Se ne parla da quasi un mese, più o meno da quando i nuovi iPod sono stati svelati al pubblico e tutti hanno iniziato a domandarsi cosa sarebbe stato della linea dei computer portatili Apple. “The brick”, il mattone , è il termine che più spesso si è fatto strada nei report sulle indiscrezioni fuoriuscite da Cupertino: fino a quando qualcuno, citando fonti definite affidabilissime, non ha deciso di svelare di cosa si dovrebbe trattare.

next Jobs Per Seth Weintraub di 9to5mac , il mattone di Apple è senz’altro una sorta di nome in codice di una nuova linea di MacBook. Soprattutto, segnerebbe una svolta nella strategia di produzione della azienda di Steve Jobs: niente più assemblati in subappalto a (pur rispettabili) ditte cinesi, i Mac si disegneranno e produrranno in casa con tanto di fabbrica costruita sull’amato suolo patrio (il New Mexico sembra la meta più probabile) e processo produttivo all’avanguardia. Una prospettiva, a quanto pare , che assomiglierebbe molto alle vie già battute da Jobs.

Weintraub cita le parole di Peter Oppenheimer, CFO di Apple, che per primo aveva fatto balenare la possibilità che all’orizzonte ci fossero grosse novità in arrivo: “I nostri concorrenti non saranno in grado di eguagliarla” aveva detto, lasciando intendere che ci fosse parecchio arrosto tecnologico oltre al fumo nelle sue dichiarazioni. Ora, nel rivelare che il termine mattone si riferirebbe in realtà a un blocco d’alluminio da cui laser e potenti getti d’acqua ricaveranno il corpo dei prossimi laptop di Cupertino, Weintraub tenta di guadagnare in credibilità rifacendosi a quella frase.

I nuovi MacBook dovrebbero dunque essere il risultato di una lavorazione elettronica di un singolo blocco di alluminio: niente più saldature, niente più viti . Tutto grazie ad una tecnica di produzione totalmente automatizzata, gestita numericamente, che consentirebbe di ottenere chassis più robusti e leggeri, e computer dall’aspetto più attraente senza le abituali imperfezioni di quelli ottenuti dalla costruzione con diversi elementi. Che montino un chipset Nvidia potrebbe, in definitiva, essere un dettaglio irrilevante.

Sempre Weintraub si spinge poi altrove nella formulazione di scenari futuribili in cui la fabbrica Apple si trasformerebbe in una sorta di Chocolate Factory di Willy Wonka : un intero ciclo di lavorazione a impatto ambientale zero, con pannelli fotovoltaici che forniscono l’energia necessaria, depuratori che annullano i rischi ambientali legati all’acqua utilizzata per la lavorazione CNC e che filtrano ogni altro agente inquinante. Un bel sogno ad occhi aperti: per sapere se si trasformerà in realtà, si dovrà attendere il prossimo keynote del quasi immortale Steve Jobs, la cui data più probabile resta fissata per il 14 ottobre.

