Waze funziona bene grazie a volontari come Massimo Zoccheddu

Waze funziona bene grazie a volontari come Massimo Zoccheddu

Dietro le indicazioni di Waze c'è il lavoro di volontari che verificano segnalazioni e chiusure, come nel caso del country manager sardo.
Waze funziona bene grazie a volontari come Massimo Zoccheddu
Dietro le indicazioni di Waze c'è il lavoro di volontari che verificano segnalazioni e chiusure, come nel caso del country manager sardo.

Quella di Massimo Zoccheddu è una storia di passione, dedizione e attaccamento al territorio. L’ha raccontata La Nuova Sardegna, dedicando un articolo a un fenomeno di cui si parla troppo poco, quello delle community di volontari che contribuiscono a mantenere aggiornate le applicazioni e i servizi sui quali tutti noi facciamo affidamento ogni giorno.

La community dietro l’app: il caso Waze Sardegna

52 anni, originario di Bauladu (Oristano), un diploma da geometra e operatore socio-sanitario di professione, nel tempo veste i panni di country manager per Waze, la piattaforma per la navigazione stradale controllata da Google. Gestisce anche la pagina Waze Sardegna su Facebook. Si occupa quotidianamente di aggiornare le mappe, verificando le segnalazioni a beneficio di tutti. È anche merito suo, e di quelli come lui, se aprendo l’app e digitando la propria destinazione la si può raggiungere evitando cantieri e strade chiuse.

È un impegno costante e dispendioso in termini di tempo, dice Zoccheddu, che passa anche dal controllo dei dati condivisi dalle amministrazioni locali, dall’Anas e da altri enti. Nella sua testimonianza ci tiene però a sottolineare che non è solo, anzi: il concetto di community rimane centrale. Dopotutto, è lo stesso su cui Waze ha fondato il proprio successo fin dalla creazione della piattaforma, ormai vent’anni fa.

La realtà sarda non è separata dal resto della community nazionale. Collaboriamo continuamente con altri volontari e contribuiamo all’aggiornamento delle mappe.

Un avviso pubblicato da Waze Sardegna su Facebook

A fondo articolo il link per la lettura integrale su La Nuova Sardegna, che consigliamo. C’è anche un curioso aneddoto su chi gli ha chiesto di intervenire direttamente per far sistemare un tratto di strada danneggiato.

Il contributo degli utenti rimane fondamentale

Quello di Waze è forse uno degli esempi più emblematici di servizi che fanno leva sul contributo attivo dei loro utenti, ma non il solo. Restando in tema di trasporti c’è Transit, attraverso cui segnalare ritardi e disservizi dei mezzi pubblici, mentre Truecaller tiene conto dei feedback sulle chiamate spam per bloccarle, a beneficio di tutti.

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Pubblicato il
11 giu 2026
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