Secondo le fonti di The Information, Anthropic potrebbe sviluppare un chip AI custom con l’aiuto di Samsung. Le prime indiscrezioni erano trapelate all’inizio di aprile. L’azienda guidata da Dario Amodei dovrebbe quindi seguire la stessa strategia di OpenAI per diversificare le forniture.
Anche Anthropic vuole utilizzare chip proprietari
Anthropic ha sottoscritto accordi con i tre principali provider cloud (Amazon Web Service, Microsoft Azure e Google Cloud), ai quali si aggiunge la recente partnership con SpaceX per l’uso del data center Colossus 1. Sfrutta quindi le risorse di calcolo dei server con chip NVIDIA, AWS (Trainium) e Google (TPU). In futuro potrebbe accedere anche ai server Microsoft con chip Maia 200.
L’azienda californiana ha quindi un’ampia scelta a differenza dei concorrenti che dipendono quasi esclusivamente dalle GPU di NVIDIA. Nonostante ciò vuole evitare eventuali problemi di approvvigionamento, in quanto la domanda dei chip AI è in continuo aumento. Secondo le fonti di The Information, Anthropic avrebbe avviato discussioni con Samsung in merito allo sviluppo di un chip proprietario.
Il progetto è tuttavia ancora nelle fasi iniziali. L’azienda guidata da Dario Amodei non ha ancora deciso a cosa servirà il chip (addestramento o inferenza dei modelli), quale sarà la sua potenza o come si integrerà in un server. Le prime indiscrezioni sul possibile sviluppo di un chip custom risalgono all’inizio di aprile. Rispetto a tre mesi fa c’è stata però un’importante novità.
Anthropic ha assunto Clive Chan, l’ingegnere che ha contribuito allo sviluppo del chip Jalapeño di OpenAI. Ciò indica che esiste realmente un piano per progettare un chip. Nessun commento ufficiale è arrivato dalle due aziende.
Aziende cinesi accedono ai modelli di Anthropic
Nel frattempo, Anthropic deve trovare una soluzione per impedire alle aziende cinesi di accedere ai suoi modelli. Secondo le fonti del Financial Times, i dipendenti di Ant Financial accedono a Claude Code attraverso la intranet aziendale collegata ad un sussidiaria a Singapore.
ByteDance rimborsa invece l’abbonamento ai dipendenti che accedono ai modelli con una VPN. Altre aziende sfruttano Microsoft Azure per accedere ai modelli tramite sussidiarie a Singapore. Questi “trucchi” violano i termini di servizio.