intenditor-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 dicembre 2009 11.11-----------------------------------------------------------
  • anonimo pasticcere scrive:
    bastava una webmail
    basterebbe una web mail , coe quelli dei portali google,tiscalipresso i siti della pa e imporre la comunicazione con la PA usando quella webmailsi potrebbe aggiungere unna notifica di presenza di messaggio da inviare automaticamente a una mail tradizionale ala web mail certifica l'ora di invio e di arrivo perchè è sul SERVER DELLA PA è non fa giri strani
    • gelty scrive:
      Re: bastava una webmail
      - Scritto da: anonimo pasticcere
      basterebbe una web mail , coe quelli dei portali
      google,tiscali presso i siti della pa e imporre la
      comunicazione con la PA usando quella webmailConsiderato che ogni persona dovrebbe in futuro avere un indirizzo, ed in piu' ogni ente ed ogni azienda pure, si tratta di gestire qualche centinaia di milioni di indirizzi. Dici che la PA riuscirebbe a gestirli?
      • anonimo pasticcere scrive:
        Re: bastava una webmail
        DEVE !!SE NON CI RIESCEsi facesse aiutare§ da GOOGLE IBM MICROSOFTSecondo me ci avevano già pensato , poste italiane davano e-mail gratis usando proprio il codice fiscale basterebbe fare webmail su poste.it per parlare con la PATROPPO FACILE ???POCO INCASINATO ???CI MANGIANO IN POCHI ???SI PERDE POCO TEMPO ???
        • anonimo pasticcere scrive:
          Re: bastava una webmail
          P.S chi meglio di poste italiane per certificare data di partenza e arrivo :D
          • gelty scrive:
            Re: bastava una webmail
            Ah, beh, allora mi fido... ;-)E' sicuro cosi' che anche un'e-mail arriverebbe in tempi biblici... :-D
          • anonimo pasticcere scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: gelty
            Ah, beh, allora mi fido... ;-)
            E' sicuro cosi' che anche un'e-mail arriverebbe
            in tempi biblici...
            :-Dquello che non si sa è che la mail per ogni individuo con codice fiscale ...è stata FINANZIATA CON SOLDI PUBBLICIpaghiamo le tasse ..per che cosa ???P.S.ora poste italiane fornisce anche la PEC per modesti 12 euro l'annocome direbbe Grillo MA VAFFANCUUUUUULOOOOOOOO!!!lo stato mi chiedesse una tassa di 20 euro l'anno per mettere in sicurezza edifici pubblici non costruiti con norme sismiche li darei volentieri ....ma questi 12 ...SONO UN INSULTO ALL'INTELLIGENZA !!
          • D0minique scrive:
            Re: bastava una webmail
            Se è per questo avrebbero anche dovuto fare la carte d'identità elettronica!Dove ogni cittadino regionalmente (Carte Regionali dei Servizi) avrebbe avuto la sua bella casella gestitaMa qua mancano sia carte che servizi :)
        • piotr70 scrive:
          Re: bastava una webmail
          semplicemente violeresti le norme sulla concorrenza, non puoi mai avere un solo gestore.- Scritto da: anonimo pasticcere
          DEVE !!
          SE NON CI RIESCE
          si facesse aiutare§ da GOOGLE IBM MICROSOFT

          Secondo me ci avevano già pensato , poste
          italiane davano e-mail gratis usando proprio il
          codice fiscale


          basterebbe fare webmail su poste.it per parlare
          con la
          PA

          TROPPO FACILE ???
          POCO INCASINATO ???
          CI MANGIANO IN POCHI ???
          SI PERDE POCO TEMPO ???
          • anonimo pasticcere scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70
            semplicemente violeresti le norme sulla
            concorrenza, non puoi mai avere un solo
            gestore.Quella web mail serve solo per "parlare" con lo statolo stato potrebbe affidare la gestione a chi vuole magari con contratto a termine ripeto ...TROPPO FACILE ???POCA BUROCRAZIA ???CI MANGIANO IN POCHI ??
          • pippuz scrive:
            Re: bastava una webmail

            lo stato potrebbe affidare la gestione a chi
            vuoleno. deve darne a tutti la possibilità.
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: anonimo pasticcere
            - Scritto da: piotr70

            semplicemente violeresti le norme sulla

            concorrenza, non puoi mai avere un solo

            gestore.

            Quella web mail serve solo per "parlare" con lo
            stato
            lo stato potrebbe affidare la gestione a chi
            vuolelo stato non può (potrebbe) fare come vuole ma può fare le cose nel rispetto delle norme e le norme dicono che non si possono dare monopoli e non si possono dare affidamenti diretti (salvo poche eccezioni)

            magari con contratto a termine

            ripeto ...
            TROPPO FACILE ???
            POCA BUROCRAZIA ???
            CI MANGIANO IN POCHI ??
          • anonimo pasticcere scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70

            lo stato potrebbe affidare la gestione a chi

            vuole
            lo stato non può (potrebbe) fare come vuole ma
            può fare le cose nel rispetto delle norme e le
            norme dicono che non si possono dare monopoli e
            non si possono dare affidamenti diretti (salvo
            poche
            eccezioni)MA SCUSATE ....secondo questo ragionamento neanche i siti del Ministero delle finanze della Camera , del senatodovrebbero essere gestiti dallo statoqui stiamo parlando delle comunicazioni tra cittadino e PAimho un sito web con la possibilità di mandare e-mail via webESCLUSIVAMENTE alla PA THE MIDDLEcon la possibilità di notificare via mail tradizionale che c'è posta "importante" nella nostra casella postale "istituzionale"o che la nostra pratica è stata presa in esame .imho si risolverebbero anche problemi di sicurezza legati al MAN ON THE MIDDLEperchè i documenti verrebbero in tempo reale affidati a un server di stato .hanno speso un FOTTIO DI SOLDI PER italia.ite non trovano quattro soldi per mettere su un mail server con queste SEMPLICI CARATTERISTICHE ???un web mail senza uscite per pop e ingressi smtpe uno script che invia la notifica a una e-mail tradizionale o un sms ripetutamente finché l'utente non accede alla webmail statale ??magari con password che scadono con notifica via e-mail tradizionale sms su un telefonino per l'imminente necessità di cambiamentoripeto TROPPO SEMPLICE !!POCO COSTOSO !!TROPPO SICURO !!
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: anonimo pasticcere
            - Scritto da: piotr70


            lo stato potrebbe affidare la gestione a chi


            vuole

            lo stato non può (potrebbe) fare come vuole ma

            può fare le cose nel rispetto delle norme e le

            norme dicono che non si possono dare monopoli e

            non si possono dare affidamenti diretti (salvo

            poche

            eccezioni)


            MA SCUSATE ....
            secondo questo ragionamento
            neanche i siti del Ministero delle finanze
            della Camera , del senato
            dovrebbero essere gestiti dallo statoinfatti sono appaltati a gestori esterni che hanno vinto una gara

            qui stiamo parlando delle comunicazioni tra
            cittadino e
            PA
            imho un sito web con la possibilità di mandare
            e-mail via
            web
            ESCLUSIVAMENTE alla PA THE MIDDLE
            con la possibilità di notificare via mail
            tradizionale che c'è posta "importante" nella
            nostra casella postale
            "istituzionale"
            o che la nostra pratica è stata presa in esame .

            imho si risolverebbero anche
            problemi di sicurezza legati al MAN ON THE MIDDLE

            perchè i documenti verrebbero in tempo reale
            affidati a un server di stato
            .

            hanno speso un FOTTIO DI SOLDI PER italia.it
            e non trovano quattro soldi per mettere su un
            mail server

            con queste SEMPLICI CARATTERISTICHE ???
            un web mail
            senza uscite per pop e ingressi smtp
            e uno script che invia la notifica a una e-mail
            tradizionale o un sms ripetutamente finché
            l'utente non accede alla webmail statale
            ?? e l'interoperabilità?
            magari con password che scadono con notifica via
            e-mail tradizionale sms su un telefonino

            per l'imminente necessità di cambiamento

            ripeto
            TROPPO SEMPLICE !!
            POCO COSTOSO !!
            TROPPO SICURO !!
          • anonimo pasticcere scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70
            - Scritto da: anonimo pasticcere

            - Scritto da: piotr70



            lo stato potrebbe affidare la gestione a chi



            vuole


            lo stato non può (potrebbe) fare come vuole ma


            può fare le cose nel rispetto delle norme e le


            norme dicono che non si possono dare monopoli
            e


            non si possono dare affidamenti diretti (salvo


            poche


            eccezioni)





            MA SCUSATE ....

            secondo questo ragionamento

            neanche i siti del Ministero delle finanze

            della Camera , del senato

            dovrebbero essere gestiti dallo stato
            infatti sono appaltati a gestori esterni che
            hanno vinto una
            garaALLORA NON SI PUO' FARE LO STESSO PER QUESTO ..XXXXXXX WEB MAIL SERVER SICURO per dialogare con la PA ??Senza scassare le PALLE a chi da anni usa mail standard magari con il proprio dominiogestito su un server americano o da chissà quale service provvider aborigeno...che non sa .... e non gli frega una BEATISSIMA CIPPA ....che un paese ritardato in campo IT come l'ITAGLIAusa un formato proprietario chiamato PECPoveri E Coglionati !!



            ripeto

            TROPPO SEMPLICE !!

            POCO COSTOSO !!

            TROPPO SICURO !!
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: anonimo pasticcere
            - Scritto da: piotr70

            - Scritto da: anonimo pasticcere


            - Scritto da: piotr70




            lo stato potrebbe affidare la gestione a
            chi




            vuole



            lo stato non può (potrebbe) fare come vuole
            ma



            può fare le cose nel rispetto delle norme e
            le



            norme dicono che non si possono dare
            monopoli

            e



            non si possono dare affidamenti diretti
            (salvo



            poche



            eccezioni)








            MA SCUSATE ....


            secondo questo ragionamento


            neanche i siti del Ministero delle finanze


            della Camera , del senato


            dovrebbero essere gestiti dallo stato

            infatti sono appaltati a gestori esterni che

            hanno vinto una

            gara


            ALLORA NON SI PUO' FARE LO STESSO PER QUESTO ..
            XXXXXXX WEB MAIL SERVER SICURO
            per dialogare con la PA ??

            Senza scassare le PALLE a chi da anni usa mail
            standard

            magari con il proprio dominio
            gestito su un server americano o da chissà quale
            service provvider
            aborigeno...
            che non sa .... e non gli frega una BEATISSIMA
            CIPPA
            ....
            che un paese ritardato in campo IT come l'ITAGLIA
            usa un formato proprietario chiamato
            PEC
            Poveri E Coglionati !! La PEC non è proprietaria di nessuno. Le specifiche sono open e c'è anche una implementazione open e free (openpec).Se l'obiettivo è quello di avere un sistemino con cui quattro gatti dialogano tra loro, tipo un blog, allora puoi anche fare come dici tu, ma se devi far dialogare potenzialmente milioni di soggetti in diversi paesi ti serve un sistema distribuito, ti servono regole di cooperazione, di sicurezza, integrazione, ecc.., in pratica tutto quello che definisce la PEC. Non è che usare una webmail proprietaria dello stato semplifichi molto le cose, sai.







            ripeto


            TROPPO SEMPLICE !!


            POCO COSTOSO !!


            TROPPO SICURO !!
          • pippuz scrive:
            Re: bastava una webmail

            La PEC non è proprietaria di nessuno. Le
            specifiche sono open e c'è anche una
            implementazione open e free
            (openpec).il problema non è essere proprietario, ma decidere per uno "standard" che sia riconosciuto internazionalmente, perché se ognuno si fa il proprio standard, allora la parola standard perde di significato. Per capirci, se ognuno decide che il bullone deve essere fatto in una certa maniera e questa maniera è per tutti (o per uno) diversa, allora non si hanno più standard. Da noi si è fatto il bullone italiano, salvo poi decidere che un qualsiasi bullone va bene, anche se non puoi metterlo nell'ingranaggio (vedi questione su S/Mime quale legale sostituto della PEC). Poi, non è solo questione di standard, ma pure di interoperabilità. Non mi sembra che la PEC sia interoperabile a livello internazionale.
            Se l'obiettivo è quello di avere un sistemino con
            cui quattro gatti dialogano tra loro, tipo un
            blog, allora puoi anche fare come dici tu, ma se
            devi far dialogare potenzialmente milioni di
            soggetti in diversi paesi ti serve un sistemaper il discorso dei diversi Paesi manca l'interoperabilità. Come si risolva questa cosa, non lo so, anche perché ignoro come si siano mossi altri Paesi in questo senso. Ma ci sono diverse interpretazioni giuridiche sul fatto che la PEC non sia in sintonia con la normativa comunitaria, con cui la nostra legislazione dovrebbe essere coerente.Sai qualcosa in proposito?
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: pippuz

            La PEC non è proprietaria di nessuno. Le

            specifiche sono open e c'è anche una

            implementazione open e free

            (openpec).

            il problema non è essere proprietario, ma
            decidere per uno "standard" che sia riconosciuto
            internazionalmente, perché se ognuno si fa il
            proprio standard, allora la parola standard perde
            di significato. Per capirci, se ognuno decide che
            il bullone deve essere fatto in una certa maniera
            e questa maniera è per tutti (o per uno) diversa,
            allora non si hanno più standard. Da noi si è
            fatto il bullone italiano, salvo poi decidere che
            un qualsiasi bullone va bene, anche se non puoi
            metterlo nell'ingranaggio (vedi questione su
            S/Mime quale legale sostituto della PEC). Poi,
            non è solo questione di standard, ma pure di
            interoperabilità. Non mi sembra che la PEC sia
            interoperabile a livello
            internazionale.Guarda, quando per fare un cosa ci sono più di uno standard allora sei già fritto. Di standard per fare messaggisitica sicura ce sono a pacchi, a partire da ogni pischelletto del MIT che pubblica la sua tesi di laurea come RFC per farsi un nome (e, credimi, non è così difficile, basta avere tempo e pazienza e in un anno hai la tua bella RFC). Prima della PEC sono stati proposti al CNIPA e valutati protocolli a 3,5 e anche 7 messaggi tutti basati in un modo o nell'altro sull'S/MIME e che avevano come requisito che tutti avessero la smart card con la Firma Digitale. Hai idea dello sfacelo che avrebbe creato andare a dire a milioni di persone che dovevano installarsi il lettore e la smart card? Driver di lettore+middleware di smart card incompatibili con i vari OS e vari ServicePack, driver che si bloccano, carte che si perdono o si guastano. Fallo su scala nazionale e immagina cosa significa. Pensa al fatto che la CIE è fallita sotto questi aspetti. Il Governo voleva un sistema a impatto zero sull'utente dal punto di vista della dotazione e dell'uso e la PEC coglie in pieno questi obiettivi: non devi installare nulla, funziona con qualunque dispositivo che sia in grado di usare SMTPS, POP3S e IMAP4S (HTTPS opzionale). Installa una smart card certificata CC EAL4+ su Linux o Mac se ci riesci. Uno username ed una password e tutto funziona. E qualunque azienda di IT con un po' di esperienza e alcune garanzie di solidità può fare il gestore. Anche gli stranieri lo possono fare. Ti dirò che ho personalmente fornito alcune consulenze ad aziende straniere che pensavano di fare la PEC nel loro paese per poi proporla per una ratifica nazionale. E sai da cosa partivano: da openpec, perchè c'è già, è gratis e funziona.L'interoperabilità c'è perchè da una casella PEC puoi mandare e ricevere messaggi da chiunque, solo che se non sono caselle PEC i messaggi producono diversi (eventualmente nulli) effetti giuridici. Ma arrivano e sono firmati da un gestore accreditato pubblicamenrte e con precise garanzie sull'affidabilità del servizio. Ma lo sai che quando lavoravo da un gestore questo si è beccato diverse multe per aver "smarrito" dei messaggi o per non averli consegnati nelle 24 ore a causa di errori di gestione? La questione qui non è tecnica o sul tipo di protocollo da usare e se è o no interoperabile ma va vista a livello paese. Persino lo schema del registro delle caselle, che è basato su LDAP, è già pensato per una integrazione internazionale, se mai si farà.


