Zaia: no a Immuni, si alla Biosorveglianza

Luca Zaia ritiene inadeguata allo scopo Immuni e per la propria Regione spiega di voler perseguire invece la via della biosorveglianza.
Luca Zaia ritiene inadeguata allo scopo Immuni e per la propria Regione spiega di voler perseguire invece la via della biosorveglianza.

Quello di Luca Zaia nei confronti di Immuni è un NO che pesa. Il Presidente della Regione Veneto, sicuramente sugli scudi dopo l’innegabile successo ottenuto nel contenimento dei contagi in questa prima fase di lotta alla pandemia, ha infatti espresso opinione contraria all’app in distribuzione in queste ore: la sua è una scelta che conta perché espressa da un sicuro opinion leader, in grado di spostare gli equilibri in una situazione di questo tipo.

Zaia: no a immuni

Attenzione ai contenuti, però: quella di Zaia è per sua stessa precisazione non tanto una contrapposizione a priori nei confronti dell’app Immuni (giudicata semplicemente debole e inadeguata allo scopo preposto), ma la scelta di una via propria per difendere il Veneto durante la fase delle riaperture. Un atteggiamento coerente con quello tenuto in questi mesi, insomma: una reinterpretazione originale del problema, alla ricerca di una soluzione originale ritagliata ad hoc sulla propria Regione. A mettere la firma sulla prima parte di questo percorso ci son state sia la Sanità che la Politica, ma sul proseguimento è Zaia a volerci mettere la firma in modo chiaro. Spiega quindi:

Così com’è la app Immuni non funziona, e crea problemi: non abbiamo il governo della sanità e crea solo una babele ingestibile dove il cittadino decide cosa fare e cosa non fare. Io non affosso l’idea ma come è stata progettata non funziona.

Poi continua, suggerendo una alternativa che tratteggia quella che è la strada autarchica scelta dalla sua Regione:

Nessuna contrapposizione, ma in Veneto stiamo studiando invece la biosorveglianza che permette di sapere chi sono i positivi e dove sono, con informazioni precise.

Zaia: si alla biosorveglianza

Biosorveglianza come alternativa al contact tracing, quindi. Ma cosa intende il Governatore del Veneto per “biosorveglianza”? In questa parola si cela la piattaforma Eng-DE4Bios sviluppata dalla Engineering e basata su Digital Enabler. Così il gruppo descrive tale soluzione:

[…]consente di mappare e geolocalizzare i soggetti contagiati e rilevare la presenza di cluster che richiedono elevata attenzione. In questo modo si determina la densità del fenomeno in un territorio o in un perimetro ristretto definito, supportando le autorità sanitarie nelle decisioni più opportune circa l’applicazione di norme restrittive sulla mobilità delle persone e accesso alle aree critiche. Permette inoltre di effettuare un’analisi predittiva dell’evoluzione del contagio, individuando le zone dove è più probabile che il Covid-19 si espanda, così da organizzare per tempo i presidi sanitari.

L’approccio è radicalmente differente, tanto che si potrebbe tranquillamente ipotizzare un uso parallelo di Immuni e Eng-DE4Bios, ma Zaia sottolinea opportunamente come la cosa potrebbe generare qualche confusione nei comportamenti delle persone. A scontrarsi in questa zona saranno quindi un approccio cautelativo di natura statale e quello fortemente personalistico che il governatore della Regione ha posto in essere con la ricerca individuale della ricetta migliore per il proprio territorio.

I dati hanno dato ragione a Zaia in questa fase e Zaia intende pertanto proseguire con la ricetta fin qui attuata: molti tamponi, una piattaforma di monitoraggio, rigido controllo dei focolai di contagio e interventi mirati. Questa ricetta si è dimostrata valida nella regione, ma non è attuabile ovunque. Il “no” del Governatore a Immuni non suona quindi come una bocciatura preconcettuale, quanto come una conferma della scelta autarchica della Regione. Questo può pregiudicare in parte l’ambizione di raggiungere una forte penetrazione dell’app in tutta Italia, ma non ne pregiudica il funzionamento laddove i download saranno più copiosi. A rivelarsi importante, infatti, sarà anzitutto la densità dei download sul territorio: laddove Immuni sarà presente in modo più capillare, la sua efficacia sarà maggiore.

Ma nulla ne vieta o sconsiglia i download anche in Veneto, purché – e su questo Zaia ha indubbiamente ragione – il messaggio sia chiaro ed i cittadini sappiano esattamente come comportarsi tanto di fronte ad una notifica di un’app, sia di fronte alle rilevazioni statistiche di una piattaforma di biosorveglianza.

Fonte: ADNKronos
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03 06 2020
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