WebTheatre/ YouTube diventa adulto

di Gabriele Niola - Da contenitore di tutto e distributore di tutto a contenitore di tutto e distributore di prodotti professionali. YouTube si ripensa in chiave business. Il futuro degli amatori?

Roma – Ieri abbiamo dato la notizia che YouTube ha chiuso un accordo con Disney, simile a quello che verrà presto chiuso con Hulu, per avere i contenuti della società proprietaria anche di reti come ABC e ESPN. Si tratta di una mossa in linea con gli altri esperimenti fatti in precedenza (con MGM e CBS) di portare sul portale UGC per eccellenza video professionali. Ma più che in passato quello della Disney sarà un momento di svolta profonda per tutto il mondo del video in rete . Perché ogni cosa che influenza YouTube influenza tutto il settore.

Non solo infatti YouTube porterà i video Disney utilizzando il player del sito originale (e non il proprio dunque), cosa che non aveva mai fatto prima, ma a partire dall’arrivo di quei video comincerà un profondo rinnovamento del design delle pagine che mostri il nuovo corso.
La novità più importante è che ci saranno 4 canali tra i quali scegliere: Movies, Music, Shows e Videos. I primi tre saranno destinati a prodotti “professionali” e l’ultimo all’UGC. Quello che è stato da sempre il segreto del successo e della grande utenza di YouTube passa in totale secondo piano per fare spazio alle opportunità di business. Già si era detto infatti dei problemi del sito di Google a monetizzare la sua immensa base utenti e di come invece Hulu, pur avendo infinitamente meno visite, riuscisse ad attirare investitori offrendo la sicurezza di contenuti professionali e lontani anni luce dalla cattiva immagine che può dare un video amatoriale.

Simili novità sono la logica prosecuzione del profondo ripensamento della struttura iniziato a dicembre, quando dalla direzione arrivarono 4 nuove direttive: regole più strette per ciò che è considerato un contenuto vietato ai minori di 18 anni, rimozione di tali video dall’elenco dei più visti o dei più selezionati come preferiti, un nuovo sistema imprevedibile per scegliere la thumbnail di un filmato e infine un controllo molto più rigido riguardo l’aderenza delle informazioni su un video e il video stesso. Più controllo per avere meno contenuti indecenti o ingannevoli e soprattutto perché non interferiscano con la parte più commerciale del sito (promozione e classifiche), quel genere di accorgimenti che differenziano una compagnia che deve trovare il profitto rispetto alla startup piena di ideali.

Il punto è che il video in rete si sta facendo sempre più professionale , player sempre maggiori entrano nell’arena. Ad oggi ogni grande studio di produzione hollywoodiano ha una divisione che si occupa di prodotti per la rete e la qualità media di siti di produzione come Strike.tv sta costantemente salendo. Segno che ci sono più investimenti e più fiducia nella materia. Chi fa serie online oggi può trovare dei produttori, nonostante la strada dell’indipendenza totale sia comunque ancora praticabile (nonché la più praticata), un sistema di finanziamento alternativo sta nascendo. Tutto il mondo del video in rete sta passando ad una dimensione professionale e YouTube non può fare eccezione e deve passare da contenitore di tutto e distributore di tutto a contenitore di tutto e distributore del meglio . Dove per “meglio” si intendono i contenuti più monetizzabili.

La nuova organizzazione di YouTube non significa che è finita l’era dei contenuti degli utenti ma che è finita una certa era delle videostar . Sarà sempre possibile caricare qualsiasi tipo di video e sarà sempre possibile linkarli ed embeddarli. Ciò significa che le clip di film, i video musicali, i video divertenti e i gatti che suonano il pianoforte non cesseranno di circolare od emergere dalla rete. Quello che finirà è una certa forma di autopromozione fomentata dallo stesso sito.

La nuova importanza che assumerà il contenuto professionale porterà in secondo piano le cose più serie fatte amatorialmente , quelle che ad oggi compaiono in evidenza nella home page del sito. Questi al massimo saranno chiamati ad una regolarizzazione, ad entrare nel nuovo regime come “professional” e quindi entrare in competizione con i canali ufficiali per un posto al sole. Sarà necessario avere molto più chiaro ciò che è realizzato seriamente da ciò che è amatoriale.