            Se l'obiettivo è quello di avere un sistemino
            con

            cui quattro gatti dialogano tra loro, tipo un

            blog, allora puoi anche fare come dici tu, ma se

            devi far dialogare potenzialmente milioni di

            soggetti in diversi paesi ti serve un sistema

            per il discorso dei diversi Paesi manca
            l'interoperabilità. Come si risolva questa cosa,
            non lo so, anche perché ignoro come si siano
            mossi altri Paesi in questo senso. Ma ci sono
            diverse interpretazioni giuridiche sul fatto che
            la PEC non sia in sintonia con la normativa
            comunitaria, con cui la nostra legislazione
            dovrebbe essere
            coerente.

            Sai qualcosa in proposito?Hanno altri XXXXX da gestire un questo momento, comunque l'impianto della PEC era molto piaciuto a diversi altri paesi, solo che ognuno ha diverse leggi per la notifica legale della posta e non è facile fare uno strumento che vada bene per tutti. Già con la Firma Digitale si era vista la stessa cosa. Pensa che alcuni paesi non avevano nemmeno il concetto di firma nel loro ordinamento (Francia, mi risulta) e quindi facevano fatica a dare valore legale a quella digitale, poi c'era il problema della crittografica considerata arma militare ecc....
          • Teo_ scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70
            Installa una
            smart card certificata CC EAL4+ su Linux o Mac se
            ci riesci.Dovrebbero esserci problemi?Credo che la carta regionale dei servizi sia CC EAL4+ e con il lettore preso in edicola a 7,5 non ho avuto problemi su Mac.
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: Teo_
            - Scritto da: piotr70

            Installa una

            smart card certificata CC EAL4+ su Linux o Mac
            se

            ci riesci.

            Dovrebbero esserci problemi?
            Credo che la carta regionale dei servizi sia CC
            EAL4+ e con il lettore preso in edicola a 7,5
            non ho avuto problemi su
            Mac.Non penso che tu abbia le credenziali di Firma Digitale su quella carta, perchè sarebbe richiesto un secondo File System dedicato che fino a pochi mesi fa i produttori di middleware riuscivano a gestire solo sotto Windows, anche perchè le richieste per Linux+Mac erano troppo poche per giustitifcare l'investimento. Prova a guardare quante coppie di chiavi e certificati hai e vedere se ce n'è una per la Firma Qualificata.
          • pippuz scrive:
            Re: bastava una webmail

            Le RFC descrivono di tutto e di più, e poi ci
            sono gli standard OASIS, ISO, FIPS, NIST, ETSI,
            CC, ITSEC, ecc...Se prendi un singolo argomento
            trovi uno o più standard per ciascuno di questi
            body e ne ho messo solo una piccola parte. Non per questo ha senso crearne un altro; ma non è questo il punto della discussione.
            Per l'IETF in particolare, per fare una RFC non devi
            essere nessuno, basta che segui la procedura e
            avvii la discussione e tempo un anno più o meno
            arrivi alla tua prima RFC e può anche dire
            l'esatto contrario di quello che dice un'altra
            RFC, se lo metti nel modo giusto.Al massimo (ma esagerando proprio) una cosa del genere diventa RFC "experimental" (che vale come il due di picche) sicuramente non draft o proposed standard o altro.
            Il fatto è che non troverai uno standard, in
            nessuno di questi body, che soddisfacesse i
            requisiti della nostra normativa. non conoscendo l'argomento, ho chiesto a te, che mi hai risposto che ce ne erano altri di standard, basati su S/Mime. Immagino quindi che ti riferissi a delle proposte di standard e non standard veri e propri, dimmi se sbaglio.
            Il procsso per far diventare la PEC uno di questi standard è già
            avviato, per soddisfare quelli come te, ma pensi
            serva a qualcosa? che dia qualcosa in più a parte
            sedare queste polemiche se è o no standard?non vorrei che il prossimo anno, per dire, l'UE o chi per lei dicesse: quello che avete fatto voi non va bene (mi pare ci siano già dei problemi in questo senso), dovete utilizzare lo standard xyz, essendo interoperabile, etc. Poi, arriva il politico italiano e dice:"È colpa della UE" e giù a spendere altre vagonate dei nostri soldi. Non sarebbe la prima volta.
            I costi di queste distribuzioni sono i progetti
            di gran lunga più costosi che le PA sostengono in
            IT, tant'è che li fanno ormai solo le regioni e
            si parla di decine di milioni all'anno a regione
            con contratti pluriennali. La Lombardia mi pare
            stia a 6M/anno per 5 anni per dare le CRS e senza
            la firma digitale, altrimenti era tipo il doppio.Il punto è che non a tutti servirà (o vorranno utilizzare) la PEC domani, mentre la CRS è per tutti. Quindi non puoi raffrontare una cosa che viene distributi a 50 mln di persone e una che viene distribuita a 4 mln (a star larghi, eventualmente si può .
            Non ci tengo.Conosco gli utenti di questo forum, non era riferito a te in particolare.
            Sono felice che funzioni su mac.
            Rimane il dubbio sull'uso della firma
            digitale.per firmare un voto non puoi fare a meno della firma digitale. E funzionava su Os X.
            beh, lo paga la Regione, cioè tu, cioè io, cioè
            tutti. La PEC che usi tu o io non è finanziata
            dal pubblico. I gestori non beccano una lira dal
            pubblico se tu ti compri una casella PEC.e la casella PEC per tutti (anche per quelli che non lo vogliono)? Ma non è questo il punto. La regione FVG è un eccezione, mica ho detto che deve essere la norma.
            Guarda, intendiamoci, la PEC non ha inventato
            niente di nuovo dal punto di vista degli
            standard. Si tratta di una serie di specifiche
            che spiegano solo come usare gli standard che già
            esistono relativamente alle loro molteplici
            possibilità:
            - spiega quali allegati fare e come farli, ma
            sono allegati in formato
            standard.
            - i ruoli e le parti dei vari attori, ma sono gli
            stessi previsti
            dall'SMTP
            - come usare la firma digitale, nello standard
            europeo di FD
            - come rispondere ai messaggi
            - come formattare i messaggi
            per il resto usa tutti i protocolli ed i formati
            standard, tant'è vero che è compatibile con tutti
            i client, i server e le webmail di posta già
            esistenti
            Non capisco bene cosa intendi, ma mi sa che un
            sistema "equivalente" non c'è ancora, ma questo
            non è un problema di interoperabilità. E'
            verosimile che entro qualche anno verrà definito
            uno schema europeo analogo a questo (come si fece
            per la Firma Digitale) e a quel punto i primi
            (gli italiani) saranno in vantaggio rispetto agli
            altri (come fu per la Firma
            Digitale)il sistema "equivalente", per legge (vedi altre discussioni), è pure, per dire S/Mime. Per il resto speriamo, meglio per noi. Ma da quel che si è visto, non ci metterei la mano sul fuoco. Ecco, avrei preferito qualcosa di veramente interoperabile con i propri equivalenti.
            No, intendevo che i problemi della PEC non sono
            di tipo tecnico, per il resto questa discussione
            può andare dove vuole.Beh, per una volta che qui su PI c'è una persona ben informata, vale la pena imho di discutere anche queste cose.
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail


            ...
            Non per questo ha senso crearne un altro; ma non
            è questo il punto della
            discussione.Secondo me (mia opinione) aveva senso perchè nessuno di quelli disponibili rispondeva ai requisiti. Secondo te era meglio cambiare tutta la normativa sulla racomandata? Secondo me no.

            ...
            Al massimo (ma esagerando proprio) una cosa del
            genere diventa RFC "experimental" (che vale come
            il due di picche) sicuramente non draft o
            proposed standard o
            altro.Il WiFi è stato basato sul Draft per diversi anni prima di passare a quel che è ora (che non ricordo neanche a che punto è) e parliamo di centinaia di produttori di dispositivi su scala mondiale, alcuni dei quali funzionavano così così. Ma il fatto che fosse solo un draft non ne ha impedito lo sviluppo.


            ...

            non conoscendo l'argomento, ho chiesto a te, che
            mi hai risposto che ce ne erano altri di
            standard, basati su S/Mime. Immagino quindi che
            ti riferissi a delle proposte di standard e non
            standard veri e propri, dimmi se
            sbaglio.Come immagini non faceva nessuna differenza differenza nè il body che emette lo standard nè il suo stato. Quello che importava era il livello di copertura dei requisiti.


            ...

            non vorrei che il prossimo anno, per dire, l'UE o
            chi per lei dicesse: quello che avete fatto voi
            non va bene (mi pare ci siano già dei problemi in
            questo senso), dovete utilizzare lo standard xyz,
            essendo interoperabile, etc. Poi, arriva il
            politico italiano e dice:"È colpa della UE" e giù
            a spendere altre vagonate dei nostri soldi. Non
            sarebbe la prima
            volta.Puoi scommerterci che succederà qualcosa di simile, e per contenere i danni dovremo giocarcela bene su quei tavoli sostenendo le nostre posizioni contro quelle degli altri. Perchè, non credere, ognuno porta i propri interessi al di là del fatto che esista o meno una soluzione migliore o peggiore. Tieni anche conto però del fatto che noi porteremo un sistema già funzionante (e le obiezioni di questo forum non contano lassù) e questo ci dà un vantaggio notevole rispetto a chi non ha fatto niente. Alla fine dovremo cambiare qualcosa, ma ci costerà meno di quanto costerà ad altri, e se va bene venderemo anche della consulenza ai meno smart.


            ...

            Il punto è che non a tutti servirà (o vorranno
            utilizzare) la PEC domani, mentre la CRS è per
            tutti. Quindi non puoi raffrontare una cosa che
            viene distributi a 50 mln di persone e una che
            viene distribuita a 4 mln (a star larghi,
            eventualmente si può
            .Dipende da dove sei e cosa fai. Io non ho la CRS, avevo una CIE di cui non ho potuto fare nulla. Ma se la PEC mi permettesse di risparmiarmi un paio di giorni al mese persi alle poste per ritirare raccomandate, beh, francamente, MAGARI!


            Non ci tengo.

            Conosco gli utenti di questo forum, non era
            riferito a te in
            particolare.


            ...

            per firmare un voto non puoi fare a meno della
            firma digitale. E funzionava su Os
            X.Stai parlando di voto elettronico?


            ...

            e la casella PEC per tutti (anche per quelli che
            non lo vogliono)? Ma non è questo il punto. La
            regione FVG è un eccezione, mica ho detto che
            deve essere la
            norma.Sul dare una casella anche a chi non la vuole sono contrario anche io.E soprattutto sono contrario alla mancata identificazione certa dei titolari e ai metodi flessibili di comunicazione delle credenziali di acXXXXX.


            ...

            il sistema "equivalente", per legge (vedi altre
            discussioni), è pure, per dire S/Mime. Per il
            resto speriamo, meglio per noi. Ma da quel che si
            è visto, non ci metterei la mano sul fuoco. Ecco,
            avrei preferito qualcosa di veramente
            interoperabile con i propri
            equivalenti.Non conosco la norma a cui ti riferisci, ma penso che un sistema debba essere considerato equivalente se in grado di soddisfare gli stessi requisiti, eventualmente in modo tecnicamente e operativamente diverso. Come ho già avuto modo di scrivere, l'uso dell'SMIME manca di soddisfarne diversi:- determinazione del tempo certo dei messaggi- certezza della consegna- certezza della ricevuta- nessuna installazione client-sidePer farglieli soddisfare, avresti dovuto fare un sistema simil-PEC e saremmo stati qui a discutere di quanto avrebbe fatto schifo anche quello.


            No, intendevo che i problemi della PEC non sono

            di tipo tecnico, per il resto questa discussione

            può andare dove vuole.

            Beh, per una volta che qui su PI c'è una persona
            ben informata, vale la pena imho di discutere
            anche queste
            cose.Grazie!
          • pippuz scrive:
            Re: bastava una webmail

            Secondo me (mia opinione) aveva senso perchè
            nessuno di quelli disponibili rispondeva ai
            requisiti.Da quel che avevo capito tu avessi scritto, esistevano già standard che rispettavano i requisiti. Evidentemente ho capito male.
            Il WiFi è stato basato sul Draft per diversi anni
            prima di passare a quel che è ora (che non
            ricordo neanche a che punto è) e parliamo di
            centinaia di produttori di dispositivi su scala
            mondiale, alcuni dei quali funzionavano così
            così. Ma il fatto che fosse solo un draft non ne
            ha impedito lo sviluppo.infatti ho scritto: "Al massimo (ma esagerando proprio) una cosa del genere diventa RFC "experimental" (che vale come il due di picche) sicuramente non draft o proposed standard o altro."se fosse stato "draft", avrebbe significato che era già abbastanza maturo (di solito le modifiche da draft a standard sono minime) e quindi avrebbe avuto senso adottarlo anche in Italia. Ammesso e non conXXXXX che tale standard esista (avevo chiesto lumi a te, che dicevi che ce n'erano diversi).
            Dipende da dove sei e cosa fai. Io non ho la CRS,
            avevo una CIE di cui non ho potuto fare nulla. Ma
            se la PEC mi permettesse di risparmiarmi un paio
            di giorni al mese persi alle poste per ritirare
            raccomandate, beh, francamente,
            MAGARI!se con una tecnologia riesco ad accedere a diversi servizi e non solo ad uno, ritrovandomi con 5 tessere per fare cose che si potrebbero benissimo fare con una, sarebbe ancora meglio.
            Stai parlando di voto elettronico?il prof. "registrava" il voto direttamente dal laptop, senza la solita procedura burocratica, ma con la sua bella smart-card (con relativo pin) inserita nel lettore, attaccato al Mac.
            Non conosco la norma a cui ti riferisci, ma penso
            che un sistema debba essere considerato
            equivalente se in grado di soddisfare gli stessi
            requisiti, eventualmente in modo tecnicamente e
            operativamente diverso. Come ho già avuto modo di
            scrivere, l'uso dell'SMIME manca di soddisfarne
            diversi:
            - determinazione del tempo certo dei messaggi
            - certezza della consegna
            - certezza della ricevuta
            - nessuna installazione client-side
            Per farglieli soddisfare, avresti dovuto fare un
            sistema simil-PEC e saremmo stati qui a discutere
            di quanto avrebbe fatto schifo anche
            quello.sui "difetti" di S/Mime su determinate cose avevo scritto anch'io in altri post. La norma stabilisce che un professionista (ad esempio) deve dotarsi di PEC o equivalente (dove, per equivalente, si intende anche S/Mime, pur non rispettandone i criteri). Leggiti ad esempio questo: http://www.ordinemedicilatina.it/node/15507
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail

            Da quel che avevo capito tu avessi scritto,
            esistevano già standard che rispettavano i
            requisiti. Evidentemente ho capito
            male.Non mi sono spiegato: sempre in base alle mie conoscenze, ci sono diverse proposte di protocolli a 3, 5 e anche 7 messaggi, tutti simili alla PEC. Per il resto, tutti gli standard già consolidati soddisfano solo pochi dei requisiti della PEC. Per soddisfarli tutti si è dovuto prenderne diversi e anche inventarsi qualcosa di nuovo. Ripeto: io non ci trovo neinte di male fintanto che tutta la specifica rimane pubblica e gratuita.


