WebTheatre/ Cinema, per un posto al sole online

di G. Niola - Cinema, TV, Rete: triangolazioni e rimbalzi, analogie e differenze. In una fase in cui il cinema si rivolge alla rete per spingersi laddove non osano le grandi produzioni tradizionali

Roma – La morte del cinema, della televisione e anche del web è stata annunciata moltissime volte ed è quindi ben lungi dall’arrivare. Quello che invece è da annunciare è la definitiva mescolanza dei mezzi, sancita negli ultimi mesi da un cumulo di notizie e di mosse da parte di soggetti determinanti del mercato.
Succede che il cinema sempre di più stia esigendo una presenza importante e potente in rete, andando di fatto a mettersi in competizione su quel mezzo sul quale “ufficialmente” fino a poco tempo fa era presente unicamente il web video. L’uso del termine “ufficialmente” è obbligatorio nel momento in cui non ufficialmente in rete il cinema e la televisione da anni spopolano sui circuiti pirata che in quanto tali però non generano direttamente ricchezza per chi produce contenuti, né possono essere da loro controllati.

Girl Walks Into a Bar

Se dunque fino a poco tempo fa il mondo della produzione di immagini era online solo in forma illegale, quindi non nei medesimi spazi o con la medesima funzione delle altre produzioni, ora che la legalità si sta cominciando ad interessare alla distribuzione in rete inizia una guerra impari per gli spazi. Impari perché la notorietà, l’appeal e le possibilità delle grandi produzioni non sono comparabili a quelli di chi pensa solo per la rete.

Ecco quindi che arriva Girl Walks Into a Bar, film pensato per una distribuzione in rete parallela a quella in sala, idea non nuovissima ma mai applicata da una produzione di livello con attori e professionisti di livello (Zachary Quinto, Carla Gugino, Rosario Dawson, Danny Devito e Alexis Bledel), cioè un film che potrebbe andare solo in sala ma sceglie di puntare più che altro sulla rete. Arrivano i film mandati sugli stessi canali su cui girano i prodotti per la rete: YouTube o Facebook. E ancora i film su iPad, sia attraverso i canali ufficiali di Apple sia con modalità originali , cioè le singole produzioni che mettono in piedi applicazioni ad hoc.
E poi ancora su altri terreni gli attori hollywoodiani che sempre di più scelgono di dedicarsi a produzioni per internet (lo hanno fatto Rosario Dawson, Keanu Reeves, Ben Stiller, Ileana Douglas, Marion Cotillard, Lisa Kudrow, Meryl Streep e molti altri). Partecipazioni, guest star, ruoli fissi o ideazione. Sia i più famosi differenziano e cercano di testare il nuovo (vedi Ben Stiller che dopo la serie con i genitori medita qualcosa di più audace), sia i meno famosi che cercano occasioni per inseguire percorsi personali e autonomi.

Certo, manca ancora un passaggio fondamentale. Benché in competizione per i medesimi spazi e affiancati nei medesimi siti, produzione per la rete e mondo del cinema e della tv si differenziano per come il primo sia pensato a forma di internet e il secondo sia trasmesso attraverso internet.
I film vanno in televisione come sono andati al cinema, mentre le serie tv sono pensate per la televisione. La differenza è essenziale. Allo stesso modo film ed episodi televisivi sono presenti online nella maniera in cui sono andati sui propri mezzi d’elezione mentre le produzioni per la rete continuano a parlare ad un pubblico specifico con modalità specifiche e del tutto originali, appropriate al mezzo.
Il passaggio che manca quindi è che le stesse personalità e le stesse aziende che oggi producono e girano per il cinema si dedichino a prodotti immaginati per una veicolazione online. Come negli ultimi 10 anni la tv ha raccolto i talenti migliori e le produzioni più audaci, così è probabile immaginare che il travaso di professionalità dal grande schermo ai mille schermetti che oggi è minimo, un domani remoto sarà massimo.