Luca Annunziata

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  • gi no scrive:
    o no!
    oh no! povere major? adesso non avranno piu' quei ricavi stratosferici che le hanno sempre contraddistinte! direi che come minimo ci tassiamo tutti quanti volontariamente, e paghiamo il doppio dell'equo conpenso sui CD e DVD, per rinvigorire le casse delle major che altrimenti sarebbero vuote. che ne dite? lo facciamo tutti?(daltronde loro lo farebbero se noi fossimo in difficolta'...)
  • Luigi scrive:
    Le case discografiche spariranno !
    Semplicemente le case discografiche non hanno + ragione di esistere.Non sono conveniente per gli artisti e non convengono neppure a noi utenti.In più sono riuscite a farsi odiare da tutti.Se un artista è famoso guadagnerà con i concerti e con il marketing (suonerie, gadget, etx).Una artista alle prime armi grazie al web ha modo di diffondere la propria musica e farsi conoscere.Non servono sanguisughe di mezzo, ci vuole un rapporto più diretto con i fan.(un fan è legato e deve essere FEDELE solo all'artista)
    • 200 OK scrive:
      Re: Le case discografiche spariranno !
      Fedele mi sembra esagerato... se ti piace la musica di un gruppo la compri, altrimenti la ignori. Era una provocazione (rotfl) ma un buon fan segue il gruppo preferito anche nei concerti e compra le loro cose, ma non devono diventare un idolo (discorso OT).Se il prezzo della musica è buono, la gente sarà molto più invogliata a comprarla.Viceversa se il prezzo è da ladri come attualmente, sia che i soldi finiscano alle major oppure direttamente tutto agli artisti, non mi fa differenza e semplicemente acquistero' molto meno (o niente del tutto).Come se li spartiscono i soldi cavoli loro, a me importa il costo finale.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 ottobre 2008 13.46-----------------------------------------------------------
    • mirkojax scrive:
      Re: Le case discografiche spariranno !
      mah non so.. ma se un artista non e' famoso l'etichetta gli serve.. Poi quando e' famoso puo' fare il figo anti-major amico dei fans.tanto per fare un esempio col cinema, diceva uno l'altro giorno alla radio che per comprare gli spazi sui giornali per promuovere il suo film i flani costano migliaia di euro al giorno per poche righe. Se sei con una casa di distribuzione te la paga lei lo spazio e ti fanno una pubblicita anche di meta pagina'.Mi piacerebbe sentire un musicista che e' diventato famoso senza una casa di distribuzione....
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Le case discografiche spariranno !
        contenuto non disponibile
        • mirkojax scrive:
          Re: Le case discografiche spariranno !
          uno un po' piu' recente?a mi vengono in mente solo i gemboy, ma non e' che siano a livello dei radiohead.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            contenuto non disponibile
          • Reolix scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            Se parliamo di autoproduzioni ne esistono molti, ma tutti cercano i "famosi" che però non sono sinonimo di "qualità", basta girare su Myspace e se ne trovano (autoproduzioni) centinaia di ottima fattura.
          • braincrash.it scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            Bach...italian spiderman...cos'è sta roba? unaDuraLezione di trollaggio?
          • Yuri scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            Google is y'r friendhttp://punto-informatico.it/2376147/PI/Commenti/webtheatre-perche-italian-spiderman.aspx
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            contenuto non disponibile
          • braincrash.it scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            ho detto cosi perchè dopo che avevano chiesto un qualcosa di più recente (di bach), hai tirato fuori una produzione degli anni 70...P.S. Milioni di persone quella roba? Mamma mia, siamo messi male... :)
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            contenuto non disponibile
