Alice 20 Mega bloccata dal TAR

L'offerta di Telecom Italia è stata fermata dai ricorsi dei provider che si erano opposti all'autorizzazione che l'Autorità TLC aveva concesso. Secondo i provider l'offerta non poteva essere replicata. Telecom: il problema è di Agcom

Roma – Non si può certo dire che Alice 20 Mega abbia avuto vita facile: annunciata per lo scorso aprile e rinviata poi a maggio , dal suo inserimento nel carnet delle offerte di Telecom Italia ha patito molti scossoni, fino al blocco che ora ha deciso il TAR del Lazio, che ha accolto i ricorsi presentati dai provider.

Con una sentenza depositata la scorsa settimana, come riferito da Giurdanella.it (che ne riporta anche il testo), il TAR del Lazio ha annullato gli atti con cui l’ Authority delle Comunicazioni aveva autorizzato il lancio dell’offerta Alice 20 Mega, accogliendo il ricorso di AIIP e quello presentato parallelamente da Telvia .

Sin dalla sua comparsa, l’offerta era stata ritenuta non replicabile dagli operatori alternativi all’incumbent: AIIP , presentando il ricorso alla giustizia amministrativa, aveva sottolineato che l’offerta rappresentava una violazione alla delibera 34/06/CONS dell’ Agcom che non permette il lancio di offerte broadband da parte di Telecom Italia che non possano essere fatte proprie anche dagli operatori concorrenti.

Una condizione di replicabilità che la proposta wholesale , disponibile anche per collegamenti privi di fonia , non sarebbe stata in grado di soddisfare: l’offerta accessibile agli operatori non prevede la possibilità di usare la nuova rete IP, ma solo la rete ATM. AIIP aveva evidenziato che un utente di un operatore alternativo sarebbe dovuto passare attraverso punti di interscambio “dove la Quality of Service e le funzionalità aggiuntive non sono definite”. L’offerta che l’incumbent proponeva all’ingrosso faceva sì che il ruolo di un operatore alternativo si riducesse a quello di un rivenditore, impossibilitato ad interconnettere le proprie reti all’ADSL2 plus di Telecom.

La sentenza del TAR è quindi contro l’autorizzazione che Agcom ha accordato a Telecom Italia per il lancio dell’offerta e per questo motivo va a toccare tutte le offerte legate ad Alice 20 Mega, che dovranno quindi essere sospese, fino a quando l’incumbent non proporrà una nuova offerta all’ingrosso che esaudisca le aspettative dei competitor, rendendo replicabile la sua Alice 20 Mega. A meno che Agcom (cui la sentenza si rivolge) o Telecom, esercitando un loro diritto, non presentino a loro volta ricorso chiedendo di sospendere gli effetti della sentenza. Dal canto suo, per il momento, Telecom Italia ha comunque dichiarato a Punto Informatico che la sentenza non tocca l’incumbent ma Agcom, di cui l’azienda si limita ad applicare per legge i provvedimenti.

Il presidente di AIIP Stefano Quintarelli, nel suo blog , sottolinea che l’Agcom, nell’autorizzare l’offerta Alice 20 Mega, aveva sconfessato una sua stessa decisione di poche settimane prima. Il commissario D’Angelo, in occasione del convegno Voip: istruzioni per l’uso organizzato da Voipex l’8 giugno, aveva sostenuto: “Non esiste che si autorizzino offerte non replicabili e che ci sia una violazione di quanto stabilito relativamente all’wholesale”. AIIP, nel chiedersi i motivi del provvedimento autorizzativo dell’Authority, aveva chiesto – invano – di prendere visione del verbale dell’atto consiliare dell’Agcom, che per legge deve essere reso accessibile agli interessati. Punto Informatico ha interpellato l’avvocato Guido Scorza, che con i legali dello studio Giurdanella ha seguito la vicenda giudiziaria per conto di Telvia: l’operatore ha infatti presentato un ricorso parallelo a quello di AIIP e promosso un procedimento d’urgenza dinanzi alla Corte d’Appello di Catania.

