WebTheatre/ La webradio a immagini

di Gabriele Niola - Crescono e si diversificano le sperimentazioni: Pitchfork punta a media senza filtri, video che possano essere fruiti in libertà, anche senza guardarli. La musica cerca nuove vie

Roma – È ormai online da un paio di settimane un esperimento estremamente interessante di distribuzione video. Si chiama Pitchfork.tv ed è la sussidiaria televisiva di Pitchfork Media , un network che da anni si è conquistato una credibilità nel mondo della critica musicale con il suo approccio spietato, snob e molto orientato all’indie rock.

L'esperimento, i videoclip Da quando MTV è passata dal trasmettere prevalentemente videoclip ad avere un palinsesto riempito di propri format (solitamente partoriti e girati in America e poi esportati nel resto del mondo), il modo della videomusica è stato orfano di uno sbocco propriamente detto. YouTube è stata la più ovvia (nonché l’unica) destinazione per i video musicali, una destinazione in linea con i rinnovati meccanismi della rete, dunque non più a flusso ma a richiesta e soprattutto suscettibile dell’intervento degli utenti (nella misura di modifiche, rielaborazioni e rimontaggi user generated).
Ma se YouTube, per la sua dinamica on demand, è più adatto a veicolare i video dei musicisti più noti, è stato MySpace da quando ha integrato i video a garantire una finestra per i più indipendenti.

Ora Pitchfork.tv sembra poter colmare un altro vuoto, ma con lo stile a coda lunga della rete. Le band ospitate sono rigorosamente selezionate e, sebbene ci siano anche dei nomi noti (dai Chemical Brothers ai Radiohead), lo spirito è rigorosamente indie. Pitchfork.tv non vuole dunque in nessun modo sostituirsi a Youtube o Myspace nel campo dei video musicali, semmai vuole sembrare più la versione internet dei nuovi canali di MTV come Brand:new.
La fruizione, sebbene sia on demand, non disdegna il flusso, i video (una volta selezionati) scorrono uno dopo l’altro all’infinito e le poche trasmissioni realizzate sono tutte incentrate sulla vita dei gruppi o sulle performance live (sono previsti anche documentari cinematografici di stampo musicale).

Tuttavia la cosa che sorprende e che costituisce una scelta molto forte e indicativa dell’approccio del team di Pitchfork al video online è che non c’è assolutamente traccia di tutto ciò che ha determinato il successo di Picthfork Media, ovvero le spietate recensioni, i consigli e i voti, e non c’è nemmeno traccia di alcun conduttore. A Pitchfork sostengono di non aver bisogno di Vj e che non ne adotteranno mai, la cosa più vicina che potranno avere saranno gli intervistatori. Ciò a cui invece non rinunciano è un’elevata qualità di trasmissione audio e video, decisamente più alta della media del video in rete.
È la logica del video che non necessita delle immagini, può sembrare un paradosso ma non lo è. In rete una tipologia di contenuti come quelli di Pitchfork, on demand ma anche molto di flusso, può essere fallimentare se si pretende che l’utente vi assista come fosse televisione, se invece i contenuti video non necessitano per forza di essere visti ma hanno senso anche se semplicemente ascoltati è un valore aggiunto.

In questa logica rientra anche la particolare interfaccia del sito, molto criticata per la sua scarsa usabilità e per la mancanza di indirizzi permanenti. I link alle diverse trasmissioni, i diversi show, video e sezioni del sito sono tutti da un lato e le pagine cambiano lasciando sempre ferma la parte con il player sul quale scorrono i video a flusso. Questo determina che i singoli video non siano linkabili (scelta dovuta anche al rispetto dei diritti d’autore) e dunque fomenta ancora di più l’idea e l’uso di Pitchfork.tv come un flusso di immagini e musica indipendente, forse più simile ad una radio che ad una televisione.

Il senso di una simile operazione lo si può cercare solo nel complemento ad un sito già stimato e di successo come quello di Pitchfork. Come per i video su Flickr di cui abbiamo già parlato anche in questo caso il valore aggiunto e la componente determinante è poter fruire di una community molto coerente e già costruita e riunita intorno a qualcosa che non è il video. Le foto per Flickr e la critica musicale per Pitchfork sono il cuore, i video per loro sono una componente aggiuntiva dalla cui aggiunta possono solo trarre insperati vantaggi.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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  • emmeesse scrive:
    Guerrilla Marketing?
    Per cosa lo scopriremo.Intanto la notizia e' stata ripresa da tutta la rete.Pubblicita' al costo di un CMS
    • Er Puntaro scrive:
      Re: Guerrilla Marketing?
      Mah, io avevo visto la notizia ma l'ho snobbata di peso, visto che tanto mi frega di Mac Os X che non sono interessato neppure al clone.
    • a n o n i m o scrive:
      Re: Guerrilla Marketing?
      - Scritto da: emmeesse
      Per cosa lo scopriremo.
      Intanto la notizia e' stata ripresa da tutta la
      rete.

