WebTheatre/ Quando una serie ha successo in rete

di Gabriele Niola - Affermarsi nel panorama del video online significa conquistare delle nicchie. A confronto due seconde stagioni di due webserie geek che hanno avuto successo

Roma – Successo in rete è un parola che possiede significati profondamente diversi da quelli che ha nel mondo reale. Non vuol dire necessariamente essere seguiti/letti/visti da un gran numero di persone, né significa essere parte dell’agenda mediatica. Il successo in un luogo dove sono le nicchie a contare è determinato da quanto un prodotto riesca a soddisfare il limitato pubblico a cui ha deciso di rivolgersi e quanto riesca a sfruttare l’affezione che genera.

Due delle serie per la rete dell’anno passato in questo senso più di successo stanno vivendo la propria seconda stagione in questi mesi. Si tratta di Legend Of Neil e The Guild , di cui si è parlato diffusamente anche su queste pagine , proprio per come si distinguessero dalla massa dei prodotti per appeal e precisione d’intenti. Per entrambe la prima stagione ha portato oltre ad una discreta fama anche nomination o premi di categoria e un certo ritorno economico tanto da essere stati invitati al Comicon , la principale manifestazione mondiale nel mondo dell’intrattenimento geek.
La prima è una serie che racconta la paradossale storia di un ragazzo che masturbandosi ubriaco davanti a Legend Of Zelda per NES si trova catapultato nel gioco (una trama che parodia i teen movie degli anni ’80) e la seconda è la serie scritta da Felicia Day tutta ruotante intorno ad una gilda di maniaci di World Of Warcraft e a quello che accade nelle loro vite quando cominciano ad interagire nel mondo reale.

the guild The Guild è forse il prodotto di cui si è più parlato (se si esclude il “caso” dr. Horrible ) sia per il baccano fatto con i modi innovativi di raccontare qualcosa per episodi in rete sia per la presenza della protagonista-sceneggiatrice Felicia Day, assurta al ruolo di prima vera stella delle serie in rete tanto da essere chiamata a fare cammei in molte altre produzioni tra cui, non a caso, Legend Of Neil (è la fatina).
Con la sicurezza di avere un certo seguito e una base economica più forte di prima, data dalla sponsorizzazione di Microsoft e Sprint, la serie non è cambiata.

Il format rimane il medesimo e anche il modo di raccontare. Se la prima stagione narrava di 5 persone differenti, 5 stereotipi del giocatore online, coinvolte in rapporti personali attorno alla passione insana che uno di loro sviluppa per la protagonista, la seconda porta avanti l’intrecciarsi di relazioni e rapporti di forza tra i 5 attorno alla storia che una di loro sembra pronta ad imbastire con un vicino di casa, un non-giocatore, uno del mondo reale. Tutto come al solito passa attraverso la lente di Codex, protagonista e vittima delle storie che introduce ogni episodio con un monologo girato nello stile delle videoconfessioni.

Di senso opposto, invece, la scelta fatta per la seconda stagione di Legend of Neil, serie da sempre ospitata in esclusiva dal sito di produzione Atom.com e ora decisamente maturata grazie ad un investimento evidentemente superiore. Effetti speciali migliori e maggiori, ambientazioni varie, ambizioni elevate (il terzo episodio è tutto musicale), più libertà nel realizzare un racconto raffinato (da vedere l’inizio del primo episodio della seconda stagione che prima mostra ironicamente i propri set accanto alla città e poi racconta con un flashback inedito ciò che ha portato Neil all’insano gesto che lo ha catapultato nel gioco) e una pianificazione maggiore che si nota subito in come la trama funzioni meglio episodio per episodio.

Non cambia invece la scrittura, sempre arguta e in equilibrio tra il racconto dell’Odissea all’interno di un mondo semi-sconosciuto, un universo fantastico le cui regole però sono note poiché sono le medesime di Legend Of Zelda e l’Iliade dei molti combattimenti più o meno ironici per l’affermazione di una virilità sognata. Legend Of Neil così oscilla sempre tra la parodia e il gusto per la messa in scena di momenti topici degli action anni ’80. Non c’è solo la satira al mondo Nintendo: le citazioni e le ispirazioni spaziano attraverso tutto quel brodo di cultura popolare che si sviluppava negli anni di Zelda.

