WebTheatre/ Il 2008 in video

di Gabriele Niola - Il clamoroso sciopero degli autori di Hollywood nel 2008 ha stimolato nuove produzioni e spinto nuovi investitori verso la rete. Il quadro di un cambiamento che nel Mondo promette moltissimo, meno in Italia

La madre di tutti i cambiamenti per il 2008 è stato il grande sciopero degli sceneggiatori di Hollywood che, iniziato nel 2007, ha fatto sentire i suoi effetti solo nel 2008 quando il risultato delle fatiche, dei progetti e delle idee messe in campo in quei mesi di sciopero è arrivato a compimento. Da lì sono venuti moltissimi progetti il più noto dei quali è stato Dr. Horrible Sing-along Blog di Joss Whedon, che ha saputo prendere tutto quello che è stato sviluppato su internet in termini di stardom, linguaggi e tematiche, sintetizzarlo, sistemarlo e proporlo ad un pubblico più grande.

Dr Horrible Inoltre, vedere e sapere all’opera sceneggiatori noti con progetti liberi ha dato forza anche agli indipendenti più reticenti a misurarsi con la produzione per la rete e ha dato a chi i soldi li deve investire qualche garanzia in più per osare.

Lo sciopero degli autori ha solamente accelerato un processo inevitabile , gradualmente più attori di richiamo si sono dedicati a piccoli o grandi progetti online senza timore (come ad esempio Rosario Dawson o Jack Black), alzando la qualità produttiva media (attori migliori pretendono standard migliori) e facendo di fatto nascere una costola della produzione di video per la rete: quella dei video professionali.
La prima conseguenza di questo è stata che, con più volti di richiamo e più investimenti nella distribuzione, è aumentato anche il pubblico portando indubbi vantaggi al mare di indipendenti che in rete sono la vera massa produttiva.

La rete è dunque passata da un imbuto distributivo (YouTube) a una moltiplicazione delle fonti emittenti, con diversi siti di videosharing che si sono guadagnati la fiducia di produttori e registi (come ad esempio Blip) e diversi canali indipendenti (come My Damn Channel o College Humor) che hanno conquistato sempre più importanza tanto che anche Flickr, storica comunità di photosharing, si è aperta ai video. Si è stabilito col tempo l’uso di una distribuzione diffusa e non vincolata: i video sono sul sito di chi li ha prodotti ma sempre anche su un altro canale all’interno di un aggregatore più grande.

Il successo economico straordinario di Hulu (la joint venture di NBC, FOX e altri network che offre, a fronte di poca pubblicità, la visione gratuita, in alta qualità e on demand dei contenuti televisivi e cinematografici di maggior successo) ha messo in crisi YouTube mostrando che è possibile monetizzare i contenuti video in rete, basta che siano quelli giusti .
Anche Google dunque è stato costretto ad adeguare il suo gigante del video, cambiando il formato, introducendo la possibilità della visione in alta qualità, migliorando i filtri e i sistemi di advertising e infine aprendosi sempre di più a collaborazioni con canali televisivi.
Lo stesso, tuttavia, si va radicando l’idea che a fronte di una rivoluzione nell’uso e nella diffusione dei video autoprodotti il vero guadagno YouTube possa farlo unicamente grazie alla musica.

Se da una parte dunque i contenuti televisivi professionali con il loro arrivo hanno portato molti spettatori in più, dall’altra le produzioni destinate esplicitamente alla rete hanno canonizzato la loro forma nella serialità di tipo televisivo. Dunque anche se il linguaggio è sempre meno quello della tv (e anche i contenuti sono più audaci ), il formato di distribuzione episodico di stile televisivo è quello economicamente più conveniente sia per la narrazione di storie sia per gli show.

A differenza di ciò che accadeva alla fine del 2007, adesso esiste effettivamente una produzione a budget più alto (per quanto sempre bassissimo se confrontato con quello degli show o delle serie per la televisione vera) che si affianca e numericamente schiaccia quella indipendente che comunque rimane, come in tutti i campi, la più innovativa.

Se da una parte i grandi network televisivi e i grandi studi cinematografici hanno tutti aperto una propria sezione dedicata esclusivamente alle produzioni per internet (alcune delle quali molto note e interessanti come HBO Labs o theWB.com) dall’altra le tantissime novità di linguaggio ed evoluzioni della serialità per la rete introdotte rispetto nell’anno passato sono state incorporate nella produzione mainstream sempre a partire dagli indipendenti: lo screencasting è diventata una modalità acclarata e codificata di raccontare, la videoconfessione non esiste più ma il suo stile visivo (webcam e sguardo in camera) è entrato a far parte stabilmente del modo con il quale si comunicano concetti, la viralità è sempre meno un driver per la realizzazione di serie, le storie e gli argomenti più trattati rimangono ancora quelli della nicchia degli early adopters anche se spesso si appoggiano a personaggi situazioni e dinamiche entrate nell’immaginario collettivo grazie a serie tv o film di successo allargandone e esplorandone nuovi confini.