      Pubblicita' al costo di un CMSda manuale ;)
  • FinalCut scrive:
    Redazione: non dico nulla...
    Rido solo ... 8)già che ci eravate potevate pure segnalare il mio post riguardo al sito che "non convince" ... 8)http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2256196&m=2257216&is=0#p2257216oppure spiegarne banalmente il perché...(apple)(linux)PS: Già che ci sono vi segnalo due notizie che non possono essere ignorate...http://www.popularmechanics.com/technology/reviews/4258725.htmlhttp://www.roughlydrafted.com/2008/04/16/ibm-launches-pilot-program-for-migrating-to-macs/
    • pentolino scrive:
      Re: Redazione: non dico nulla...
      - Scritto da: FinalCut
      http://www.popularmechanics.com/technology/reviewsquesta ti risulta seria come comparazione? I risultati sono semplicemente impressionanti :-)(apple)(linux)
      • FinalCut scrive:
        Re: Redazione: non dico nulla...
        - Scritto da: pentolino
        - Scritto da: FinalCut



        http://www.popularmechanics.com/technology/reviews

        questa ti risulta seria come comparazione? I
        risultati sono semplicemente impressionanti
        :-)Non so dirti quanto è seria, ma i risultati di Cinebench mi interessano da vicino e quelli sono difficili da manipolare.In generale mi trovo perfettamente d'accordo con i risultati riepilogativi, cioè che i Mac sono generalmente più performanti di PC con pari (solo apparentemente) configurazione e che OX sia più perforante di Vista sulla stessa macchina.Se vuoi nel WE posso postare qualche risultato di Cinebench su Vista e Mac OS X sulla stessa macchina (un Mac Pro 8 core con 6 GB di RAM).Devo anche dire che su quella macchina XP è più lento (anzi meno reattivo) di Vista e sono due installazioni fresche fresche.Confermo anche che Leopard è più veloce di Tiger.(apple)(linux)
        • pentolino scrive:
          Re: Redazione: non dico nulla...
          beh ad essere sinceri vale più o meno la stessa cosa anche per windows... anche se a dire il vero per il sistema MS esistono molti tool di terze parti che mitigano il problema.Comunque sempre: (linux) per me!
        • FinalCut scrive:
          Re: Redazione: non dico nulla...


          In generale mi trovo perfettamente d'accordo con

          i risultati riepilogativi, cioè che i Mac sono

          generalmente più performanti di PC con pari
          (solo

          apparentemente) configurazione e che OX sia più

          perforante di Vista sulla stessa

          macchina.

          addirittura più "perforante"? accidenti!Non ho capito bene se il tono era ironico o no, ma su un Mac Pro ad 8 processori non puoi dire che un OS sia lento, nemmeno Vista... se non fai test precisi hai solo una sensazione di maggiore performance in alcuni ambiti rispetto ad un altro OS o viceversa.Quanto al discorso del sentirti "costretto" da Mac OS rispetto a Linux... hai anche ragione (in parte anche perché hai ancora poca dimestichezza con Mac OS X?), ma tu sei l'eccezione non la regola e secondo me Linux è ancora troppo complicato per la gente comune.Per le grandi masse "Less is better" non è una cosa che ha inventato Apple ed io personalmente mi trovo d'accordo.(linux)(apple)
  • Nome e cognome scrive:
    Quello che si dice da sempre....
    L'hardware mac ha prezzi fuori mercato, e l'EULA di OSX non si capisce come mai non sia finita sotto gli strali dell'antitrust.....Spezzo comunque una lancia a favore di Apple: questi cloni sono esteticamente orridi.
    • Carl scrive:
      Re: Quello che si dice da sempre....

      Spezzo comunque una lancia a favore di Apple:
      questi cloni sono esteticamente
      orridi.Quoto, bruttissimi!
    • Luks scrive:
      Re: Quello che si dice da sempre....
      è vero! sono talmente brutti che io non ne comprerei mai uno da tenere sotto la scrivania, orrido! non oso neanche immaginare come rovinerebbe il design perfetto del mio ufficio, non voglio neanche pensarci...
    • bibop scrive:
      Re: Quello che si dice da sempre....
      - Scritto da: Nome e cognome
      L'hardware mac ha prezzi fuori mercato, e l'EULA
      di OSX non si capisce come mai non sia finita
      sotto gli strali
      dell'antitrust.....
      Spezzo comunque una lancia a favore di Apple:
      questi cloni sono esteticamente
      orridi.brutto proprio no... assomiglia vagamente ad un prodotto apple per l'essenzialita' delle linee... nn arriva alla "bellezza" del design di mr. ive ma altri cassoni son "brutti" le tamarrate con le strobo i pannelli trasparenti le serigrafie tribali... quelli sono brutti :)l'antitrust entra in gioco se c'e' un trust... se c'e' turbativa di mercato... mi si deve ancora spiegare perche' l'antitrust dovrebbe interessarsi ad una azienda che produce e commercializza prodotti (dei quali detiene la proprieta' intellettuale) per una percentuale minoritaria del mercato (6% mercato generale usa 20% consumer (dicono) 3/4% abroad) volete osx comprate un mac, volete s60 comprate un nokia, volete cocoa touch comprate un iphone volete un supercomputer cray con windows vista... hemmm facciamo causa a cray inc. ??? :)
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