Ciò che davvero differenzia le due serie è il fatto che la prima sia totalmente indipendente, quindi distribuita su una molteplicità di piattaforme (di cui Xbox e Msn Video sono solo le prime per motivi di sponsorizzazione) e libera di esplorare i canali più vari per arrivare agli utenti, compresa la creazione di un brano musicale di dubbio gusto da vendersi in rete, mentre la seconda sia una serie figlia di un sito di produzione, dotata quindi di possibilità economiche maggiori nel momento in cui c’è l’evidenza del successo, ma vincolata ad un’unica piattaforma e a possibilità di guadagno limitate.

Al contrario, quello che accomuna le due serie di successo nello svolgersi delle seconde stagioni (che per entrambe sono al momento in corso) è il fatto di non aver deviato dal progetto originale. L’aumento di disponibilità economica e di risonanza mediatica in rete non ha portato ad un allargamento dell’audience, cosa che si nota anche nei numeri. Le visualizzazioni per entrambe sono rimaste più o meno in media mentre la cosa che è senza dubbio aumentata è la fedeltà degli utenti i quali, al di là del loro numero, sono la vera ricchezza e il vero segno di successo per una serie diffusa in rete.

LEGEND OF NEIL 2° STAGIONE – EPISODIO 1
THE GUILD 2° STAGIONE – EPISODIO 1

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • M.R. scrive:
    Fossi in google.....
    ..... a questo punto, per non dargliela vinta a nessuno, aprirei delle redazioni giornalistiche nei vari paesi: perchè pagare altri per qualcosa che posso fare io (e i mezzi economici non mancano)?Inoltre io MAI E POI MAI PAGHEREI PER LEGGERE NOTIZIE OLINE, senza contare che la pluralità di acXXXXX alle informazioni (stesse notizie da più fonti con più approcci diversi) fa si cheognuno possa farsi una IDEA QUANTOMENO CHIARA E PERSONALE dei fatti sviscerando tutti quei commenti e quei modi di "riportare" tali notizie PALESEMENTE DI PARTE (cosa tanto cara all' attuale governo).
    • Bello sguardo scrive:
      Re: Fossi in google.....
      Io fossi in Google direi ciao ciao agli editori italiani e li segherei fuori sia da Google News che dal motore di ricerca.Poi vedi che si accorgono del valore delle indicizzazioni...
  • Lorenzo scrive:
    Non toccate Google News
    Capisco la preoccupazione degli editori ma Google News porta sui siti internet di pubblicazioni on-line e off-line centinaia di migliaia di visitatori al giorno. Il mio sito internet riceve 3000 visite al giorno da parte di Google News. Se così non fosse perderei buona parte dei miei introiti pubblicitari.
  • Funz scrive:
    Ma patteggiare che?
    Patteggiare, almeno in italiano, ha un altro significato (che Berlusconi conosce bene, ma i berlusconiani assolutamente no!)
  • www scrive:
    l'ultima spiagga...
    Siamo veramente alla frutta se si cerca di far cassa tentando di mungere la "XXXXX grassa" google con questi stratagemmi... spero che sia l'ultimo grido di morte dell'editoria tradizionale...
    • bubba scrive:
      Re: l'ultima spiagga...
      - Scritto da: www
      Siamo veramente alla frutta se si cerca di far
      cassa tentando di mungere la "XXXXX grassa"
      google con questi stratagemmi... spero che sia
      l'ultimo grido di morte dell'editoria
      tradizionale...io, dopo qualche trattativa (che comprenda benefit googoliani, ma non denaro) gli pianterei una legnata in stile UK... quando google ha detto ciaociao alla performing Right Society (PRS) che voleva miliardi per i videoclip su youtube [dopo molto tempo si sono riaccordati sino al 2012, ma non si sa se ci sia stato un impegno economico di google. probabilmente si, ma pari a quello precedente e non quello esoso da loro richiesto].
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