The guild Ad ogni modo per il 2009 rimangono sicuramente molti elementi di crisi. Non esiste ancora un modello di business che possa dirsi davvero sostenibile, in pochi guadagnano davvero da ciò che fanno per la rete e al momento tale produzione funziona prettamente da vetrina cosa che risulta in poca continuità di risultati. Le serie migliori durano pochissimo e solo alcune molto sponsorizzate vanno avanti. I risultati sorprendenti di Dr. Horrible sia online (vendite straordinarie della colonna sonora e degli episodi su iTunes nonostante fossero andati online anche gratuitamente per un periodo limitato) che ora prevedibilmente con i DVD venduti tramite CreateSpace di Amazon, non possono fare testo.
I contenuti inoltre non si muovono dal computer . Come ogni cosa anche il video prodotto per la rete oggi si fruisce sul computer ma probabilmente non sarà lo stesso domani, il pc è solo uno strumento di passaggio come è stato per la musica online, i suoi contenuti sono destinati a finire da altre parti e non si è capito ancora se quest’altra destinazione sarà il televisore o qualcos’altro.

E proprio la televisione ha cominciato ad incorporare le dinamiche da internet, soprattutto da noi in Italia , dove in rete non si muove quasi nulla (se non il consolidamento della leadership solitaria di Zoro) se non passa per la televisione.
È arrivata Current TV, filiale nostrana dell’idea di Al Gore di una televisione che si basi sui contributi degli spettatori e utilizzi i formati della rete, portando idee, formati e risultati qualitativamente ottimi e sono andate online e in rete due esperimenti di segno opposto benché politicamente affini come Red.tv e YouDem. Ma simili esperimenti non fanno che mostrare che fino ad ora in Italia non si è creata una mentalità da produzione indipendente. Gli utenti non producono molto e i proam (cioè quel settore che non è professionale ma che è più appassionato della media) nemmeno sperimenta molto le distribuzioni alternative. Si girano moltissimi cortometraggi o documentari ma non vengono mandati in rete o su canali come Current TV. C’è ancora una sostanziale sfiducia probabilmente fomentata dall’ignoranza riguardo le nuove possibilità.

