YouTuber a raccolta contro l'articolo 13

YouTube chiama a raccolta i propri creatori contro l'articolo 13 della riforma europea del copyright poiché metterebbe a rischio il proprio modello.

YouTuber a raccolta contro l'articolo 13

YouTube chiama a raccolta il proprio esercito: l’hashtag #SaveYourInternet sarà usato nelle prossime settimane per aggregare la voce di protesta che la repository video intende sollevare contro l’articolo 13 votato dall’Europarlamento nel contesto della riforma europea sul copyright. Il messaggio è chiaro: YouTube vede in pericolo il proprio modello e non intende subire passivamente la sfida lanciata dall’UE. Ribalta pertanto i propri pericoli sugli YouTuber e li chiama quindi a raccolta affinché possano far sentire la propria voce contro quella che è vista una restrizione che peserà tanto sui creatori quanto sugli utenti.

Cosa dice l’articolo 13

L’articolo 13 prevede che le piattaforme debbano esercitare una forma di controllo sui contenuti caricati dagli autori poiché saranno queste a diver rispondere di eventuali violazioni portate avanti negli upload. La responsabilizzazione delle piattaforme è stata fortemente voluta per evitare che queste ultime, scrollandosi di dosso ogni dovere di controllo, diventino elemento facilitatore per la violazione del copyright. Per contro, YouTube sbandiera il proprio Content ID come forma concreta di tutela del copyright, palesando così le proprie buone intenzioni sul tema.

Secondo quanto spiegato in una apposita pagina, YouTube ritiene l’articolo 13 una forzatura in grado di generare pericoli eccessivi per la piattaforma. YouTube, insomma, non potrebbe più supportare i propri creatori poiché troppi sarebbero i rischi nel caso in cui qualche video violasse le normative sul copyright. La piattaforma spiega quindi che, se passasse l’articolo così come è stato votato, molto probabilmente milioni di video scomparirebbero dall’archivio, molti creatori vedrebbero chiusa la propria pagina e Alphabet dovrebbe limitarsi a collaborare con pochi grandi produttori.

La natura di YouTube è un’altra e la normativa sul copyright la mette a rischio. Dopo aver elencato quanto di buono fatto dalla community in questi anni, il post di Susan Wojcicki (CEO di YouTube) ricorda che tutto ciò sia oggi a rischio. La visione proposta è catastrofica, sicuramente ben oltre gli stessi intenti del Parlamento Europeo: “il regolamento mette a rischio la tua possibilità di condividere la tua opinione con il mondo. E, se implementato così come proposto, l’articolo 13 mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro, creatori europei, aziende, artisti“.

#saveyourinternet

Hashtag alla mano, la parola passa agli YouTuber ed al loro collettivo #SaveYourInternet. Così come a suo tempo le case discografiche hanno dato voce ai propri artisti per supportare la causa della riforma, ora YouTube conta di attivare la propria community per un colpo di reni sulla strada dell’adozione della riforma. L’obiettivo non sembra essere quello di opporsi frontalmente alla riforma, ma la richiesta è invece quella di rivedere il modo con cui l’articolo 13 è stato formulato affinché alcune distorsioni involontarie sulla libertà di espressione possano essere sterilizzate prima dell’approvazione finale. L’auspicio è quello di trovare un compromesso, insomma, ma per ottenere ciò serve un movimento di massa che solo YouTube e la sua community hanno oggi il potere di sollevare.

Ed i video iniziano ad arrivare:

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  • Arfagnano scrive:
    il parallelo non mi pare sbagliato: come PRIMA erano le case discografiche a chiedere agli artisti (ma per fottergli la roba gratis ce ne siamo fregati) così ora YOUTUBE ... eccetera. Youtube sta difendendo un SUO modello commerciale che li esonera dalla responsabilità di controllare se i suoi utenti, attraverso youtube, VIOLANO IL COPYRIGHT. Te credo che tirano in ballo la libertà e i posti di lavoro: non fanno forse così tutti i datori di lavoro quando cerchi di toccargli il portafoglio? Gli stessi datori di lavoro che il giorno prima hanno licenziato 10000 persone senza battere ciglio perché gli conveniva? Quando le case discografiche facevano dire la stessa cosa agli autori non mi pare che Google e Youtube abbiano ascoltato. Chi di inculata ferisce... Non avete ancora capito che se producete contenuti ORIGINALI non c'è problema. Chiunque lavori in un mercato LEGALE di produzione di contenuti lo sa: sei TU che vieni tutelato, non TU che devi temere. E youtube lo sa: gli toccherebbe stare attenta al mare di furti che si perpetrano ogni giorno su youtube, gli toccherebbe iniziare a farsi firmare liberatorie di proprietà, per i modelli, per la sublicenza ... perché? Perché ora semplicemente questa roba SE LA PRENDONO SENZA CHIEDERE.
  • N3ssun0 scrive:
    Non ho ancora capito perché qualcuno non spedisce un satellite che trasmette da li senza dover sottostare alle norme di nessuno Stato, o unione farloffa
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