Volvo e le responsabilità per i veicoli driverless

La casa automobilistica preme affinché Washington adotti regole uniformi sulle auto senza pilota. Ed è pronta ad assumersi le colpe degli eventuali errori commessi dalle macchine

Roma – Volvo ha chiesto a Washington di intervenire sulla normativa relativa al settore delle auto senza pilota umano . A dirlo è direttamente il presidente e CEO di Volvo Cars Håkan Samuelsson, intervenuto negli Stati Uniti nel corso di un seminario organizzato presso l’Ambasciata svedese a Washington sul tema dell’automotive.

La casa automobilistica, nel dettaglio, afferma che l’ attuale spezzatino normativo rischia di compromettere lo sviluppo di un settore terribilmente promettente: l’ambiguità comporta il rischio di vedere condotti test su strada non probanti e di non dare alle aziende la certezza necessaria alla commercializzazione di un nuovo prodotto.

Secondo VOlvo , in particolare, ci sarebbe bisogno di regole precise per quanto riguarda le responsabilità in caso di incidenti che coinvolgono le auto senza pilota, una delle questioni maggiormente sollevate dagli osservatori. Il problema è legato al fatto che è la logica di un algoritmo a prendere una decisione, non l’etica di un pilota. E che ci si può trovare di fronte a decisioni non prevedibili o razionalizzabili in fase di sviluppo.

Sul punto Volvo ha preso una posizione chiara: riferisce di essere pronta ad accettare la piena responsabilità in caso di incidente stradale di una delle sue auto senza pilota, nel momento in cui l’intervento umano sia escluso.

La casa automobilistica esprime così particolare fiducia rispetto al suo software: l’altro lato della medaglia è che esso viene tutelato attraverso DRM e che quindi considera qualsiasi tipo di attacco o violazione nei suoi confronti a sua volta un crimine in base al Digital Millennium Copyright Act (DMCA) ed al Computer Fraud and Abuse Act ( CFAA ), eliminando così alla radice la questione legale legata alla sicurezza informatica dei veicoli.

Sulla stessa linea di Volvo, peraltro, sembrano pronte a schierarsi anche Google e Mercedes.

Claudio Tamburrino

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