DR. HORRIBLE SING-ALONG BLOG – EPISODE ONE

THE GUILD – EPISODE ONE

CURRENT TV – L’ECONOMIA DEL DONO

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • intervista PI scrive:
    intervista RAI
    Per chi fose interessato consiglio l'ascolto dell'intervista RAI: RAI International, "Taccuino Italiano", 5 Marzo 2008http://www.philosophyofinformation.net/massmedia/intervista%20rai%20international.mp3
  • AMEN scrive:
    Re: Filosofia & tecnologia in Italia
    - Scritto da: Gengis Ghat
    Se avete mai messo piede in un'aula di filosofia
    in un'università italiana, 9 volte su 10 trovate
    un professore cadente e incartapecorito che
    biascica tremebondo passi di Hegel, Heidegger,
    Husserl Mah, nel 95 feci un corso di filosofia all'università in cui si trattava di nuove tecnologie, internet, ecc, eccForse sono stato fortunato io....
  • Jonotespere scrive:
    Bell'articolo
    Davvero un bell'articolo.La filosofia, a mio parere, altalena sempre tra lo sterile, nel peggiore dei casi, e l'illuminante, nel migliore dei casi; sempre a mio parere esempi come questo sono un ottimo tentativo di illuminare alcuni aspetti che il singolo individuo percepisce, che la collettività percepisce, ma che non riesce a spiegare.Particolarmente illumninante è il punto: "Cartesio che identifica nell' "Io penso" la soluzione del fondamento della conoscenza, solo nella sua stanza davanti al focolare, o Newton che solo, sotto l'albero di mele, scopre la gravitazione universale, sono vignette al massimo di valore pedagogico elementare. Di fatto il sapere è un'impresa collaborativa, ci sono sempre meno geni isolati e sempre più reti di collaborazione, scuole, gruppi di ricerca."Siamo sempre abituati a pensare che le più grandi opere d'arte o d'intelletto siano frutto di un singolo individuo, che magari riesce a far confluire nella sua opera il lavoro e le esperienze di una cerchia di individui, ma il merito va al singolo: si pensi al fatto che, ad esempio, nella produzione di un album musicale si attribuisce la stragrande maggioranza del merito all'artista sotto il cui nome l'album verrà pubblicato, o nella realizzazione di un gioco elettronico a un singolo "genio" che magicamente imbeve il prodotto finale della sua maestria (Miyamoto, Molyneux, ecc. ecc.).In realtà, e questo gli addetti ai lavori lo sanno e la maggior parte della gente lo presume, il lavoro di un'opera d'ingegno E' SEMPRE COLLABORATIVO: attraverso la Rete e il forte interrelazionamento che questa ha portato con se, comprendiamo sempre meglio che, per quanto sia innovativo o geniale un singolo individuo, ciò che egli produce è il frutto del lavoro di molti, tantissimi, che magari il "genio" neanche conosce, ma da cui ha preso spunto, e senza quello spunto non sarebbe mai riuscito a creare ciò che ha creato.Lode alla filosofia, quando ci aiuta a comprendere meglio la realtà, che è sempre stata sotto gli occhi di tutti, ma che nel vivere quotidiano viene dimenticata o distorta.
    • Stein Franken scrive:
      Re: Bell'articolo
      Stai mischiando Progresso con Filosofia.
      • gordianus scrive:
        Re: Bell'articolo
        La rete è uno dei prodotti del progresso, la filosofia una delle cose che ci metti dentro, oltre che una delle fonti di ispirazione per la sua struttura.Prova a leggerti questo: http://www.estropico.com/id171.htm, Motori di creazione di K. Eric Drexler, nei passi dove parla degli ipertesti, ma anche tutto se ne hai voglia.
  • Stein Franken scrive:
    Filosofia?
    Molta gente si crede piu importante o "acculturata" perchè parla o studia qualcosa legato alla filosofia.Eppure concretamente è un esercizio mentale, come giocare ad una console o risolvere un sudoku.Troppa importanza viene data ad una materia che sostanzialmente non ha utilità, ma dato che ci sono una miriade di correnti di pensiero, sicuramente qualcuno riuscirà a dire: EH MA TU PENSI COME IL TIZIO XYZ, VEDI CHE FUNZIONA?Ognuno è libero di fare quello che vuole nel suo tempo libero (e ci mancherebbe). Se uno vuole studiarsi filosofia e tutto quello che ci circonda, è libero di farlo.Ma certamente non è una soluzione per i problemi di oggi.
    • tizio incognito scrive:
      Re: Filosofia?
      - Scritto da: Stein Franken
      Molta gente si crede piu importante o
      "acculturata" perchè parla o studia qualcosa
      legato alla
      filosofia.

      Ognuno è libero di fare quello che vuole nel suo
      tempo libero (e ci mancherebbe). Se uno vuole
      studiarsi filosofia e tutto quello che ci
      circonda, è libero di
      farlo.
      Ma certamente non è una soluzione per i problemi
      di
      oggi.non so che gente frequenti, ma non ho mai conosciuto nessuno che si sia professato piu' acculturato grazie alla filosofia.anzi, i migliori filosofi di professione che ho incontrato sono sempre stati persone molto umili.forse ti riferisci al tuo vicino di pianerottolo che fa il figo con le citazioni da selezione del reader's digest.inoltre, anche se in molti campi la filosofia e' solo speculativa, e non pretende di essere altrimenti, in altri puo' fornire sicuramente soluzioni a problemi di oggi: l'esempio classico e' la bioetica, ma anche l'etica in generale.la tua sembra la scusa dello studentello che non vuole studiare matematica: "ma a cosa mi serve nella vita?"
      • Stein Franken scrive:
        Re: Filosofia?
        Il tuo ultimo commento mi fa pensare che te la sei presa sul personale. ma anche l'etica in generale lol decisamente no.Ti chiedo, ma al giorno d'oggi ha ancora senso perdere tempo in questa maniera? No sai, perchè per risolvere i problemi è necessario fare qualcosa, e non solo sparare parole.
        • tizio incognito scrive:
          Re: Filosofia?
          - Scritto da: Stein Franken
          Il tuo ultimo commento mi fa pensare che te la
          sei presa sul
          personale.

          ma anche l'etica in generale

          lol decisamente no.



          Ti chiedo, ma al giorno d'oggi ha ancora senso
          perdere tempo in questa maniera? No sai, perchè
          per risolvere i problemi è necessario fare
          qualcosa, e non solo sparare
          parole.prima di agire bisogna pensare... bisogna dare la possibilita' ad un malato terminale di morire come vuole? questo e' un problema di etica=filosofia. bisogna solo agire? e come?e' lecito cercare di prolungare con ogni mezzo la vita dell'uomo?il progresso deve andare avanti in ogni modo in ogni campo? (vedi armamenti)e' giusto andare in un paese povero a comprarmi un rene e farmelo trapiantare, se me lo posso permettere?posso produrre mine antiuomo, se aiuta l'economia del mio paese?ecc eccdove starebbe la perdita di tempo?puoi rinunciare a pensare su questo ed altri argomenti, se vuoi, ci sara' sempre qualcuno che lo fara' al posto tuo.
        • essere il problema scrive:
          Re: Filosofia?
          Risolvere i problemi ???Innanzitutto devi identificarli,poi devi trovare delle possibili soluzioni,poi confrontarle tra loro e solo dopo "agire".Altrimenti ti metti nella massa di quelli che creano i problemi che poi "altri" dovranno risolvere.E l'arte da creare?Le invenzioni da elaborare?Le scoperte scientifiche?I libri, le canzoni, i film da scrivere?Per tutto questo serve saper ragionare ...... e filosofia, matematica, letteratura & C.sono un'ottima palestra.
    • La Gaja Scienza scrive:
      Re: Filosofia?
      - Scritto da: Stein Franken
      Molta gente si crede piu importante o
      "acculturata" perchè parla o studia qualcosa
      legato alla
      filosofia.