            Dipende da dove sei e cosa fai. Io non ho la
            CRS,

            avevo una CIE di cui non ho potuto fare nulla.
            Ma

            se la PEC mi permettesse di risparmiarmi un paio

            di giorni al mese persi alle poste per ritirare

            raccomandate, beh, francamente,

            MAGARI!

            se con una tecnologia riesco ad accedere a
            diversi servizi e non solo ad uno, ritrovandomi
            con 5 tessere per fare cose che si potrebbero
            benissimo fare con una, sarebbe ancora
            meglio.Al servizio PEC che avevo progettato io era presente l'acXXXXX con CNS/CIE (solo sulla webmail, per ragioni tecniche per il momento). Per scelta del gestore e dei suoi principali clienti non era disponibile al grande pubblico. Quello che voglio dire è che queste sono scelte di implementazione dettate da ragioni di mercato, non è che la norma le impedisce o le vincola.


            Stai parlando di voto elettronico?

            il prof. "registrava" il voto direttamente dal
            laptop, senza la solita procedura burocratica, ma
            con la sua bella smart-card (con relativo pin)
            inserita nel lettore, attaccato al
            Mac.


            Non conosco la norma a cui ti riferisci, ma
            penso

            che un sistema debba essere considerato

            equivalente se in grado di soddisfare gli stessi

            requisiti, eventualmente in modo tecnicamente e

            operativamente diverso. Come ho già avuto modo
            di

            scrivere, l'uso dell'SMIME manca di soddisfarne

            diversi:

            - determinazione del tempo certo dei messaggi

            - certezza della consegna

            - certezza della ricevuta

            - nessuna installazione client-side

            Per farglieli soddisfare, avresti dovuto fare un

            sistema simil-PEC e saremmo stati qui a
            discutere

            di quanto avrebbe fatto schifo anche

            quello.

            sui "difetti" di S/Mime su determinate cose avevo
            scritto anch'io in altri post. La norma
            stabilisce che un professionista (ad esempio)
            deve dotarsi di PEC o equivalente (dove, per
            equivalente, si intende anche S/Mime, pur non
            rispettandone i criteri). Leggiti ad esempio
            questo:
            http://www.ordinemedicilatina.it/node/15507Devo ancora leggere il link, comunque secondo me sarebbero stati equivalenti alcuni protocolli a 5 messaggi (di cui uno lo avevo anche provato) perchè davano anche la certezza della consegna (in un certo senso anche quello della lettura, almeno in parte): ma anche questi prevedevano una terza parte, oltre alla CA che rilascia i certificati digitali, a gestire le comunicazioni tra gli utenti, esattamente come alla fine fanno i gestori di PEC.
          • anonimo pasticcere scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70
            Se l'obiettivo è quello di avere un sistemino con
            cui quattro gatti dialogano tra loro, tipo un
            blog, allora puoi anche fare come dici tu, ma se
            devi far dialogare potenzialmente milioni di
            soggetti in diversi paesi ti serve un sistema
            distribuito, ti servono regole di cooperazione,
            di sicurezza, integrazione, ecc.., in pratica
            tutto quello che definisce la PEC. Non è che
            usare una webmail proprietaria dello stato
            semplifichi molto le cose,
            sai.ROTFLsai cos'è Gmail e quanti milioni di utenti ha ???e MSN ??Anche la posta di tiscali non scherzadire che ci sono limiti tecnici per risolvere il problema come ho scritto io ....e un grande ca..una mega ....grandissima GIGANTESCA STREPITOSA XXXXXXX !!!
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: anonimo pasticcere
            - Scritto da: piotr70

            Se l'obiettivo è quello di avere un sistemino
            con

            cui quattro gatti dialogano tra loro, tipo un

            blog, allora puoi anche fare come dici tu, ma se

            devi far dialogare potenzialmente milioni di

            soggetti in diversi paesi ti serve un sistema

            distribuito, ti servono regole di cooperazione,

            di sicurezza, integrazione, ecc.., in pratica

            tutto quello che definisce la PEC. Non è che

            usare una webmail proprietaria dello stato

            semplifichi molto le cose,

            sai.


            ROTFL

            sai cos'è Gmail
            e quanti milioni di utenti ha ???
            e MSN ??

            Anche la posta di tiscali non scherza

            dire che ci sono limiti tecnici per risolvere il
            problema come ho scritto io
            ....

            e un grande ca..
            una mega ....grandissima
            GIGANTESCA STREPITOSA XXXXXXX !!!ma tu davvero pensi che gestire un servizio di posta accentrato delle dimensioni di milioni di caselle costi meno di quello che finora è costata la PEC e dia qualcosa in più? Se sì, cosa? Ma tu le hai mai fatte queste cose? Perchè io le ho fatte e lo so per esperienza. E la risposta è NO. Non dà niente di più e costa ordini di grandezza in più. Sarebbe un fallimento a livello di paese.
          • anonimo scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70
            Chiedi al CNIPA le statistiche di utilizzo,
            potresti rimanere stupito. E, per tua
            informazione, i petabyte di traffico PEC fin'ora
            prodotti li ha fatti l'agenzia delle entrate e le
            società finanziarie per le indagini fiscali. E
            l'AdE ha dovuto usare decine di caselle su
            diversi gestori per poter sparare e ricevere
            tutto quel
            traffico.AdE usa una sola casella per le indagini finanziarie ma è a "grosso traffico" e quindi non costa come una casella tradizionale PEC , di fatto è stata AdE che ha fatto comparire nei contratti dei gestori PEC che forniscono le caselle la distinzione tra casella "normale" e casella "grosso traffico"questo grosso scambio di e-mail PEC funziona anche perchè si scambiano messaggi xml gestiti in automatico, pensare di usare le PEC per inviari richieste alla PA in formato libero è da incoscenti perchè aumenterebbe le pratiche da verificare e interpretare.Il web va sfruttato meglio
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: anonimo
            - Scritto da: piotr70

            Chiedi al CNIPA le statistiche di utilizzo,

            potresti rimanere stupito. E, per tua

            informazione, i petabyte di traffico PEC fin'ora

            prodotti li ha fatti l'agenzia delle entrate e
            le

            società finanziarie per le indagini fiscali. E

            l'AdE ha dovuto usare decine di caselle su

            diversi gestori per poter sparare e ricevere

            tutto quel

            traffico.

            AdE usa una sola casella per le indagini
            finanziarie ma è a "grosso traffico" e quindi non
            costa come una casella tradizionale PEC , di
            fatto è stata AdE che ha fatto comparire nei
            contratti dei gestori PEC che forniscono le
            caselle la distinzione tra casella "normale" e
            casella "grosso
            traffico"

            questo grosso scambio di e-mail PEC funziona
            anche perchè si scambiano messaggi xml gestiti in
            automatico, pensare di usare le PEC per inviari
            richieste alla PA in formato libero è da
            incoscenti perchè aumenterebbe le pratiche da
            verificare e
            interpretare.Questo è solo questione di tempo. All'inizio di Internet c'era solo la posta elettronica, poi è arrivato L'http e poi le form con cui fare la post di info e documenti. Io ho lavorato a dei progetti di uso di caselle PEC in cui era tutto web-based. Dovevi solo inserire il tuo indirizzo PEC e, quando richiesta, la password per la spedizione. Il tempo e le occasioni di business porteranno ad applicazioni evolute in cui la PEC sarà una infrastruttura di trasporto con garanzie legali certe ma non verrà usata tanto direttamente dai titolari, che tuttavia manterranno il controllo esclusivo della loro casella. Ti ripeto: io queste cose le ho già fatte, in progetti "chiusi", ma per il mass marchett non manca tanto, solo la killer application. L'INSP potrebbe essere uno dei primi a lanciarle. Dopo di che tutte queste discussioni saranno ridicole.

            Il web va sfruttato meglioHai una vaga idea dell'efficentamento che la PEC ha portato alle indagini finanziarie? Io adesso lavoro in una grande banca, la quantità delle indagini nell'unità di tempo è decuplicata con l'uso della PEC e i tempi si sono ridotti di decine di volte. Le banche hanno potuto dotarsi di strumenti informatizzati per la gestione di queste attività, rientrandole in procedure definite e gestite, supportati da sistemi informatici prodotti da società che ci hanno fatto del business. Risultato: sono tutti contenti.
          • user0 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: piotr70
            Hai una vaga idea dell'efficentamento che la PEC
            ha portato alle indagini finanziarie? Io adesso
            lavoro in una grande banca, la quantità delle
            indagini nell'unità di tempo è decuplicata con
            l'uso della PEC e i tempi si sono ridotti di
            decine di volte. Le banche hanno potuto dotarsi
            di strumenti informatizzati per la gestione di
            queste attività, rientrandole in procedure
            definite e gestite, supportati da sistemi
            informatici prodotti da società che ci hanno
            fatto del business. Risultato: sono tutti
            contenti.L'efficienza dovrebbe essere riconducibile ad un miglior impiego della lingua italiana che, considerando lo svolgimento di mansioni di concetto richieste per un impiego in banca, non dovrebbe costituire un elemento di conoscenza trascurabile e pertanto neppure un aspetto da sottovalutare.
          • piotr70 scrive:
            Re: bastava una webmail
            - Scritto da: user0
            - Scritto da: piotr70

            Hai una vaga idea dell'efficentamento che la PEC

            ha portato alle indagini finanziarie? Io adesso

            lavoro in una grande banca, la quantità delle

            indagini nell'unità di tempo è decuplicata con

            l'uso della PEC e i tempi si sono ridotti di

            decine di volte. Le banche hanno potuto dotarsi

            di strumenti informatizzati per la gestione di

            queste attività, rientrandole in procedure

            definite e gestite, supportati da sistemi

            informatici prodotti da società che ci hanno

            fatto del business. Risultato: sono tutti

            contenti.

            L'efficienza dovrebbe essere riconducibile ad un
            miglior impiego della lingua italiana che,
            considerando lo svolgimento di mansioni di
            concetto richieste per un impiego in banca, non
            dovrebbe costituire un elemento di conoscenza
            trascurabile e pertanto neppure un aspetto da
            sottovalutare.Probabilmente volevi riferirti al concetto di correttezza, che misura il come gli strumenti sono usati (in questo caso la lingua italiana e mi scuso se alcune parole usate di getto ed in modo scorretto - ti riferisci all'uso come transitivo di un verbo che non lo è, presumo - e grammaticalmente sbagliato hanno urtato la sensibilità di qualcuno) piuttosto che a quello di efficenza, che attiene maggiormente alla misura del rapporto costi/benefici.Detto questo: ma nel merito hai qualcosa da dire o possiamo andare oltre?
  • Guido Scorza scrive:
    avete naturalmente ragione
    Carissimi, avete naturalmente ragione.Raccontavo qui (http://www.guidoscorza.it/?p=1162) cosa sta accadendo a Roma.Nessuno, sfortunatamente, sembra aver colto la gravità della situazione e son tutti più preoccupati di disporre della PEC che non delle conseguenze legate al disporne.La risposta più diffusa è drammaticamente questa: "tanto è gratis!".Siamo di fronte ad un macroscopico errore di politica dell'innovazione del quale tutti - noi professionisti in testa - pagheremo un prezzo altissimo.Unico risultato: consentire al nostro Ministro della (dis)innovazione di raccontare in giro che milioni di professionisti italiani hanno la sua Pec..Mi chiedevo qui (http://punto-informatico.it/2725268/PI/Commenti/pece-poi.aspx) la PEC...e poi?
    • piotr70 scrive:
      Re: avete naturalmente ragione
      - Scritto da: Guido Scorza
      Carissimi, avete naturalmente ragione.
      Raccontavo qui
      (http://www.guidoscorza.it/?p=1162) cosa sta
      accadendo a
      Roma.
      Nessuno, sfortunatamente, sembra aver colto la
      gravità della situazione e son tutti più
      preoccupati di disporre della PEC che non delle
      conseguenze legate al
      disporne.
      La risposta più diffusa è drammaticamente questa:
      "tanto è
      gratis!".
      Siamo di fronte ad un macroscopico errore di
      politica dell'innovazione del quale tutti - noi
      professionisti in testa - pagheremo un prezzo
      altissimo.
      Unico risultato: consentire al nostro Ministro
      della (dis)innovazione di raccontare in giro che
      milioni di professionisti italiani hanno la sua
      Pec..
      Mi chiedevo qui
      (http://punto-informatico.it/2725268/PI/Commenti/pMa ditecelo una buona volta quali sarebbero questi danni enormi!!
      • panda rossa scrive:
        Re: avete naturalmente ragione
        - Scritto da: piotr70

        Ma ditecelo una buona volta quali sarebbero
        questi danni
        enormi!!Vuoi dire che non hai ancora letto la notifica di pignoramento della tua abitazione, che ti hanno inoltrato via PEC, per via di quella multa che ti hanno notificato via PEC, che tu non hai pagato perche' non sai neanche di avere una PEC?
        • piotr70 scrive:
          Re: avete naturalmente ragione
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: piotr70



          Ma ditecelo una buona volta quali sarebbero

          questi danni

          enormi!!

          Vuoi dire che non hai ancora letto la notifica di
          pignoramento della tua abitazione, che ti hanno
          inoltrato via PEC, per via di quella multa che ti
          hanno notificato via PEC, che tu non hai pagato
          perche' non sai neanche di avere una
          PEC?Buffonate! Un messaggio PEC è valido solo dopo che le parti hanno accettato esplicitamente (quindi per iscritto, e non via PEC) di scambiarsi le comunicazioni di quello specifico procedimento usando quella casella di PEC (elezione del domicilio elettronico). Se lo accetto e poi non leggo la posta allora sono scemo e pago per questo.
          • panda rossa scrive:
            Re: avete naturalmente ragione
            - Scritto da: piotr70
            Se lo
            accetto e poi non leggo la posta allora sono
            scemo e pago per
            questo.E' appunto quello che sta succedendo imponendo la PEC a dei professionisti che non sanno distinguere un computer spento da uno con black screen of death.Questi sottoscriveranno la PEC perche' imposta dal loro ordine professionale e poi continueranno ad usare hotmail credendo che sia la pec.
          • piotr70 scrive:
            Re: avete naturalmente ragione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: piotr70

            Se lo

            accetto e poi non leggo la posta allora sono

            scemo e pago per

            questo.