La produzione per la rete insomma non è quel che il cinema indipendente era negli anni ’60, cioè una porta d’ingresso alternativa alla professione. È invece quello che è il cinema indipendente oggi: un modo di realizzare prodotti più audaci che difficilmente otterrebbero il visto di una grande produzione, assumendosi parte del rischio produttivo.
Questo perché non solo il mezzo di destinazione, internet, ma anche il modo di produrre (in autonomia o semi autonomia) sembra convergere. Sempre più indipendenza, sia economica che distributiva.
Il fenomeno era inevitabile ed atteso. Dopo una prima fase di libertà, isolamento e nicchia, all’espandersi del video in rete era ovvio che il business avrebbe reclamato la sua parte. Il punto semmai è quanto di ciò che è stato fatto fino ad oggi, le basi della produzione per la rete, sarà in grado di influenzare ciò che faranno domani i professionisti dell’audiovisivo.

GIRL WALKS INTO A BAR

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • say no scrive:
    SIAE, RIAA ecc.
    sono pure loro intermediari dei diritti...
  • Aldo Naso scrive:
    Re: In Francia
    che stanno facendo gli Elio e le storie tese?io ricordo che anni fa comprai un loro disco registrato in diretta ad un loro concerto in cui io ero spettatore.
    • panda rossa scrive:
      Re: In Francia
      - Scritto da: Aldo Naso
      che stanno facendo gli Elio e le storie tese?Ascolti gratis dal loro sito.http://elioelestorietese.it/discografia-e-produzioni/Se poi ti piace compri.http://elioelestorietese.it/store/Senza discografici magnaccioni, senza bottegai ingordi, senza parassiti.
      • luisito scrive:
        Re: In Francia
        Ci aggiungo il carico da dieci: Iscrivendosi al FaveClub (fan club), pagando solo 10 euro è possibile scaricare tutte le canzoni, i video e foto della band da 15 anni a questa parte , senza contare il 25% di sconto nello store del sito (inclusi i biglietti per i concerti e acXXXXX al backstage)Insomma, se lo fanno loro perchè non potrebbero farlo anche altri?
        • panda rossa scrive:
          Re: In Francia
          - Scritto da: luisito
          Ci aggiungo il carico da dieci:

          Iscrivendosi al FaveClub (fan club), pagando
          solo 10 euro è possibile scaricare tutte
          le canzoni, i video e foto della band da 15 anni
          a questa parte , senza contare il 25% di
          sconto nello store del sito (inclusi i
          biglietti per i concerti e acXXXXX al
          backstage)

          Insomma, se lo fanno loro perchè non potrebbero
          farlo anche
          altri?Perche' loro fanno musica che piace.Perche' a loro piace fare musica.Perche' come tutti i musicisti che si rispettino, loro SUONANO e non vivono di rendita.
  • Aldo Naso scrive:
    Motori di ricerca
    Eccone un altro che cerca di spremere soldi da google, spero invano
  • Ghostdog scrive:
    non ho capito
    questa frase"Soprattutto divulgando concetti come il basso costo relativo allo scaricamento."è indirizzata agli utenti o alle case discografiche ?
  • Guybrush scrive:
    Per la redazione
    Io toglierei "con efficacia" dalla frase "Sperimentate in francia con efficacia". La F minuscola è voluta.GT
  • spacevideo scrive:
    Condivido il discorso ...
    Condivido quanto riportato, ad oggi la pirateria frena pesantemente lo sviluppo del web, i servizi legali per economici che siano, non possono certo competere con il gratuito (illegale) è come se un azienda competesse con un'altra, solo che una delle due ha tutti operai sottopagati e acquista merce contrafatta, il prodotto finale non può certo costare uguale ....ora ci troviamo in questa condizione, offrire un prodotto in modo legale sul web in ambito film e musica è costoso ed il nostro competitor non ha costi perchè sfrutta il lavoro altrui.Il primo passo è quindi la repressione, in contemporanea, noi l'industri possiamo compiere il passo dell'offerta legale, ma dobbiamo farlo di concerto.
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Condivido il discorso ...
      - Scritto da: spacevideo
      Condivido quanto riportato, ad oggi la pirateria
      frena pesantemente lo sviluppo del webNo; il copyright frena lo sviluppo del web, perchè era stato progettato per un ambito completamente diverso. Per questo va tolto.Ma sarà difficile farlo finchè ci sarà gente che approfitta del copyright per mangiarci sopra; perciò, per prima cosa bisogna ridurre tali individui alla totale impotenza., i servizi
      legali per economici che siano, non possono certo
      competere con il gratuito (illegale) è come se un
      azienda competesse con un'altra, solo che una
      delle due ha tutti operai sottopagati e acquista
      merce contrafatta, il prodotto finale non può
      certo costare uguale
      ....Certo, ma se il prodotto finale più economico è anche migliore (perchè non ha antifeatures), l'azienda che fa il prodotto più costoso è superflua, e si può tranquillamente eliminare senza perdite per la società.