      Eppure concretamente è un esercizio mentale, come
      giocare ad una console o risolvere un
      sudoku.

      Troppa importanza viene data ad una materia che
      sostanzialmente non ha utilitàBravo.Anche l'arte non "ha alcuna utilità".Obiettivamente, cosa ce ne facciamo di una sinfonia di Beethoven, di un quadro di Leonardo, di un affresco di Michelangelo, di una fuga di Bach, di un romanzo di Flaubert? Ma anche, cosa ce ne facciamo di un album dei Pink Floyd, di un romanzo di Nabokov, di un videogioco dell'ultima generazione?A cosa ci serve contemplare un'aurora boreale, un viaggio in aereo sull'oceano, una foresta primordiale?A cosa ci serve conoscere delle persone, imparare a interagire con altri esseri viventi (umani e animali), amare e odiare?A cosa ci serve divertirci studiando i deliri di filosofi passati e futuri?A niente, forse.Ma le cose devono per forza "servire" a qualcosa?Non è forse più povero l'animo di colui che, di fronte a un oggetto, come prima cosa si chiede "a che serve?" e non invece se non gli possa dare qualcosa in termini di emozioni e piacere estetico? Piacere estetico che può essere della più pura materialità quanto estremamente intellettuale e astratto.Chiedete a un matematico d'alto livello per quale motivo studia quel che studia. Difficilmente vi risponderà "perché serve a questo e a quest'altro", e assai facilmente vi parlerà invece della bellezza, dell'armonia e del piacere che trae operando coi numeri e le quantità astratte.E lo stesso per la filosofia, dove al posto dei numeri vi stanno i concetti in quanto strumenti con cui interagiamo con questa strana cosa che è il mondo là fuori.E allora, se proprio la filosofia deve servire a qualcosa, può servire a provare a vedere il mondo in maniera diversa dal noto, a smontare e mettere in discussione le verità che diamo per scontato; ovviamente a patto che sia filosofia viva, e non quella irrigidita e imbalsamata dietro alle cattedre dell'università.Ma temo che tutto ciò sarà assai difficile da capire a chi ha scritto il commento che precede il mio...
      • aktarus scrive:
        Re: Filosofia?
        - Scritto da: La Gaja Scienza
        - Scritto da: Stein Franken

        Molta gente si crede piu importante o

        "acculturata" perchè parla o studia qualcosa

        legato alla

        filosofia.



        Eppure concretamente è un esercizio mentale,
        come

        giocare ad una console o risolvere un

        sudoku.



        Troppa importanza viene data ad una materia che

        sostanzialmente non ha utilità

        Bravo.
        Anche l'arte non "ha alcuna utilità".
        Obiettivamente, cosa ce ne facciamo di una
        sinfonia di Beethoven, di un quadro di Leonardo,
        di un affresco di Michelangelo, di una fuga di
        Bach, di un romanzo di Flaubert? Ma anche, cosa
        ce ne facciamo di un album dei Pink Floyd, di un
        romanzo di Nabokov, di un videogioco dell'ultima
        generazione?
        A cosa ci serve contemplare un'aurora boreale, un
        viaggio in aereo sull'oceano, una foresta
        primordiale?
        A cosa ci serve conoscere delle persone, imparare
        a interagire con altri esseri viventi (umani e
        animali), amare e
        odiare?
        A cosa ci serve divertirci studiando i
        deliri di filosofi passati e
        futuri?
        A niente, forse.

        Ma le cose devono per forza "servire" a qualcosa?
        Non è forse più povero l'animo di colui che, di
        fronte a un oggetto, come prima cosa si chiede "a
        che serve?" e non invece se non gli possa dare
        qualcosa in termini di emozioni e piacere
        estetico? Piacere estetico che può essere della
        più pura materialità quanto estremamente
        intellettuale e
        astratto.