            E' appunto quello che sta succedendo imponendo la
            PEC a dei professionisti che non sanno
            distinguere un computer spento da uno con black
            screen of
            death.

            Questi sottoscriveranno la PEC perche' imposta
            dal loro ordine professionale e poi continueranno
            ad usare hotmail credendo che sia la
            pec.Se nella sottoscrizione non c'è scritto chiaramente che accettano che quella casella sia il loro domicilio elettronico per tutto allora non hanno niente da temere per quel che so. E se anche così fosse una firma estorta sulla base della non comprensione dello scritto o altra forma di persuasione non è valida. E se anche la accettano ma poi non sottoscrivono con l'agenzai delle entrate una convenzione per usarla nei procedimenti di quest'ultima, di nuovo non è valida. come vedi non è così immediato PEC::=pignoramento.
          • panda rossa scrive:
            Re: avete naturalmente ragione
            - Scritto da: piotr70
            Se nella sottoscrizione non c'è scritto
            chiaramente che accettano che quella casella sia
            il loro domicilio elettronico per tutto allora
            non hanno niente da temere per quel che so.Se non accettano quella condizione non gli danno la PEC.Poi saltera' fuori qualche bega interna che li obblighera' a dotarsi di PEC perche' qualcuno ha convenienza in tutto questo, ed ecco che la condizione si verifica.
            E se
            anche così fosse una firma estorta sulla base
            della non comprensione dello scritto o altra
            forma di persuasione non è valida. Stiamo parlando di professionisti, non di massaie semianalfabete.In sede di dibattimento e' facilissimo dimostrare che un professionista non firma niente se non ha compreso tutto (di fatto non e' vero, ma c'e' poco da gridare alla firma estorta).
            E se anche la
            accettano ma poi non sottoscrivono con l'agenzai
            delle entrate una convenzione per usarla nei
            procedimenti di quest'ultima, di nuovo non è
            valida.Qui mi fermo perche' questo passaggio non mi e' chiaro.A mio parere la puzza resta, e qualche danno burocratico questa PEC lo fara' prima o poi.
            come vedi non è così immediato PEC::=pignoramento.Non e' immediato, ma non e' neppure escluso.
          • piotr70 scrive:
            Re: avete naturalmente ragione
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: piotr70

            Se nella sottoscrizione non c'è scritto

            chiaramente che accettano che quella casella sia

            il loro domicilio elettronico per tutto allora

            non hanno niente da temere per quel che so.

            Se non accettano quella condizione non gli danno
            la
            PEC....e se la comprano dai famosi gestori a 5/anno tanto per dire che ce l'hanno. Molti di loro spendono più in sigarette al giorno che in PEC all'anno
            Poi saltera' fuori qualche bega interna che li
            obblighera' a dotarsi di PEC perche' qualcuno ha
            convenienza in tutto questo, ed ecco che la
            condizione si
            verifica.si ma manca ancora l'accordo sull'elezione del domicilio elettronico alla casella di PEC.


            E se

            anche così fosse una firma estorta sulla base

            della non comprensione dello scritto o altra

            forma di persuasione non è valida.

            Stiamo parlando di professionisti, non di massaie
            semianalfabete.ma allora se ci capiscono... ci capiscono e basta, non è che possono fare i tonti quando conviene e quando non conviene fanni furbi.
            In sede di dibattimento e' facilissimo dimostrare
            che un professionista non firma niente se non ha
            compreso tutto (di fatto non e' vero, ma c'e'
            poco da gridare alla firma
            estorta).


            E se anche la

            accettano ma poi non sottoscrivono con l'agenzai

            delle entrate una convenzione per usarla nei

            procedimenti di quest'ultima, di nuovo non è

            valida.

            Qui mi fermo perche' questo passaggio non mi e'
            chiaro.Ammetto che è un po' che non seguo le norme sulla PEC, quindi potrebbe essere cambiato qualcosa, ma sono sicuro che all'inizio la norma stabiliva che affinchè un messaggio di PEC producesse gli effetti per cui ... (semplificato: fosse valido per legge)... le parti dovevano aver preventivamente concordato per iscritto di usare QUELLE caselle di PEC (una o più per parte) per lo scambio degli atti e delle comunicazioni riguardanti QUELLO SPECIFICO PROCEDIMENTO. Quindi non è che semplicemente perchè hai una casella di PEC o qualcuno ritiene che tu ce l'abbia ti può scrivere pensando che questo produca degli effetti legali. E neanche usare la stessa casella usata in precedenza per lo scambio di atti di un nuovo procedimento. La legge dice che dovreste riscambiarvi l'accordo sull'uso della PEC per il nuovo procedimento. La cosa aveva alcune eccezioni che mi sembra riguardassero le PA, cioè siccome esse devono assegnare una casella PEC ad ogni segnatura di protocollo e ad ogni AOO e queste vanno in un elenco nazionale pubblico è ovvio che il fatto di comparire lì consente alle altre parti di scrivere lì senza aver fatto un preventivo accordo. Ma nessuno pretende che scrivere alla PEC di una massaia produca effetti se LEI non ha preventivamente autorizzato QUEGLI effetti (e non altri).
            A mio parere la puzza resta, e qualche danno
            burocratico questa PEC lo fara' prima o
            poi.


            come vedi non è così immediato
            PEC::=pignoramento.

            Non e' immediato, ma non e' neppure escluso.
          • Teo_ scrive:
            Re: avete naturalmente ragione
            - Scritto da: piotr70
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: piotr70





            Ma ditecelo una buona volta quali sarebbero


            questi danni


            enormi!!



            Vuoi dire che non hai ancora letto la notifica
            di

            pignoramento della tua abitazione, che ti hanno

            inoltrato via PEC, per via di quella multa che
            ti

            hanno notificato via PEC, che tu non hai pagato

            perche' non sai neanche di avere una

            PEC?
            Buffonate! Un messaggio PEC è valido solo dopo
            che le parti hanno accettato esplicitamente
            (quindi per iscritto, e non via PEC) di
            scambiarsi le comunicazioni di quello specifico
            procedimento usando quella casella di PEC
            (elezione del domicilio elettronico). Se lo
            accetto e poi non leggo la posta allora sono
            scemo e pago per
            questo.Un conto è scegliere volontariamente uno strumento, un altro sono PEC/CEC PAC a pioggia per tutti.
          • piotr70 scrive:
            Re: avete naturalmente ragione
            - Scritto da: Teo_
            - Scritto da: piotr70

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: piotr70







            Ma ditecelo una buona volta quali sarebbero



            questi danni



            enormi!!





            Vuoi dire che non hai ancora letto la notifica

            di


            pignoramento della tua abitazione, che ti
            hanno


            inoltrato via PEC, per via di quella multa che

            ti


            hanno notificato via PEC, che tu non hai
            pagato


            perche' non sai neanche di avere una


            PEC?

            Buffonate! Un messaggio PEC è valido solo dopo

            che le parti hanno accettato esplicitamente

            (quindi per iscritto, e non via PEC) di

            scambiarsi le comunicazioni di quello specifico

            procedimento usando quella casella di PEC

            (elezione del domicilio elettronico). Se lo

            accetto e poi non leggo la posta allora sono

            scemo e pago per

            questo.

            Un conto è scegliere volontariamente uno
            strumento, un altro sono PEC/CEC PAC a pioggia
            per
            tutti.la legge dice che se non dichiari l'uso della casella per un determinato procedimento i messaggi PEC non sono validi.
      • pippuz scrive:
        Re: avete naturalmente ragione

        Ma ditecelo una buona volta quali sarebbero
        questi danni
        enormi!!Se ne è parlato e discusso in lungo e in largo, pure nell'articolo che si sta commentando.http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=pec&t=4&o=0&p=1
      • CCC scrive:
        Re: avete naturalmente ragione
        - Scritto da: piotr70
        - Scritto da: Guido Scorza

        Carissimi, avete naturalmente ragione.

        Raccontavo qui

        (http://www.guidoscorza.it/?p=1162) cosa sta

        accadendo a

        Roma.

        Nessuno, sfortunatamente, sembra aver colto la

        gravità della situazione e son tutti più

        preoccupati di disporre della PEC che non delle

        conseguenze legate al

        disporne.

        La risposta più diffusa è drammaticamente
        questa:

        "tanto è

        gratis!".

        Siamo di fronte ad un macroscopico errore di

        politica dell'innovazione del quale tutti - noi

        professionisti in testa - pagheremo un prezzo

        altissimo.

        Unico risultato: consentire al nostro Ministro

        della (dis)innovazione di raccontare in giro che

        milioni di professionisti italiani hanno la sua

        Pec..

        Mi chiedevo qui


        (http://punto-informatico.it/2725268/PI/Commenti/p

        Ma ditecelo una buona volta quali sarebbero
        questi danni
        enormi!!hai idea di quanto sia semplice farsi una PEC indicando il tuo nome e cognome e spaccarsi per te?sai che molti "gestori" per creare la casella si accontentano di una autocertificazione?sai che molti ordini professionali hanno convenzioni con dei "gestori" e fanno da intermediari tra loro e gli iscritti a cui attivano le PEC senza che il "gestore" abbia minimamente verificato a chi sta realmente dando la casella PEC?sai che il non-standard PEC italiano ed il non-standard firma digitale italiano (e le relative offerte dei "gestori" nostrani) non sono interoperabili col resto del mondo nonostante ciò sia richiesto dalla stessa normativa italiana?se non ti baste ci sarebbe pure molto altro... magari leggi con più attenzine gli articoli che commenti... informati... studia...
  • ephestione scrive:
    Obbligatoria certificazione, non PEC
    La legge 2 di quest'anno è stata modificata nelle ultime fasi dell'iter di conversione per includere una postilla all'articolo 16, ove i professionisti iscritti ad albi (tra cui anche io) sono obbligati a registrare e comunicare al proprio ordine entro il 29 novembre (passato ormai) il proprio indirizzo PEC "...o analogo indirizzo [...] che permetta la certificazione ecc ecc".Fermo restando che la PEC non rispetta il requisito di "interoperabilità" richiesto dal testo di legge (visto che oltreconfine non sanno neppure cosa sia), in realtà i certificati S/MIME vanno bene per non essere "fuorilegge".Al mio ordine ho scritto dal mio normalissimo indirizzo email usando un certificato S/MIME gratuito aperto con globaltrust, facendo riferimento all'articolo di legge ed alla sua interpretazione, e quindi specificando che il mio indirizzo è valido anche se non PEC, in quanto in grado di certificare l'identità del mittente e l'integrità del messaggio.E come ultimo appunto riguardo all'articolo, il nostro ordine ha aperto come tutti una convenzione (con aruba....) che però richiede che siano i singoli iscritti a contattare il provider per la registrazione effettiva dell'indirizzo, quindi non gestisce alcun passaggio della creazione della casella PEC, e di fatto non ci obbliga a scegliere un provider piuttosto di un altro, ma ci ha semplicemente fatto presente l'esistenza della tariffa agevolata; se avesse fatto diversamente è probabile che avrei dato il via ad una insurrezione ;)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 dicembre 2009 21.57-----------------------------------------------------------
    • pippuz scrive:
      Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

      Al mio ordine ho scritto dal mio normalissimo
      indirizzo email usando un certificato S/MIME
      gratuito aperto con globaltrust, facendo
      riferimento all'articolo di legge ed alla sua
      interpretazione, e quindi specificando che il mio
      indirizzo è valido anche se non PEC, in quanto in
      grado di certificare l'identità del mittente e
      l'integrità del messaggio.ma mi pare che la PEC certifichi anche altro, ad esempio l'ora e la data di invio e ricezione della mail, con la possibilità per questi di essere comprovati. Oppure questi non sono necessari?
      • ephestione scrive:
        Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
        - Scritto da: pippuz
        ma mi pare che la PEC certifichi anche altro, ad
        esempio l'ora e la data di invio e ricezione
        della mail, con la possibilità per questi di
        essere comprovati. Oppure questi non sono
        necessari?Penso che quello sia il "tallone d'achille" degli S/MIME...il certificato come tale è in grado di apporre una firma digitale verificabile al messaggio, e se anche il destinatario ha un suo certificato, tramite l'architettura a chiave pubblica/privata, anche di crittografare il messaggio stesso che diventa leggibile solo dal destinatario e da nessun altro... ma per quanto concerne la certificazione di data e ora di invio/ricezione non puoi far affidamento su enti certificatori preposti. Ma, e correggimi se sbaglio, neppure un provider PEC è in grado di certificare incontrovertibilmente l'ora di invio/ricezione, se non con la semplice ricevuta, che ha più che altro valenza di "ok il messaggio è arrivato" e non di "ti assicuro che è arrivato a tale ora". Legalmente dovrebbe avere valenza in entrambi i casi il log del provider.In ogni caso, e ricorreggimi se risbaglio, la "certificazione temporale" propriamente detta si ottiene con la firma digitale tramite lettore di smart card, che non ha niente a che vedere né con PEC né con S/MIME.Se poi mi passi il raffronto "puerile", nemmeno la PEC rispetta alla lettera la norma di legge, siccome è tutto fuorché interoperabile. Ma siamo nella terra dei cachi, e le leggi sono relativistiche :DPer chiudere segnalo questo: http://www.ordinemedicilatina.it/node/15507 praticamente dice di fare la stessa cosa che ho fatto io...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 dicembre 2009 22.21-----------------------------------------------------------
        • pippuz scrive:
          Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

          sbaglio, neppure un provider PEC è in grado di
          certificare incontrovertibilmente l'ora di
          invio/ricezione, se non con la semplice ricevuta,
          che ha più che altro valenza di "ok il messaggio
          è arrivato" e non di "ti assicuro che è arrivato
          a tale ora".quello che accade è invece proprio questo. Il gestore del mittente rilascia una ricevuta della presa in consegna della mail (con ora e data), il gestore del destinatario rilascia una ricevuta dell'avvenuta consegna (sempre con ora e data).
          Legalmente dovrebbe avere valenza in
          entrambi i casi il log del
          provider.Secondo me no, deve essere specificato nella ricevuta. Perché altrimenti tanto valeva dare la possibilità di utilizzare qualsiasi indirizzo di posta elettronica, ogni mail server ha i suoi log...
          In ogni caso, e ricorreggimi se risbaglio, la
          "certificazione temporale" propriamente detta si
          ottiene con la firma digitale tramite lettore di
          smart card, che non ha niente a che vedere né con
          PEC né con
          S/MIME.La smart card serve soltanto per firmare digitalmente il messaggio e quindi dare la possibilità, come una qualsiasi firma, di poter identificare il mittente (o l'autore, dipende da che cosa si tratta).
          Se poi mi passi il raffronto "puerile", nemmeno
          la PEC rispetta alla lettera la norma di legge,
          siccome è tutto fuorché interoperabile. Ma siamo
          nella terra dei cachi, e le leggi sono
          relativistichesi può sempre cambiare il termine di interoperabile per legge :p
          Per chiudere segnalo questo:
          http://www.ordinemedicilatina.it/node/15507
          praticamente dice di fare la stessa cosa che ho
          fatto io...probabilmente loro ne sanno più di me oppure è l'ennesima conferma, se servisse, che 'sta legge è stata fatta con i piedi. Perché se non ho la garanzia di avvenuto invio e avvenuta ricezione, allora non può essere paragonata ad una raccomandata.
          • ephestione scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
            Io per pura ripicca contro sta norma del piffero stavo addirittura pensando di ignorare bellamente il termine preposto, e non inviare alcuna comunicazione, oppure di inviare una mail all'indirizzo PEC dell'ordine dalla mia normale casella gmail :DTanto, diciamocelo chiaro, chi mai verrà a controllare se uno/due/5mila tra tutti i professionisti iscritti ad albi non sono "in regola" con la legge e non hanno comunicato un indirizzo o lo hanno comunicato "non conforme".Se poi discutiamo della reale utilità/valenza della PEC, la questione cambia; comunque qui in effetti il tutto si riduce a "come faccio a rispettare la legge col minor sbattimento possibile, posto che comunque non me ne frega nulla di avere una casella PEC visto che non mi serve?", e usare un certificato S/MIME (essendo in italia) va benissimo ;)
          • pippuz scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