      ora ci troviamo in questa condizione, offrire un
      prodotto in modo legale sul web in ambito film e
      musica è costosoè costoso solo perchè il modo legale è inadeguato.L'offerta esiste già (ad esempio su megavideo e rapidshare).Piuttosto che realizzarne un'altra in base alle norme vigenti (che la strangolano), ha molto più senso cambiare le norme vigenti in funzione di quanto già esiste, e rendere del tutto legale il p2p e l'upload su megavideo.
      ed il nostro competitor non ha
      costi perchè sfrutta il lavoro
      altrui.Se ritieni che il tuo lavoro sia sfruttato ingiustamente, hai solo da non lavorare più finchè non ti offrono le condizioni che vuoi.

      Il primo passo è quindi la repressione, in
      contemporanea, noi l'industri possiamo compiere
      il passo dell'offerta legale, ma dobbiamo farlo
      di
      concerto.L'offerta che presentate voi non ci interessa, perchè è peggiore di quella esistente. Potete risparmiarvi la fatica.
      • evolnoob scrive:
        Re: Condivido il discorso ...
        le prime due righe erano ok.... il resto è una visione molto semplicistica... ti ricordo che quella ditta che offre il prodotto al costo più alto per una qualità purtroppo inferiore, è lo standard delle ditte italiane... se sono superflue l'italia chiude, e il PIL scende a 0. Diventa un cane che si morde la coda. Diminuire i costi non si può a causa di stipendi salariali troppo alti... e intendo anche gli operai da 700 prendono troppo rispetto all'operaio cinese che ne prende 50.In ogni caso sono totalmente contrario a operazioni di soppressione di questi canali più economici/gratuiti, queste attività sono costose, e non portano guadagno.Esempio, nonostante la chiusura di molti siti di pirateria, le case discografiche non hanno ricavato un euro in più... anzi, continuano a scendere.Perchè? perchè siamo in un mondo dove il marketing conta di più del prodotto... non conta più la qualità o il prezzo, ma solo la facilità per conoscere e ottenere il prodotto.A mio parere le case discografiche dovrebbero scendere a patti con questi siti, altro esempio:Si trova un sito che regala contenuti protetti... li si contatta.. e gli si da il permesso di divulgarli a patto che nella stessa pagina del download ci sia la scritta "Supporta questo autore acquistando il brano qui" e c'è un link dove lo puoi comprare.Nei paesi del nord si è sviluppata molto l'idea del "prova la versione piratata e se è bella la compro"... in italia, visto che siamo un popolo di approffitatori, non ha ancora attecchito... ma è solo questione di tempo se si usano questi sistemi.La chiave è il senso di colpa... non il colpevolizzare. La gente deve sentire che il loro "fornitore" si meriti il compenso economico.Il copyright non va tolto, lo sviluppo si basa su di quello... rarissimi i casi di gente che crea per il solo gusto di creare.... la gente crea per migliorare il proprio status.
        • Osvy scrive:
          Re: Condivido il discorso ...
          - Scritto da: evolnoob
          La gente deve sentire che il loro
          "fornitore" si meriti il compenso economico.Utopico. La gente che scarica non sentirà mai che merita spendere 30 euro per un CD. Ma nemmeno 10. Probabilmente nemmeno 2, visto che trova gratis
          Il copyright non va tolto, lo sviluppo si basa su
          di quello... rarissimi i casi di gente che crea
          per il solo gusto di creare.... la gente crea per
          migliorare il proprio status.Sono assolutamente d'accordo. Ma ovviamente questo di adesso non è un copyright, vista la durata è un sequestro... e lo scrivo da non scaricatore assoluto.. (i film, quando li guardo, sono quelli in TV in chiaro di 3-4 anni fa... :-) stasera c'è House)
          • panda rossa scrive:
            Re: Condivido il discorso ...
            - Scritto da: Osvy
            - Scritto da: evolnoob

            La gente deve sentire che il loro

            "fornitore" si meriti il compenso economico.

