In settimana Volodymyr Zelensky è tornato nello Studio Ovale della Casa Bianca, questa volta per un incontro a porte chiuse con Donald Trump. Stando a quanto emerso, durante il meeting, il presidente ucraino avrebbe chiesto un favore al suo omologo statunitense. Si tratta di una telefonata all’amico di lunga data Elon Musk, per garantire che la tecnologia Starlink da lui controllata possa essere utilizzata per guidare gli attacchi con droni contro la Russia.
Zelensky, Trump e Musk: Starlink e droni
Avrebbe proposto un accordo. In cambio di quanto appena scritto, Kiev sarebbe disposta a rinunciare all’invio dei missili antiaerei intercettori Patriot da parte degli USA. La loro fornitura è già stata fortemente ridotta dall’inizio della guerra in Iran.
La connettività satellitare di Starlink è stata impiegata dall’Ucraina fin dall’inizio dell’invasione russa, ma solo all’interno del suo territorio, incluse le aree occupate dall’esercito di Mosca. La richiesta di Zelensky mira a farlo anche dall’altra parte del confine. Lo scopo? Prendere di mira obiettivi strategici come le installazioni dalle quali partono gli attacchi contro il suo Paese, spesso montate su veicoli in continuo spostamento.
A proposito di droni, è noto che l’Ucraina sia diventata un polo all’avanguardia per il loro sviluppo e produzione. È delle scorse settimane la notizia di quello che è riuscito a volare per 2.500 chilometri prima di colpire con successo un bersaglio in Siberia.
È emerso anche che Zelensky avrebbe chiesto un incontro di persona con Musk, mentre si trovava negli Stati Uniti, invito però declinato da quest’ultimo. Trump si sarebbe dichiarato disposto a ricoprire il ruolo di intermediario, senza però garantire un esito positivo. Nella sua visione, appoggiare la richiesta potrebbe tradursi nel mettere pressione a Vladimir Putin, spingendolo di conseguenza a prendere in considerazione l’ipotesi di partecipare a un negoziato, avviando così il percorso verso la conclusione di un conflitto che prosegue ormai da più di quattro anni.