CNAI, l'Italia affronta il cybercrimine

La necessità di difendere adeguatamente delle infrastrutture telematiche fa nascere, di qua e di là dell'Atlantico, nuove sovrastrutture preposte al controllo del territorio virtuale

Roma – L’importanza vitale delle infrastrutture connesse al network telematico nazionale è fuori discussione, anche in un paese come l’Italia dove (unico caso in Occidente) la penetrazione dell’accesso a Internet nelle famiglie arretra piuttosto che avanzare. A ribadire il concetto della necessità di difendere le suddette infrastrutture ci pensano le massime autorità competenti, riunitesi tutte al Polo Tuscolano della Polizia di Stato per “inaugurare” il CNAI, Centro Nazionale Anticrimine Informatico .

Alla presenza del ministro dell’Interno Roberto Maroni (con il sottosegretario Alfredo Mantovano al seguito), il ministro della Giustizia Angelino Alfano, l’onorevole Paolo Gentiloni del Partito Democratico, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta e il capo della Polizia Antonio Manganelli, è stato dato il via ai lavoro della sala di controllo del CNAI, un centro operativo per il monitoraggio e l’azione “sul campo” attivo 24 ore su 24 contro le possibili cyber-minacce alle reti fondamentali per l’economia e la vita del paese .

Reti eminentemente virtuali eppure cruciali per il controllo e la gestione della somministrazione di energia elettrica, acqua, trasporti, gas metano e tutte le altre “utilità” che mandano avanti il paese. Ora più che mai occorre difendere questi network, come sottolineano in coro Maroni e gli altri esponenti del governo intervenuti, con un comando operativo che fino a ora non esisteva e che mette l’Italia (secondo l’opinione dei suddetti politici) al pari con le altre grandi potenze tecnologiche del globo.

“Gli attacchi informatici di natura terroristico-criminale sono minacce non virtuali ma molto concrete – dice Manganelli all’agenzia di stampa Adnkronos – con effetti dirompenti sul piano nazionale e internazionale. Per questo abbiamo selezionato in questo Centro le migliori intelligenze e messo in campo le migliori professionalità: ora siamo pronti ad assolvere questo impegno con dedizione, onestà e trasparenza, garantendo anche tutti i diritti di libertà che uno Stato democratico deve garantire a ogni cittadino e a ogni impresa ed azienda”.

Il direttore della Polpost Domenico Vulpiani mette in evidenza la natura internazionalista del CNAI , che oltre a monitorare quel che succede sulla rete italiana potrà contare su “collegamenti permanenti” con 52 diverse polizie di tutto il mondo attive nello stesso settore di cyber-difesa nazionale.

La cyber-difesa nazionale è d’altronde lo stesso focus del neonato Cybercom , il quartier generale anti-cybercrimine promesso dall’amministrazione Obama che diviene finalmente un qualcosa di concreto grazie al decreto del segretario alla Difesa Robert Gates che istituisce il centro di coordinamento degli sforzi di difesa quotidiani da parte del Dipartimento. Al contrario del CNAI, a ogni modo, il Cybercom si occuperà soltanto dei network militari (ne esistono 15mila con 7 milioni di dispositivi informatici a essi collegati) e non delle reti civili.

Non che le reti civili statunitensi non siano bucabili e a rischio di cyber-attacchi, anzi è vero l’ esatto contrario , ma evidentemente nelle stanze del potere di Washington hanno prima di tutto a cuore che i vari compartimenti della più grande forza militare del mondo siano al sicuro dai cracker cinesi e da chi scarica piani super-segreti dei nuovi cacciabombardieri.

Alfonso Maruccia

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  • Doctor Dj scrive:
    Re: Licenza DJ
    dagli anni 70 che acquisto vinili,suono con i vinili dove ho già pagato la tassa a suo tempo e non pago altro!Che paghino i ragazzini che scaricano GRATIS
  • Michele Rota scrive:
    SOLUZIONE AI PROBLEMI
    PER LA COMPILAZIONE AUTOMATICA DEL FILE XML RICHIESTO DALLA SIAE PER LEGALIZZARE LE COPIE LAVORO VAI SU QUESTO SITO: http://www.activetimes.it/area-dj/
  • Daniele brillini scrive:
    licenza dj
    SALVE, VORREI AVERE DEI CHIARIMENTI DI COME MI DEVO COMPORTARE E SI DEVO FARE QUESTA LICENZA DJ. IO POSSIEDO DUE VALIGE UNA CON TUTTI CD ORIGINALI MENTRE L'ALTRA CON LE COPIE DEI ORIGINALI, TENENDO CONTO CHE NON FACCIO SERATE A LIVELLO PROFESSIONALE MA D'AMATORE, COME MI DEVO COMPORTARE?? BASTA CHE PORTO VIA I CD ORIGINALE SENZA FAR NIENTE???? E I CD MASTERIZZATI SI POSSONO USARE SE UNO A LA COPIA ORIGINALE A CASA??? GRAZIE
  • Matteo Dena scrive:
    Correggetemi se sbaglio
    Può aver lasciato tutti contenti tranne per i Digital Jockey.Un dj che utilizza supporti digitali per suonare ed utilizza mp3 acquistati regolarmente in siti quali Beatport o iTunes, paga i diritti d'autori all'acquisto della canzone stessa. Mettiamo per esempio che un digital jockey scarichi le canzoni [legalmente comprate] direttamente sull'hard disk del pc, e non le copi su hard disk o memory card o cd (ovvero non effettui le suddette "copie lavoro").Questo dj si troverà a dover pagare 250 di Licenza sperimentale SIAE senza aver fatto nessuna "copia lavoro"!Almeno così mi è stato detto all'ufficio SIAE della mia zona.Correggetemi se sbaglio perchè mi risolvereste un bel dubbio."Un DJ mediamente in una serata guadagna circa 100 euro e la licenza di livello più basso sembra esaustiva per molti" Un dj che suona per passione e che magari ha appena iniziato a suonare si trova in una situazione dove nei locali i dj suonano solo per conoscenze, o dove il dj non viene pagato o al massimo viene pagato il "minino sindacabile".Come fa un dj principiante o comunque un dj appassionatom, che suona per passione e non per professione [il quale in un anno arriva a stento a guadagnarsi 100], a pagare una Licenza Sperimentale SIAE di 250 annui?Considerate anche l'attrezzatura!(Prendo ad esempio il digital jockey perchè mi riguarda personalmente)Pc / MacController Scheda audioProgramma professionaleCuffie djMusica legalmente acquistata (Beatport - iTunes)A parer mio per molti non è sostenibile una spesa simile!Accetto volentieri critiche, suggerimenti ed informazioni più accurate in merito!
    • andrea tuveri scrive:
      Re: Correggetemi se sbaglio
      concordo pienamente con te...mi piacerebbe avere dei chiarimenti...visto ke io suono al massimo 5 volte all'anno...e se sono fortiunato vengo pagato 50 ...non lavoro...quindi come potremo fare noi a sostenere una spesa del genere?...
  • volaivano scrive:
    ancora tasse non si finisce più
    Ma non è possibile che come ci si muove creano una ulteriore tassa!Io acquisto un cd e pago la siae, poi per farlo ascoltare in discoteca pago la siae, chi entra paga il biglietto e paga e la sie si prende la sua parte, il gestore del locale paga la siae, mi sembra esagerato pagare due volte la siae per il medesimo acquisto, perchè devo pagare due volte la siae? Non mi sembra corretto! Basta! Quando è troppo è troppo! Ma non c'è un giudice che dice che questa è una legge esagerata?
  • gianni eletto scrive:
    nome e cognome autori
    nel compilare questa licenza si deve inserire nome e cognome reale dell'autore/compositore e altri dati che in alcuni mp3 scaricati digitalmente sono irreperibili.Come si risolve?
  • Deborah De Angelis scrive:
    Licenza Dj
    Rispondo al post di Morpheus, a me indirizzato, prendendo spunto da alcune sue considerazione, sperando di chiarire alcuni punti.Quanto alla "inutilità" dell'accordo pongo qualche dubbio, considerato che sono stati proprio i Dj a richiederlo. Quanto al tipo di negozio giuridico è una licenza in quanto la Siae, nella sua qualità di rappresentante e mandataria degli autori che le hanno conferito espresso mandato, concede all'utilizzatore DJ la possibilità di riprodurre (per scopi non personali, ma al fine di diffondere il contenuto in pubblico) le musiche appartenenti al repertorio tutelato. E' naturale che nessuno può essere obbligato a firmare alcunchè. Non esiste un istituto giuridico, per fortuna, che impone la coercizione fisica per la sottoscrizione di un accordo/licenza. Fatto sta che senza la licenza la riproduzione per scopi non personali e l'utilizzo della copia in pubblico non sono autorizzati dal detentore dei diritti.Lo scopo nel pubblicizzare un servizio è naturalmente quello di raggiungere il maggior numero di persone. Pertanto si deve utilizzare un linguaggio poco giuridico che possa far comprendere il nocciolo della questione.Non volendo utilizzare, anche qui, terminologie giuridiche, proprio per coadiuvarti nella tua volontà di rendere chiaro un concetto di per sè semplice (e per aiutarti a non diffondere notizie sbagliate e senza fondamento) credo che sia chiaro che assumere comportamenti non autorizzati dal detentore del diritto (e cioè la riproduzione e diffusione per scopi non personali) sia assimilabile al concetto di "illecito" mentre chiedere l'autorizzazione per farlo sia assimilabile al concetto di "lecito". Per quanto attiene il lato processuale, le sentenza in sede penale che tu ricordi, hanno escluso lo scopo di lucro nella duplicazione, ma ciò non toglie che, dal punto di vista civile, rimane comunque la violazione del diritto e l'obbligo al risarcimento del danno.E' bene, inoltre, evidenziare che non siano pronunce ancora di legittimità e, quindi, non possiamo essere sicuri che le sentenze di merito costituiranno un principio di diritto in materia.Per quanto riguarda il discorso sui siti legali:pensi veramente che quanto scritto nei terms e conditions di un sito di download possano vincolare i comportamenti degli autori nei confronti del DJ? Infine, ti informo che stiamo, insieme alle altre associazioni di categoria in un tavolo di negoziazione con le rappresentanze dei titolari dei diritti connessi, non essendo stato possibile- non per nostra volontà- portare avanti una negoziazione comune.Cordialmente.
    • Morpheus255 scrive:
      Re: Licenza Dj
      Grazie, anzitutto, Dottoressa De Angelis per questo suo post, essendo lei, forse, la persona che più si è spesa per questo accordo, il suo intervento è senz'altro importante.Lei dice

