WiFi4EU, l'intera Europa connessa gratis

Il progetto presentato nel 2016 ha incontrato il favore del Parlamento Europeo. Gli enti pubblici possono presentare le loro richieste di adesione per finanziare la creazione di hotspot comunitari
Il progetto presentato nel 2016 ha incontrato il favore del Parlamento Europeo. Gli enti pubblici possono presentare le loro richieste di adesione per finanziare la creazione di hotspot comunitari

Al fine di promuovere l’accesso a Internet nelle comunità locali, il Parlamento Europeo si è fatto concreto promotore di un progetto già annunciato nel 2016 (all’interno di un piano d’azione più ampio) che intende estendere le reti WiFi gratuite negli spazi pubblici di tutta la Comunità Europea come parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, centri sanitari e musei. Si tratta di WiFi4EU, che prevede un investimento di 120 milioni di euro tra il 2017 e il 2019. “Che tutti beneficino della connettività significa che non dovrebbe importare dove vivi o quanto guadagni. Proponiamo quindi oggi di dotare ogni Paese europeo e ogni città con un accesso gratuito a Internet wireless nei principali centri della vita pubblica entro il 2020” – aveva auspicato Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea. Da pochi giorni il progetto è passato alla piena fase operativa con la raccolta delle adesioni.

Wifi

Le comunità che saranno interessate oscillano da 6 a 8mila entro il 2020 , secondo uno schema di intervento che prevede che l’Unione Europea si faccia carico dei costi delle infrastrutture e installazione degli access point e che invece i beneficiari abbiano in carico la sottoscrizione ai servizi di connettività e la corretta manutenzione per un periodo di 3 anni. Dietro lo stimolo di una rinnovata regolamentazione europea, ogni ente pubblico locale può aderire al progetto (anche gruppi di Comuni), come specificato nell’apposita scheda informativa solo ed esclusivamente mediante procedura online.


A differenza di altri progetti simili, il respiro in questo caso è comunitario. Oltre ad un profilo più elevato ed un perimetro più esteso, i vantaggi per l’utente finale sono molteplici. Oltre a poter contare su una connessione gratuita infatti, si potrà navigare in diversi Paesi europei senza la necessità di usare credenziali diverse , la rete WiFi4EU sarà identificabile in maniera univoca in tutto il territorio comunitario. “I punti di accesso devono essere in grado di formare parte di una rete con un singolo sistema di autenticazione valido in tutta l’Unione e le altre reti wireless locali gratuite devono essere in grado di aderire al sistema” – specifica il Consiglio, che lascia quindi intendere che eventuali altri progetti (come il recente Wifi Italia , su cui vigono alcune perplessità sull’aggregazione di dati e loro utilizzo) non sono ridondanti, quanto destinati a confluire in WiFi4EU. Un ulteriore tassello verso l’auspicato mercato digitale unico .

Ma Internet alla portata di tutti significa anche migliorare nettamente la qualità di vita dei cittadini attraverso nuovi servizi. “Migliorare l’accesso a banda larga ad alta velocità e ad altissima velocità e conseguentemente l’accesso a Internet, in particolare nelle zone rurali e nelle località remote, potrebbero aumentare la qualità della vita facilitando l’accesso ai servizi, ad esempio e-Health ed e-Government, e potrebbe promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese locali” prosegue il Consiglio.

Dal punto di vista legislativo il Regolamento EU 1316/2013 è stato oggetto di modifiche che rafforzano di fatto l’impegno e l’ingaggio di tutti gli attori coinvolti puntando sull’interesse comune e garantendo il pieno supporto economico e finanziario . “Al fine di promuovere l’inclusione digitale, l’Unione dovrebbe sostenere la fornitura di una connettività wireless locale di alta qualità, gratuita e senza condizioni discriminatorie nei centri della vita pubblica locale, compresi gli spazi esterni accessibili al pubblico”, con questa premessa si ribadisce che “i servizi di connettività gratuita e senza condizioni discriminatorie nelle comunità locali devono essere finanziate dall’Unione Europea coprendo fino al 100 per cento dei costi eleggibili, senza il pregiudizio del principio di co-finanziamento” (articolo 10 del regolamento). L’iniziativa “migliorerà la società europea dei gigabit, rendendola economicamente competitiva e socialmente inclusiva” – ha commentato il deputato portoghese relatore della proposta in Parlamento Carlos Zorrinho. A settembre, in occasione della votazione definitiva, ci sono stati 582 voti favorevoli, 98 contrari e 9 astenuti.

Mirko Zago

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10 10 2017
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