        Chiedete a un matematico d'alto livello per quale
        motivo studia quel che studia. Difficilmente vi
        risponderà "perché serve a questo e a
        quest'altro", e assai facilmente vi parlerà
        invece della bellezza, dell'armonia e del piacere
        che trae operando coi numeri e le quantità
        astratte.
        E lo stesso per la filosofia, dove al posto dei
        numeri vi stanno i concetti in quanto strumenti
        con cui interagiamo con questa strana cosa che è
        il mondo là
        fuori.

        E allora, se proprio la filosofia deve
        servire a qualcosa, può servire a provare
        a vedere il mondo in maniera diversa dal noto, a
        smontare e mettere in discussione le verità che
        diamo per scontato; ovviamente a patto che sia
        filosofia viva, e non quella irrigidita e
        imbalsamata dietro alle cattedre
        dell'università.

        Ma temo che tutto ciò sarà assai difficile da
        capire a chi ha scritto il commento che precede
        il
        mio...Quoto tutto in pieno, e aggiungo...La filosofia altro non è che il pensiero umano. Studiare filosofia significa studiare l'evolversi del pensiero umano su praticamente tutto.se non ci fosse la filosofia non ci sarebbe nemmeno il computer su cui sta scrivendo la persona che ha detto che la filosofia "non serve". I primi matematici erano filosofi, il computer l'ha inventato un filosofo.@franken: guarda che tu hai fatto della filosofia. Anzi esiste proprio una filosofia alla base del tuo pensiero. http://it.wikipedia.org/wiki/UtilitarismoLa filosofia è molto vasta e bellissima, come tante altre cose che non puoi apprezzare finchè non le conosci più a fondo..A.
      • VonStrucker scrive:
        Re: Filosofia?
        - Scritto da: La Gaja Scienza
        - Scritto da: Stein Franken

        Molta gente si crede piu importante o

        "acculturata" perchè parla o studia qualcosa

        legato alla

        filosofia.

        Troppa importanza viene data ad una materia che

        sostanzialmente non ha utilitàgiustissimo
        Bravo.
        Anche l'arte non "ha alcuna utilità".
        Obiettivamente, cosa ce ne facciamo di una
        sinfonia di Beethoven, di un quadro di Leonardo,
        di un affresco di Michelangelo, di una fuga diI filosofi, e gli intellettuali in generale si vantano di interessarsi di materie complicate incomprensibili alla "gente comune" che tanto disprezzano, e giustificano la loro parassitaria esistenza con la loro, pretesa superiorita'; da piccoli arroganti e vili giullari che, dalla loro tranquilla esistenza al servizio del regime di turno sbeffeggiano e disprezzano chi, invece deve lavorare e produrre.Puntualmente quando viene loro mossa qualche, del tutto legittima critica sul fatto di vivere alle spalle di chi lavora immediatamente scattano le rispostine arroganti e le arie di superiorita' di chi si sente superiore perdiritto divino, di chi si sente importante e si arroga il diritto di comandare sulla "massa ignorante".In realta' questi poveri mentecatti, persi nel loro mondo di fantasie sono talmente inutili che se morissero tutti all' istante nessuno noterebbe la differenza, essendo il loro unico ruolo nella societa' quello, del tutto occasionale di sostenere, con la loro inesauribile e sgradevole chiacchiera il politicante che paga loro lo stipendio.Per questa sfibrante fatica agli "intellettuali" e' riconosciuto il diritto di presentarsi a fine mese e riscuotere un indennita' di presenza, non essendo loro richiesti ne' qualsiasi tipo di produzione ne' qualsiasi tipo di risultato.http://prometheus.greatnow.com
        • Adamo ed Eva scrive:
          Re: Filosofia?
          Noi pensiamo che tu sia molto XXXXXXXXX.Stai passando la vita a riempire il cyberspazio di XXXXXXX.
    • memmeggi scrive:
      Re: Filosofia?
      non penso assolutamente si possa parlare di importanza di una scienza rispetto ad un'altra..ogni disciplina nella sua specificità trasmette conoscenza e contribuisce alla formazione globale dell'essere umano..ogni scienza è teoria così,scienza è pratica...ah, e mi dispiace molto per coloro che ritengono che se dovesse morire un filosofo non se ne accorgerebbe nessuno e invettive varie...beh, ritengo questi, segni di forte chiusura dovuta ad un altrettanto grande debolezza. l' intelletto lo possediamo tutti...tutti siamo intellettuali a nostro modo...chi ha scritto alcune delle risposte precedenti ha denigrato anche se stesso...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 gennaio 2009 00.33-----------------------------------------------------------
    • Shiba scrive:
      Re: Filosofia?
      - Scritto da: Stein Franken
      Ma certamente non è una soluzione per i problemi
      di
      oggi.Il tuo modo di generalizzare i problemi è triste, scusa se te lo dico...
    • Scoramento scrive:
      Re: Filosofia?
      - Scritto da: Stein Franken
      Ognuno è libero di fare quello che vuole nel suo
      tempo libero (e ci mancherebbe). Se uno vuole
      studiarsi filosofia e tutto quello che ci
      circonda, è libero di
      farlo.
      Ma certamente non è una soluzione per i problemi
      di
      oggi.Mi risulta che i "problemi di oggi" siano tutto meno che di natura tecnica o tecnologica: si parla di logica, buonsenso ed etica applicati alla tecnologia e allo sviluppo umano (e questo articolo prende in esame un aspetto della questione). La filosofia ti insegna ad affrontare questi problemi anche e soprattutto attraverso una coscienza critica, che è l'opposto del ragionamento per cui "xy dice così". Non è propriamente una disciplina da nulla...
    • AMEN scrive:
      Re: Filosofia?
      - Scritto da: Stein Franken