      Quanto alla "inutilità" dell'accordo pongo qualche
      dubbio, considerato che sono stati proprio i Dj a
      richiederlo.Certo il mondo del djing è molto cambiato ma tra le associazioni che hanno dato il loro contributo non c'è una di "soli" disc-jockey ne tanto meno a carattere sindacale, più vicino al lavoro del dj, intendo. Forse non ne esistono ma ad ogni modo, tutti sanno che, la licenza nasce da lontano; nasce da quella famosa Lista 55 presentasi alle ultime elezioni SIAE, formata perciò da autori e che non ottenne i voti sufficienti per essere rappresentata.Nulla di grave, ne tanto meno di male ma certo di disc-jockey senza ulteriori interessi, neanche l'ombra.I disc-jockey, non hanno certo chiesto la licenza ma vorrebbero la certezza che se si fanno una copia dei loro dischi o dei loro file per poterli usare durante il loro lavoro e non per latri scopi, possano dire di non avere commesso nessun reato, nessun illecito, di non avere leso nessun "diritto ... civile" di nessuno.Lo possano dire perché si sono attenuti alla lettera della legge.Quello che hanno detto i giudici da ormai dieci anni a questa parte, è, per chi come me non ne capisce nulla, che la copia che il dj si fa per il proprio lavoro è la copia che la legge descrive all'art. 71-sexies e seguenti.Copia che non richiede nessuna autorizzazione perché "assolve" a monte ogni spettanza dovuta.La licenza DJ, invece non lo fa, in questo è inutile. Se vuole dire che fatta la licenza, la copia è pienamente e legittimamente utilizzabile, non lo può dire perché manca del diritto del produttore (non si è forse, rivolto a lei, qualche mese fa, quel dj denunciato per l'art. 171-ter in relazione all'art. 72 e a cui era stata rifiutata la licenza dj?).A chi, invece, la vuole sottoscrive, è utilissima. Non si può certo discutere una decisione personale. Lei dice
      Quanto al tipo di negozio giuridico è una licenza in quanto la Siae,....Appunto, io che non ne capisco nulla... capisco che quella va "sotto" al diritto privato. Che vuole licenziare un uso "non personale", che l'uso che il DJ fa è invece, "personale" e che il DJ non diffonde l'opera in pubblico (la quale per altro è già licenziata all'organizzatore attraverso "apposita" licenza) ma esegue una mansione meramente tecnica.Lei dice

      E' naturale che nessuno può essere obbligato a firmare alcunchè....Grazie Dott.ssa De Angelis, davvero grazie. Se le è possibile, cerchi di farlo capire con questa assoluta chiarezza, anche a tutti coloro che insistono nel dire che "il DJ è OBBLIGATO" e che se il DJ non sottoscrive quella licenza il DJ non è un pirata.
      Lei dice
      credo che sia chiaro che assumere comportamenti non
      autorizzati dal detentore del diritto (e cioè la
      riproduzione e diffusione per scopi non personali) sia
      assimilabile al concetto di "illecito" mentre chiedere
      l'autorizzazione per farlo sia assimilabile al concetto
      di "lecito".Sante parole, avvocato. Ora vogliamo anche dire, con altrettanto garbo e chiarezza che il DJ, facendo ciò che sappiamo, non si assimila al concetto di illecito?
      Lei dice
      Per quanto riguarda il discorso sui siti legali:
      pensi veramente che quanto scritto nei terms e
      conditions di un sito di download possano vincolare i
      comportamenti degli autori nei confronti del DJ? Si certo lo penso, perché lo so. Perché so che i denari di un DJ non sono diversi in nulla dai denari di un qualsiasi altro utente che scarica da quei siti.So già che state "negoziando", per forza.... a me però più interessa sapere se ha finalmente chiarito quali obblighi assume il DJ/lavoratore, con relative eventuali sanzioni etc, nei confronti dell'ENPALS anche quando questo opera come "autonomo" a prescindere dal possesso o meno di una partita IVA?Ha chiarito, finalmente che un DJ libero professionista non è un'impresa e neppure un "esercitante" una libera professione e, per tanto, gli obblighi di versamento e connessi, sono in capo al suo committente?Anche questo sarebbe un punto da chiarire, che ne dice?
  • jobb scrive:
    ma che vada in malora la siae
    ancora con sta siae che palle...
  • pocoinforma to scrive:
    copia o surrogato?
    Vorrei capire e mi sembra che alcuni di voi siano abbastanza esperti per darmi una risposta convincente. Se stiamo parlando di mp3 o di qualsiasi altro formato derivato da compressione distruttiva dell'originale, qual'è la spiegazione tecnica per cui si definisce copia e si possono reclamare diritti da parte degli autori? C'è una valutazione del valore dei diritti da corrispondere in misura inversamente proporzionale alla qualità della stessa?Se l'opera viene suonata con strumenti musicali, invece che con "strumento meccanico", il borderò è diverso, quindi i diritti vengono corrisposti in misura diversa, no? Allora, visto che la riproduzione con strumenti è un surrogato dell'originale, lo dovrebbe essere, tecnicamente, anche un formato compresso, in quanto le informazioni contenute sono senza dubbio diverse dall'originale.Ci sono discussioni in corso, sul piano giuridico, su questi temi? Grazie
    • Morpheus255 scrive:
      Re: copia o surrogato?