          • braincrash.it scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: braincrash.it

            ho detto cosi perchè dopo che avevano chiesto un

            qualcosa di più recente (di bach), hai tirato

            fuori una produzione degli anni

            70...

            mhhh. mi sa che non sai cosa è italian spideramn.
            Fa finta di essere degli anni 70 ma è fatto nel
            2008.Ti riporto quanto scritto proprio da PI in proprosito:Sarebbe stato bello poter avere delle battute da Dario Russo, Tait Wilson, David Ashby, Will Spartalis e Boris Repasky il collettivo australiano che forma la Alrugo, fantomatica società di produzione che avrebbe girato Italian Spiderman negli anni '60-'70 salvo poi perderlo in mare e recuperarlo ora.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            contenuto non disponibile
          • braincrash.it scrive:
            Re: Le case discografiche spariranno !
            - Scritto da: unaDuraLezione
            Appunto.
            'Fantomatica' non ti dice nulla?
            Fa parte della scenggiatura.Mmmm conosco informatica, fantoman una psicopatica.... no non mi dice nulla.Scherzi a parte, va bene dai è inutile discutere sulla legimmimità dell'epoca di sto film. Non si porta a casa nulla, ne io ne te.Mea culpa che ho commentato sventatamente :)
  • H5N1 scrive:
    Diritto d'Autore
    Si chiama diritto d'AUTORE e non di DISTRIBUTORE.E' giusto che resti in mano all'autore.
  • MrVain scrive:
    Chi di affitto ferisce di affitto.....
    Semplicemente viene replicato alle case di distribuzione lo stesso schema che viene applicato agli utenti, ad ognuno la sua croce....
  • eheheh scrive:
    affitto
    l'artista affitta alla major, la major affitta al distributore, il distributore affitta al clienteinsomma è tutto un affitto :-)
  • unaDuraLezione scrive:
    Affittarle alle major?
    contenuto non disponibile
    • soulista scrive:
      Re: Affittarle alle major?
      - Scritto da: unaDuraLezione
      E le major le subaffittano agli utonti....
      Tramite il loro DRM dimmerda.bel palindromo!DRM-D-MRD-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 ottobre 2008 12.06-----------------------------------------------------------
    • Cobra Reale scrive:
      Re: Affittarle alle major?
      - Scritto da: unaDuraLezione
      E le major le subaffittano agli utonti....
      Tramite il loro DRM dimmerda.C'è una differenza sostanziale: se gli artisti danno le loro canzoni alle major a nolo, le major non potranno più speculare su di esse per decenni. Tra l'altro dovranno guardarsi bene dal fare il bello ed il cattivo tempo con le opere dell'ingegno altrui anche solo per un minuto, dato che l'artista avrebbe il potere di rivolgersi ad altre case discografiche una volta scaduto il contratto.
  • Nathaniel Hornblower scrive:
    Intanto i più pubblicizzati...
    ...sono quelli che stanno in alto nelle classifiche. Chi è più bravo, l'artista o la major?
    • soulista scrive:
      Re: Intanto i più pubblicizzati...
      - Scritto da: Nathaniel Hornblower
      ...sono quelli che stanno in alto nelle
      classifiche. Chi è più bravo, l'artista o la
      major?propendo per la terza opzione: più idioti i consumatori.
      • Ste scrive:
        Re: Intanto i più pubblicizzati...
        Bhè...come se le classifiche contassero qualche cosa.Le classifiche le fanno proprio le major e anche i vincitori delle varie manifestazioni musicali sono "imposti" dalle major, se non in modo diretto almeno all'interno di un novero di nomi.Facile che chi sta in classifica è sotto una major: la classifica è decisa a tavolino.Anche perchè le etichette pagano radio e tv per avere i propri brani in classifica.Ecco...se poi i consumatori credono alle classifiche...la frittata è fatta.
  • antonio scrive:
    Errore in un nome
    *Paul* Oakenfold, non Pauk
    • pippo scrive:
      Re: Errore in un nome