            Utopico. La gente che scarica non sentirà mai che
            merita spendere 30 euro per un CD. Ma nemmeno 10.
            Probabilmente nemmeno 2, visto che trova
            gratisQuindi le sale cinematografiche piene di gente, i teatri pieni di gente, i concerti pieni di gente?Tutte comparse pagate dalla produzione per far credere che ci sia pubblico?Spiegami.
          • ninjaverde scrive:
            Re: Condivido il discorso ...

            Quindi le sale cinematografiche piene di gente, i
            teatri pieni di gente, i concerti pieni di
            gente?
            Tutte comparse pagate dalla produzione per far
            credere che ci sia
            pubblico?
            Spiegami.Se non erro è già da un pò che le sale cinamatografiche non sono piene di gente, salvo rare eccezioni. E questo è cominciato ben prima di internet.Colpa della televisione e del VHS?Tuttavia non ho mai sentito parlare di registi e specialmente editori che abbiano chiuso per fallimento. Strano no?Anzi mi rusula che un editore privato stia aprendo anche nuovi canali televisivi in digitale ed in rete.Il fatto è che qualcuno ha idee innovative, altri no, come la RAI che senza un canone pubblico pressochè obbligatorio chiuderebbe...anzi si sarebbe privatizzata da tempo. Ma non succede solo perchè i governi che si succedano considerano la RAI un "servizio pubblico"!!! :sQuesto è solo un esempio.E' bene che i dinosauri si estinguano per legge di natura, altrimenti creano solo danni.
      • ciao scrive:
        Re: Condivido il discorso ...
        XXXXXXX mia che hai scritto. Tutto gratis, zero lavoro, zero contenuti in futuro. Il classico pensiero del "povero". Meno male che chi la pensa così nella società conta poco o nulla e non può realizzare una simile follia comunista.
        • uno qualsiasi scrive:
          Re: Condivido il discorso ...
          - Scritto da: ciao
          XXXXXXX mia che hai scritto. Tutto gratis, zero
          lavoro, zero contenuti in futuro.Perchè zero contenuti? Secondo te spariscono quelli esistenti? Sei ridicolo.
          Il classico
          pensiero del "povero". Meno male che chi la pensa
          così nella società conta poco o nulla e non può
          realizzare una simile follia
          comunista.La si sta già realizzando. I siti gratuiti aumentano.
      • Osvy scrive:
        Re: Condivido il discorso ...
        - Scritto da: uno qualsiasi
        Certo, ma se il prodotto finale più economico è
        anche migliore (perchè non ha antifeatures),
        l'azienda che fa il prodotto più costoso è
        superflua, e si può tranquillamente eliminare
        senza perdite per la società.Certo, poi però chissà se esisterà più un "prodotto finale"... :-)
        e rendere del tutto legale il
        p2p e l'upload su megavideo.:-) :-) :-) :-) senza se e senza ma...
        • uno qualsiasi scrive:
          Re: Condivido il discorso ...


          Certo, ma se il prodotto finale più economico è

          anche migliore (perchè non ha antifeatures),

          l'azienda che fa il prodotto più costoso è

          superflua, e si può tranquillamente eliminare

          senza perdite per la società.

          Certo, poi però chissà se esisterà più un
          "prodotto finale"...
          :-)Forse no... e allora, in futuro ne faremo a meno.Se rinunciassimo a scaricarlo, dovremmo sicuramente farne a meno fin da adesso.Meglio godercelo finchè c'è


          e rendere del tutto legale il

          p2p e l'upload su megavideo.

          :-) :-) :-) :-) senza se e senza ma...Esatto. Le mezze misure non sono possibili.Puoi mettere la circolazione per le auto a destra (come da noi), o a sinistra (come in inghilterra), ma non puoi metterla in mezzo, e non puoi nemmeno metterla per qualcuno a destra, per qualcuno a sinistra.
    • 0110 scrive:
      Re: Condivido il discorso ...
      - Scritto da: spacevideo
      Condivido quanto riportato, ad oggi la pirateria
      frena pesantemente lo sviluppo del web, i serviziCerto che pur di fare i propri interessi economici se ne dicono di cose assurde.
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