      Se stiamo parlando di mp3 o di qualsiasi altro
      formato derivato da compressione distruttiva
      dell'originale, qual'è la spiegazione tecnica per
      cui si definisce copia e si possono reclamare
      diritti da parte degli autori?Nel caso che stiamo discutendo, giuridicamente non c'è alcuna possibilità da parte dei c.d. aventi diritto di richiedere compensi aggiuntivi, perché gli stessi sono già previsti, già preventivamente pagati.Alla SIAE spetta il compito di distribuirli.La legge ci dice che ognuno di noi, (utenti) accedendo all'eccezione, può farsi la copia come meglio preferisce, la quale essendo personale risponderà a delle proprie esigenze.Chi invece effettua la copia grazie all'autorizzazione contenuta nel contratto di un sito di downloading (previsione per latro contenuta anche in uno dei commi dell'art. 71-sexies) fa in pratica la stessa cosa ma non sfruttando l'eccezione ma una vera e propria autorizzazione.
      C'è una valutazione del valore dei diritti da
      corrispondere in misura inversamente
      proporzionale alla qualità della
      stessa?No
      Se l'opera viene suonata con strumenti musicali,
      invece che con "strumento meccanico", il borderò
      è diverso, quindi i diritti vengono corrisposti
      in misura diversa, no? Esatto ad essere diverso però è il meccanismo di ripartizione che attualmente per la musica dal vivo è detto "analitico", in quanto riconosce un diritto per ogni "suonata". In discoteca invece, la ripartizione è detta a campione, ovvero è data dall'incrocio di un campione di programmi musicali consegnati dai locali e dai programmi musicali compilati durante le registrazioni effettuate in locali campione scelti sul terriotorio. E' un metodo statistico.La misura del diritto però è praticamente la stessa, c'è solo una piccola differenza. Ed è genericamente intorno al 9%.La diversità è data dall'imposta sull'intrattenimento che, genericamente, pagano le discoteche le quali fanno intrattenimento, appunto, mentre la musica dal vivo è "classificata" come "spettacolo" per cui esente dall'imposta.
      Ci sono discussioni in corso, sul piano
      giuridico, su questi temi?Non per quanto ci possa riguardare a mia conoscenza.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 giugno 2009 14.27-----------------------------------------------------------
      • madigi48 scrive:
        Re: copia o surrogato?
        Sono d'accordo, e va sottolineatom quanto dice Morpheus sull''MP3, che è il risultato di una esigenza dell'utilizzatore per ridurre gli spazi di memoria sul supporto utilizzato, ma ovviamente a discapito del risultato della qualità dell'ascolto.Altra precisazione riguarda la ripartizione per la musica dal vivo del c.d. "concertino" anche questo non più in ripartizione analitica (alla base di continue discussioni e contestazioni nei confronti della SIAE )ma anche questa a campionamento , amche se , va riconosciuto, che una parte di responsabilità di questa decisione è stata determintata da responsabilità di chi ha utilizzato il borderò per false registrazioni, e purtroppo sono costretto a riconoscere che non sono stati pochi ad essersi macchiati di questa "deficienza" che attualmente danneggia tutti.
  • Morpheus255 scrive:
    Re: In risposta a Morpheus
    Non ti quoto così risparmio spazio :)a)come la metti qui, è già diversa, non sono per nulla d'accordo ne sono d'accordo sul fatto che quello vuole essere un indirizzo legislativo, a me pare un'altra cosa, un qualcosa che vorrebbe "rispondere" ad alla convinzione (indotta da anni e anni di martellamenti) del dj di "dover dimostrare" ad un controllo SIAE (sorvoliamo su cos'è il classico controllo che l'accertatore svolge normalmente nelle serate, perché dovremmo aprire un post a parte sui poteri della SIAEe nei confronti di un DJ che sono pari zero, giustamente).Ciò che c'è scritto sul volantino SIAE in merito alla c.d licenza ci dice però, un'altra cosa (sappiamo poi che l'iniziativa di questa cosa parte da un gruppo di autori/producers/dj iscritti alla SIAE e riuniti sotto una lista elettorale).Dopo il tristissimo titolo "Sei un DJ? lavora nella legalità", il primo paragrafo è illuminante e dice che un DJ spesso necessita di riversare su altri supporti la musica che acquista per usarle nel corso delle serate.Aggiunge poi che quel riversamento (copia) essendo destinato all'utilizzazione in pubblico (tremenda questa cosa, non so chi sia il creativo di questa cosa ma a lui vanno senz'altro i miei personali complimenti) non rientra nella definizione di "copia privata" come prevista dall'art. 71-sexies (e seguenti aggiungo io) della LdA.Bene, la SIAE con queste poche righe ci vorrebbe dire alcune cose ma non so se è più interessante quello che dice o quello che non ci dice:a) Fino all'arrivo della licenza, il DJ che avesse fatto copie della sua musica era un "DJ illegale".b)Che le copie che il DJ fa non sono "copie private".c)Non ci dice perché non ne fa riferimento dello scopo di lucro, nonostante il DJ venga denunciato per l'art. 171-ter con relativi commi. Significa che finalmente si è convinta?d) ci parla di un fantomatico uso, che non è personale (altrimenti torneremmo alla copia privata) ma, udite udite, copie destinate all'uso in pubblico (cioè, non l'opera ma il supporto! E' fantastico!).Interessante è secondo me, il punto b). Ciò che la siae licenzia non è una copia privata (ovvio) in quanto il DJ non ha "diritto" di farla. Bene, se non è una copia privata è una copia che va preventivamente autorizzata (e a questo penserebbe la c.d. licenza) ma secondo il nostro ordinamento perché quella copia sia davvero una copia autorizzata e quindi utilizzabile secondo i limiti previsti, deve passare attraverso due diritti.Il primo quello all'art. 13, il diritto dell'autore, cioè ad autorizzare la moltiplicazione in copie della sua opera (diritto di riproduzione appunto), il secondo quello all'art. 72, cioè il diritto del produttore ad autorizzare la moltiplicazione in copie del suo prodotto (la c.d copia originale fisica o liquida che sia), prodotto che è legale in quanto ottenuto dall'autore attraverso l'art. 13 appunto.La c.d. licenza DJ non licenzia l'articolo 72 perché non può farlo e quindi, le copie ottenute non sono utilizzabili a differenza, invece, delle copie fatte grazie all'eccezione del diritto di riproduzione. L'art. 71-sexies che in quanto eccezione, non ha bisogno di alcuna autorizzazione preventiva.L'eccezione al diritto di riproduzione esiste, secondo quanto stabilito dalle norme Europee, in tutti i paesi d'Europa, Italia compresa, tranne che in Inghilterra e pochissimi altri.Per quale ragione, allora il DJ non può fare le copie secondo il dettato dell'art. 71-sexies e seguenti? Mistero per la SIAE ma non certo per la giurisprudenza, per il Giudice chiamato a pronunciarsi attraverso disposti o sentenze.Il Giudice ci dice, al contrario che il DJ che abbia la necessità riversare la musica dai CD, LP o file digitali originali su supporti vergini, su PC o su memorie digitali, per utilizzare queste copie personalizzate nel corso delle serate, opera nel pieno rispetto della legge, secondo quanto stabilito dall'art. 71-sexies e seguenti.In altre parole ancora da dieci anni almeno, il Giudice ci dice che la "copia lavoro del DJ" è agli effetti di legge, un copia privata perché fatta non allo scopo di lucro e ad uso personale (o se preferisci, quello uso in pubblico altro non è che un "altro" uso personale ma sempre personale). Considerando poi, che ogni diritto previsto è già assolto e per l'equo compenso in relazione alla copia, e attraverso il permesso per la pubblica esecuzione quando parliamo, sia pur impropriamente, di "riprodurre in pubblico", cioè "fare ascoltare l'opera protetta".Da questa punto di vista, la citata licenza è inutile perché il DJ non è obbligato in quanto può fare affidamento sull'eccezione e perché, allo stato attuale non garantisce nulla.E' ottima vista per quello che è, un contratto liberamente sottoscrivibile. Oppure in ottica futura, quando l'Italia adotterà la legislazione inglese .. ma la adotterà e se la adotterà quanto lo farà?Per quanto riguarda il tuo accenno al fatto che, con questa licenza, il DJ "potrà dimostrare" ... insomma io so che se debbo dimostrare, in senso legale, per quanto posso rischiare, lo debbo fare su invito di un PM di fronte a degli agenti di polizia non certo a degli ipotetici "ispettori" SIAE cui nessuno ha dato mandato di "investigare". E' ovvio che tale controllo, si può solo ascrivere al contratto, in ambito privato, cioè.Tanto che gli ispettori SIAE, che verbale potrebbero elevare, non certo un verbale di denuncia penale, non lo possono fare. Allora forse stiamo parlando di un verbale a fronte di una sanzione disciplinare? Una sanzione cioè prevista dalle clausole di un contratto? Fatto salvo, certo, le ipotesi civile ma che non si mettono in moto con un "verbale".Sull'ENPALS. No hai capito male. Quel tipo di lavoratore ha facoltà di richiedere il certificato di agibilità, lo può fare in alternativa, come dice testualmente la legge. Quando lo fa si fa carico personalmente degli obblighi contributivi. Normalmente questi obblighi sono sempre a carico del datore di lavoro, anche quando il DJ ha una sua partita IVA ed opera, per ciò come lavoratore autonomo.Nello spettacolo, l'obbligo contributivo ricade in capo al datore di lavoro, sempre, fatto salvo per quell'unico caso.Il datore di lavoro verserà al lavoratore assunto subordinato (il dipendente) i contributi ENPALS, i minori INPS e quelli INAIL.Sempre il datore di lavoro verserà per il lavoratore autonomo sia esso professionista con partita IVA o occasionale senza partita IVA, i contributi ENPALS e quelli minori INPS.Se invece il lavoratore autonomo, avendo la possibilità di avere una doppia iscrizione (al numero 32 come DJ e al numero 500 come esercente attività musicale) e in particolari situazioni, decidesse di aprire una propria agibilità personale, avrà l'obbligo di versare i contributi ENPALS ma solo quelli visto che allo stato di fatto, non può aprire una sua posizione INPS per i contributi minori.Avrà cioè, una protezione sociale minore rispetto al suo omologo DJ (n° 32)... continua
    • madigi48 scrive:
      Re: In risposta a Morpheus
      Caro Massimo seguo con estremo interesse quanto scrivi però, consentimi, se entriamo nel merito di quanto stabilisce o stabiliscono le leggi e la loro interpretazione non ne veniamo più fuori, quindi, credo che le citazioni di sentenze ne possiamo fare a valanga, quelle pro e quelle contro.Il problema qui è un altro e dobbiamo sapere di cosa parliamo, LA PIRATERIA è l'attività di chi utilizza a propri fini senza la mia autorizzazione di autore i miei brani per trarne profitto, e il compenso del gestopre del locale è il PROFITTO. Punto.Copia non copia, legge non legge, regolamenti e non, ispettori e Guardia di Finanza solo solo dei mezzi per regolamentare al meglio una illecita o lecita attività. Se non partiamo da questo assunto staremmo delle giornate ma ho l'impressione che non ne verremmo fuori perchè continueremmo a restare sempre sulle nostre posizioni.Faccio un esempio, il furto con destrezza è considerato un reato diverso dalla rapina, ma il principio è quello che L'AUTORE DEL REATO HA SOTTRATTO QUALCOSA AL SUO LEGITTIMO PROPRIETARIO.Altrimenti parliamo del sesso degli angeli e la discussione sarebbe infinita, con la licenza abbiamo solo voluto affermare che è un sistema di controllo dell'attività lecita o illecita, ovvero se qualcuno ruba il mio lavoro oppure no.Che sia il sistema migliroe questo lo vedremo nell'applicazione quando ci sarà il primo giudizio, inutile stabilire a priori se un giudice ci darà ragione o torto, altrimenti l'amica americana condannata a pagare unmiliuonenovecentomila dollari per aver scarivcato illegalmente 24 brani illegalmente diventa una favola terroristica.Continua per l'esame della questione ENPALS che, con tutta evidenza con è come tu sostieni, in quanto l'agibilità E' OBBLIGATORIA SEMPRE IN PRESENZA DI ATTIVITA' LAVORATIVA DIOPENDENTE O AUTONOMA PERCHE' NON E' ALTRO CHE IL DOCUMENTO CHE COMPROVA L'ATTIVITA' DI LAVORO E IL TITOLARE DEL LOCALE DEVE IMPEDIRE LA PRESTAZIONE IN ASSENZA DI TALE DOCUMENTO.Anche questo è un principio, sancito per legge, e da regolamento ENPALS, ma sempre di principio si tratta ed è l'unico che evita la concorrenza sleale di chi si pone sul mercato offrendosi per una prestazione sottoretribuita in concorrenza sleale con chi ha il diritto di esigere, anche in forma autonoma di farsi riconoscere la contribuzione, ma di questo faremo degli esempi con la forma di lavoro ad esempiod ell'idraulico che, nel compemnso per la sua prestazione comprende anche i conteributi che poi versa all'ente previdenziale.ATTENZIONE MASSIMO SE NON RISPONDO ALCUNE VOLTE NON MI DIMENTICO DI NESSUNO, SOLO SONO IMPEGNATO FUORI SEDE E RISPONDERO' IL GIORNO SEGUENTECiao