      *Paul* Oakenfold, non PaukMi hai battuto sul tempo ;) mi domando poi cosa ci faccia in questo elenco, visto che ormai vive e lavora ad Hollywood da un po...
  • Enjoy with Us scrive:
    Povere Major!
    Non bastavano i colpi subiti dalle loro politiche antiP2P ora ci si mettono pure gli artisti....Certo se la sono proprio cercata:1. Con la distribuzione web a cosa serve una casa discografica, specie se si parla di artisti famosi? Non sono in grado da se di promuovere l'ultimo album?2. Studi di registrazione a livello professionale hanno costi oggi tuttosommato limitati, alla portata di qualsiasi artista celebre e per gli sconosciuti ci sono tanti studi indipendenti di ottima qualità! Anche il fai da te con un semplice PC e le opportune schede audio consente livelli qualitativi di tutto rispetto a prezzi veramente alla portata di qualsiasi appassionato.Ce ne hanno messo gli artisti a capirlo, ma ormai la strada è tracciata, hanno finalmente capito che da un brano venduto a 99 centesimi ne possono ottenere tranquillamente 90 invece dei 4 o 9 che ottenevano fino ad oggi! In futuro si assisterà anche ad un drastico taglio dei prezzi, non essendoci più pochi soggetti ma una moltitudine di autori vedrete come specie i meno conosciuti inizieranno a proporre i loro brani a prezzi molto bassi, tipo 10 centesimi a traccia e allora veramente la pirateria via P2P sparirà!
  • Antonio Macchi scrive:
    ennesimo colpo alle major...
    mi sa che tra poco le major diventeranno 'minor'... a furia di mazzate...sono diventate -enti inutili-, e dopo averle mollate il pubblico, le mollano pure i clientiRIP!
  • Svegliate vi scrive:
    Ed invece....
    ...io credo che debbano essere gli utenti a prendere in mano il mercato della musica. Come? Non acquistando CDs che costino più di 10 euro; perchè questo è il loro giusto prezzo. Poi Majors ed artisti si scannino pure fra di loro per dividerseli; a noi non interessa un ...!
    • braincrash.it scrive:
      Re: Ed invece....
      - Scritto da: Svegliate vi
      ...io credo che debbano essere gli utenti a
      prendere in mano il mercato della musica. Come?
      Non acquistando CDs che costino più di 10 euro;
      perchè questo è il loro giusto prezzo.Secondo quale criterio hai stabilito che è il giusto prezzo? Avere un dettaglio di come verrebbero ripartiti questi 10 euro, non sarebbe male. Tanto per capire.
      Poi Majors
      ed artisti si scannino pure fra di loro per
      dividerseli; a noi non interessa un ...!Figurati loro...
      • Enjoy with Us scrive:
        Re: Ed invece....
        - Scritto da: braincrash.it
        - Scritto da: Svegliate vi

        ...io credo che debbano essere gli utenti a

        prendere in mano il mercato della musica. Come?

        Non acquistando CDs che costino più di 10 euro;

        perchè questo è il loro giusto prezzo.

        Secondo quale criterio hai stabilito che è il
        giusto prezzo? Avere un dettaglio di come
        verrebbero ripartiti questi 10 euro, non sarebbe
        male. Tanto per
        capire.


        Poi Majors

        ed artisti si scannino pure fra di loro per

        dividerseli; a noi non interessa un ...!

