La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare l’accesso a WhatsApp per i chatbot AI di terze parti fino al termine dell’indagine. L’azienda di Menlo Park aveva consentito l’accesso gratuito solo per 30 giorni. Meta deve rispettare l’ordine entro cinque giorni lavorativi.
Rischio di gravi danni per i concorrenti
Meta aveva annunciato nuovi termini d’uso di WhatsApp Business che prevedevano il ban per i chatbot di terze parti a partire dal 15 gennaio 2026. La Commissione europea ha quindi avviato un’indagine antitrust il 4 dicembre 2025. Circa due mesi dopo è stata confermata la violazione delle norme sulla concorrenza.
Meta ha nuovamente consentito l’accesso a WhatsApp, imponendo però il pagamento di commissioni tra 0,0490 e 0,1323 euro per ogni risposta fornita dal chatbot. A metà aprile, la Commissione ha comunicato che questa soluzione equivale al ban precedente, in quanto l’accesso deve essere gratuito. A metà maggio, l’azienda di Menlo Park ha concesso la gratuità per 30 giorni.
Considerata l’urgenza di prevenire il rischio di gravi danni per i concorrenti, la Commissione ha ordinato a Meta di ripristinare l’accesso per i chatbot AI di terze parti secondo gli stessi termini e le stesse condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025, quando tale accesso era gratuito. Ciò deve avvenire entro cinque giorni lavorativi.
Gli altri provider AI devono avere accesso a WhatsApp fino al completamento dell’indagine, ovvero fino alla decisione definitiva sul caso. Se l’azienda californiana non rispetterà l’ordine, la Commissione potrebbe infliggere sanzioni fino al 10% delle entrate annuali.
Un portavoce di Meta ha dichiarato:
La Commissione europea ha deciso che OpenAI e alcune delle più grandi aziende al mondo possono utilizzare gratuitamente il prodotto a pagamento WhatsApp Business. Si tratta di un eccesso di regolamentazione sovvenzionato dalle numerose aziende europee che pagano. Faremo ricorso.