      • Morpheus255 scrive:
        Re: In risposta a Morpheus
        Ma scusami Mario e cosa dovremmo fare se non seguire ciò che stabilisce la legge, forse accettare senza discutere ciò che dice la SIAE?Di citazioni si, forse ne potremo fare a valanga ma su questo specifico punto, che è quello che ci interessa, sono tutti pro e a favore di chi le copie le ha fatte e le fa perché assolutamente legittime.Vedi poi Mario che anche tu fai un po' il gioco poco corretto, se mi permetti, di non volere citare le leggi per poi infilarcele secondo il tuo tornaconto.Anzitutto non parliamo di pirateria, riferendoci ai DJ (se così fosse, come DJ sarei minimo mino offeso e mi sarebbe chiaro che tutto questo sbattersi per "fare riconoscere il lavoro del DJ" è solo un complicato gioco per ottenere un risultato). Se invece, vogliamo parlare di pirateria, allora, quella che ci riguarda, dall'assenza del suo diritto di duplicare trae un LUCRO, che giuridicamente è FONDAMENTALE.Per cui, ammesso e non concesso che il compenso del DJ costituisca PROFITTO (ma ancora siete alla "discopirateria" del maggiore della GdF pubblicata su dirittod'autore.it, sito collegato alla SIAE? Il percorso l'ho citato apposta), ripeto ammesso e non concesso proprio perché i giudici ci dicono che non c'è collegamento col diritto d'autore. Riripeto, ammesso e non concesso, il PROFITTO non è motivo sufficiente, non è prova richiesta affinché si possa parlare di reato riferendosi a quanto messo in opera dal DJ che fa le SUE copie dei SUOI DISCHI!!!!!Perchè si possa parlare di pirateria e perché si possa comminare la prevista punizione della galera, della multa e delle sanzioni accessorie si deve avere il LUCRO diretto e l'uso NON personale!!!! Forse è questo il motivo per cui ALCUNI DJ sono stati assolti perché il fatto non sussiste?Non è perciò questione di mettersi d'accordo tra me e te o tra "noi" e "voi", ma è questione di accettare senza ulteriori discussioni ciò che la legge dice in modo cristallino, e cioè che il DJ che si fa una copia dei suoi dischi acquisiti legalmente, non commette alcun reato ne quando li fa (riproduce) ne quando li utilizza per il proprio lavoro ( e mi riferisco sempre al supporto cd o HD che sia).Questo è, a mio avviso, pre-condizione necessaria perché si possa aprire un'eventuale confronto tra le parti in causa, senza che una parte pregiudizialmente consideri l'altra un pirata.Permettimi una battuta che spero faccia almeno sorridere, continuando con questa assurda contrapposizione, rischiamo di fare la figura di Lippi che in tv, fa la lotta alla contraffazione contro Zambrutta, Buffone, Grasso ma poi con gli originali fa una figura di .... alla Confederation Cup. Al posto del committente dello spot penserei ad una sospensione in attesa che la figuraccia decanti.C'è poi un altra questione da discutere, che mette in evidenza quanto poco c'entri col diritto d'autore la c.d. licenza DJ.Essa, è tecnicamente, una licenza di copia, si diceva, che vorrebbe legittimarsi su un presunto uso non personale della successiva copia. L'uso della copia in pubblico, come affermate.Ora, oltre che chiederti dii rispondere su questo specifico punto, c'è da sottolineare che ogni disco (sia fisico che liquido) viene ceduto per il solo "uso personale", anche il disco originale !!!!Se vale il principio che la copia va autorizzata secondo quella licenza perché l'uso non è quello "originario" (il personale), allo stesso modo si deve fare per l'uso che il DJ fa del disco originale. Va fatta nascere cioè, una altra licenza che obbligatoriamente i DJ che usano solo originali, devono ottenere per svolgere legalmente il proprio lavoro.Se vale il principio dell'uso personale, deroghe non ce ne possono essere e questo mette in evidenza quanto sia... "sperimentale" la c.d. licenza dj.Ispettori e Guardia di Finanza, poi non sono mezzi per regolamentare ma sono mezzi per far applicare le leggi (ispettori siae con poteri limitatissimi e relativi a specifici campi) che il legislatore fa e il giudice interpreta e giudica.Ispettori SIAE non regolamento nulla se non i propri regolamenti.Non entro poi nella solita barzelletta del "furto del lavoro", mi basta ogni volta il Dott. Mazza della Fimi la tira fuori, con annesso esempio della Ferrari. Grazie ho già dato, per il concetto di furto ti rimando alla Cassazione.Il sistema di controllo sulla attività ( e il mestiere di DJ non è un'attività di tipo imprenditoriale, ma anche questo fate una fatica incredibile a mettervelo in testa) per il controllo della liceità o meno di un comportamento, non è un sistema a cui la SIAE può accedere.In ogni caso, non un Giudice perché "quell'ultimo DJ" sarà certamente assolto ma già un agente della GdF ti ha dato torto, denunciando un DJ per l'art. 171-ter in relazione all'art 72. Il diritto connesso cioè, la "nuova frontiera" della lotta alla "pirateria", quello che le radio da anni si vedono imputare da una interpretazione "fimiana" della legge. Tutto ciò detto ironicamente.Ora toccherà ai DJ, trasformati da persone fisiche a imprese commerciali?ENPALS:Continui a dare una lettura scorretta dell'agibilità, quando cioè dici che il titolare del locale deve impedire ogni attività in assenza dl certificato.Questo è vero quando il lavoratore non è stato ingaggiato da lui direttamente e si presenta, ad esempio attraverso un'agenzia. Il Certificato di agibilità è documento obbligatorio che deve ottenere il DATORE DI LAVORO, non il LAVORATORE, non lo è neppure nel unico caso dell'esercente attività musicale, in quanto facoltativo.Ho sollevato questo punto perché molti DJ si sono sentiti chiedere agibilità dalla SIAE che affermava dovessero essere obbligatori per il lavoratore.L'esempio dell'idraulico è improprio, perché egli è impresa artigiana. IL DJ no. I contributi del DJ che fa il proprio mestiere in forma autonoma, sono OBBLIGATORIAMENTE versati dal suo committente il quale ha anche l'obbligo dell'agibilità che è l'iscrizione dell'IMPRESA alla'ente. L'idraulico è lui personalmente iscritto come impresa all'INPS e lui versa i propri contributi, non il suo committente. La differenza è di sostanza.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 giugno 2009 09.56-----------------------------------------------------------
        • madigi48 scrive:
          Re: In risposta a Morpheus
          Non Massimo perdonami....Continui a sfuggire dal punto focale della discussione, ripeto, le normative e la loro intepretazione soggettiva sono il risultato della necessità di dare degli indirizzi comportamentali su dei principi fermi, OVVERO, l'omicidio è un reato, se commesso in legittima difesa viene giudicato diversamente da un omicidio a preterintenzionale o colposo ad esempio, ma l'oggetto è L'OMICIDIO che è la determinazione del reato.Qui stiamo facendo la stessa cosa , l'oggetto è "IL FURTO" Si tratta di stabilire se quando scarichi il mio prodotto senza pagare alcunchè e lo utilizzi per ottenere un compenso è un "FURTO" oppure no, poi mettiamo in atto le protezioni e quali devono essere.Forse se ci poniamo le domande un per volta giungeremo prima o poi ad un soluzione.Perdonami sulla questione ENPALS, dove hai trovato scritto che da lavoratore autonomo non ha l'obbligo del certificato di agibilità?Sono perfettamente d'accordo con te che il certificato è in CAPO ALL'IMPRESA che, nel caso del lavoratore autonomo, diventa lui stesso l'impresa e il riferimento al "FACOLTATIVO" è sbagliata e francamente non la ritrovo da nessuna parte anche perchè sarebbe anacronistica come concetto, facoltativo è sinonimo di "posso o posso evitarlo", in questo caso lo eviterebbero tutti. Ti pare?Però siccome può essermi sfuggito questo particolare ti prego di evidenziarlo onde evitarmi di dire strafalcioni non corrispondenti a delle verità di legge o regolamento.Qui si è una questione di " è così - non è così" perchè scritto da qualche parte, ma poichè rappresento la sola Associazione di lavoratori autonomi dello spetatcolo esistente oggi in Italia, non vorrei aver detto delle st....te ai nostri associati.Ciao
          • Morpheus255 scrive:
            Re: In risposta a Morpheus
            NO Mario, non è una sentenza ma la conseguente multa per l'evasione contributiva.La multa l'ha presa la radio, non perché non ha controllato l'esistenza dell'agibilità ma proprio perché non l'aveva fatta e, quindi, non aveva ottemperato ai suoi obblighi previsti dagli art. 3 6 e 10 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 e succ mod.Come già detto lo schema è semplice c'è un lavoratore a prescindere da quale sia il suo contratto di lavoro (subordinato o autonomo) e c'è un soggetto il quale, ingaggia il lavoratore ed assume così la natura giuridica di datore di lavoro. Su di lui ricadono gli obblighi di iscrizione (lo dice anche l'enpals), di agibilità che è l'immatricolazione dell'azienda sulla quale vengono trascritti i nominativi dei lavoratori iscritti, di versamento a fronte dell'imponibile dichiarato sull'agibilità con la possibilità del datore di lavoro di applicare la rivalsa prevista (circa il 9%) e quindi di denuncia contributiva.Se manchi ad uno di questi obblighi, come datore di lavoro ne paghi le conseguenze.L'obbligo di tenuta dell'agibilità è dato al gestore non in quanto datore di lavoro, infatti può succedere che il lavoratore arrivi da agenzia, da una cooperativa (speriamo vera) o da altro soggetto, in questi casi il lavoratore sarà munito dell'agibilità del suo datore di lavoro che consegnerà al gestore il quale non ha ingaggiato il lavoratore ma acquistato un servizio da terzi, la coop o l'agenzia per esempio.La tenuta vale anche nel caso, il lavoratore iscritto come 23-bis abbia (per motivi che non stiamo ad indicare ma che possiamo sintetizzare con la volontà del gestore di NON farsi carico dei suoi obblighi) aperto l'agibilità personale corrispondente a quello specifico intrattenimento.Il caso che ti ho raccontato e "l'iter" solito relativo agli obblighi contributivi, nulla ha a che vedere con quello che dici è solo altra cosa.Ho espresso solo un mio parere personale sulla opportunità di far parte di un'organizzazione di ESERCENTI potenziali DATORI di LAVORO e con questo essere liberi di TUTELARE i diritti dei LAVORATORI. E' un po' come se l'operaio della FIAT si iscrivesse al sindacato degli Industriali ... boh magari va bene, come ho detto de gustibus.Allora, sempre schematicamente:il DJ può essere iscritto all'ENPALS sia alla posizione 032 (disc-jockey) sia alla posizione 500.Egli potrà quindi, utilizzare le sue posizioni in alternativa l'una all'altra oppure in parallelo.A seconda delle situazioni che riterrà opportune sceglierà o l'una o l'altra. Se, in una specifica situazione egli deciderà di "avvalersi" della posizione 500, la LEGGE dice che può in "alternativa" al suo datore di lavoro, aprire una specifica agibilità con la quale si assume l'obbligo dei versamenti e denuncia.E' più chiaro così, si capisce che il lavoratore non ha obblighi in quel senso mentre il datore di lavoro, scelte non ne ha?Oltrettutto, come ti ho già segnalato, quella posizione p alla stato attuale controversa, perché la legge obbliga a versare i contributi ENPALS ed anche i contributi INPS detti minori, per le posizioni di lavoro autonomo. L'azienda è normalmente iscritta all'INPS mentre il lavoratore al 500 non lo è perché l'INPS non iscrive lavoratori che possano versarsi i contributi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 01 luglio 2009 12.46-----------------------------------------------------------