        Figurati loro...10 euro infatti sono ancora troppo, visto che l'artista più di 4-9 centesimi non vede, quindi per un album prende al massimo 1.35 euro e il resto? Direi che 5 euro sono già più che adeguati!
        • braincrash.it scrive:
          Re: Ed invece....
          - Scritto da: Enjoy with Us
          10 euro infatti sono ancora troppo, visto che
          l'artista più di 4-9 centesimi non vede, quindi
          per un album prende al massimo 1.35 euro e il
          resto? Direi che 5 euro sono già più che
          adeguati!Mi devo ripetere? Come vengono ripartiti questi 5 euro? x per costi di produzioney per il ditributorez per l'autoreDai su... Sono curioso.
          • Wolf01 scrive:
            Re: Ed invece....
            x ? quali? se fai tutto via internet e lasci che siano gli utenti a mettersi la musica sui cd hai risolto tuttoSi certo, dovrai pagare lo studio di registrazione, la corrente, gli strumenti... ma questa è una cosa ovvia, non è che il muratore che mi fa la casa mi dice "guarda devi pagarmi 5000 in più perchè ho dovuto prendere una betoniera nuova", lo prendo a badilate col suo stesso badile, gli strumenti di lavoro sono cavoli suoi, mica l'ho chiesto ioy ? quale distributore? se diventano distributori di se stessi sempre via internet non hanno più bisogno di un distributore, al massimo quello del caffèz ? si z, quello che resta, tolti gli altri 2 tutto il ricavato può andare a z e quindi essere investito per il punto x e altre cosucce
          • braincrash.it scrive:
            Re: Ed invece....
            - Scritto da: Wolf01
            x ? quali? se fai tutto via internet e lasci che
            siano gli utenti a mettersi la musica sui cd hai
            risolto
            tutto
            Si certo, dovrai pagare lo studio di
            registrazione, la corrente, gli strumenti... ma
            questa è una cosa ovvia, non è che il muratore
            che mi fa la casa mi dice "guarda devi pagarmi
            5000 in più perchè ho dovuto prendere una
            betoniera nuova", lo prendo a badilate col suo
            stesso badile, gli strumenti di lavoro sono
            cavoli suoi, mica l'ho chiesto
            ioVisto che originariamente si parlava di CD (e non di download digitale) i costi si riferiscono alla stampa del CD stesso (più serigrafia), stampa del materiale cartaceo incluso e custodie.
            y ? quale distributore? se diventano distributori
            di se stessi sempre via internet non hanno più
            bisogno di un distributore, al massimo quello del
            caffèDistributori di sestessi, bisogna fare un sito e mantenerlo... oppure appoggiarsi a iTune e compagnia bella, che si prendono una percentuale...
            z ? si z, quello che resta, tolti gli altri 2
            tutto il ricavato può andare a z e quindi essere
            investito per il punto x e altre
            cosucceQua mi serve una traduzione...
          • Wolf01 scrive:
            Re: Ed invece....
            E a me un analista :PDicevo, se grazie ad un nuovo modello di distribuzione (digitale) che secondo me soppianterà presto quello attuale (fisico), visto che al supermercato trovo sempre meno "hardware", sicuramente diventare distributori di se stessi costerà molto ma molto meno che affidarsi ad un distributore esterno.Tutti i soldi che prima (e ancora adesso) si prendeva il distributore restano divisibili per artista e produttore.Se l'artista è abbastanza grosso da farsi anche da produttore (che so, magari ha uno studio di registrazione suo, si crea da solo i contenuti etc) a questo punto i soldi restano da dividersi solo tra artista e.. basta.
          • braincrash.it scrive:
            Re: Ed invece....
            Certo, la cosa menzionata nell'articolo potrebbe essere un bene, ma potrebbe anche essere una lama a doppio taglio.Cosa succederebbe se anche non avendo più di mezzo le major il prezzi della musica restassero invariati? L'utente ne sarebbe contento? Ne trarrebbe beneficio? Anzi, a me darebbe ancora più fastidio, già sta gente è ricca e lo diventerebbe ancora di più.E i piccoli? Che fine farebbero?
          • Reolix scrive:
            Re: Ed invece....
            Con l'aggravante che gli studi di registrazione si affittano e non costano tutta sta cifra...canzoni pronte e vai, ergo :D
      • Reolix scrive:
        Re: Ed invece....
        - Scritto da: braincrash.it
        - Scritto da: Svegliate vi

        ...io credo che debbano essere gli utenti a

        prendere in mano il mercato della musica. Come?