Punto Informatico: Qual è stato l’esito del procedimento cautelare dinanzi alla Corte d’Appello di Catania?
Guido Scorza: La Corte d’Appello di Catania ha riconosciuto la sussistenza – contestata dalla difesa della Telecom – della propria competenza a conoscere della controversia e, dunque, in linea di principio, anche la possibilità che il Giudice ordinario – in materia di diritto delle telecomunicazioni – ritenga anticoncorrenziale una condotta “autorizzata” dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; gli stessi giudici, inoltre, hanno ritenuto non contestabile la circostanza che Telecom operasse, nel mercato di riferimento, in una posizione dominante.

I giudici catanesi hanno però ritenuto che la sede cautelare – data la complessità delle questioni da affrontare – non fosse idonea a consentire loro di pervenire ad una decisione difforme rispetto a quella cui all’esito di un’istruttoria – almeno sulla carta – lunga ed articolata era pervenuta l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e, su questo presupposto, hanno respinto il ricorso.
Così facendo, tuttavia, hanno attribuito ancor maggior importanza alla pronuncia del Giudice amministrativo poi intervenuta nei giorni scorsi.

PI: Lei ritiene che questa vicenda giudiziaria lasci ben sperare circa il futuro del mercato TLC nel nostro Paese. Ci può spiegare da cosa nasce tale convinzione?
GS: Sì, mi sembra che quanto accaduto negli ultimi mesi autorizzi a sperare che presto nel mercato delle telecomunicazioni verranno definitivamente superate quelle innegabili barriere all’ingresso ed ad un effettiva libera concorrenza che, sino ad oggi, ne hanno, sfortunatamente, condizionato lo sviluppo in danno degli OLO e, soprattutto, degli utenti e dei consumatori.
Le decisioni prese dalla Corte d’Appello di Catania e dal TAR Lazio confermano che eventuali abusi di posizione dominante che domani dovessero verificarsi nel mercato delle TLC possono formare oggetto, sebbene sotto profili diversi, tanto del Giudice Ordinario che di quello amministrativo.
Tali decisioni evidenziano che l’operato dell’Agcom e le conseguenze che esso produce nei rapporti tra gli operatori sono soggetti ad un duplice controllo: quello diretto del giudice amministrativo sull’attività dell’Autorità e quello del Giudice Ordinario sui risultati che tale attività ha consentito o non consentito di raggiungere in relazione all’effettiva libertà di concorrenza nel mercato.

PI: La decisione del TAR Lazio legittima gli operatori indipendenti ad intraprendere nuove azioni nei confronti della Telecom?
Guido Scorza: In linea di principio non vi è dubbio che la decisione, privando di efficacia il provvedimento dell’Agcom, priva la condotta di Telecom di quella presunzione, sostanziale e non giuridica, di legittimità di cui l’ex monopolista si è fin qui fatta scudo nel resistere tanto dinanzi al Giudice Ordinario che dinanzi a quello amministrativo. Ora la condotta tenuta da Telecom nella vicenda è pari a quella posta in essere da un imprenditore in posizione dominante in un mercato a basso indice di competitività e nevralgico per lo sviluppo economico e culturale del Paese nonché per l’esercizio, da parte di utenti e consumatori, di una libertà fondamentale quale quella sancita all’art. 21 della Costituzione.
Occorre tuttavia aggiungere che il Codice delle comunicazioni elettroniche e i provvedimenti di attuazione dell’Agcom precludono a Telecom, in qualità di operatore notificato, di proporre offerte commerciali in assenza dell’autorizzazione della stessa Autorità Garante.