          • madigi48 scrive:
            Re: In risposta a Morpheus
            Caro MassimoMi pare che stiamo dicendo la stessa identica cosa solo in una lingua diversa e ho la netta impressione che se parliamo verbalmente utilizzeremo meglio il tempo che stiamo dedicando ad una discussione che diventa solo accademica.Il mio telefono è il 3406035765 il mio indirizzo skype mario.di.gioia scehli tu, oppure indicami dove posso raggiungerti, perchè la questione a me pare semplice forse perchè più volte trattata mentre come viene posta anche in questa occasione ingenera non poca confusione fra coloro che potrebbero essere sogegtti a sanzioni (i datori di lavoro ovviamente) ma solo per limitata conoscenza della normativa su chi ricadrebbe l'obbligo contributivo e chi deve procurarsi il relativo certificato.Aspetto.Ciao
          • Morpheus255 scrive:
            Re: In risposta a Morpheus
            Ho provato a vedere se avevo un attimo di tempo in più, per chiamarti ma nulla....In ogni caso, il succo del succo del discorso è che il DJ è un lavoratore e in quanto tale, non ha gli obblighi che ricadono sul datore di lavoro.Per cui, anche se si iscrive al numero 500, egli può sempre decidere (ammesso la sua scelta sia libera e non condizionata da ciò che il "mercato" impone) di avere una doppia iscrizione e giocarsela come meglio può.Generalmente, quegli obblighi sono del datore di lavoro (quale che sia) anche quando il DJ, a fine serata emette la sua fattura che lo segnala come "lavoratore autonomo" o "libero professionista" se preferisci.qui trovi uno degli scritti http://www.sardegnaspettacolo.it/upload/File/1215874725_Appunti_10giu08_innovaweb.pdf
          • Morpheus255 scrive:
            Re: In risposta a Morpheus
            Ti aggiungo anche una parte di un intervento del sindacato italiano artisti della musica ma potrei citarne anche altri sempre di organizzazioni sindacali che, (sarà un caso che siano sindacati dei lavoratori?) chi più chi meno segnalano almeno la sperequazione che si è venuta a creare con l'introduzione di quella posizione contributiva.E' ciò che personalmente penso, a cui aggiungo la mia convinzione che il DJ, sia uno dei soggetti che non si possano considerare come "attività musicale". Se perciò, volessimo affrontare il discorso anche dal punto di vista della "concorrenza sleale" che a volte sollevato, la mia opinione è che sarebbe il DJ che opera sotto "attività musicale" (pur facendo altro, di analogo al presentatore o all'animatore, figure accorpate nello stesso gruppo) ad essere un peletto sleale nei confronti del suo collega DJ... vero.Una slealtà, aggravata proprio dal mezzo utilizzato per "costare meno", ovvero la protezione sociale.E' un po' come, se mi concedi, avere inventato una sorta di "DJ cinese" che lavora tanto, lavora bene e costa poco.Qui il link al testo completo:http://www.sindacatomusicisti.it/documenti.html"...Chiediamo inoltre:Labrogazione dei commi 98, 99 e 100 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (finanziaria 2004). Lintroduzione della nuova figura professionale di lavoratore autonomo esercente attività musicali, oltre a trasformare il lavoratore in sostituto dimposta, rappresenta un arretramento inaccettabile della giurisprudenza del lavoro perché: a) mette in capo al soggetto debole, il lavoratore, la responsabilità dei versamenti contributivi; b) è in contrasto con la legislazione di tutela dei lavoratori dello spettacolo, laddove prevede che lobbligo dei versamenti contributivi previdenziali faccia capo al committente anche se il rapporto di lavoro è di natura autonoma; c) vanifica e distorce le finalità della certificazione di agibilità, strumento di controllo forte nei confronti del committente; infine, d) opera uninaccettabile discriminazione fra lavoratori dello spettacolo a danno della specifica categoria dei musicisti;...."-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 luglio 2009 12.23-----------------------------------------------------------
  • madigi48 scrive:
    Re: In risposta a Mario aka madigi48
    Scusa Massimo Francamente non capisco.A cosa ti riferisci quando parli di DJ legale e DJ illegale?Mi pare di aver più volte scritto e riscritto che i due soggetti operano nella legalità quando ognuno svolgesse il suo lavoro come previsto dalla legge.Ovvero, se il DJ utilizza originali per svolgere il prorpio "lavoro" ha la stessa legalizzazione del DJ che ha deciso di utilizzare le copie e che quindi ha richiesto la licenza.Che questa licenza sia un accrodo fra le parti, chi lo mette in discussione, però attento, sai benissimo che in presenza di una ricorso il giudice terrà certamente presente che c'è un accordo che, sottoscritto da parti rappresentanti interessi diversi, farà riferimento a quell'accrodo per emettere il suo giudizio, poi, che questo faccia parte della professionalità del legale che si dovrà difendere in giudizio, è vero, ma..........Aggiungo, la professionalità di ogni lavoratore in qualsiasi settore è determinato dalla possibilità di mettersi sul mercato in assenza di concorrenza sleale, che,anzitutto consente un rapporto di forza contrattuale, verso il gestore in questo caso, migliore rispetto ad un mercato segnatamente in cerca di costi sempre più ridotti, quindi la licenza a nostro parere contribuisce a evidenziare questa professionalità.Mi spiego meglio, è evidente che per portarsi dietro gli originali di cd acquistati, questi devono essere originali, questo principio da solo farà selezione e molti smetteranno per timore delle sanzioni.Chi decide di utilizzare la licenza per le copie sà che, anzitutto bisognerà trascorree del tempo per registrare i brani del suo repertorio nel proprio database e dichiararlo in SIAE, e anche per questa operazione sarà necessaria una corretta professionalità, che sarà fatta veramente da chi intende svolgere questa professione in modo, corretto da una parte e vantaggiosa anche economicamente dall'altra.Ultimo quesito al momento che riguarda la contribuzione ENPALS, ad evitare confusioni anche su questo.Quando ho avuto le prime domande sulla regolarizzazione contriubutiva, ho immediatamente provevduto a sentire la Direzione dell'ENPALS e ho posto l'interpello che poi ha trovato la risposta sul link qui di seguito, che ha escluso qualsiasi possibilità di esenzione in quanto considerata a tutti gli effetti attività lavorativa che non consente come nella musica dal vivo la possibilità e esenzioni per effetto del comma 188 della finanziaria 2006 poi trasformato in art. 39 bis della finanziaria 2007.A mio parere anche questo si traduce in professionalità, certo si tratta di capire meglio come interverremo sui giovani che si avvicinano alla professione, senza però che questi ultimi siano i soggetti utilizzati per alimentare sempre di più la concorrenza sleale di cui si parlava prima.Anche qui le regole esistono e sono chiare, in particolare per i minorenni che sono soggetti alla legge che li vuole a potersi esibire solo fino ad una data ora e a seguito dell'autorizzazione dei genitori e dell'uffico provinciale del lavoro a cui va inoltrata la richiesta per l'esibizione.Tutto questo non significa che vogliamo impedire la libertà a nessuno, ma il rispetto delle regole si questo deve essere chiaro.Ti ringrazio e spero di rileggerti in particolare se non saimo d'accrodo su alcune cose e sarebbe giusto che cerchiamo una soluzione.Nel pomeriggio la questione del diritto connesso..........Un caro salutoMario
    • Morpheus255 scrive:
      Re: In risposta a Mario aka madigi48
      - Scritto da: madigi48
      Scusa Massimo
      Francamente non capisco.
      A cosa ti riferisci quando parli di DJ legale e
      DJ
      illegale?Mi riferisco a quella "campagna di (dis)informazione" che dura da anni, tesa ad affermare un certo tipo di idea del lavoro del DJ. C'è in ogni caso per esemplificare, l'incredibile volantino della SIAE intitolato "Sei un DJ? Lavora nella legalità" e al cui interno, si leggerebbe che la copia che il DJ crea per il proprio bisogno professionale (quella che chiamiamo copia lavoro) non si possa considerare come copia descritta dall'art. 71-sexies e seguenti.Tutto ciò non è vero, tanto che ha mai trovato conferma in nessuna sentenza. Il giudice ci dice, senza ombra di dubbio alcuna, che la copia che il DJ fa per essere usata nel corso del proprio lavoro in discoteca ed al possesso o acXXXXX di una legittima "opera/supporto originale" è ASSOLUTAMENTE LEGITTIMA.Oltretutto la SIAE e i suoi iscritti che hanno dato vita a questa c.d. licenza, nel contratto che propongo citano come premessa, proprio l'art. 71-sexies. Francamente è incomprensibile.
      Mi pare di aver più volte scritto e riscritto che
      i due soggetti operano nella legalità quando
      ognuno svolgesse il suo lavoro come previsto
      dalla
      legge.
      Ovvero, se il DJ utilizza originali per svolgere
      il prorpio "lavoro" ha la stessa legalizzazione
      del DJ che ha deciso di utilizzare le copie e che
      quindi ha richiesto la
      licenza.Ecco la differenza e il chiarimento sulla tesi "dj/legale vs. dj/illegale".Messo da parte il dj che lavora con gli originali, che non ci interessa ai fini della c.d. licenza (perché essa è una licenza di riproduzione, di copia cioè), ci resta il DJ che sottoscrive la licenza e il DJ che non la sottoscrive.Pur con qualche dubbio a sfavore del DJ con licenza, entrambi lavorano nella legalità, a meno che non si mettano a vendersi le copie o a fare qualcosa di diverso dal loro mestiere ma questo è, ovviamente un altro discorso.
      Che questa licenza sia un accrodo fra le parti,
      chi lo mette in discussione, però attento, sai
      benissimo che in presenza di una ricorso il
      giudice terrà certamente presente che c'è un
      accordo che, sottoscritto da parti rappresentanti
      interessi diversi, farà riferimento a
      quell'accrodo per emettere il suo giudizio, poi,
      che questo faccia parte della professionalità del
      legale che si dovrà difendere in giudizio, è
      vero,Dipende, molto dipende da cosa intendi per ricorso ... il Giudice a cui faccio riferimento io è il Giudice penale. Questo è un accordo privato su cui può esprimere "parere" il Giudice Civile. Credo che dovresti essere un po' più preciso su questo punto.continua casusa esaurimento caratteri.
    • Morpheus255 scrive:
      Re: In risposta a Mario aka madigi48