        Non acquistando CDs che costino più di 10 euro;

        perchè questo è il loro giusto prezzo.Il problema consiste nelle limitazioni che ti impediscono un libero accesso all'informazione, in questo caso musicale, e di conseguenza un decremento dei prezzi.
        Secondo quale criterio hai stabilito che è il
        giusto prezzo? Avere un dettaglio di come
        verrebbero ripartiti questi 10 euro, non sarebbe
        male. Tanto per
        capire.Ti delucido io che criteri criminali usano ed i costi e dopo giudicherai tu, tieni sempre presente che il mercato musicale è loro dominio e tendono ad ostracizzare qualsiasi cosa leda il loro potere economico. Piccola premessa: per capire l'enorme ingordigia e guadagno delle major bisogna rapportarsi alle autoproduzioni. Il "fare a meno" della casa di distribuzione ebbe inizio negli anni 80 con un gruppo anarchico e pacifista che si chiamava Crass, autoprodotto. L'industria discografica ha sempre cercato di influenzare a scopo commerciale la musica e le idee degli artisti sotto contratto per puri fini commerciali. E' notorio che nelle produzioni vengono spesso cambiati i tecnici del suono per avere un sound più vicino alla moda del momento con la conseguenza che il cantante spesso cambia etichetta. L'autoproduzione perciò non è solo un modo per livellare i prezzi di vendita ma, soprattutto, è il modo più efficace per mantenere la propria indipendenza dalle pressioni che le case discografiche fanno sugli artisti al fine di commercializzare la propria musica per poter avere un prodotto più vendibile. Principalmente la vera differenza si gioca proprio qui: per una grossa casa discografica il disco è un "prodotto", una merce su cui investire. Per l'artista (quello con la A) è invece un mezzo per comunicare agli altri il frutto della propria creatività che, in quanto manifestazione di libera espressione, non accetta di essere manipolata. Tutti i materiali culturali autoprodotti vengono venduti a prezzi estremamente bassi che garantiscono comunque un piccolo profitto che viene reinvestito nella propria attività. Un esempio potrebbe spiegarti meglio come funziona: stampare un CD in mille copie costa sulle 2.50/3.50 euro a CD comprensivo di copertina a colori eccetera. Tieni presente che molti si appoggiano a strutture esterne per tutto quel che riguarda la stampa e le altre operazioni che servono. Una major queste strutture le ha in casa, quindi non mi stupirei affatto se una copia le costasse al massimo 1 euro o meno. Ma il vero scandalo sta nel prezzo. Gli autoprodotti rivendono a 7 o al massimo 10 euro (ed è già tanto, fidati, chi vende di più vuole solo più guadagni), mi spieghi perché le major vendono i loro dischi, costati la metà delle autoproduzioni, a 20/25 euro? Ma oltre che artistico, lo sfruttamento dell'artista da parte della major avviene anche in campo diversamente economico. Courtney Love una volta disse: "Le case discografiche hanno una percentuale di successo bassissima, il 3%". E come fanno le case discografiche a cavarsela con una percentuale di fallimento del 97% che sarebbe completamente inaccettabile in qualsiasi altra industria? La verità è che le case discografiche si tengono quasi tutti i profitti. Gli artisti vengono pagati solo una minima frazione dei soldi generati dalla loro musica (generalmente il 7% dei profitti nel caso di artisti affermati, come era per i per i Litfiba, invece Max Gazzé ha dichiarato di guadagnare solo 1 euro a CD venduto). Questo permette ai manager delle case discografiche di essere molto approssimativi nei modi in cui dirigono le loro aziende pur consentendo loro la possibilità di produrre una quantità enorme di capitali per le multinazionali alle quali appartengono. Le royalties (percentuali di diritti per le quali hanno scioperato gli sceneggiatori americani tempo fà) che le case discografiche garantiscono agli artisti sono bassissime alla radice. Su questo le case discografiche sottraggono anche il minimo costo dal totale dovuto agli artisti. A questi infatti vengono addebitate (e scommetto che non lo sapevi) in varie modalità (es inglobandole negli anticipi) le seguenti voci: costi di registrazione, costi di produzione dei video, tour, promozioni radiofoniche, costi di vendita e marketing, costi di packaging e molte altre cose. Le case discografiche spesso riescono ad abbassare i diritti dovuti ai loro artisti "dimenticandosi" di notificare le vendite, "sbagliando" il calcolo delle royalties e, naturalmente, impedendo agli artisti accesso ai libri contabili dell'azienda . Migliaia di artisti discografici che hanno venduto centinaia di milioni di dischi durante la propria carriera generando miliardi di dollari in profitti per le loro case discografiche si sono trovati sul lastrico e dimenticati dalla stessa industria che hanno reso ricca. Esempio? Quanti ne vuoi, i TLC dichiararono bancarotta dopo avere ricevuto meno del 2% dei 175 milioni di dollari ricavati dalle vendite dei loro CD, Florence Ballard delle Supremes è morta percependo il sussidio minimo di disoccupazione, gli eredi di Jimi Hendrix (si loro) che non sono ricchi per accordi corrotti della Universal e svolgono lavori umili mentre il suo catalogo generava milioni di dollari all'anno, Toni Braxton ha venduto CD per un valore di 188 milioni di dollari, ma è fallito a causa di un terribile contratto che lo ha pagato meno di 35 centesimi ad album, i Collective Soul non hanno guadagnato niente da Shine uno dei più grande successo degli anni '90 perchè l'Atlantic ha pagato quasi tutte le loro royalties a una casa di produzione esterna, Merle Haggard ha avuto 37 singoli nella top-ten durante gli anni '60 e '70 ma non ha mai visto un dollaro fino al 2000 quando ha pubblicato un album sull'etichetta indipendente di punk-rock, ai 30 Seconds To Mars la Emi non diede un penny in più nonostante avessero venduto più di 2 mil di dischi rispetto al pattuito oppure azioini come il negare a Don Henley e Tom Petty il diritto di dare alle proprie famiglie i loro copyright, devo continuare? Queste cose te le dice Mazza o Assumma o qualche media? Nelle riunioni tendono SOLO mantenere lo status quo.Spero di essere stato chiaro. Molte volte dico agli utenti che non conoscono quello di cui discutono ma difendono lo stesso posizioni che sono indifendibili. Se un giorno vedrò la fine delle major quello sarà un bel giorno.
        • braincrash.it scrive:
          Re: Ed invece....
          Non hai nominato invece quelli che vivono di rendita avendo magari fatto anche una sola canzone.Di solito la medaglia ha due facce...Quanti soldi prendi, dipende anche dai contratti che fai...Poi se fai un pezzo e lo firmi in 10, è ovvio che prenderai il 10% della percentuale pattuita con l'etichetta.Io non sto dicendo che il costo attuale dei CD sia giusto, mi da solo fastidio quelli che arrivano e "decidono" quanto debba costare il lavoro degli altri senza avere una minima idea di come funziona il tutto.Poi che la nostra siae lavori in modo osceno, sono d'accordissimo, e che i profitti delle major siano eccessivi, probabile, ma io non lo posso sapere per certo.
          • Reolix scrive:
            Re: Ed invece....
            - Scritto da: braincrash.it
            Non hai nominato invece quelli che vivono di
            rendita avendo magari fatto anche una sola
            canzone.

