Brevetti, il turno di Nokia

Dalla finlandese, il nuovo capitolo della saga: 13 denunce contro Apple depositate nel Regno Unito, in Germania e in Olanda

Roma – Nokia ha nuovamente alzato la posta in gioco nella battaglia brevettuale che la vede contrapposta ad Apple: ha depositato nuove denunce per la violazione di altri 13 suoi brevetti che spaziano dagli schermi touchscreen ai sistemi di gestione degli negozi digitali di applicazioni, che vanno ad aggiungersi ai 24 già coinvolti.

Il fronte Nokia-Apple è uno dei più caldi in quella che può essere vista come la guerra degli smartphone e che per questioni brevettuali vede coinvolte anche Google, Motorola, Microsoft e HTC.

La finlandese aveva dato il via alle ostilità sull’asse Cupertino-Espoo, prima presso la corte federale del Delaware, poi presso l’ International Trade Commission ( ITC ); Apple aveva quindi controdenunciato Nokia e poi portato il conflitto fuori dagli Stati Uniti , rivolgendosi ad una Corte britannica: il botta e risposta è stato continuo, in un’escalation di brevetti e di contrattacchi.

La nuova offensiva di Nokia porta il conflitto su altri tre campi di battaglia : Regno Unito , cui si era già rivolta Apple, Germania e Olanda .
“Le invenzioni protette dai brevetti citati – ha detto Paul Melin, responsabile delle proprietà intellettuale di Nokia – includono molte di quelle che permettono di garantire all’utente un’esperienza all’altezza”. Due riguardano il touchscreen e i gesti di scorrimento usati per esplorare un determinato contenuto sugli schermi degli smartphone, altri l’accesso agli application store e le transazioni in tempo reale . Si vanno ad aggiungere a quelli sull’utilizzo delle tecnologie GSM, 3G e WiFi precedentemente chiamati in causa da Nokia e a quelli sull’elaborazione del segnale e la rotazione della visualizzazione chiamati in causa da Apple.

Le prime disfide si sono risolte a favore di Nokia, che ha ottenuto ragione nell’ indagine preliminare condotta dall’ITC che non ha rilevato “le prove di una violazione” dei diritti brevettuali di Apple, alcuni dei quali rischiano addirittura di essere considerati non validi.

Claudio Tamburrino

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