      ma..........
      Aggiungo, la professionalità di ogni lavoratore
      in qualsiasi settore è determinato dalla
      possibilità di mettersi sul mercato in assenza di
      concorrenza sleale, che,anzitutto consente un
      rapporto di forza contrattuale, verso il gestore
      in questo caso, migliore rispetto ad un mercato
      segnatamente in cerca di costi sempre più
      ridotti, quindi la licenza a nostro parere
      contribuisce a evidenziare questa
      professionalità.Questo è solo il tuo parere, perdonami. A mio parere, invece, questa licenza peggiora la già difficile situazione di chi lavora in questo specifico campo.Le ragione sono tante: chi ha fatto questa licenza non è un DJ ma un autore/producers o (addirittura, per rapporto indiretto) un gestore;la licenza non offre alcun miglioramento ne vantaggio in una ipotetica trattativa con un gestore, perché non sgrava in nessun modo il gestore, anzi della aggrava il carico di spese del DJ, mettendolo di fronte alla scelta di lavorare sottocosto o aumentare a dismisura il suo cachet col rischio di porlo fuori mercato.
      Mi spiego meglio, è evidente che per portarsi
      dietro gli originali di cd acquistati, questi
      devono essere originali, questo principio da solo
      farà selezione e molti smetteranno per timore
      delle
      sanzioni.
      Chi decide di utilizzare la licenza per le copie
      sà che, anzitutto bisognerà trascorree del tempo
      per registrare i brani del suo repertorio nel
      proprio database e dichiararlo in SIAE, e anche
      per questa operazione sarà necessaria una
      corretta professionalità, che sarà fatta
      veramente da chi intende svolgere questa
      professione in modo, corretto da una parte e
      vantaggiosa anche economicamente
      dall'altra.Francamente non capisco cosa tu voglia intendere.Al di là del portarsi dietro gli originali (cosa per altro che la legge non richiede. Chiedi ad un qualsiasi avvocato penalista si sia occupato almeno una volta di un caso del genrere), l'avere la licenza, sai bene, non "garantisce" per nulla il pericolo di una denuncia.Quella che avete creato è un'altra cosa rispetto alla copia privata/lavoro prevista dall'art. 71-sexies e sai benissimo, che non basta per la copia, la tua autorizzazione di autore ma è necessaria anche (e soprattutto) quella del produttore.Fin tanto perciò non vi metterete d'accordo col produttore o darete a lui la sua fetta di torta, quella copia non è lecita.Cosa diversa è la copia fatta, come detto e ridetto, grazie all'eccezione del diritto di riproduzione che non ha bisogno di nessuna autorizzazione e della copia fatta da download legali da internet, o da download da shop-online legali sul cui contratto sia prevista questa possibilità.
      Ultimo quesito al momento che riguarda la
      contribuzione ENPALS, ad evitare confusioni anche
      su
      questo.
      Quando ho avuto le prime domande sulla
      regolarizzazione contributiva, ho immediatamente
      provveduto a sentire la Direzione dell'ENPALS e
      ho posto l'interpello che poi ha trovato la
      risposta sul link qui di seguito, che ha escluso
      qualsiasi possibilità di esenzione in quanto
      considerata a tutti gli effetti attività
      lavorativa che non consente come nella musica dal
      vivo la possibilità e esenzioni per effetto del
      comma 188 della finanziaria 2006 poi trasformato
      in art. 39 bis della finanziaria
      2007.
      A mio parere anche questo si traduce in
      professionalità, certo si tratta di capire meglio
      come interverremo sui giovani che si avvicinano
      alla professione, senza però che questi ultimi
      siano i soggetti utilizzati per alimentare sempre
      di più la concorrenza sleale di cui si parlava
      prima.Mario, io non ho mai parlato di sesnzioni, in questo post. Questo scusami ma la dice lunga sulla conoscenza che hai delle questioni di previdenza/fiscale/collocamento.So bene che le esenzioni previste da quella finanziaria non si applicano al dj, lo so tanto bene che personalmente ho mandato una mail di protesta all'ENPALS segnalando il comportamento della SIAE che invece "consiglia a giovani DJ di munirsi di autocertificazione. La mia non deve essere stata l'unica mail o segnalazione, tanto che l'ENPALS, a seguito, ha pubblicato una circolare di chiarimenti, ma se ti interessa ti faccio leggere il testo della mia mail e la risposta.Così come so bene, perché li ho letti sul web, di molti DJ che si sono visti chiedere "l'agibilità ENPALS" anche se la stessa non viene rilasciata ai lavoratori, anche se questa non è obbligatoria per il lavoratore. Eppure abbiamo letto anche questo da parte di SIAE e tutto solo perché qualcuno non ha ben capito cosa sia la posizione di "lavoratore autonomo esercente attività musicale", quale sia la sua funzione e come ci si possa accedere.Qualcuno pensa che se non sei assunto come "dipendente", tu debba obbligatoriamente accedere a quella posizione, Beh quel qualcuno sicuro non hai messo piede in un locale come DJ o più semplicemente come "artista"
      Anche qui le regole esistono e sono chiare, in
      particolare per i minorenni che sono soggetti
      alla legge che li vuole a potersi esibire solo
      fino ad una data ora e a seguito
      dell'autorizzazione dei genitori e dell'uffico
      provinciale del lavoro a cui va inoltrata la
      richiesta per
      l'esibizione.Non lo dire a me che sono stato anche gestore, conosco bene il DPR che regola la questione. Prova ad aggiornare la SIAE, magari. E prova anche a spiegare che quel lavoratore autonomo esercente attività musicale, non è posizione obbligatoria ma facoltativa e che può essere gestita dal lavoratore in parallelo o in alternativa.La legge dice testualmente che una volta iscritto in quel modo, il lavoratore "in alternativa" può richiedere l'agibilità che spetta al datore di lavoro. IN ALTERNATIVA.
      Tutto questo non significa che vogliamo impedire
      la libertà a nessuno, ma il rispetto delle regole
      si questo deve essere
      chiaro.In questo campo, allora il rispetto delle regole sarebbe da ricordare ai datori di lavoro/committente i quali per LEGGE hanno dei precisi obblighi.
  • madigi48 scrive:
    una discussione seria sulla SIAE????
    Cari amiciPerchè non avviamo una seria discussione su cosa è e cosa deve essere la SIAE?Chi di voi è disponibile a lavorare gratis?Io faccio l'autore dei brani che i DJ mettono in consolle, mi si concederà che quelli sono canzoni mie e se qualcuno le utilizza debba riconoscermi un compenso?Il compenso degli autori viene incassato dalla SIAE.La licenza per i DJ di cui abbiamo siglato l'accordo, è la possibilità di utilizzare quelle musiche in pubblico con l'autorizzazione dell'autore. Vi pare giusto oppure no?Se non si risponde a queste domande evidentemente si farà sempre confusione per cercare di sfuggire alla legalità.Quando qualcuno di voi volesse diventare importante attraverso lo spettacolo e dovesse diventare uno di quegli autori così vituperati, come si copmporterebbe?Consentirebeb a tutti l'utilizzzione gratuita dei prorpi brani? E se lo fai tu, mi spieghi perchè devo farlo anche io?Ciao a tuttiMario
    • Morpheus255 scrive:
      Re: una discussione seria sulla SIAE????
      - Scritto da: madigi48
      Cari amici
      Perchènon avviamo una seria discussione su cosa
      è e cosa deve essere la
      SIAE?Beh meglio soprassedere, perché si potrebbero scatenare colorite definizioni.
      Chi di voi è disponibile a lavorare gratis?
      Io faccio l'autore dei brani che i DJ mettono in
      consolle, mi si concederà che quelli sono canzoni
      mie e se qualcuno le utilizza debba riconoscermi
      un
      compenso?Cosa che infatti ricevi, ogni locale paga per ciò che fa ascoltare il 9% circa di ciò che incassa, attraverso i proventi del Permesso SIAE, la quale, poi ti remunera per quanto dovuto. Se i soldi non te li da, caro mio, colpa di chi fa ascoltare certo non è.
      La licenza per i DJ di cui abbiamo siglato
      l'accordo, è la possibilità di utilizzare quelle
      musiche in pubblico con l'autorizzazione
      dell'autore. Vi pare giusto oppure
      no?Non solo non è giusto, perché non dovuto ma è anche inutile, perché l'autorizzazione dell'autore non è sufficiente. Ma che te lo dico a fare...
      Se non si risponde a queste domande evidentemente
      si farà sempre confusione per cercare di sfuggire
      alla
      legalità.In 25 anni di lavoro, sono sempre stato nella legalità, come dici, tu, e quando mi è capitato di avere avuto a che fare con chi sosteneva il contrario, un guidice ha rimesso le cose a posto.
      Consentirebeb a tutti l'utilizzzione gratuita dei
      prorpi brani? E se lo fai tu, mi spieghi perchè
      devo farlo anche
      io?Infatti Mario, come già detto per quanto utilizzato le discoteche pagano fior di quattrini per i tuoi diritti. Non si capisce perché mai se ne debbano inventare di nuovi che hanno base legale, oltretutto.
    • ILBaK scrive:
      Re: una discussione seria sulla SIAE????
      ...Apri un sito e vendi direttamente la tua musica...Organizza le tue serate, proponi in prima persona la tua arte...I tempi dell'artista che sta a casa, compone le canzoni e campa di rendita è finito e deve finire: Questa è l'era moderna.Del resto leggiamo di "semplici" Dj che guadagnano centinaia di euro a serate... Sarebbe interessante proporre questa stima ad un "semplice" operaio che passa una giornata in un cantiere...Collaborare con la SIAE vuol dire dare una mano ad una associazione che ottiene un pizzo legalizzato su tante iniziative pubbliche e su tutti i supporti elettronici che si vendono, vuol dire dare soldi ad una associazione che è stata più volte contestata in ambito europeo, vuol dire pagare fior di processi contro i ragazzini che scaricano da Internet.I loro soldi sono soldi sporchi. Buon appetito.
  • Technics scrive:
    Controlli??
    Ciao a tutti, faccio il DJ da 20 anni e nelle mie zone non ho visto mai un controllo "serio" da parte della SIAE/Finanza. A causa di questo, è finita che oggi nei locali ci sono ragazzini che suonano a 0 euro (in nero!!) e soprattutto non comprano la musica (cosa che "purtroppo" faccio io). Io sono strafavorevole all'acquisto delle licenze e spero solo che da adesso in poi ci siano più controlli "massicci", altrimenti sono soldi buttati al vento(come sempre)! Spero anche che venga ottimizzato il metodo di inserimento dei brani nelle licenze, magari con un formato XML o CSV, in modo che così si possa fare direttamente una export delle playlist dai vari software di mixaggio ed evitare l'inserimento manuale di 5000 o più brani...
  • La SIAE scrive:
    Il lungo braccio della legge
    SIAE ha regolamentato un settore della riproduzione di brani sottoposti a copyright che fino ad ora era considerata fuorilegge!!! :@Il lungo braccio della SIAE ha ancora una volta portato ordine e civiltà laddove regnava l'anarchia e il crimine.Parola di SIAE
    • 01234 scrive:
      Re: Il lungo braccio della legge
      perché SIAE vuol dire fiducia
    • antiSIAE scrive:
      Re: Il lungo braccio della legge
      - Scritto da: La SIAE
      SIAE ha regolamentato un settore della
      riproduzione di brani sottoposti a copyright che
      fino ad ora era considerata fuorilegge!!!
      :@