            Di solito la medaglia ha due facce...
            Ancora peggio, è giusto?
            Quanti soldi prendi, dipende anche dai contratti
            che
            fai...
            Dipende dai contratti che ti propongono, sono pochi sono quelli che dettano condizioni, Radiohead docet.
            Poi se fai un pezzo e lo firmi in 10, è ovvio che
            prenderai il 10% della percentuale pattuita con
            l'etichetta.
            Forse non hai capito perchè non conosci: tu non pattuisci niente, sei obbligato, non ti parlo di stupoidi, ma di clausole (decine) vessatorie e nascoste (esempio, per renderti l'idea, il trucco dei derivati agli enti).
            Io non sto dicendo che il costo attuale dei CD
            sia giusto, mi da solo fastidio quelli che
            arrivano e "decidono" quanto debba costare il
            lavoro degli altri senza avere una minima idea di
            come funziona il
            tutto.
            L'idea dei costi e del funzionamento è conosciutaed è sempre stata una scusante dei musicisti e delle case, a te dà fastidio la decisione del costo ma è la forma più democratica di valutare il "valore" della musica, chi decide quanto vale la tua musica? Il pubblico verso cui la stessa è diretta, non le major nè il musicista.
            Poi che la nostra siae lavori in modo osceno,
            sono d'accordissimo, e che i profitti delle major
            siano eccessivi, probabile, ma io non lo posso
            sapere per
            certo.Ed invece si perchè i loro osceni bilanci da finanziarie sono pubblici ma piangono perdite, e dove sarebbero le perdite se i bilanci sono, nella peggiore delle ipotesi, in linea con quelli precedenti e ti basi su danni che NON PUOI quantificare (e non lo dico solo io ma già nel 2005 l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo OECD ha stilato un bel documentino)? La Siae non lavora in modo osceno, è l'attuale diritto d'autore che è osceno che se l'hai letto, è nato per ben altro fine che quello di stampare solti in eterno.
    • nomecognome obbligatau rus scrive:
      Re: Ed invece....
      - Scritto da: Svegliate vi
      ...io credo che debbano essere gli utenti a
      prendere in mano il mercato della musica. Come?
      Non acquistando CDs che costino più di 10 euro;
      perchè questo è il loro giusto prezzo. Poi Majors
      ed artisti si scannino pure fra di loro per
      dividerseli; a noi non interessa un
      ...!niente affatto, il giusto prezzo è 7 euro per un cd nuovo e non più di 5 per uno che ha almeno 7 annie senza compromessi con la qualitàdi alcun tipo.E non è vero che il CD è un supporto morto: solo che costa troppo.
  • Alberto scrive:
    Finalmente!
    Finalmente gli artisti inizierebbero a essere pagati per quello che fanno e non si parla di spiccioli (ogni canzone riprodotta viene pagata agli artisti 5 centesimi).Peccato che un CD costi 20/30 euro........(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Come si suol dire..... GLIEL'AVETE MESSO NEL C***(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
    • mirkojax scrive:
      Re: Finalmente!
      Quindi se un cd costasse 20/30 euro e i soldi andassero tutti al cantante, la gente comprerebbe i cd? esseeeeeeee....dopo non ci sarebbe piu' la scusa delle major, ma altre scuse
      • gatsu99 scrive:
        Re: Finalmente!
        era ora !!!!vendere i propri diritti in toto alle major è pura folliaovvio che poi diventano talmente influenti da voler scavalcare addirittura la magistratura !!!!speriamo non sia un fuoco di paglia
        • mirkojax scrive:
          Re: Finalmente!
          ma che vi frega dove vanno i soldi! basta con sta falsa etica per legittimare il p2p. La gente non vuole spendere i soldi e vuole scaricare la musica gratis punto. io compro il cd per la musica e il libretto. Se l'etichetta di becca 100 euro e l'artista 3 centesimi non me frega una cippa. Se all'artista non stanno bene queste condizioni puo' mettersi in proprio.Per la cronaca, Ieri sera ho comprato l'utimo cd dei metallica su amazon (9$ come su itunes e ho il cd fisico - non male non male) cmq la copertina ha come un buco a forma di bara molto bello. A chi vanno i soldi non me ne frega niente.
  • Cobra Reale scrive:
    Mi sembra un'ottima idea
    Gli artisti che hanno promosso quest'iniziativa vanno lodati per questo, e mi auguro che molti altri artisti seguano il loro esempio: serebbe un duro colpo allo strapotere delle major sul fronte dell'intrattenimento. Oggi, i colossi dell'industria musicale (a proposito, è incredibile come quelle mega-corporazioni siano riuscite a fare della musica - la regina delle arti - un'industria, concretizzando quello che sembrava un ossimoro) dettano legge assai più degli artisti, di coloro che la musica la creano. Credo che sia giusto ridimensionare il loro strapotere a favore della tutela di chi realmente produce le canzoni che loro vorrebbero possedere e sfruttare per decenni, per finalità meramente economiche, nonostante non sia affatto farina del loro sacco
    • Valadigma scrive:
      Re: Mi sembra un'ottima idea
      - Scritto da: Cobra Reale
      Gli artisti che hanno promosso quest'iniziativa
      vanno lodati per questo, e mi auguro che molti
      altri artisti seguano il loro esempio: serebbe un
      duro colpo allo strapotere delle major sul fronte
      dell'intrattenimento. Oggi, i colossi
      dell'industria musicale (a proposito, è
      incredibile come quelle mega-corporazioni siano
      riuscite a fare della musica - la regina delle
      arti - un'industria, concretizzando quello che
      sembrava un ossimoro) dettano legge assai più
      degli artisti, di coloro che la musica la creano.Per forza, fino ad oggi questa musica non loro le major l'hanno DISTRIBUITA, hanno investito milioni e milioni per promuoverla.Se tu investi in una band e sovvenzioni ogni spesa ovvio che detti legge.
      Credo che sia giusto ridimensionare il loro
      strapotere a favore della tutela di chi realmente
      produce le canzoniBeh, adesso che la distribuzione puo' avvenire via internet le regole cominciano a cambiare.
      possedere e sfruttare per decenni... e pagati per questo lavoro... gli oasis e compagni non sono poveri.
      per finalità
      meramente economiche,uh che paura, voler avere un rientro economico dal proprio lavoro. Vergognati a lavorare per soldi!E indovina un po cosa vogliono gli artisti? Tantissimi SOLDI, hanno le tue tanto vituperate finalità meramente economiche.O credi che vogliano cambiare i contratti per il tuo bene?
      nonostante non sia affatto
      farina del loro sacco Per questo esiste un contratto tra produttore e distributore. Mica vorrai schiaffeggiare DHL perche' vive distribuendo prodotti che non sono suoi?
      • harvey scrive:
        Re: Mi sembra un'ottima idea
        - Scritto da: Valadigma
        Per forza, fino ad oggi questa musica non loro le
        major l'hanno DISTRIBUITA, hanno investito
        milioni e milioni per
        promuoverla.Ma hanno ricavato pure moltissimi soldi
        Beh, adesso che la distribuzione puo' avvenire
        via internet le regole cominciano a
        cambiare.Infatti, non serve piu' una enorme struttura alle spalle