      Eppure concretamente è un esercizio mentale, come
      giocare ad una console o risolvere un
      sudoku.Povero te
  • Illuminismo Subito scrive:
    Filosofia = FUD
    Fatti, non pugnette!(idea)
    • Shiba scrive:
      Re: Filosofia = FUD
      - Scritto da: Illuminismo Subito
      Fatti, non pugnette!
      (idea)Sai vero che la più grande filosofia nasce dall'Illuminismo? :)
    • Scoramento scrive:
      Re: Filosofia = FUD
      A nome di tutti i filosofi, umanisti, ex-studenti di licei classici: vi prego, utenti di PI, parlate di informatica e non fate sparate su filosofia... ;)Questo discorso NON vale per l'autore dell'articolo e, naturalmente, per il professore.
      • Might scrive:
        Re: Filosofia = FUD
        - Scritto da: Scoramento
        A nome di tutti i filosofi, umanisti, ex-studenti
        di licei classici: vi prego, utenti di PI,
        parlate di informatica e non fate sparate su
        filosofia...
        ;)A nome di tutti gli informatici e di tutti i netizen: umanisti e filosofi che credono di sapere già tutto e che quindi non hanno necessità di imparare più nulla (e quindi non tutti, per carità, l'articolo di oggi dimostra che scienze umanistiche e scientifico/tecnologiche possono benissimo progredire insieme), imparate qualche nuovo concetto scaturito dall'era dell'informazione, prima di pontificare.Quello che tu puoi scoprire oggi non è esattamente un neologismo, ma una parola antica che nel mondo della grande rete ha acquisito un nuovo significato: troll.Quel tale "Illuminismo Subito" ne è un esempio lampante, talmente lapalissiano che infatti sei stato uno dei pochissimi a cascarci.
  • giangiacomo rizzotto scrive:
    Re: Filosofia & tecnologia in Italia
    Caro Gengistrovo che il riferimento da te esposto nei confronti degli epistemologi sia fondamentale,,,ho avuto modo di studiarli da poco e trovo che la storia ad es della pratica induttiv attraverso i secoli abbia permesso alla scienza di ingrandirsi,migliorarsi,affrontare nuove tematiche e andare dritta al cuore della questine dell'intelligenza,,,xo il buon vecchio Heidegger una qustione l'ha sollevata e anche benenn mi pare il caso di schierare da una parte l'ermeneutica,la fenomenologia e dall'altra l'epistemologia come fossero tifosi di due formazioni rivali,siamo tutti sulla stessa barca e quindi ci puo stare che si pensi al probelma della tecnica e che si venga messi in guardia circa la ns tradizione e il ruolo che la tecnica possa avere adesso.tutto influenza il pensiero specie le nuove tecnologiericordi mc luan,il medium è il messaggio?è vicino sia a Heidegger che a T.S.KUhn(senza sconvolgimenti nn ci sarebbe alternanza tra crisi e scienza normale)quindi tutto fa brodo!sta poi all'abilità dei docenti coinvolgerci con nuove discussioni e probelmi su cui dipanare i vari perchè:-)
  • Margarit scrive:
    Università Italiana
    Studio all'Università di Bari e Floridi è un mio docente.Ritengo che la Filosofia in Italia sia molto viva soprattutto grazie a Professori come lui, Di Giandomenico, Costantino Esposito, ecc... (per citare solo Bari)
    • memmeggi scrive:
      Re: Università Italiana
      condivido. sono stati miei docenti e ci sarebbe da elencarli quasi tutti(e dico quasi)...molti di loro meritano un infinito grazie per ciò che riescono a trasmetterci:quel tesoro inestimabile che è la cultura, l'apertura e l' accoglienza di pensieri diversi, la capacità di mettersi in discussione, in quella discussione sana, costruttiva e non distruttiva di chi impone il proprio punto di vista e ci costruisce un muro intorno, un recinto chiuso, inviolabile...pernso che un grazie sia il minimo che possano ricevere!
  • ermete scrive:
    filosofia senza parola
    Ho messo più di un piede nell'università italiana e proprio studiando Hegel, Husserl ed Heidegger - in realtà incomprensibili per chi non sia già filosofo - ora posso studiare i processi produttivi e organizzativi della mia azienda, scegliere il lavoro che preferisco e soprattutto comprendere ciò che le menti "binarie" dei colleghi cresciuti all'ombra delle ingenua scienza, si ostinano a non voler capire.Saludos y besos
    • sistemax scrive:
      Re: filosofia senza parola
      illuminaci
      • eh beh scrive:
        Re: filosofia senza parola