      Il lungo braccio della SIAE ha ancora una volta
      portato ordine e civiltà laddove regnava
      l'anarchia e il
      crimine.

      Parola di SIAEMa smettila! Questo tono non sta certo ad indicare che sei un difensore dei diritti di chi crea contenuti e ci mette tutta la sua arte. Dimostri di solo di condividere un contesto speculativo che arricchisce solo pochi e non tutela affatto tutti gli artisti. Finirà prima o poi, contaci!
  • nlp scrive:
    da proprietario di locale farei così
    non so come sia la regola per i proprietari di locali che si vogliano fare le compilation, ma io mi autodichiarerei DJ e farei tutta 'sta manfrina che hanno detto, così da poter mandare le mie playlist da hard disk con 'sti 5000 braniquesto non per dire che il dj non serve eh!!! intendo per quei locali che al posto della radio vogliono mandare proprie playlist (che poi una volta quando ti facevi la tua cassettina mica dovevi stare tanto a pensarci...)
    • madigi48 scrive:
      Re: da proprietario di locale farei così
      Si ATTENZIONE perchè gli addetti ai controlli non sono proprio del tutto deficienti......e, comunque, questo è messaggio per muoversi nella illegalità, che francamente non è condivisibile perchè mancante di rispetto verso il prossimo...Mario
  • Gigi D Agostino scrive:
    E io ?
    Sono Gigi D'Agostino, produco musica in casa mia, sin dalla prima nota e' tutta opera mia; non sono iscritto alla SIAE. Ogni sabato esco a vado a suonare da qualche parte, suono solo musica mia, le mie produzioni, incise sui miei CD per i quali ho pagato "l'equo compenso".Devo pagare anche la SIAE ????
    • Gabriele Niola scrive:
      Re: E io ?
      sirientra anche l'autoproduzione nell'elenco dei brani, i soldi che paghi poi ovviamente torneranno a te, è un meccanismo complesso ma necessario (per il funzionamento della SIAE).Ovviamente, caro Gigi, te che suoni la tua musica potresti evitare tutto ciò non registrando i tuoi brani alla SIAE.
      • Alex r scrive:
        Re: E io ?
        - Scritto da: Gabriele Niola
        si
        rientra anche l'autoproduzione nell'elenco dei
        brani, i soldi che paghi poi ovviamente
        torneranno a te, è un meccanismo complesso ma
        necessario (per il funzionamento della
        SIAE).
        Ovviamente, caro Gigi, te che suoni la tua musica
        potresti evitare tutto ciò non registrando i tuoi
        brani alla
        SIAE.I soldi che paghi poi ovviamente
        torneranno a te??? eh eh eh :-)poco meno del 24% il resto lo fagocita la siae :P
      • RObn scrive:
        Re: E io ?