        per finalità

        meramente economiche,

        uh che paura, voler avere un rientro economico
        dal proprio lavoro. Vergognati a lavorare per
        soldi!Anche la mafia lavora per soldi, ma non per questo va tollerata :P
        E indovina un po cosa vogliono gli artisti?
        Tantissimi SOLDI, hanno le tue tanto vituperate
        finalità meramente
        economiche.
        O credi che vogliano cambiare i contratti per il
        tuo
        bene?Mattiamola cosi'.Adesso un disco lo paghi 20. E un euro va all'artistaSe domani un disco (scaricato da internet) lo paghi 10. E 2 euro va all'artista, l'unico risultato e' che il disco costa la metà e l'artista guadagna il doppio.Ovviamente in tutto questo la grande dirtribuzione ne farà le spese, ma e giusto che chi fa un lavoro che non serve piu' lo cambi-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 ottobre 2008 08.45-----------------------------------------------------------
      • Cobra Reale scrive:
        Re: Mi sembra un'ottima idea
        - Scritto da: Valadigma
        - Scritto da: Cobra Reale

        Gli artisti che hanno promosso quest'iniziativa

        vanno lodati per questo, e mi auguro che molti

        altri artisti seguano il loro esempio: serebbe
        un

        duro colpo allo strapotere delle major sul
        fronte

        dell'intrattenimento. Oggi, i colossi

        dell'industria musicale (a proposito, è

        incredibile come quelle mega-corporazioni siano

        riuscite a fare della musica - la regina delle

        arti - un'industria, concretizzando quello che

        sembrava un ossimoro) dettano legge assai più

        degli artisti, di coloro che la musica la
        creano.

        Per forza, fino ad oggi questa musica non loro le
        major l'hanno DISTRIBUITA, hanno investito
        milioni e milioni per
        promuoverla.
        Se tu investi in una band e sovvenzioni ogni
        spesa ovvio che detti
        legge.Ovvio anche che gli artisti vogliano ridimensionare il potere delle major di dettar legge, e soprattutto di specularci su per anni.

        Credo che sia giusto ridimensionare il loro

        strapotere a favore della tutela di chi
        realmente

        produce le canzoni

        Beh, adesso che la distribuzione puo' avvenire
        via internet le regole cominciano a
        cambiare.


        possedere e sfruttare per decenni

        ... e pagati per questo lavoro... gli oasis e
        compagni non sono
        poveri.Ma nemmeno le major lo sono, anzi...

        per finalità

        meramente economiche,

        uh che paura, voler avere un rientro economico
        dal proprio lavoro. Vergognati a lavorare per
        soldi!Vergognati tu a non aver capito nulla, trollone :DQuanta grana vorrebbero le major, per il proprio lavoro di promozione & distribuzione? Ecco cosa si sono chiesti gli artisti che sostengono quest'iniziativa.
        E indovina un po cosa vogliono gli artisti?
        Tantissimi SOLDI, hanno le tue tanto vituperate
        finalità meramente
        economiche.Sono artisti. Hanno tutto il diritto di pretendere qualcosa (o più di qualcosa) in più, e dare qualcosa in meno a quei pescicani delle major.
        O credi che vogliano cambiare i contratti per il
        tuo
        bene?Non pochi artisti hanno criticato le major per come sfruttavano la musica e per il loro atteggiamento nei confronti degli altri, e per aver sguinzagliato i migliori legali sulla piazza contro i condivisori del p2p, arrivando a chiedere pene e risarcimenti che da più parti sono ritenuti eccessivi.

        nonostante non sia affatto

        farina del loro sacco

        Per questo esiste un contratto tra produttore e
        distributore.Forse i contratti di cui parli sono tutti uguali, e gli artisti li reputano sconvenienti. Se no, quest'idea dei duritti a nolo non l'avrebbero avuta.
        Mica vorrai schiaffeggiare DHL
        perche' vive distribuendo prodotti che non sono
        suoi?Paragone assurdo. DHL fa solo il suo onesto lavoro di recapitare le merci che le vengono affidate, e dopo averla pagata sono libero di decidere della mia roba (ad esempio, posso rivenderla su ebay e spedirla all'acquirente servendomi di un altro corriere).
  • ciccio scrive:
    Major?
    FAC off!!
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