Questa evoluzione è un passo avanti che si attendeva da tempo perché in un certo senso mette sullo stesso piano professionisti ed amatori, entrambi in gara allo stesso modo per l’attenzione dell’utente. Ma da un altro punto di vista è uno svantaggio per i già svantaggiati amatori che ad oggi almeno possono contare sulla visibilità di una piattaforma quasi tutta loro e frequentatissima. Si ridiscute la nozione di contenuto professionale. Non è più la qualità della fattura a valere tale aggettivo ma la finalità per la quale è fatto . Un video professionale potrà anche essere produttivamente povero ma dovrà essere chiaro, ben corredato di informazioni, pubblicizzabile, accettabile ecc. per trovare spazio valevole su YouTube, altrimenti finirà nel mucchio disordinato con gli altri dal quale solo il passaparola potrà farlo emergere.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • giorgio tosi scrive:
    molti dubbi
    sono molto curioso di tale argomento perche' stiamo preparando un sito sulla citta' dove non facciamo cronaca inteso come riportare notizie locali ma solo per dare spazio ai problemi della citta' con inteviste ai cittadini video e foto.Ma per fare queste ultime tre cose mi chiedo a quali adempimenti sei soggetto? Devi far firmare qualche cosa ?se si dove reperirlo?Il sito (noi non siamo giornalisti ) non e' commerciale ma amatoriale deve necessariamente disporre al suo interno di un Giornalista ?
  • Aldo scrive:
    la contraddizione
    Mi sembra di aver capito che esiste una contraddizione di fondo: da una parte l'equiparazione blogger = editore, dall'altra il giornalista (come Pino Maniaci di Telejato) che viene rinviato a giudizio perchè non iscritto all'albo.
    • Andrea Buti scrive:
      Re: la contraddizione
      Beh, in realtà non è proprio blogger=editore, ma blog=prodotto editoriale. Sono due cose un po' diverse, il fatto è che per il blog potrebbe volerci un direttore responsabile (non si fa invece riferimento al ruolo dell'editore, questo è un problema diverso e ulteriore..) magari anche non giornalista.Il caso di Maniaci, invece, riguarda un'altra ipotesi. Se uno fa il giornalista, di fatto, senza essere iscritto all'Ordine dei Giornalisti, finisce sotto proXXXXX penale per esercizio abusivo di una professione (non sto esprimendo alcun giudizio sul caso concreto, ovviamente, ma solo ragionando in astratto).Diverso (spero!) il caso di un non giornalista che fa il blog, giacché, come detto all'inizio e confermato dalla sentenza di Cassazione blog e carta sono due cose diverse.Il problema è se deve comunque essere indicato un qualcuno come direttore responsabile nel blog. Anche non giornalista..ma cmq responsabile..
      • Wolf01 scrive:
        Re: la contraddizione
        si bhe ma allora chiunque non iscritto ad un albo dovrebbe finire sotto proXXXXX per esercitazione abusiva della professione... iniziamo a fare gli albi dei meccanici, degli elettricisti, dei programmatori, dei troll.Un conto è un medico che se esercita abusivamente mette in gioco la vita delle persone (ma anche se fosse iscritto all'albo, un idiota resta sempre idiota anche con un pezzo di carta in più), ma un giornalista, con tutto quello che si sente in giro... dai per favore, vogliono proteggere delle categorie che non avrebbe senso proteggere in quanto il lavoro dovrebbe essere riconosciuto in base alla bravura e non al pezzo di carta
        • Stan scrive:
          Re: la contraddizione
          O avvocati... :ohttp://www.youtube.com/watch?v=zCpuxmux-YY
          • Wolf01 scrive:
            Re: la contraddizione
            Soprattutto avvocati :o che se sbagliano ci va di mezzo gente innocente e tutto quello che dicono è "eh vabbè, ci andrà meglio la prossima volta, intanto sgancia il malloppo"
    • Funz scrive:
      Re: la contraddizione
      La contraddizione più grossa è usare una legge del 1948 (ottima per la stampa, per carità) per regolamentare Internet.
      • Wolf01 scrive:
        Re: la contraddizione
        Io avrei usato il codice di Hammurabi :o
      • CCC scrive:
        Re: la contraddizione
        - Scritto da: Funz
        La contraddizione più grossa è usare una legge
        del 1948 ( ottima per la stampa , per carità) per
        regolamentare
        Internet.ottima per la stampa???no, praticamente anticostituzionale, semmaiin quanto in evidente contrasto con l'art. 21 della costituzione: "Art. 21.Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.[...]" tutti è diverso da un direttore responsabile iscritto all'albo dei giornalisti...tutti è diverso da giornalista iscritto all'albo dei giornalisti...liberamente vuol dire senza limitazioni...ogni altro mezzo di diffusione comprende internet...lo spirito della norma costituzionale è chiarissimo, e la legge sulla stampa nonché le varie proposte di legge "su internet" sono chiaramente in contrasto con quello spirito
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