PI: Che evoluzioni vi aspettate ora?
GS: Francamente mi auguro che Telecom, preso atto della decisione del Giudice amministrativo e in considerazione del vigente quadro normativo, riveda spontaneamente la propria offerta wholesale così da renderla effettivamente replicabile da parte degli OLO.
In caso contrario è possibile che ci si veda ancora costretti a ricorrere al Giudice ordinario in via d’urgenza per rimuovere gli effetti anticoncorrenziali della condotta commerciale dell’ex monopolista o, piuttosto, che ci si risolva ad agire, in via ordinaria, per il risarcimento dei danni sin qui sofferti e di quelli che gli operatori titolari di licenza potrebbero soffrire qualora la disciplina negoziale dei rapporti wholesale relativi ai servizi di connettività a 20 mega rimanesse quella attuale.
Quali che saranno gli sviluppi, la vicenda rappresenta un passaggio decisivo nell’evoluzione del mercato delle telecomunicazioni in Italia.

Dario Bonacina

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  • Anonimo scrive:
    Sentenza manipolata?
    Parlano con cognizione di causa "dall' alto della loro esperienza"?Il bue che dà del cornuto all'asino?
  • Anonimo scrive:
    Ecco la sentenza...
    ...che è stata pubblicata dal giornale El Mundo: http://estaticos.elmundo.es/documentos/2006/11/02/sentencia_santander.pdfBisogna notare che è solo una sentenza di primo grado ed è possibile, anzi probabile, che in appello l'accusato venga condannato.Secondo la giurisprudenza del Tribunal Supremo spagnolo il lucro non è solo un guadagno económico tangibile, ma "qualsiasi vantaggio, utile, beneficio o reddito" che ottenga l'autore del reato attraverso la sua condotta:http://www.fap.org.es/legislacion_sentencias.asphttp://www.fap.org.es/pdf/2006_04_27.pdfoppure:http://premium.vlex.com/doctrina/EB-logs/2300-208,se_16-Jul-2003 :(
  • Guybrush scrive:
    Poche idee ma confuse
    [quote]Guisasola si spinge ad affermare che i programmi P2P "sono illegali tanto in Spagna quanto in tutta Europa. Diciamolo chiaro una volta per tutte, il P2P è in qualche caso illegale e in certe circostanze il suo uso può costituire un reato"[/quote]Guisasola dovrebbe rivedere le proprie affermazioni:Se un'attivita' e' illegale ne consegue che è un reato praticarla.Se il praticare questa attivita' puo' costituire un reato si evince che puo' anche non constituire un reato, è implicito nella dichiarazione.Allora si decidesse:O costituisce un reato perche' i programmi P2P sono illegali, O l'uso del P2P puo' conseguire scopi illegali e allora non se ne puo' criminalizzare l'utilizzo: sarebbe come dare del criminale al possessore di un cacciavite, strumento che puo' uccidere se usato impropriamente.Nel frattempo la quantita' di utenti che trovo su Kad. e' cresciuta ancora, sara' un caso?
    GT
  • Anonimo scrive:
    Scambio CD = P2P: è ovvio.
    Le major se la stanno facendo sotto: una sentenza sola gli ha rovinato 3 anni di percussione mentale via spot pubblicitario nei cinema @^Mi sembra perfino ovvio. E' talmente ovvio che hanno subito messo in evidenza che la non condanna era per lo scambio via CD... non via P2P... dissimulazione dell'ovvio... che figli di buona donna... Se io scambio un file su CD, o lo faccio via web, o lo faccio via P2P... ai fini dell'opera scambiata che differenza c'e'?Voglio dire: dal punto di vista del diritto d'autore... che differenza c'e'?Non c'e' differenza alcuna... il P2P è solo più efficiente del farlo sui CD via posta... io l'ho fatto per anni con le cassette e i dischetti, e nonostante i costi funzionava egregiamente... aoh, organizziamoci con delle belle liste su siti web cinesi, tanto preferirei spendere soldi in francobolli che darli alle major :)E alla fine ai cinesi conviene aiutare gli utenti occidentali, perchè così abbattono le economie dei paesi occidentali; chi glielo fa fare a perseguire la pirateria seriamente... gli conviene fare finta di farlo per accontentare il WTO... eheh... fortuna che non conosco la geopolitica... se no potrebbe per fino funzionare!ciaoRenton78
    • Anonimo scrive:
      Re: Scambio CD = P2P: è ovvio.
      Beh mettiamola così se scambio cd originali ( di questo trattava la sentenza spagnola ) non c'è problema , ho pagato le varie gabelle e quindi sono in regola, diventa più complesso provare che i file che scambi in rete sono rippati dal tuo cd originale... ecco perchè le major si sono infuriate...
      • Anonimo scrive:
        Re: Scambio CD = P2P: è ovvio.
        In italia se si tratta di video o musica non ci puo' essere condanna poiche' nel momento in cui tu hai spedito il cd hai pagato l'equo compenso, la tassa sull'hd e la tassa sui softare di scrittura; in tribunale la sentenza e; scontata e l'hanno detto gli stessi legali dell'altra parte;quindi la regola e' di masterizzare sempre quello che scaricate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Scambio CD = P2P: è ovvio.
      - Scritto da:
      Le major se la stanno facendo sotto: una sentenza
      sola gli ha rovinato 3 anni di percussione
      mentale via spot pubblicitario nei cinema
      @^

