Chi gestisce le VPN deve bloccare i siti pirata. È quanto chiede (di nuovo) l’ordinanza emessa dal tribunale di Parigi e rivolta ad alcuni dei più popolari nomi del settore: NordVPN, CyberGhost, ExpressVPN, ProtonVPN e Surfshark. Questi servizi sono identificati come intermediari tecnici
, dunque chiamati ad agire impedendo l’accesso a siti e piattaforme che diffondono illegalmente contenuti protetti da diritto d’autore.
Blocco delle VPN per lo streaming illegale
Anche le Virtual Private Network sono così equiparate agli ISP (Internet Service Provider) quando si tratta di impedire agli utenti di collegarsi a risorse ritenute fuori legge. Sta accadendo anche ai DNS resolver, come testimonia il braccio di ferro in Italia tra Cloudflare e Lega Serie A.
Quella parigina è un’azione basata sull’impianto normativo del French Sports Code e che ha come obiettivo principale proprio quello di impedire la visione non autorizzata degli eventi sportivi in diretta: dalle partite della Ligue 1 alle gare della Formula 1 e della MotoGP. Tra i sostenitori del blocco c’è LFP (Ligue de Football Professionnel), organo che gestisce i due più importanti campionati calcistici del paese.
Si tratta di un’ordinanza dinamica che interessa, in un primo momento, 13 domini in totale, ma che concede agli aventi diritto il potere di aggiungere altri per colpire siti alternativi e mirror. Il risultato finale non è troppo diverso rispetto a quello perseguito da noi con Piracy Shield.
La politica no-log non è un ostacolo
Tutti i provider citati in apertura, a eccezione di ProtonVPN, hanno cercato di opporsi. Alcuni lo hanno fatto citando l’impegno preso con i loro utenti e clienti per rispettare una politica no-log, ovvero senza mai salvare informazioni che li riguardano. Per la corte, questo non rappresenterebbe un impedimento al blocco delle risorse incriminate.
Il ruolo da attribuire alle Virtual Private Network nella lotta alla pirateria è un tema dibattuto a lungo, anche nel nostro paese. Quanto sta accadendo in Francia potrebbe costituire un precedente giuridico su cui i detentori dei diritti potrebbero far leva altrove, avanzando la stessa pretesa.