            Tanto, diciamocelo chiaro, chi mai verrà a
            controllare se uno/due/5mila tra tutti i
            professionisti iscritti ad albi non sono "in
            regola" con la legge e non hanno comunicato un
            indirizzo o lo hanno comunicato "non
            conforme". nessuno. ma se passa che bisogna rispettare la legge perché c'è qualcuno che fa il controllo...
            Se poi discutiamo della reale utilità/valenza
            della PEC, la questione cambia; comunque qui in
            effetti il tutto si riduce a "come faccio a
            rispettare la legge col minor sbattimento
            possibile, posto che comunque non me ne frega
            nulla di avere una casella PEC visto che non mi
            serve?"che non serva non ne sono così convinto. certo, poteva essere stata fatta meglio e con più chiarezza su tutti gli aspetti problematici evidenziati qui su PI. Per curiosità: pensi che la userai in sostituzione della raccomandata o no?
          • ephestione scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

            che non serva non ne sono così convinto. certo,
            poteva essere stata fatta meglio e con più
            chiarezza su tutti gli aspetti problematici
            evidenziati qui su PI. Per curiosità: pensi che
            la userai in sostituzione della raccomandata o
            no?No. Potrebbe virtualmente tornare utile per quelle rare comunicazioni che devo inviare alla regione o altra istituzione vattelapesca, ma onestamente, dove trovo l'indirizzo PEC del dipartimento della regione deputato a quel tipo di comunicazioni (o della azienda regionale ecc ecc)? E se trovo un indirizzo PEC (ammesso che ce l'abbiano), invio la comunicazione, ho la ricevuta valida legalmente, ecc ecc, ma a conti fatto, mi contestano di non aver ricevuto nulla perché avrei inviato il tutto ad un indirizzo sbagliato corrispondente ad un sotto-dipartimento sbagliato? Dovessi intrattenere corrispondenza con privati, mi fiderei di più ad usarla.
          • anonimo scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
            indicepa.gov.itsolo se presente qui si può scrivere ad una PA a meno che ci sia una norma o un accordo che stabilisce un indirizzo PEC per una determinata situazione come è per le indagini finanziarie ad esempioil cittadino può scrivere ad una casella PEC di una PA ma la PA può scrivergli solo se il cittadino ha acconsentito per una specifica pratica a scrivergli ad un determinato indirizzocon i professionisti si può stabilire un canale che utilizza PEC per pratiche specifiche.
          • ephestione scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
            Ma pensa... non sapevo esistesse. Comunque, come volevasi dimostrare, la mia regione ha una casella di posta NON PEC :DEd anche se l'avesse PEC, chi mi dice che scrivere a quella casella sarebbe equivalente a inviare una classica A/R al sottodipartimento della regione deputato a quel tipo di pratiche? Io infatti le comunicazioni che ho dovuto inviare le ho necessariamente indirizzate al dipartimento vattelapesca in via xyz che probabilmente è distaccato, come sede, dall'amministrazione.Troppe variabili lasciate indefinite.
          • gelty scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
            - Scritto da: pippuz
            è così infatti. il gestore del destinatario
            assicura che la posta sia stata recapitata (sia
            nella "posta in arrivo" del destinatario), non
            che venga letta o capita. così come succede per
            la raccomandata cartacea. Non e' cosi': per la raccomandata cartacea, sei tu che firmi l'avvenuta ricezione, nel caso della PEC e' il tuo provider (e' come se il tuo postino firmasse che tu hai ricevuto la raccomandata e devi andare in posta a prendertela)
          • pippuz scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

            il recapito della raccomandata postale avviene
            con la presenza FISICA della persona che la
            riceve (o di un delegato) che appone una FIRMA e
            ritira il plico...a me risultava che dopo un periodo di giacenza alle poste, la raccomandata (cartacea) fosse comunque intesa come "recapitata" (so che accade sicuramente con le multe, ad esempio, "gelty" dice che accade soltanto per gli atti di notifica giudiziaria, dovrei informarmi meglio).
            tu te l'immagini la vecchietta che ogni santo
            giorno si va a controllare la casella CEC-PEC
            datale dall'INPS per vedere se qualcuno le ha
            inviato qualcosa???l'ho mai sostenuto? in diversi punti ho sostenuto la pericolosità di eleggere la casella PEC a proprio domicilio (dove vedersi recapitata la raccomandata). Non è che voglio difendere la PEC, solo affermo che con sistemi alternativi, tipo S/MIME, non si raggiungono gli stessi obiettivi (nello specifico una "certificazione" di invio e consegna).
            con quale coraggio o faccia tosta mi si viene a
            dire che raccomandata postale e PEC sono la
            stessa cosa in quanto a
            ricezione???vedi la considerazione sulla raccomandata cartacea fatta prima.
            ma capisco che per chi lucra a vario titolo
            (poste.it, i vari altri gestori, i certificatori,
            i politici che sponsorizzano queste "iniziative
            commerciali") queste cose poco
            importano...l'importante, per tutti, è lucrarci. cosa dimostrata in moltissimi casi.
          • pippuz scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

            a me risultava che dopo un periodo di giacenza
            alle poste, la raccomandata (cartacea) fosse
            comunque intesa come "recapitata" (so che accade
            sicuramente con le multe, ad esempio, "gelty"
            dice che accade soltanto per gli atti di notifica
            giudiziaria, dovrei informarmi
            meglio).una legge (per precisione art. 8 comma 4 legge 890/82) stabilisce che la notifica si è perfezionata per effetto della compiuta giacenza, ma la questione è abbastanza dibattuta in realtà, fornisco quindi alcuni link.http://www.overlex.com/leggithread.asp?id=338&board=discussionihttp://www.auge.it/compiuta_giacenza.htmhttp://www.nuovofiscooggi.it/giurisprudenza/articolo/la-compiuta-giacenza-non-equivale-conoscenzaho notato che ci sono sempre dei distinguo su quando la compiuta giacenza non equivale alla conoscenza, ad esempio per quest'ultimo link c'è la frase "qualora non sia possibile verificarne la legittimità dell'operato dell'ufficiale postale". Non capisco quale sia la casistica in generale e cosa si intenda per legittimo operato dell'ufficio postale. Fatto sta, che, forse impropriamente (bisognerebbe valutare probabilmente i singoli casi), la "compiuta giacenza" in molti casi equivale (o ha equivalso) alla conoscenza, che era il punto sul quale si dibatteva.
          • CCC scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
            - Scritto da: pippuz

            a me risultava che dopo un periodo di giacenza

            alle poste, la raccomandata (cartacea) fosse

            comunque intesa come "recapitata" (so che accade

            sicuramente con le multe, ad esempio, "gelty"

            dice che accade soltanto per gli atti di
            notifica

            giudiziaria, dovrei informarmi

            meglio).

            una legge (per precisione art. 8 comma 4 legge
            890/82) stabilisce che la notifica si è
            perfezionata per effetto della compiuta giacenza,
            ma la questione è abbastanza dibattuta in realtà,
            fornisco quindi alcuni
            link.

            http://www.overlex.com/leggithread.asp?id=338&boar

            http://www.auge.it/compiuta_giacenza.htm

            http://www.nuovofiscooggi.it/giurisprudenza/artico

            ho notato che ci sono sempre dei distinguo su
            quando la compiuta giacenza non equivale alla
            conoscenza, ad esempio per quest'ultimo link c'è
            la frase "qualora non sia possibile verificarne
            la legittimità dell'operato dell'ufficiale
            postale". Non capisco quale sia la casistica in
            generale e cosa si intenda per legittimo operato
            dell'ufficio postale. Fatto sta, che, forse
            impropriamente (bisognerebbe valutare
            probabilmente i singoli casi), la "compiuta
            giacenza" in molti casi equivale (o ha equivalso)
            alla conoscenza, che era il punto sul quale si
            dibatteva.NOil punto su cui si dibatteva era che il postino ti suona il campanello per farti firmare, ti cerca FISICAMENTE, se non ti trova ti lascia un avviso CARTACEO nella buca delle lettere, ecc. ecc. per la compiuta giacenza ti fanno poi più invii FISICI, ti cercano FISICAMENTE alla tua residenza/domicilio, ecc.. e solo se alla fine non proprio riescono a consegnarti la raccomandata cartacea, allora si suppone che sei tu a non volerti far trovare e da lì la "compiuta giacenza" che equivale alla ricevuta...con la PEC è ben diverso: messaggio ricevuto dalla casella PEC del gestore del destinatario = CONSEGNA -PUNTO-con tutto quello che ne consegue (dai furti di identità alle vecchiette di cui si parlava prima passando per gli utOnti PEC)...
          • pippuz scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

            per la compiuta giacenza ti fanno poi più invii
            FISICI, ti cercano FISICAMENTE alla tua
            residenza/domicilio, ecc.. e solo se alla fine
            non proprio riescono a consegnarti la
            raccomandata cartacea, allora si suppone che sei
            tu a non volerti far trovare e da lì la "compiuta
            giacenza" che equivale alla ricevuta...se tu SCEGLI di eleggere una casella di posta pec a tuo domicilio (dove farti consegnare le raccomandate, cosa da cui avevo messo in guardia in altri post) e non la vai a leggere, si suppone, parafrasandoti, che tu non voglia farti recapitare una raccomandata. Il che equivale, a mio avviso, alla "compiuta giacenza".se tu invece sei obbligato (e non adeguatamente informato, etc. etc.) a farlo, come nel caso di professionisti, allora è tutto un altro paio di maniche, ma si esula dalla discussione sul principio della "compiuta giacenza".
          • CCC scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
            - Scritto da: pippuz

            per la compiuta giacenza ti fanno poi più invii

            FISICI, ti cercano FISICAMENTE alla tua

            residenza/domicilio, ecc.. e solo se alla fine

            non proprio riescono a consegnarti la

            raccomandata cartacea, allora si suppone che sei

            tu a non volerti far trovare e da lì la
            "compiuta

            giacenza" che equivale alla ricevuta...

            se tu SCEGLI di eleggere una casella di posta pec
            a tuo domicilio (dove farti consegnare le
            raccomandate, cosa da cui avevo messo in guardia
            in altri post) e non la vai a leggere, si
            suppone, parafrasandoti, che tu non voglia farti
            recapitare una raccomandata. Il che equivale, a
            mio avviso, alla "compiuta
            giacenza".si, sempre che si tratti di una scelta consapevole ed informata
            se tu invece sei obbligato (e non adeguatamente
            informato, etc. etc.) a farlo, come nel caso di
            professionisti, allora è tutto un altro paio di
            maniche, appunto...
            ma si esula dalla discussione sul
            principio della "compiuta
            giacenza".e infatti la discussione era sulla discutibilissima "opportunità" della PEC e della sua introduzione "forzata" e "forzosa"
    • piotr70 scrive:
      Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
      Modificato dall' autore il 02 dicembre 2009 21.57
      --------------------------------------------------
      • ephestione scrive:
        Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
        - Scritto da: piotr70
        e come farai a dimostrare di avere spedito
        qualcosa entro i termini previsti, se mai lo
        dovrai
        fare?uso la raccomandata standard :DTanto queste comunicazioni devo farle a organi istituzionali, sarebbe una barzelletta volerli contattare tramite PEC, visto che si devono mettere tutti in regola ma loro ignorano la cosa
        perchè no? le specifiche sono pubbliche e ci sono
        anche prodotti open per fare un sistema PEC fully
        compliant.certo, trovami un qualunque provider estero che usa le specifiche pubbliche per impostare un sistema pec nel suo paese... altra barzelletta[CUT]e comunque dovresti imparare a quotare :PRiassumendo, a me la posta certificata serve solo per dire di rispettare la legge, non perché devo usarla. Va benissimo un certificato S/MIME per zittire chiunque voglia contestarmi qualcosa.
        • piotr70 scrive:
          Re: Obbligatoria certificazione, non PEC
          - Scritto da: ephestione
          - Scritto da: piotr70

          e come farai a dimostrare di avere spedito

          qualcosa entro i termini previsti, se mai lo

          dovrai

          fare?

          uso la raccomandata standard :D
          Tanto queste comunicazioni devo farle a organi
          istituzionali, sarebbe una barzelletta volerli
          contattare tramite PEC, visto che si devono
          mettere tutti in regola ma loro ignorano la
          cosa


          perchè no? le specifiche sono pubbliche e ci
          sono

          anche prodotti open per fare un sistema PEC
          fully

          compliant.

          certo, trovami un qualunque provider estero che
          usa le specifiche pubbliche per impostare un
          sistema pec nel suo paese... altra
          barzelletta
          alcuni stanno facendo le loro PEC leggermente diverse dalle nostre per evitare di dover comprare i prodotti da noi che siamo stati i primi.
          [CUT]

          e comunque dovresti imparare a quotare :P

          Riassumendo, a me la posta certificata serve solo
          per dire di rispettare la legge, non perché devo
          usarla. Va benissimo un certificato S/MIME per
          zittire chiunque voglia contestarmi
          qualcosa.se mi scrivi un messaggio smime potrò sempre negare di averlo ricevuto.
          • ephestione scrive:
            Re: Obbligatoria certificazione, non PEC

            alcuni stanno facendo le loro PEC leggermente
            diverse dalle nostre per evitare di dover
            comprare i prodotti da noi che siamo stati i
            primi.fermo restando che dovresti comunque sforzarti un po' di più a quotare... non crederò mai che un provider straniero imposti un sistema simil-PEC quando questo obbrobrio esiste solo in italia ed ha senso di esistere solo in italia, visto che tutti gli altri usano certificati S/MIME.