      Mi sembra perfino ovvio. E' talmente ovvio che
      hanno subito messo in evidenza che la non
      condanna era per lo scambio via CD... non via
      P2P... dissimulazione dell'ovvio... che figli di
      buona donna...


      Se io scambio un file su CD, o lo faccio via web,
      o lo faccio via P2P... ai fini dell'opera
      scambiata che differenza
      c'e'?vogliono spingerti alla massima qualità: condividere le iso oppure APE, FLAC e WAVPACKquesto vogliono, eh!chiaro, no?
      Voglio dire: dal punto di vista del diritto
      d'autore... che differenza
      c'e'?la qualità
      Non c'e' differenza alcuna... il P2P è solo più
      efficiente del farlo sui CD via posta... non credo dai... la qualità che ottieni è identica, ma con un pacco da 100 KG recapitato in un istante, ottieni quello che col p2p otterresti in 5 mesi!
      io l'ho
      fatto per anni con le cassette e i dischetti, e
      nonostante i costi funzionava egregiamente...ah si?pazzesco!!!! :-O
      aoh, organizziamoci con delle belle liste su siti
      web cinesi, tanto preferirei spendere soldi in
      francobolli che darli alle major
      :)averceli
      E alla fine ai cinesi conviene aiutare gli utenti
      occidentali, perchè così abbattono le economie
      dei paesi occidentali; tu ci viviio ci sopravvivodavvero ci conviene perdere quelle due lire che abbiamo?
      chi glielo fa fare a
      perseguire la pirateria seriamente... nessuno
      gli
      conviene fare finta di farlo per accontentare il
      WTO... eheh... lo fanno giàma nel frattempo spianano la strada per rendere tutto il mondo schiavizzato.saremo noi ad adattarci a loroaltro che mp3
      fortuna che non conosco la
      geopolitica... se no potrebbe per fino
      funzionare!fortuna
  • Anonimo scrive:
    se non c'è lucro non c'è reato
    dovrebbe essere ovvio!ma anche se c'e' lucro, visto i tizi che si vanno a colpire, dovrebbe esserci una medaglia!
  • Anonimo scrive:
    Per ogni giudice..
    ...che fa uso di buon senso ci sarà certamente qualche esecutivo in qualche major pronto a ungere gli ingranaggi giusti con il suo portafogli bello gonfio. Così i politici potranno indignarsi e le manette titillare, per la gioia e la felicità dei latifondisti del copyright di tutto il mondo.
  • Anonimo scrive:
    Visto lo schifo che fanno!
    Le Major dovrebbero solo ringraziare che diffondo per il loro interesse quelle schifezze!
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