Zuckerberg al Parlamento Europeo: l'incontro in diretta streaming

L’Europa vuole lo scalpo di Mark Zuckerberg , o quantomeno si accontenterebbe di dimostrare di aver ancora in mano una forte supremazia su quanto le aziende USA possono determinare sul mondo europeo. Il motivo di fondo ha varie radici, ognuna delle quali porta allo stesso risultato: a prescindere dal merito della questione Cambridge Analytica, l’UE ha a disposizione l’occasione giusta per poter dimostrare di aver agito bene, e presto, su un tema delicato come quello della privacy.

Nei giorni in cui il GDPR mette in difficoltà mezza Europa, l’Europa vuol dimostrare come non sia tutto soltanto un futile sforzo burocratico: difendere la privacy può per certi versi significare anche difendere la sovranità , il territorio ed i cittadini (sia come singoli che come entità sociale). Tutelare la privacy significa infatti anche gestire in modo controllato la circolazione dei dati personali, miniera d’oro che in epoca di Big Data possono valere moltissimo.

L’UE ha chiesto da tempo a Facebook di avere una testimonianza su quanto accaduto nell’affair Cambridge Analytica, Facebook ha dato la propria disponibilità senza spendere il nome di Mark Zuckerberg, ma l’Europa a tal proposito si è messa di traverso: sia lo stesso Zuckerberg a testimoniare di fronte al Parlamento Europeo, affinché il confronto sia diretto e l’Europa possa dimostrare di essere stata ascoltata ai massimi vertici.

E lo spettacolo è presto apparecchiato: l’UE, che in passato ha avuto non poche difficoltà a far comprendere tutto l’accanimento riversato sul tema della privacy – benché oltre oceano nessuno se ne curasse più di tanto, avrà la possibilità di trasmettere in streaming l’incontro tra le parti, inscenando un momento di grande importanza per le istutuzioni del vecchio continente. La conferma giunge dal Presidente Antonio Tajani , il quale su Twitter ha spiegato come lo stesso Zuckerberg abbia accettato tale scelta:

La diretta avrà inizio alle ore 18.15 e si concluderà alle 19.30. Tocca ora al Parlamento Europeo di avere la forza di porre le giuste domande, dopo che il Congresso USA ha dimostrato invece di essere insufficientemente informato ed eccessivamente lasso nel disquisire con Zuckerberg di quanto accaduto. Il faccia a faccia con il Parlamento Europeo, finalizzato più a trovare accordi sul futuro che non a speculare su quanto accaduto in passato, sarà presumibilmente più complesso: l’UE intende difendere le proprie azioni e vorrà giocoforza dimostrare ai propri cittadini come il pallino del gioco non sia in mano ad un social network, ma agli uffici del Parlamento e della Commissione Europea.

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