            Riassumendo, a me la posta certificata serve
            solo

            per dire di rispettare la legge, non perché devo

            usarla. Va benissimo un certificato S/MIME per

            zittire chiunque voglia contestarmi

            qualcosa.
            se mi scrivi un messaggio smime potrò sempre
            negare di averlo
            ricevuto.Certo, quello è un problema degli S/MIME, salvo inserire nel messaggio un link ad una immagine.php su un server remoto, o usare altri stratagemmi che comunque sono tutto fuorché a prova di bomba sono d'accordo.Ma, *come dicevo prima*, tutto questo non mi interessa. Una casella certificata mi serve esclusivamente per rispettare la legge, non perché debba usarla, e questo è tutto!
  • antani scrive:
    brutto copiare dal forum di linkedin
    5 Giorni fa il Dott. Andrea Buti, sembra proprio il solito, da il via ad una discussione sulla pec su linkedin, gruppo Italian security professional.Guardacaso è di ieri l'ultimo post sul forum e guaracaso oggi esce questo articolo.Di Peccati professionali... mi sembra che l'autore ne abbia fatto uno veramente bello
    • Paolo Menichelli scrive:
      Re: brutto copiare dal forum di linkedin
      Copiare se stessi è un concetto quantomeno improprio, una visione obiettiva e positiva può invece far pensare che vista l'importanza dell'argomento ed il fatto che Linkedin non è una comunità pubblica come PI, abbiamo scelto di inoltrare il tutto ad entrambi.Poi i tempi di pubblicazione di ciascun contesto hanno determinato un diverso momento di disponibilità in rete.Forse sarebbero più pertinenti commenti sull'articolo e sui contenuti, più che la dietrologia sulla pubblicazione, che se possibile renderemo disponibile anche in altre testate e forum, poiché il tema è a giudizio di molti piuttosto importante.
      • Luca Annunziata scrive:
        Re: brutto copiare dal forum di linkedin
        Ovviamente la ricostruzione corretta è questa proposta nel post sopra.Dietrologia spiccia? ;)LA
    • C.M.B. scrive:
      Re: brutto copiare dal forum di linkedin
      E Punto-Master come al solito ci casca miseramente.....Punto-Informatico non ha mai brillato per "originalità", ma da quando è passato ad Edizioni Master siamo scesi ad un livello dilettantistico.Di professionale ormai, non c'è più nulla.Vi consiglio ossblog.itC.M.B.
      • Barak Brigade scrive:
        Re: brutto copiare dal forum di linkedin
        - Scritto da: C.M.B.
        E Punto-Master come al solito ci casca
        miseramente.....
        Punto-Informatico non ha mai brillato per
        "originalità", ma da quando è passato ad Edizioni
        Master siamo scesi ad un livello
        dilettantistico.
        Di professionale ormai, non c'è più nulla.Sì, c'è rimasto lo spam wintricks su indirizzi dove arriva la newsletter di PI, spam che casualmente contiene l'indirizzo webmaster@edmaster.it nel reply-to.Sempre casualmente lo spam è sparato in giro da contactlab, noto spamrunner italiota.Comlimenti.
        Vi consiglio ossblog.it

        C.M.B.
    • Andrea Buti scrive:
      Re: brutto copiare dal forum di linkedin
      Non sapevo fosse vietato.. parlare delle stesse cose con persone diverse.. Addirittura p.i. dovrebbe avere un esclusiva.. ?Punti di vista diversi.. esperienze diverse sensibilità diverse, confrontarsi con professionalità diverse, ottenere feed-back..Caspita! che dovrebbero fare/dire i quotidiani che hanno sempre notizie simili ?Che tristezza pensare che uno solo possa parlare di uno stesso argomento.. ;-(
  • claudio scrive:
    Pec=posta irregolare
    Ogni tanto, ogni spesso, qualcuno decide di reinventare la ruota.fino a qui non esistono problemi ma cominciano a sorgerne quando reinventando la ruota ed ignorando sia come e' fatta la strada che la "vecchia" ruota si decida di imporla come LA VERITA'.Gli azzecca garbugli nostrani hanno fatto una scoperta sorprendente: la posta elettronica puo' non arrivare!Per questo motivo, migliorare un servizio che nella versione basica, gratuita, da pischiello di 13 anni come puo essere hotmail.com o libero.it, al confronto della adorata e venerata raccomandata con ricevuta e' gia' pressoche' infallibile. Figuriamoci nelle versioni professionali!Gli adoratori del pezzo di carta ignoranti sul come funziona internet hanno cosi' partorito il mostro: la PEC.Come funziona la PEC:1) Visto che i politici e legulei hanno danari e vogliono favorire le grandi societa e declassare i server interni delle PMI il servizio può essere erogato esclusivamente dai gestori con capitale sociale interamente versato non inferiore a un milione di euro e accreditati dallo stato.Di fatto si crea un monopolio statale.2)Al momento dell'invio di una mail PEC il gestore PEC del mittente si occuperà di inviare al mittente una ricevuta che costituirà valore legale dell'avvenuta trasmissione.Come per dire che se il nostro eudora non consegna la posta noi non ce ne accogiamo? OPS! e' una cosa che tutti i server di posta fanno gia dalla preistoria! Solo che in genere non viene mostrato l'ovvieta' dell'invio corretto ma solo del caso contrario.... Qundi la pec NON fa nulla di nuovo!3) In egual modo il gestore del destinatario, dopo aver depositato il messaggio PEC nella casella del destinatario, fornirà al mittente una ricevuta di avvenuta consegna, con l'indicazione del momento temporale nel quale tale consegna è avvenutaTradotto in italiano: abbiamo gia prodotto 2 ricevute che ci ingombrano ma il destinatario non ha ricevuto ancora alcunche'.e' stata solo resa disponibile in una casella, magari inacessibile, la nostra posta. In pratica gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto transito ma non della consegna.4) In caso di smarrimento di una delle ricevute presenti nel sistema PEC è possibile disporre, presso i gestori del servizio, di una traccia informatica avente lo stesso valore legale in termini di invio e ricezione, per un periodo di trenta mesi...Cosi' se ci siamo liberati da migliaia di ricevite sostanzialmente inutili, cancellando anche quella che ci serviva, se non abbiamo a che fare con i biblici tempi dell'amministrazione italiana rischiamo di avere un backup di qualcosa di inutile: la conferma di aver mandato un qualcosa.5) siccome e' un'invenzione fuori standard se il destinatario non possiede una PEC e' verificabile solo l'invio sul primo server come se fosse una mail normale. Ovviamente al mondo non interessa la PEC.6)qualora il personal computer del ricevente abbia un problema non verrà notificato nulla in proposito a chi spedisce né tanto meno al server del provider per il quale la PEC sarà considerata come regolarmente recapitata.7) e' verificabile solo l'allegato al messaggio8) manca la corrispondenza fra email
    persona inviante9) dice che e' stato inviato qualcosa ma non COSAA questo punto l'unico vantaggio e' che il mittente, ops, la casella e' in un elenco certificato dallo stato e che il messaggio ha valore legale perche' il certificatore, che perende i soldi, ha cosi' deciso e legiferato.Si noti che come accade per la cosegna di alcuni atti giudiziari cartacei, indipendetemente che siano stati ricevuti dalla PERSONA o rimangano nell'ufficio postale vengono dati per ricevuti. Infatti una volta che sono ricevuti dal provider, ovvero dal postino, che gestisce l'address, che il destinatario abbia ricevuto o meno la mail.... Sostanzialmente si reitera cio' che i legislatori sono abituati a vedere nel mondo delle poste, ambito ben piu' fallace. Ma forse interessa solo di POTER DIRE a termini di legge che la posta e' ricevuta e non che sia arrivata veramente alla persona, cosa digitalmente facile da ottenersi. Si vuole portare l'orrore della carta sul digitatale che non ne soffriva.Come si fanno le cose per bene?a) si leggono le regole di internet, le RFC, che dicono con il documento RFC 3798, come si fa.b) si usa un normale programma di posta, anche gratuito, come thundebird.c)si compra un certificato da una Certification Authority, per uso personale e' gratuito.un certificato S/MIME:1)certifica l'intero contenuto del messaggio che si invia,2)consente di inviare comunicazioni a qualunque tipo di indirizzo e-mail,3)è interoperabile con qualunque sistema,4)è valido in tutto il mondo,5)permette la protezione del contenuto del messaggio grazie alla crittografia6)certifica la ricezione sul dispositivo del destinatario.7) puo' usare qulsiasi gestore di mailL'unica cosa che manca e' la certificazione dell'invio, basterebbe registrare l'ack del provider di posta, cosa che non e' importante quando si puo' avere una avvenuta ricezione sicura. Un bel vecchio pc basterebbe per fornire l'elenco a livello nazionale di corrispondeza chiave pubblicapersona fisica.Dopo aver visto che la PEC e' sostanzialmente inutile possiamo esaminare un'altra stranezza: il comportamento dell'inventore per far vivere lo zombie.in caso di societa' neocostiduende lo stato, d'ufficio, assegna una PEC se non ne viene comunicata una "le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese": un bel modo per aumentare la base d'installato di un nuovo pseudostandard, farlo dall'alto.e' stato istituito un Bando di Gara per la concessione del servizio di Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e Cittadino (CEC-PAC). Insomma per aumentare gli utilizzatori e' stata prevista la sorellina minore, una versione castrata, "esclusivamente alle comunicazioni tra PA e cittadino, e viceversa", giusto per complicare la cosa ed incrementare il numero degli utilizzatori improvvisamente a 60milioni. La gente che legifera forse dimentica che l'ADSL fa fatica ad arrivare persino in provincia di Milano.Infine non contenti di aver inventato una cosa intutile, stramba, fuori dalle regole, dispendiosa e averla resa obbligatoria, salvo tornare parzialmente sui propri passi, esiste un comitato tecnico, forse piu' giustamente UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici), che sta girando il mondo per spingere l'adozione della tamarrata nelle RFC. Gia', dopo aver speso milioni di euro... vorrete mica che si smatelli tutto perche' un tedesco o inglese qualsiasi ci dia dei matti?http://www.allarovescia.blogspot.com/
    • 3Jane Marie-France Tessier-Ashpool scrive:
      Re: Pec=posta irregolare
      - Scritto da: claudio
      Ogni tanto, ogni spesso, qualcuno decide di
      reinventare la ruota.D'accordo su tutto tranne che
      un certificato S/MIME:
      [...]
      6) certifica la ricezione sul dispositivo del destinatario.Non vedo come un certificato s/mime possa certificare la consegna.
    • pippuz scrive:
      Re: Pec=posta irregolare
      ora, la PEC è una cosa obbrobriosa per come è stata fatta, ma:
      2)Al momento dell'invio di una mail PEC il
      gestore PEC del mittente si occuperà di inviare
      al mittente una ricevuta che costituirà valore
      legale dell'avvenuta
      trasmissione.
      Come per dire che se il nostro eudora non
      consegna la posta noi non ce ne accogiamo? OPS!
      e' una cosa che tutti i server di posta fanno gia
      dalla preistoria! Solo che in genere non viene
      mostrato l'ovvieta' dell'invio corretto ma solo
      del caso contrario.... Qundi la pec NON fa nulla di
      nuovo!con il tuo eudora puoi dimostrare di aver inviato la mail? non è il fatto di accorgersene, quanto di poterlo dimostrare.
      3) In egual modo il gestore del destinatario,
      dopo aver depositato il messaggio PEC nella
      casella del destinatario, fornirà al mittente una
      ricevuta di avvenuta consegna, con l'indicazione
      del momento temporale nel quale tale consegna è
      avvenuta
      Tradotto in italiano: abbiamo gia prodotto 2
      ricevute che ci ingombrano ma il destinatario non
      ha ricevuto ancora
      alcunche'.il "ci ingombrano" non lo capisco.
      e' stata solo resa disponibile in una casella,
      magari inacessibile, la nostra posta. In pratica
      gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto
      transito ma non della
      consegna.da quello che ho capito io, certificando il "transito", il gestore del destinatario, afferma di aver ricevuto la mail certificata dal gestore del mittente e di averla quindi "consegnata" alla casella PEC del destinatario. Come succede, mi pare tu lo dica, per le raccomandate.
      4) In caso di smarrimento di una delle ricevute
      presenti nel sistema PEC è possibile disporre,
      presso i gestori del servizio, di una traccia
      informatica avente lo stesso valore legale in
      termini di invio e ricezione, per un periodo di
      trenta mesi...
      Cosi' se ci siamo liberati da migliaia di
      ricevite sostanzialmente inutili, cancellando
      anche quella che ci serviva, se non abbiamo a che
      fare con i biblici tempi dell'amministrazione
      italiana rischiamo di avere un backup di qualcosa
      di inutile: la conferma di aver mandato un
      qualcosa.non la conferma, ma la possibilità di dimostrarlo. cosa, imho, assolutamente non inutile.
      6)qualora il personal computer del ricevente
      abbia un problema non verrà notificato nulla in
      proposito a chi spedisce né tanto meno al server
      del provider per il quale la PEC sarà considerata
      come regolarmente recapitata.se tu, appena dopo che il postino ti ha consegnato la raccomandata, cadi, ti rompi la testa e vai in ospedale, al mittente risulta che la raccomandata sia stata consegnata. Sia chiaro, questo ha implicazioni non da poco, anzi, mi auspico che ai possessori di PEC venga data la possibilità di essere avvisati se si riceve qualcosa sulla propria casella (sms, email alla casella "normale", ...), ma questo non vuol dire che il sistema debba controllare l'avvenuta lettura, cosa che, fra l'altro, non avviene per la raccomandata.
      7) e' verificabile solo l'allegato al messaggioti spieghi meglio?
      8) manca la corrispondenza fra email
      persona
      invianteil gestore della casella PEC è tenuto (vedi anche articolo di oggi) a identificare colui a cui "consegna" le credenziali di acXXXXX. Ne consegue che solo colui che ha tali credenziali, dovrebbe essere in grado di inviare quella mail. faccio inoltre notare che all'ufficio postale, quando invio una raccomandata, nessuno mi chiede un documento.
      9) dice che e' stato inviato qualcosa ma non COSAcosa che non succede per la raccomandata normale, che sarebbe auspicabile implementare, ma ripeto, non succede nemmeno con la raccomandata cartacea.
      Ma forse interessa solo di POTER DIRE a termini di legge che la posta e'
      ricevuta e non che sia arrivata veramente alla
      persona, cosa digitalmente facile da ottenersi.esatto, interessa solo di poter dire che la posta è stata ricevuta.il poter dire *cosa* viene spedito è più complicato di quello che appare.
      b) si usa un normale programma di posta, anche
      gratuito, come
      thundebird.se voglio / posso usare solo la webmail?
      6)certifica la ricezione sul dispositivo del
      destinatario.mi spiace, ma non succede. Ed è proprio invece quello che si è tentato di fare, MALE, con la PEC.
      L'unica cosa che manca e' la certificazione
      dell'invio, basterebbe registrare l'ack del
      provider di posta, cosa che non e' importante
      quando si puo' avere una avvenuta ricezione
      sicura. il punto è che l'avvenuta ricezione sicura non c'è. In più, anche il fatto di poter provare di aver spedito qualcosa ha eccome la sua importanza.sottovaluti e/o banalizzi troppe questioni. La PEC è fatta con i piedi, ma le critiche vanno fatte conoscendo bene ciò di cui si parla.
      Un bel vecchio pc basterebbe per fornire
      l'elenco a livello nazionale di corrispondeza
      chiave pubblicapersona
      fisica. ROTFL!
      • gelty scrive:
        Re: Pec=posta irregolare
        - Scritto da: pippuz

        e' stata solo resa disponibile in una casella,

        magari inacessibile, la nostra posta. In pratica

        gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto

        transito ma non della consegna.
        da quello che ho capito io, certificando il
        "transito", il gestore del destinatario, afferma
        di aver ricevuto la mail certificata dal gestore
        del mittente e di averla quindi "consegnata" alla
        casella PEC del destinatario. Come succede, mi
        pare tu lo dica, per le raccomandate.Non e' proprio cosi': la PEC risulta ricevuta quando e' consegnata nella casella, indipendentemente dal fatto che la casella venga letta o no, mentre la raccomandata risulta ricevuta se c'e' la mia firma apposta in un apposito registro.Se il computer e' in assistenza per un motivo qualsiasi, se sono in vacanza/ospedale/fuori per qualsiasi motivo e non posso controllare la posta, una raccomandata cartacea risultera' sempre non consegnata, una PEC si'. Se a voi pare normale questa cosa...
        • pippuz scrive:
          Re: Pec=posta irregolare