        "Il 'non' non nasce dalla negazione ma la negazione si fonda sul "non" che scaturisce dalla nientificazione del niente.La negazione non può essere considerata come l'unico o il principale comportamento nientificante in cui l'esserci resta scosso dalla nientificazione del niente"Avesse detto Carnap, ma Heidegger... neanche Heidegger stesso ha mai capito una XXXXXXX di cosa fosse metafisica, quindi tranquillo: non sa di cosa stia parlando (nessuno lo sa) e fanno bene i "binari" a contenerlo nel fondo della piramide produttiva, nel filosofico cimitero degli elefanti, ovvero l'ultima stanzetta polverosa dell'ultimo corridoio del seminterrato, la' dove e` inutilmente innocuo. :D
        • ermete scrive:
          Re: filosofia senza parola
          Hai certamente ragione - temere ciò che non si conosce e relegarlo nel dimenticatoio è un atto divinamente umano. Se tu non sai che cosa ha detto Heidegger non significa che nessuno lo sappia, ma molto più umilmente che non lo hai capito tu. Capita, non c'è da scaldarsi...
          • gordianus scrive:
            Re: filosofia senza parola
            La capacità di ragionare si può formare in molti modi; se ne dichiari buono uno soltanto, dimostri di avere ancora molti tomi o molti bit da masticare.
          • eh beh scrive:
            Re: filosofia senza parola
            - Scritto da: ermete
            Hai certamente ragione - temere ciò che non si
            conosce e relegarlo nel dimenticatoio è un atto
            divinamente umano. Se tu non sai che cosa ha
            detto Heidegger non significa che nessuno lo
            sappia, ma molto più umilmente che non lo hai
            capito tu. Capita, non c'è da
            scaldarsi...Oh no, io so benissimo cosa abbia detto Heidegger, infatti come (non?) avrai notato, l'ho persino scritto :)Più che altro avanzo l'ipotesi che le tue curiose certezze sul ciarpame metafisico di Heidegger (che già da sole basterebbero a strappare un sorriso compassionevole e maligno a un tempo sulla qualità del tuo entrare con "più di un piede nell'università italiana") siano completamente inutili ai fini della "scelta del lavoro che preferisci" :D (bella questa!) o altre banalità relative a chi cresca all'ombra de "l'ingenua scienza". E soprattutto, vero filosofo o meno, che tu ne sia del tutto ignaro ;) Ciao Ciao :)
          • ermete scrive:
            Re: filosofia senza parola
            Solo un vero genio del pensiero può riuscire ad affermare di sapere ciò è è utile o meno per le scelte di vita di qualcun altro. Ed evidentemente anche i fattori psicologici, che portano gli individui ad innervosirsi per difendere il proprio fortino di certezze, saranno sicuramente altro ciarpame inutile e dannoso...E sempre in tema di ingenuità, secondo te è sufficiente copiaincollare una frase di Heidegger per dimostrare di averne compreso il significato? E' questo il metodo che si insegna oggi all'università? I risultati sono sotto gli occhi di tutti.Su con la vita!
    • VonStrucker scrive:
      Re: filosofia senza parola
      - Scritto da: ermete
      Ho messo più di un piede nell'università italiana
      e proprio studiando Hegel, Husserl ed Heidegger -
      in realtà incomprensibili per chi non sia già
      filosofo - ora posso studiare i processi
      produttivi e organizzativi della mia azienda,
      scegliere il lavoro che preferisco e soprattutto
      comprendere ciò che le menti "binarie" dei
      colleghi cresciuti all'ombra delle ingenua
      scienza, si ostinano a non voler
      capire.Traducendo:Hai frequentato una facoltá "umanistica" ed ora ricopri una posizione da dirigente pur non avendone minimamente la competenza, grazie alla complicitá di qualche altro tuo simile alle "risorse umane" ed alla tua chiacchera con cui, puntualmente riesci ad IMBROGLIARE gli interlocutori e a "vincere" le discussioni.voi umanisti siete abituati alle discussioni "umanistico-filosofiche" cioe' allucinate tiritere dove uno puo' affermare quello che vuole, anche dire che il mondo non esiste e che quello che vediamo ce lo stiamo inventando(una buona parte dei "filosofi" crede appunto a questo ! ) a patto di NON CONTRADDIRSI. Generalmente, infatti nelle discussioni "umaniste" il "vincitore" e' proprio chi riesce a far cadere in contraddizione l' avversario.La natura di contorti IMBROGLIONI di questa, spregevole massa di parassiti emerge gia' dal considerare la discussione una gara che si debba "vincere", non uno sforzo comune per ricercare la verita', obiettivo invece del pensiero scientifico.Un dibattito in ambito scientifico, difatti verte sulle PROVE, su ESPERIMENTI, su dati OGGETTIVI ED INCONTROVERTIBILI, non su giochi di parole.Se uno scienziato, in polemica con un altro, invece di portare prove e risultati di esperimenti si mettesse a cercare le "contraddizioni" n quello che dice l' altro verrebbe mandato via a calci e considerato un ridicolo ciarlatano, cioe' un filosofo !http://prometheus.greatnow.com
