USA, la politica contro il rischio delle auto hi-tech

Un senatore americano interroga i produttori automobilistici su sicurezza e privacy, e le risposte che ottiene (o non ottiene) preoccupano. Ci vuole l'intervento del governo federale, sostiene, per tutelare chi è alla guida

Roma – Una iniziativa del senatore Ed Markey (Massachusetts) mira a far luce sulla sicurezza, o per meglio dire, la insicurezza delle automobili ad alto contenuto tecnologico, un ambito in cui a quanto pare i produttori non brillano né per perizia tecnica né per considerazione dei rischi.

Il politico USA ha inviato un questionario a 20 diverse industrie automobilistiche, chiedendo informazioni in merito alle pratiche di sicurezza adottate per le tecnologie di bordo. Le risposte ottenute hanno evidenziato la poca consapevolezza dei produttori, la presenza di misure inadeguate ai pericoli dell’hi-tech o addirittura la scarsa trasparenza nel rendere pubbliche le informazioni sugli incidenti trascorsi.

Che l’impiego sempre più ubiquo delle tecnologie informatiche sui veicoli automobilistici e non solo esponga una superficie di attacco notevole è un fatto già noto da tempo , così come è noto il rischio ( anche mortale ) connesso all’integrazione spinta di componenti elettronici in mezzi di trasporto che solo pochi anni fa erano ancora prevalentemente meccanici.

L’integrazione sempre più stretta fra gadget mobile, connettività wireless e automotive non contribuisce certo a migliorare la situazione, denuncia il senatore Markey, con i rischi che aumentano sia per la sicurezza della guida che per la riservatezza e i dati personali degli utenti.

Per Markey la soluzione al problema esiste, ed è rappresentata da un intervento di regolamentazione diretto del governo: le autorità federali dovrebbero imporre standard di sicurezza ben definiti, sostiene il senatore, e agli utenti dovrebbe essere sempre garantita la possibilità di fare “opt-out” dalla raccolta dei dati digitali da parte del software di bordo.

Alfonso Maruccia

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