          Se il computer e' in assistenza per un motivo
          qualsiasi, se sono in vacanza/ospedale/fuori per
          qualsiasi motivo e non posso controllare la
          posta, una raccomandata cartacea risultera'
          sempre non consegnata, una PEC si'. Se a voi pareerrato. Se il destinatario della raccomandata è assente e dopo che il postino ha lasciato l'avviso, non ritira la raccomandata, dopo un periodo di giacenza in posta per dieci giorni la raccomandata (cartacea) viene comunque considerata come recapitata. (Se ho un po' di tempo cerco qualche riferimento, altrimenti google è amico di tutti). Cosa non molto diversa dalla PEC.Che questo sia normale o meno, se ne può discutere (personalmente sono in linea di principio contrario, ma la cosa è stata introdotta per evitare le "furbate" all'italiana: mi viene notificata la multa, io non la ritiro per non dover pagare la multa).Questo, ovviamente, rende molto pericoloso l'atto con il quale di decide di scegliere la propria casella di PEC come "luogo" dove essere raggiunti in caso di comunicazione: basta non leggere la mail e si rischia di non leggere una comunicazione importante. Per questo in un altro post mi auspicavo che coloro che offrono questo servizio, prevedano anche la possibilità (meglio di default) di notificare via sms o in altra maniera il ricevente di aver ricevuto una PEC.
          • gelty scrive:
            Re: Pec=posta irregolare
            - Scritto da: pippuz
            errato. Se il destinatario della raccomandata è
            assente e dopo che il postino ha lasciato
            l'avviso, non ritira la raccomandata, dopo un
            periodo di giacenza in posta per dieci giorni la
            raccomandata (cartacea) viene comunque
            considerata come recapitata. http://www.poste.it/postali/raccomandata/Non la raccomandata. Probabilmente parli degli atti giudiziari, cosa ben diversa.
          • pippuz scrive:
            Re: Pec=posta irregolare

            http://www.poste.it/postali/raccomandata/ci avevo già guardato, non dice cosa succede dopo 10 (o altra cifra, è irrilevante) di giacenza alla posta.
            Non la raccomandata. Probabilmente parli degli
            atti giudiziari, cosa ben diversa.Non so, c'era stato tempo fa una discussione simile e si era arrivati alla stessa conclusione: dopo un periodo di giacenza la raccomandata viene considerata ricevuta. Non sono così "dentro" la cosa da citarti un link al volo, mi ci vorrebbe un po' di tempo. Può anche essere che hai ragione tu, dovrei controllare.
          • gelty scrive:
            Re: Pec=posta irregolare
            - Scritto da: pippuz

            http://www.poste.it/postali/raccomandata/

            ci avevo già guardato, non dice cosa succede dopo
            10 (o altra cifra, è irrilevante) di giacenza
            alla
            posta.
            C'e' scritto chiaramente:"Dopo 30 giorni la Posta Raccomandata è rispedita al mittente."Quindi non risulta consegnata.
          • pippuz scrive:
            Re: Pec=posta irregolare

            C'e' scritto chiaramente:
            "Dopo 30 giorni la Posta Raccomandata è rispedita
            al mittente."
            Quindi non risulta consegnata.in realtà la questione è più complicata. leggi il mio post delle 12.54 sotto.
          • piotr70 scrive:
            Re: Pec=posta irregolare
            - Scritto da: pippuz

            Se il computer e' in assistenza per un motivo

            qualsiasi, se sono in vacanza/ospedale/fuori per

            qualsiasi motivo e non posso controllare la

            posta, una raccomandata cartacea risultera'

            sempre non consegnata, una PEC si'. Se a voi
            pare

            errato. Se il destinatario della raccomandata è
            assente e dopo che il postino ha lasciato
            l'avviso, non ritira la raccomandata, dopo un
            periodo di giacenza in posta per dieci giorni la
            raccomandata (cartacea) viene comunque
            considerata come recapitata. (Se ho un po' di
            tempo cerco qualche riferimento, altrimenti
            google è amico di tutti). Cosa non molto diversa
            dalla
            PEC.

            Che questo sia normale o meno, se ne può
            discutere (personalmente sono in linea di
            principio contrario, ma la cosa è stata
            introdotta per evitare le "furbate" all'italiana:
            mi viene notificata la multa, io non la ritiro
            per non dover pagare la
            multa).

            Questo, ovviamente, rende molto pericoloso l'atto
            con il quale di decide di scegliere la propria
            casella di PEC come "luogo" dove essere raggiunti
            in caso di comunicazione: basta non leggere la
            mail e si rischia di non leggere una
            comunicazione importante. Per questo in un altro
            post mi auspicavo che coloro che offrono questo
            servizio, prevedano anche la possibilità (meglio
            di default) di notificare via sms o in altra
            maniera il ricevente di aver ricevuto una
            PEC.Da quel che so la maggior parte dei gestori mette a disposizione uno o più di questi sistemi: inoltro ad altra casella, SMS, metodi push, ecc...Comunque secondo me la questione vera sta nel fatto che con la PEC non puoi rifiutare il messaggio, salvo che esso sia inviato al di fuori dell'accordo preventivo (scritto) tra le parti di uso di quella casella PEC per le comunicazioni riguardanti quello specifico procedimento.
        • piotr70 scrive:
          Re: Pec=posta irregolare
          - Scritto da: gelty
          - Scritto da: pippuz


          e' stata solo resa disponibile in una casella,


          magari inacessibile, la nostra posta. In
          pratica


          gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto


          transito ma non della consegna.


          da quello che ho capito io, certificando il

          "transito", il gestore del destinatario, afferma

          di aver ricevuto la mail certificata dal gestore

          del mittente e di averla quindi "consegnata"
          alla

          casella PEC del destinatario. Come succede, mi

          pare tu lo dica, per le raccomandate.

          Non e' proprio cosi': la PEC risulta ricevuta
          quando e' consegnata nella casella,
          indipendentemente dal fatto che la casella venga
          letta o no, mentre la raccomandata risulta
          ricevuta se c'e' la mia firma apposta in un
          apposito
          registro.
          Se il computer e' in assistenza per un motivo
          qualsiasi, se sono in vacanza/ospedale/fuori per
          qualsiasi motivo e non posso controllare la
          posta, una raccomandata cartacea risultera'
          sempre non consegnata, una PEC si'. Se a voi pare
          normale questa
          cosa...questo è verino, nel senso che in realtà se sei fuori puoi consultare la tua PEC molto più agevolmente di quanto puoi fare con una raccomandata. Il vero problema della PEC è che non è previsto un modo per rifiutare il messaggio, cosa che invece la raccomandata consente di fare.
      • piotr70 scrive:
        Re: Pec=posta irregolare
        - Scritto da: pippuz
        ora, la PEC è una cosa obbrobriosa per come è
        stata fatta, ma:



        2)Al momento dell'invio di una mail PEC il

        gestore PEC del mittente si occuperà di inviare

        al mittente una ricevuta che costituirà valore

        legale dell'avvenuta

        trasmissione.

        Come per dire che se il nostro eudora non

        consegna la posta noi non ce ne accogiamo? OPS!

        e' una cosa che tutti i server di posta fanno
        gia

        dalla preistoria! Solo che in genere non viene

        mostrato l'ovvieta' dell'invio corretto ma solo

        del caso contrario.... Qundi la pec NON fa
        nulla
        di

        nuovo!

        con il tuo eudora puoi dimostrare di aver inviato
        la mail? non è il fatto di accorgersene, quanto
        di poterlo
        dimostrare.


        3) In egual modo il gestore del destinatario,

        dopo aver depositato il messaggio PEC nella

        casella del destinatario, fornirà al mittente
        una

        ricevuta di avvenuta consegna, con l'indicazione

        del momento temporale nel quale tale consegna è

        avvenuta

        Tradotto in italiano: abbiamo gia prodotto 2

        ricevute che ci ingombrano ma il destinatario
        non

        ha ricevuto ancora

        alcunche'.

        il "ci ingombrano" non lo capisco.


        e' stata solo resa disponibile in una casella,

        magari inacessibile, la nostra posta. In pratica

        gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto

        transito ma non della

        consegna.

        da quello che ho capito io, certificando il
        "transito", il gestore del destinatario, afferma
        di aver ricevuto la mail certificata dal gestore
        del mittente e di averla quindi "consegnata" alla
        casella PEC del destinatario. Come succede, mi
        pare tu lo dica, per le
        raccomandate.


        4) In caso di smarrimento di una delle ricevute

        presenti nel sistema PEC è possibile disporre,

        presso i gestori del servizio, di una traccia

        informatica avente lo stesso valore legale in

        termini di invio e ricezione, per un periodo di

        trenta mesi...

        Cosi' se ci siamo liberati da migliaia di

        ricevite sostanzialmente inutili, cancellando

        anche quella che ci serviva, se non abbiamo a
        che

        fare con i biblici tempi dell'amministrazione

        italiana rischiamo di avere un backup di
        qualcosa

        di inutile: la conferma di aver mandato un

        qualcosa.

        non la conferma, ma la possibilità di
        dimostrarlo. cosa, imho, assolutamente non
        inutile.


        6)qualora il personal computer del ricevente

        abbia un problema non verrà notificato nulla in

        proposito a chi spedisce né tanto meno al server

        del provider per il quale la PEC sarà
        considerata

        come regolarmente recapitata.

        se tu, appena dopo che il postino ti ha
        consegnato la raccomandata, cadi, ti rompi la
        testa e vai in ospedale, al mittente risulta che
        la raccomandata sia stata consegnata.


        Sia chiaro, questo ha implicazioni non da poco,
        anzi, mi auspico che ai possessori di PEC venga
        data la possibilità di essere avvisati se si
        riceve qualcosa sulla propria casella (sms, email
        alla casella "normale", ...), ma questo non vuol
        dire che il sistema debba controllare l'avvenuta
        lettura, cosa che, fra l'altro, non avviene per
        la
        raccomandata.
        La maggior parte dei gestori lo fa. Comunque puoi anche impostarti l'inoltro alla tua casella ordinaria e leggere tutto da lì.

        7) e' verificabile solo l'allegato al messaggio

        ti spieghi meglio?


        8) manca la corrispondenza fra email
        persona

        inviante

        il gestore della casella PEC è tenuto (vedi anche
        articolo di oggi) a identificare colui a cui
        "consegna" le credenziali di acXXXXX. Ne consegue
        che solo colui che ha tali credenziali, dovrebbe
        essere in grado di inviare quella mail.le cose non sono proprio così: la casella PEC non è sempre personale, anzi non lo è quasi mai: pensate alle caselle assegnate alle AOO ed alle segnature di protocollo. Al più c'è un responsabile dell'AOO a cui è assegnata, ma posso essere in tanti ad usarla. Per questo l'identificazione del titolare nella PEC non è così importante come nella firma digitale, che invece è strettamente personale.


        faccio inoltre notare che all'ufficio postale,
        quando invio una raccomandata, nessuno mi chiede
        un
        documento.


        9) dice che e' stato inviato qualcosa ma non
        COSA

        cosa che non succede per la raccomandata normale,
        che sarebbe auspicabile implementare, ma ripeto,
        non succede nemmeno con la raccomandata
        cartacea.

        Ma forse interessa solo di POTER DIRE a termini
        di legge che la posta
        e'

        ricevuta e non che sia arrivata veramente alla

        persona, cosa digitalmente facile da ottenersi.

        esatto, interessa solo di poter dire che la posta
        è stata
        ricevuta.
        il poter dire *cosa* viene spedito è più
        complicato di quello che
        appare.La PEC te lo certifica, invece, perchè nella ricevuta di consegna ci sono al meno gli HASH degli allegati, messaggio compreso.


        b) si usa un normale programma di posta, anche

        gratuito, come

        thundebird.

        se voglio / posso usare solo la webmail?sì


        6)certifica la ricezione sul dispositivo del

        destinatario.

        mi spiace, ma non succede. Ed è proprio invece
        quello che si è tentato di fare, MALE, con la
        PEC.


        L'unica cosa che manca e' la certificazione

        dell'invio, basterebbe registrare l'ack del

        provider di posta, cosa che non e' importante

        quando si puo' avere una avvenuta ricezione

        sicura.

        il punto è che l'avvenuta ricezione sicura non
        c'è. sì che c'è: la ricevuta di consegna è quello che ti serve e ti basta.
        In più, anche il fatto di poter provare di
        aver spedito qualcosa ha eccome la sua
        importanza.

        sottovaluti e/o banalizzi troppe questioni. La
        PEC è fatta con i piedi, ma le critiche vanno
        fatte conoscendo bene ciò di cui si parla.hai ragione



        Un bel vecchio pc basterebbe per fornire

        l'elenco a livello nazionale di corrispondeza

        chiave pubblicapersona

        fisica.

        ROTFL!
        • pippuz scrive:
          Re: Pec=posta irregolare

          La maggior parte dei gestori lo fa. Comunque puoi
          anche impostarti l'inoltro alla tua casella
          ordinaria e leggere tutto da lì.ottimo, direi che è senz'altro una buona notizia.
          le cose non sono proprio così: la casella PEC non
          è sempre personale, anzi non lo è quasi mai:
          pensate alle caselle assegnate alle AOO ed alle
          segnature di protocollo. Al più c'è un
          responsabile dell'AOO a cui è assegnata, ma posso
          essere in tanti ad usarla. Per questo
          l'identificazione del titolare nella PEC non è
          così importante come nella firma digitale, che
          invece è strettamente
          personale.comunque, l'ufficio, la società, etc. deve essere identificata. Non la persona fisica, ma, scusa per l'improprio uso, la persona giuridica. Il titolare della PEC non deve essere necessariamente una persona fisica.
          La PEC te lo certifica, invece, perchè nella
          ricevuta di consegna ci sono al meno gli HASH
          degli allegati, messaggio
          compreso.la mia obiezione era più ampia e mirava a comprendere che pur disponendo di un hash, non è così semplice dire *che cosa c'è* all'interno di un messaggio, ma si può solamente (ma non è poco) dire che l'hash di ciò che è stato inviato e ricevuto è uguale. Ad ogni modo, grazie per la precisazione.

          se voglio / posso usare solo la webmail?
          sìad oggi non esiste alcun servizio webmail (che io conosca, ovviamente) che permetta di utilizzare un certificato s/mime. Era questo che facevo notare al primo utente.
          sì che c'è: la ricevuta di consegna è quello che
          ti serve e ti
          basta.con S/MIME ? mi spiace, ma questa non è prevista da S/MIME, al quale si riferiva l'utente al quale ho risposto.
          • piotr70 scrive:
            Re: Pec=posta irregolare
            - Scritto da: pippuz

            La maggior parte dei gestori lo fa. Comunque
            puoi

            anche impostarti l'inoltro alla tua casella

            ordinaria e leggere tutto da lì.

            ottimo, direi che è senz'altro una buona notizia.


            le cose non sono proprio così: la casella PEC
            non

            è sempre personale, anzi non lo è quasi mai:

            pensate alle caselle assegnate alle AOO ed alle

            segnature di protocollo. Al più c'è un

            responsabile dell'AOO a cui è assegnata, ma
            posso

            essere in tanti ad usarla. Per questo

            l'identificazione del titolare nella PEC non è

            così importante come nella firma digitale, che

            invece è strettamente

            personale.

            comunque, l'ufficio, la società, etc. deve essere
            identificata. Non la persona fisica, ma, scusa
            per l'improprio uso, la persona giuridica. Il
            titolare della PEC non deve essere
            necessariamente una persona
            fisica.


