Aggirare i body scanner è scienza

I vecchi dispositivi a raggi X adottati per anni da TSA sono a tutti gli effetti inutili. Discorso diverso, forse, per gli scanner millimetrali ora in uso: anche se è tutto da dimostrare

Roma – Ormai sono storia, ma dalla loro introduzione non sono mancate le polemiche alimentato anche e soprattutto dalla loro presunta pericolosità : gli scanner a raggi-X, i cosiddetti backscatter , sono stati dismessi da TSA (l’ente per la sicurezza del trasporto aereo USA) alla fine del 2012 , dopo che per anni hanno curiosato sotto i vestiti dei passeggeri aeroportuali senza che ci fosse un reale vantaggio in termini di sicurezza per i cittadini. Lo dimostrano le ricerche di un consorzio tra le università di San Diego, Michigan e Johns Hopkins : studi scientifici hanno mostrato tutti i limiti di questo tipo di tecnologia.

L’inizio di questa indagine è da ricercare nel video, che oggi trova conferma nella scienza, pubblicato nel 2012 da Jonathan Corbett : i ricercatori furono incuriositi dal metodo impiegato dall’hacker statunitense per raggirare le immagini digitali catturate dai body scanner. Nel caso di Corbett bastava nascondere l’oggetto su un fianco per renderlo pressoché indistinguibile dal colore di sfondo, ma le indagini del team di ricercatori hanno scovato anche altri meccanismi (come un semplice nastro di teflon) adatti a ingannare i rilevamenti a raggi-X permettendo di trasportare quasi qualsiasi cosa oltre quelli che fino a pochi mesi fa erano ritenuti i cardini dell’impianto di sicurezza aeroportuale.

Il team si è accaparrato per circa 50mila dollari un esemplare praticamente nuovo di Rapiscan Secure 1000 , fino alla fine del 2012 la punta di diamante dell’offerta per i body scanner: in totale il valore delle installazioni in tutti gli USA ha superato il miliardo di dollari, e alla luce dei test effettuati per anni i passeggeri in transito per i 160 aeroporti USA hanno rischiato grosso, visto che il meccanismo che avrebbe dovuto tenere le armi fuori dai terminal era di fatto inefficace. Pistole di grosso calibro, esplosivo plastico, tutto opportunamente celato addosso risulta invisibile alla macchina: in più, accedendo fisicamente al PC che la controlla, è anche possibile infettarla e costringerla a mostrare immagini fasulle quando uno dei soggetti controllati indossi un particolare segno identificativo.

L’ipotesi dei ricercatori è che i test effettuati prima dell’entrata in servizio dei backscatter siano stati lacunosi e insufficienti : la semplicità con cui è stato possibile aggirare il Secure 1000 dimostrerebbe che non ci sia stato un impegno accurato nello sviluppo della tecnologia. TSA ha già fatto sapere che le specifiche del prodotto testato non sono le stesse di quello che è rimasto in servizio fino al 2012: “La tecnologia adottata dalla Transportation Security Administration è soggetta a un rigoroso processo di test e valutazione (…) La maggior parte dell’equipaggiamento impiegato non è disponibile per la libera vendita o per qualsiasi altro ente; l’agenzia impiega le proprie librerie, software e impostazioni”. In altre parole, secondo TSA gli esperimenti condotti dai ricercatori non sarebbero conclusivi.

Come detto, comunque, i body scanner a raggi-X sono stati eliminati gradualmente dagli aeroporti USA e sostituiti con i meno invadenti ( almeno in teoria ) e più efficaci scanner millimetrali: per questi ultimi, però, è stato il DHS ( Departement of Homeland Security ) a chiedere un approfondimento tecnico per fugare ogni dubbio sulla reale portata di questo sistema di controllo. Nel frattempo, comunque, i “vecchi” scanner a raggi-X continuano a essere usati altrove, per esempio nei tribunali federali, e a distanza di anni non c’è ancora alcuna chiarezza sulla loro effettiva efficacia nel contrasto al terrorismo .

Luca Annunziata

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