  • Socrate scrive:
    Markette & C.
    Beh...cosa dire?Anche PI deve fare le sue brave markette!Chissà se questa pubblicità è pagata, gratuita o semplicemente occulta.L'opinione di un singolo individuo, fosse anche Platone, resta l'opinione di un singolo individuo.Troppi paroloni e troppe mast...zioni mentali non comunicano nulla e non contribuiscono all'accrescimento della conoscenza globale.Wikypedia è solamente la brutta copia della conoscenza condivisa e condivisibile.I sistemi P2P saranno sempre più stabilmente un mezzo di interscambio culturale.La rete è il VERO "global improvement" che favorirà la diffusione della conoscenza, attraverso la comunicazione.La pubblicità (sia essa gratuita, pagata o occulta) è e sarà sempre più il metro di misura per emarginare ed isolare la disinformazione dalla vera conoscenza.Buon 2009
    • andrea scrive:
      Re: Markette & C.
      ex cathedra...rileggiti un pò e fai autocritica, scrivi assai peggio di lui, nella sostanza...ricambio buon 2009
      • w4nderlust scrive:
        Re: Markette & C.
        Non solo, le sue mi sembrano affermazioni campate in aria, al contrario di quelle dell'articolo. Se si vuole aprire una discussione seria sul tema, che sia costruttiva e positiva, bisogna spiegare, portare dati, informazioni, articoli, o quantomeno qualcosa a favore della propria tesi che sia un po' più di frasi monolitiche come quelle dell'intervento. Se poi lo scopo non è intavolare una descrizione, ma una critica fine a se stessa... personalmente non condivido, ma così non si fa discussione.
    • Semmai scrive:
      Re: Markette & C.
      In effetti un prof di Oxford ha bisogno di pubblicità :D:Dchissà in che mondo vivi..
  • XYZ scrive:
    ok...
    Mah.. Confermo, bell'articolo. Ma non bisogna dimenticare che Internet è "cresciuto" negli anni '90, e sembra proprio che alcuni dei concetti "nati con internet" e che sono di loro natura "più filosofici" che concreti, anche qua vengano troppo spesso dimenticati..Volutamente magari. :/me si allontana verso l'orizzonte cavalcando un Tachikoma..
  • Stiv Giobs scrive:
    Articolo bello, ottima intervista
    Non conoscevo Luciano Floridi e sono molto contento di questa intervista. Da mettere in evidenza.
  • giacomo.mason scrive:
    Re: Filosofia & tecnologia in Italia
    in cui la stragrande
    maggioranza dei rami umanistici del sapere sono
    costretti in gabbie di vecchiume, dove nulla che
    abbia meno di 100/150 anni viene considerato
    degno d'essere
    studiato.In linea generale devo ammettere che è vero, anche se, come dice tizio incognito, le cose stanno fortunatamente cambiando anche lì' e le facoltà di Filosofia sono alla fin fine le più svlete a farlo.Personalmente ho fatto Filosofia alla Statale di Milano e vi assicuro che lì tirava un'altra aria (anche per via della tradizione legata alla fil della scienza): logica, matamatica, filosofia del linguaggio e attenzione alle nuove tecnologie (D'alessandro, Franzini ecc)
    • pippo scrive:
      Re: Filosofia & tecnologia in Italia

      In linea generale devo ammettere che è vero,
      anche se, come dice tizio incognito, le cose
      stanno fortunatamente cambiando anche lì' e le
      facoltà di Filosofia sono alla fin fine le più
      svlete a
      farlo.

      Personalmente ho fatto Filosofia alla Statale di
      Milano e vi assicuro che lì tirava un'altra aria
      (anche per via della tradizione legata alla fil
      della scienza): logica, matamatica, filosofia del
      linguaggio e attenzione alle nuove tecnologie
      (D'alessandro, Franzini
      ecc)Dato il livello di strafalcioni, direi che ti sei appena laureato...Poveri noi :D
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