            La PEC te lo certifica, invece, perchè nella

            ricevuta di consegna ci sono al meno gli HASH

            degli allegati, messaggio

            compreso.

            la mia obiezione era più ampia e mirava a
            comprendere che pur disponendo di un hash, non è
            così semplice dire *che cosa c'è* all'interno di
            un messaggio, ma si può solamente (ma non è poco)
            dire che l'hash di ciò che è stato inviato e
            ricevuto è uguale. Ad ogni modo, grazie per la
            precisazione.



            se voglio / posso usare solo la webmail?



            ad oggi non esiste alcun servizio webmail (che io
            conosca, ovviamente) che permetta di utilizzare
            un certificato s/mime. Era questo che facevo
            notare al primo
            utente.Io ne ho sviluppato uno due anni fa quando lavoravo da un gestore e supportava sia la firma che la cifratura con smart card via webmail (appositamente realizzata), ma non era disponibile se non alle PA che sottoscrivevano la convenzione.


            sì che c'è: la ricevuta di consegna è quello che

            ti serve e ti

            basta.

            con S/MIME ? mi spiace, ma questa non è prevista
            da S/MIME, al quale si riferiva l'utente al quale
            ho
            risposto.allora non avevo capito chiedo venia.
    • Teo_ scrive:
      Re: Pec=posta irregolare
      - Scritto da: claudio
      un certificato S/MIME:
      1)certifica l'intero contenuto del messaggio che
      si
      invia,
      2)consente di inviare comunicazioni a qualunque
      tipo di indirizzo
      e-mail,
      3)è interoperabile con qualunque sistema,
      4)è valido in tutto il mondo,
      5)permette la protezione del contenuto del
      messaggio grazie alla
      crittografia
      6)certifica la ricezione sul dispositivo del
      destinatario.
      7) puo' usare qulsiasi gestore di mailIo usavo quelli di http://www.thawte.com ma ora sono diventati a pagamento (Verisign) https://search.thawte.com/support/ssl-digital-certificates/index?page=content&id=SO12658Pensavo di passare a http://www.instantssl.comLo conoscete?
      • Gabriele scrive:
        Re: Pec=posta irregolare
        - Scritto da: Teo_
        Io usavo quelli di http://www.thawte.com ma ora
        sono diventati a pagamento (Verisign)
        https://search.thawte.com/support/ssl-digital-cert
        Pensavo di passare a http://www.instantssl.comAnch'io da tanti anni usavo Thawte, ora ho attivato un paio di certificati con: http://www.startssl.com/Gabriele
    • Andrea Buti scrive:
      Re: Pec=posta irregolare

      7) e' verificabile solo l'allegato al messaggio Beh, in realtà non solo: se si usa la "ricevuta completa" si ottiene anche l'originale del messaggio: ergo non può contestarsi (come accade per la racc. di carta) che si è ricevuta una busta vuota. E' cmq un valore aggiunto..
      8) manca la corrispondenza fra email
      persona
      invianteAnche questo non è del tutto puntuale: il gestore PEC dalla legge pare equiparato al certificatore, quindi ha l'obbligo (art. 32 CAD) di identificare il mittente. Cosa che non avviene alle Poste..
      9) dice che e' stato inviato qualcosa ma non COSAVedi sub 7)
      L'unica cosa che manca e' la certificazione
      dell'invio, Questo pure c'è nella PEC..Magari invece che bella/brutta, funziona/non funziona, la amo/la odio.. se ne potrebbe parlare.. Infondo - IMHO - sono cose le cose che non si possono migliorare a questo mondo ;-))Andrea Buti
    • piotr70 scrive:
      Re: Pec=posta irregolare

      Di fatto si crea un monopolio statale.No: infatti ci sono al meno una decina di Gestori di PEC, più di quanti sono i gestori di telefonia mobile. Il milione è richiesto anche per filtrare gli smanettoni che non danno garanzie, oltre che per garantire possibilità di indennizzo di danni in caso danni
      2)... dell'avvenuta trasmissione.No: dell'avvenuta spedizione. La norma recita che il messaggio si intende spedito quando accettato dal punto di accettazione.
      Come per dire che se il nostro eudora non consegna la posta noi non ce
      ne accogiamo? OPS!potresti non accorgertene, o al meno non in tempo utile. Di solito i provider di posta fissano a tre giorni, nella PEC sono per legge 24 ore.
      .... Qundi la pec NON fa nulla di nuovo!Salvo darti un documento legalmente valido che ti permette di sostenere che tu il messaggio l'hai spedito, e scusa se è poco. Fallo con l'S/MIME se sei bravo!
      ... Tradotto in italiano: abbiamo gia prodotto 2
      ricevute che ci ingombrano ma il destinatario non
      ha ricevuto ancora alcunche'.Forse non ti è chiaro che tutta la questione sta in queste due ricevute. Quando le hai sei a posto, puoi dimostrare di aver spedito e che il destinatario ha ricevuto. Punto! E' tutto qui ed è parecchio!
      ... In pratica gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto
      transito ma non della consegna.anche le raccomandate fanno la stessa cosa della PEC: la norma dice che si intende consegnato quando reso disponibile nella casella del destinatario, non quando letto. E' così per tutti gli atti.
      4) ...
      Cosi' se ci siamo liberati da migliaia di
      ricevite sostanzialmente inutili, Sono inutili finchè qualcuno non ti contesta che non gli hai mandato qualcosa che gli dovevi e per questo ti chiede dei danni.Le puoi lasciare sul server del gestore, oggigiorno danno al meno 1GB hai voglia a tenerne di ricevute.
      5) siccome e' un'invenzione fuori standard questa è bellissima: la PEC è uno standard: lo standard PEC! le specifiche sono open. ci sono anche dei prodotti open se vuoi.
      se il destinatario non possiede una PEC e' verificabile
      solo l'invio sul primo server come se fosse una
      mail normale. Quindi vuol dire che non è poi così fuori standard..
      Ovviamente al mondo non interessa la PEC.E tu che ne sai?
      6)...la PEC sarà considerata come regolarmente recapitata.Vai in un qualunque internet point e ti apri la tua casella via webmail. Ma se hai il piccì che non va hai ben altri problemi...
      7) e' verificabile solo l'allegato al messaggioMa almeno sei capace di leggere le specifiche tecniche PEC?
      8) manca la corrispondenza fra email
      persona invianteNon proprio esatto. Manca nelle raccomandate, ma nella PEC la cosa è parecchio più complessa ci vorrebbe più spazio per trattarne e farvi capire.
      9) dice che e' stato inviato qualcosa ma non COSADipende dal tipo di ricevuta che chiedi: due tipi su tre te lo dicono.
      ... e che il messaggio ha
      valore legale perche' il certificatore, che
      perende i soldi, ha cosi' deciso e
      legiferato.Sono le ricevute ad avere valore legale, soprattutto. Il valore sta lì, non tanto nel messaggio.
      ... Ma forse interessa solo
      di POTER DIRE a termini di legge che la posta e'
      ricevuta e non che sia arrivata veramente alla
      persona,Bravo, questo al meno l'hai capito.
      cosa digitalmente facile da ottenersi.Ah sì? e come?
      Come si fanno le cose per bene?Vediamo...

      a) si leggono le regole di internet, le RFC, che
      dicono con il documento RFC 3798, come si
      fa.
      b) si usa un normale programma di posta, anche
      gratuito, come thundebird.
      c)si compra un certificato da una Certification
      Authority, per uso personale e' gratuito.

      un certificato S/MIME:
      1)certifica l'intero contenuto del messaggio che
      si inviaLo fa anche la PEC e non ti fa comprare il certificato.
      2)consente di inviare comunicazioni a qualunque tipo di indirizzo e-mail,Anche la PEC
      3)è interoperabile con qualunque sistema,Anche la PEC
      4)è valido in tutto il mondo,Valido è una parola grossa: Secondo cosa? Perchè mi dovrei fidare del tuo certificatore americano che se certifica delle sciocchezze vallo a beccare? Poi cosa validano? Che tu sei uno che non hanno mai visto? Mooolto utile!
      5)permette la protezione del contenuto del messaggio grazie alla
      crittografiaAnche la PEC, sul canale dal mittente al destinatario. Poi se vuoi puoi usare la crittografia sul contenuto.
      6)certifica la ricezione sul dispositivo del destinatario.Falso: leggi come funziona l'SMIME prima di dire sciocchezze.
      7) puo' usare qulsiasi gestore di mailProprio perchè non ti danno garanzie. I gestori di PEC sì e ci pagano multe salate sopra. Vai a beccare il signor gmail
      L'unica cosa che manca e' la certificazione dell'invio, Scusa se è poco!
      basterebbe registrare l'ack del provider di posta, cosa che non e'
      importante quando si puo' avere una avvenuta ricezione sicura. l'ack è falsificabile anche da un bambino e l'SMIME non ti da la certezza di ricezione.
      Un bel vecchio pc basterebbe per fornire l'elenco a livello nazionale
      di corrispondeza chiave pubblicapersona fisica.Se è così facile fallo! Stai tu sveglio h24 7x7 a vedere che tutto funzioni. a chi non le hai mai fatte queste cose sembra tutto così facile...

      Dopo aver visto che la PEC e' sostanzialmente
      inutile possiamo esaminare un'altra stranezza: il
      comportamento dell'inventore per far vivere lo
      zombie.

      in caso di societa' neocostiduende lo stato,
      d'ufficio, assegna una PEC se non ne viene
      comunicata una "le imprese costituite in forma
      societaria sono tenute a indicare il proprio
      indirizzo di posta elettronica certificata nella
      domanda di iscrizione al registro delle imprese":
      un bel modo per aumentare la base d'installato di
      un nuovo pseudostandard, farlo dall'alto.E dov'è il problema?
      ... La gente che
      legifera forse dimentica che l'ADSL fa fatica ad
      arrivare persino in provincia di
      Milano.Su questo sono d'accordo con te.

      Infine non contenti di aver inventato una cosa intutile, stramba, fuori
      dalle regole, certo se non la capisci...
      dispendiosa e averla resa obbligatoria, salvo tornare
      parzialmente sui propri passi, Dove? Quando?
      esiste un comitato tecnico, forse piu' giustamente UCAS (Ufficio
      Complicazioni Affari Semplici), che sta girando il mondo per spingere
      l'adozione della tamarrata nelle RFC.
      Gia', dopo aver speso milioni di euro... vorrete mica che si smatelli
      tutto perche' un tedesco o inglese qualsiasi ci dia dei matti?Veramente era parecchio apprezzata e da qualcuno anche invidiata.
    • n0nam3 scrive:
      Re: Pec=posta irregolare
      Quoto in pieno tutto ciò che hai scritto......ma.....vi siete mai chiesti il perchè di tutto ciò???....che siano incompetenti d'accordo, anzi d'accordissimo....ma fino a che punto?Fate TPM + Lettori di impronte su quasi la totalità dei portatili nuovi e sui vecchi fissi la cosa è rimediabile con pochi euro + che l'ItaGlia ha già aderito ad una valanga di certificazioni ISO relative la raccolta e archiviazione dati biometrici,guardare per credere http://www.iso.org/iso/home.htm e fate la ricerca con "biometric"+i XXXXXX immani(voluti) che si verranno a creare con PEC & Co.="avete ragione cittadini...questi mezzi sono inadeguati per garantire la vostra SICUREZZZZZA.....facciamo così:impronte digitali per tutti e obbligo di autenticazione in rete(proprio per potersi connettere) con le suddette.Et voilà!!! il Grande Fratello è servito! (c'è già!)Così in un colpo risolvono tutto....regolamentano, come dicono loro, la rete....censurano...identificano in modo univoco chi è dietro allo schermo....quuindi anche eventuali sharer...se beccati non potranno dire che il pornazzo l'ha scaricato la nonna....e così via....fino a giungere alla più fulgida....democrazia.Fanno, faranno...come hanno sempre fatto:ACTION - REACTION - SOLUTION
  • Teo_ scrive:
    Questa PEC ci porta indietro?
    Dopo anni di prove e ricerche sono riuscito a selezionare un servizio antispam che mi piace e funziona bene (Postini).Ora devo ripartire alla ricerca di provider PEC per questa nuova casella aggiuntiva (perché le vecchie saranno ancora le più usate) potendo scegliere solo fra pochi fornitori.Per cosa poi? Non bastava dare direttamente i soldi a Poste Italiane e ACI senza complicare la vita a tutti gli italiani?
  • Enjoy with Us scrive:
    Io mi chiedo una cosa...
    ... perchè si è voluto obbligare i professionisti ad avere una mail certificata! Doveva rimanere una decisione lasciata al singolo professionista, eventualmente la si poteva associare ad alcune facilitazioni di ordine burocratico, ma certo mai imporre in questo modo!Io personalmente una mail del genere con i rischi ad essa connessi non la vorrei mai, come anche la firma digitale... vantaggi pochini e rischi immensi, ti potresti ritrovare anche con la casa ipotecata... ma stiamo scherzando?
    • bubu scrive:
      Re: Io mi chiedo una cosa...

      ... perchè si è voluto obbligare i professionisti
      ad avere una mail certificata! Doveva rimanere
      una decisione lasciata al singolo professionista,
      eventualmente la si poteva associare ad alcune
      facilitazioni di ordine burocratico, ma certo mai
      imporre in questo modo!Su questo concordo
      Io personalmente una mail del genere con i rischi
      ad essa connessi non la vorrei mai, come anche la
      firma digitale... vantaggi pochini e rischi
      immensi, ti potresti ritrovare anche con la casa
      ipotecata... ma stiamo scherzando?Qui invece no! cioè? puoi farmi un esempio?
    • ciropizza scrive:
      Re: Io mi chiedo una cosa...
      - Scritto da: Enjoy with Us
      ... perchè si è voluto obbligare i professionisti
      ad avere una mail certificata! Doveva rimanere
      una decisione lasciata al singolo professionista,
      eventualmente la si poteva associare ad alcune
      facilitazioni di ordine burocratico, ma certo mai
      imporre in questoetcsi è fatto anche per semplificazione nell'attività della pubblica amministrazione e nei rapporti tra privati e PA.
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