        i soldi che paghi poi ovviamente
        torneranno a teNo i soldi che paghi vanno a Raul Casadei, che con sua sorella alla SIAE, ha fatto mettere una postilla che gran parte dei proventi della SIAE sono devoluti alla musica popolare italiana, rappresentata appunto dalla famiglia CASADEI.Guardatevi REPORT/RAITRE sulla SIAE (prima che la censura italica cancelli anche quello)
        • madigi48 scrive:
          Re: E io ?
          Hai ragione in parte Rob.......Le ripartizioni a campionamento sono oggetto di continua contestazione da parte nostra in SIAE, ma che riguarda solo il concertino e non l'attività della discoteca, quindi riguarda tutt'altro.La ripartizione che viene effettuata con la compilazione del programma musicale (borderò) e selettiva, il problema se mai è un altro e riguarda la compilazione in modo corretto e corrispondente a quanto effettivamente eseguito che è l'argomento che è stato usato per decidere sul sistema a campione per la ripartizione.
        • mariopezzi scrive:
          Re: E io ?
          Ma come fai a dire queste cose? Che cosa ne sai tu di Casadei? E chi sarebbe la sorella? Ma come fa uno a parlare se non sa niente della situazione reale di cui sta parlando? Non conosci nulla sulla famiglia Casadei, la maggior parte di chi critica non sa nemmeno che c'è stato un fondatore dell'orchestra, Secondo Casadei, che ha scritto più di 1000 brani, tuttora suonati da tantissime orchestre in tutta Italia. Parlate sempre di Raoul, vedete che non sapete nulla e non conoscete niente di questa storia musicale? E non sapete che non viene certo classificata come musica popolare! Altro che postilla...
      • 01234 scrive:
        Re: E io ?
        infatti dice che non è iscritto - quindi può fa' come je parefine :-)
  • Huber Allen scrive:
    Morpheus....illuminaci
    Morpheus...lo hai già fatto altre volte e ti chiedo di farlo anche ora.Puoi scrivere, anche sinteticamente, PERCHE' quella licenza è del tutto inutile e perchè i djs sono già oggi in regola, se acquistano regolarmente ???GrazieHuber
    • Morpheus255 scrive:
      Re: Morpheus....illuminaci
      E' piuttosto difficile essere sintetici, ci provo per quanto so che tralascerò molti apsetti. Magari mi concentro su quelli più rilevanti.Una piccola premessa, non esiste ad oggi un vero sindacato dei disc-jockey (e lo dico pensando a loro come categoria di lavoratori), molti sono "liberi", alcuni si affidano ad associazioni che però non hanno come scopo la tutela del lavoro. Alcuni associano produttori e autori (che in questo caso sono i beneficiari dei proventi derivanti), altri ad organizzazioni che a loro volta si appoggiano, ad esempio, a confesercenti o simili. Che è come dire che un operaio, volendo avere informazioni o tutela per se stesso, si rivolge al sindacato degli industriali.Questa non è una licenza intesa come "autorizzazione" a cui l'utente è obbligato volendo svolgere una data attività. Questo è un contratto privato ad adesione volontaria. Questo la fa "non obbligatoria", per molte ragioni, prima fra le quali che il disc-jockey non esercita alcuna "impresa", egli è semplicemente un lavoratore che svolge delle mansioni di tipo tecnico (alcuni lo fanno in modo straordinariamente creativo, altri un po' meno).Il disc-jockey, quindi, nello svolgere la sua mansione, non può essere assimilato in nessun modo ad un commerciante, un artigiano, un professionista esercente una "libera professione". Egli per fare il DISC-JOCKEY, NON DEVE NE E' OBBLIGATO AD OTTENERE ALCUNA ABILITAZIONE NE AUTORIZZAZIONE DI NESSUN TIPO. Per l'ENPALS che è l'ente di tutela sociale al quale si è obbligati al versamento dei contributi, il disc-jockey fa parte del gruppo dei presentatori, degli animatori.Le sue prestazione sono principalmente di due tipi, o "subordinato" (un dipendente di un locale) o autonomo con partiva IVA oppure autonomo occasionale senza partita IVA. La protezione sociali (ENPALS, INPS, INAIL) e gli obblighi fiscali, avvengono attraverso la figura del sostituto d'imposta (il suo datore di lavoro/committente).Per dirla brevissima, egli è una "persona fisica" la quale grazie all'eccezione prevista dalla legge (art. 71-sexies) può, rispettando quanto contenuto nell'articolo e suoi collegati, fare copia dei suoi dischi ed utilizzarli per svolgere il proprio lavoro, in quanto quell'utilizzo è totalmente personale. La stessa c.d. licenza, nella sua premessa, fa riferimento all'art. 71-sexies anche se non se ne capisce la ragione, visto che quell'articolo stabilisce che l'utente possa copiarsi i suoi dischi senza dovere chiedere alcuna autorizzazione. Nel corso degli anni, la giurisprudenza è praticamente tutta unanime a ritenere quelle copie e il loro uso, nel nostro caso, assolutamente legittime.Per queste copie NON E' PREVISTA NESSUNA APPOSIZIONE DI NESSUN BOLLINO.Per quanto riguarda, invece, i file scaricati da portali autorizzati come, ad esempio Beatport, Itunes etc, la copia è autorizza direttamente dai siti stessi. Basta leggere i termini e condizioni che si accettano prima degli acquisti.Quelle copie, perciò, non derivano dall'eccezione del diritto di riproduzione ma sono copie autorizzate, praticamente degli originali.Volendo però, sottoscrivere liberamente quel contratto, che da acXXXXX al servizio denominato come "DJ Online", si entra in un ambito diverso per il quale è necessaria, oltre a quella autorizzazione, anche quella dei PRODUTTORI, i quali hanno diritto esclusivo di autorizzare la riproduzione dei propri prodotti, in virtù dell'art. 72 della LdA. La licenza DJ, dice espressamente, che quei diritti (ovviamente) non sono licenziati.C'è già un caso, di un DJ (che pure si era visto rifiutare la licenza), denunciato per l'art. 171-ter in relazione all'art. 72 (il dj può stare sereno in ogni caso, sarà sicuramente prosciolto). Quale sia il "potere" della SIAE di decidere chi può e chi non può ottenere la licenza, come fa notare anche l'autore dell'articolo, non è dato sapere....-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 giugno 2009 16.34-----------------------------------------------------------
  • frk scrive:
    Pagare i CD non ti da il diritto di...
    Attenzione a chi dice che il DJ ha già pagato i brani originali, comprando i CD o gli Mp3 da Itunes.L'acquisto è per uso privato, e ci mancherebbe altro!Non è pensabile che un DJ che ci guadagna suonandoli in pubblico paghi i brani quanto me che li ascolto solamente.Poi possiamo anche pensare di abbassare il costo ai privati e di lasciarlo uguale per i DJ (utopia!), ma una differenziazione ci deve essere. In questo caso c'è la licenza.
    • Marcello Mazzilli scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      E perché "ci deve essere".. In altri paesi non c'è. E poi il locale non paga forse già la SIAE per ogni biglietto che stacca (cioè per la DIFFUSIONE)? Ora i DJ pagano per il permesso di fare le copie... Domani cosa? Ci diranno di limitare il volume dell'MP3 in metropolitana altrimenti dovremmo pagare una tassa sulla diffusione anche noi? O di ascoltare la musica a casa con le finestre chiuse? Ci faranno pagare la tassa se fischiettiamo l'ultimo sucXXXXX in classifica?
      • Gabriele Niola scrive:
        Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
        in altri paesi manca come mancava da noi fino a poco fa ma si stanno adeguando anche loro come noi. Le SIAE di tutto il mondo sono uguali.
        • Morpheus255 scrive:
          Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
          Beh Gabriele, a dire il vero in TUTTI i paesi questa "licenza" non c'è. Solo l'Inghilterra a qualcosa di simile (infatti a quella si sono ispirati) ma la ragione del perché l'Inghilterra (e pochissimi altri) si e il "resto del mondo no, è che da noi come nella quasi totalità dei paesi UE (limitiamoci a quelli) NON ESISTE l'eccezione e non ESISTE l'equo compenso che "licenzia" l'eccezione.Saremo anche dj ma non siamo tonti.
          • Gabriele Niola scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            no non c'è, infatti ho scritto che manca ma si stanno adeguando
          • Morpheus255 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            adeguarsi a cosa, a una posizione minoritaria?A me risulta che almeno in Italia non vi sia alcuna voglia di fa saltare l'equo compenso che porta nelle tasche di autorieditoriproduttori un bel po' di denari senza fare nulla.Ne mi risulta che sia in discussione l'eccezione (che in verità dovrebbe diventare un diritto dell'utente)non so da dove attingi il sentore di tali tendenze.
        • Alex r scrive:
          Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
          Non credo proprio che le altre siae europee si stiano adeguando.Non a caso la sentenza europea ha bocciato i bollini, che ... ricordiamolo, fruttano a siae 12milioni di euro l'anno!E poi di cosa stiamo parlando, quando siae "spreca" il 76% dei diritti degli autori?Un giovane autore di canzoni non trova nell'attuale sistema di gestione dei diritti Italiani, la giusta remunerazione!Sono 743 i milioni di euro incassati nell'ultimo anno dalla Siae. Di questi, il 76% sono i costi della Società.Mentre i diritti distribuiti agli autori ammontano complessivamente a 193 milioni di euro. Qui nel dettaglio, la malagestione:http://www.altroconsumo.it/acXXXXX-ai-contenuti/quanto-costa-la-siae-s240693.htm
          • Gabriele Niola scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            non centra il bollino qui, il punto è "Io posso farmi una copia digitale di un CD o comunque un brano acquistato e riprodurlo pubblicamente a scopo di lucro e quindi una copia non ad uso personale?". L'ambito da noi non era regolato come non è regolato in altri paesi i quali però stanno provvedendo (a modo loro perchè hanno le loro leggi) a regolamentare questa evenienza.
          • Morpheus255 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            E no caro Gabriele, con questo fai capire che non hai conoscenza di ciò che la giurisprudenza dice da sempre, e cioè che lo scopo di lucro non c'è nel fare di un dj. Questa è l'impostazione che da anni viene dalla siae, forse ma non certo da chi è chiamato a giudicare.Perché il reato (oltretutto tu dici che i gestori rischiano meno ma non è vero, anche per loro ci sarebbe il penale) sia punito si deve avere sia l'uso non personale che lo scopo di lucro.l'uso personale è ovvio e lo scopo di lucro deve essere diretto. Che si prendano soldi o no per la propria mansione non ha nulla a che vedere con il lucro richiesto dalla legge. Per questo tutti, ripeto tutti i disc-jockey che hanno avuto l'onore di avere tale esperienza SONO STATI ASSOLTI.Chi "riproduce pubblicamente" nel senso di fare ascoltare è il gestore il quale è autorizzato dai Permessi!!!!!!! Per cui un DJ che facesse la sua copia per lavoro non la farebbe per farla ascoltare al pubblico ma la farebbe per se stesso, per il suo lavoro. La copia, inoltre, quella che il DJ usa, è più semplicemente il "supporto" mentre ciò che si fa "ascoltare" è quel bene immateriale che si chiama "OPERA" !!!!!!Quella licenza vorrebbe "risolvere" una questione su cui molto hanno spinto gli strateghi del marketing, ovvero la fobia del DJ di "avere l'obbligo di dimostrare". Non entriamo nello specifico dell'onore della prova e a chi doverla rendere, di fatto la licenza è totalmente inutile visto che mancando dei diritti connessi, e in assenza di una specifica ALTRA autorizzazione, quelle riproduzioni sono, nella logica degli estensori del servizio, totalmente illecite.Quelle sono "semplicissime" copie private/lavoro (art. 71-sexies no bollino) o copie autorizzate dagli stessi siti di downloading (no bollino anche in questo caso), e in tutti i casi non debbono essere licenziate da alcuno.Ti farebbe bene dare un occhiata almeno all'ultima sentenza conosciuta in merito, dove tra le altre sono anche richiamate le massime di giurisprudenza. Magari avresti così e potresti dare un'informazione più completa.http://www.altalex.com/index.php?idnot=43045http://www.altalex.com/index.php?idnot=43166&idstr=20-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 giugno 2009 15.48----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 giugno 2009 15.55-----------------------------------------------------------
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Caro Morpheus fai un sacco di confusione anche citando quella sentenza che, il giudixce ha emesso solo perchè il DJ attravreso testimonianze ritenute attendibili è riuscito a dimostrare di non aver percepito compensi di nessuna natura e lo stesso giudice ha applicato l'art. 73 bis della legge 633 sull equo compesno e non il 171 sul diritto connesso.Inoltre fai una enorme confusione sul ruolo che è stato dato alla licenza per i DJ che ha inteso regolamentare l'utilizzo pubblico dei file musicali che, notoriamento possono essere utilizzati solo per l'utilizzo privato, e il compenso in SIAE per i 200 euro per i 2000 brani da registrare i 400 fino a 5000 branni ecc. è il solo compenso per l'attività tecnica per gestire il sistema, poichè il compenso agli autori è determinato dalla compilazione del programma musicale.Mentre per le domande dell'amico Gigi D'Agostino, la risposta è evidente, ovvero il gestore del locale provvede a fare la richiesta del èperemsso SIAE per la diffusione della musica, e dichiara che i brani NON SONO REGISTRATI NEL REPERTORIO SIAE, quindi nessun compenso deve essere pagato dal gestore per i diritti d'autore e nessun programma musicale (borderò) deve essere compilato, ma viene restituito con la dizione di esecuzioni non tutelate, come avviene per la musica Jazz. Attenzione, se anche un solo brano può apparire identico ad uno dei brabni tutelati o essere direttamente tutelato si può incorrere in una sentenza penale per falso e un illecito amministrativo civile per danni.Per quanto riguarda invece la possibilità di utilizzare le copie lavoro o gli originali è LIBERA SCELTA DEL DJ che non ha l'obbligo di dotarsi della licenza, ma DEVE UTILIZZARE DISCHI ORIGINALI ACQUISTATI LEGALMENTE, in cui sono compresi anche gli acquisti fatti su Internet, sempre legalmente, e la riproduzione su una altro supporto o altro computer obbliga alla richiesta della licenza.Ultima questione che riguarda il dirittio connesso di cui all'art. 73 della legge 633, stiamo lavorando per risolvere il problema, ma abbiamo bisogno di un pò di tempo, la realtà è, che si resta lontano dalle Associazioni così vituperate, è complicato avere il rapporto di forza per combattere contro gli abusi e i soprusi dei POTENTI, altro che associazioni che fanno gli interessi della SIAE. In Assodeejay AssoArtisti trovate anche assistenza chi inveisce solo non fa gli interessi di nessuno.In ogni caso ribadisco le mie domande, quando diventerete voi autori, cosa farete?Ciao Mario
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Scusate per qualche refuso sugli articoli della legge, naturalemnte facevo riferimento agli art. 173 e 173 bis, non al 73 e 171.......
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Ciao Huber e grazie per le domande che poni che mi consentono di dare le prime indicazioni su come si svilupperà la situazione della "LICENZA SPERIMENTALE".E' fondamentale questa ultima sottolineatura perchè, quello che abbiamo sottoscritto in SIAE è un accordo in via di perfezionamento, che il 2 dicembre p.v. può diventare definitivo con tutti gli aggiustamenti necessari anche e in particolare sulle indicazioni che voi ci darete.In ogni caso, la parte che va sottolineata è il principio a cui intende assolvere la licenza, ovvero, la necessità di una professionalità sempre più avanzata dei DJ che operano in modo legale cioè con file acquistati legalmente.Ieri l'altro durante la riunione in SIAE per esaminare la sioluzione per il diritto connesso su cui ci rivedremo il 22 luglio p.v., la mia posizione ha determinato l'opposizione a chi sosteneva la licenza anche per l'utilizzo degli originali, quindi questi restano utilizzabili senza alcuna licenza.Le copie invece devono essere considerate sottoposte a licenza per il semplice motivo che, sai benissimo, molti fanno i furbetti e utilizzano file musicali scaricati illegalmente da internet o copie dell'amico dell'amico che mi ha prestato il CD e cosi via.Questo comportamento non solo non è professionale, ma è illegale e provoca danni agli autori e agli stessi esecutori e artisti che lavorano per un mercato e hanno diritto ai giusti compensi.La domanda su chi decide se il file scaricato su un computer è non è stato copiato su un altro computer, è corretta ed è stata esaminata e risolta durante le riunioni del comitato paritetico, proprio su mia sollecitazione, ed è stato affermatio il principio che, il file scaricato sul primo computer, ed esistono le prove dell'acquisto che riportano data ora e supporto sul quale viene scaricato il file è da considerarsi atutti gli effetti un originale e , anche se il computer dovesse guastarsi sul successivo verrebbe riconosciuto originale, nel caso invece di una trasposizione su altro supporto, cd o altro computer per esigenze di lavoro, lo stesso verrebbe ritenuto una copia.Aggiungo che durante la conferenza stampa alla presenza di due colonnelli e un maggiore dalla Guardia di Finanza, il sottoscritto ha sostenuto pubblicamnete che dovranno essere impartite direttive precise sui controlli da efefttuare ad evitare che si faccia confusione durante la serata musicale, ovvero, nella prossima riunione saranno assunte decisoni sulla documentazione da rilasciare al gestore del locale con la dichiarazione da parte del DJ se utilizza copie o originali, ad evitare fastidiosi controlli durante la serata, ma il giorno successivo si potrà procedere alla verifica approfondita.Concludo momentaneamente alle tue domande, ma sono disponibile a rispondere a tutte le domande e ad accettare tutti i siuggerimenti corretti che possano portare ad una licenza come LA VOGLIAMO NOI, che come finalità abbia la legalizzazione del lavoro nel settore per mettere tutti i DJ in condizione di non dover subire concorrenza sleale da chi utilizza file musicali illegali ponendosi sul mercato a prezzi ridotti perchè non ha avituo necessità di pagare i file.Pertanto fino al 22 luglio p.v. quando affronteremo abnche la questione del diritto connesso, che, LEGALIZZEREBBE AL 100% l'attività del DJ, mi aspetto suggerimenti e indicazioni da parte vostra che ci consdentano di migliorare sempre di più questa fase sperimentale della licenza.Credetemi non è facile accontentare tutti, basta vedere le diufferenti opinioni che ognuno di noi esprime quando scrive per rendersene conto, ma se si parte dalla salvaguardia del principio si può giungere a delle soluzioni condivise.Un abbraccio a tutti e se volete continuate scrivermi, al di là delle provocazioni che ho inviato a Morpheus molte delle cose che lui afferma sono vere, vanno solo ricondotte nella giusta direzione dei legalità.Mario
          • Huber Allen scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            - Scritto da: madigi48
            La domanda su chi decide se il file scaricato su
            un computer è non è stato copiato su un altro
            computer, è corretta ed è stata esaminata e
            risolta durante le riunioni del comitato
            paritetico, proprio su mia sollecitazione, ed è
            stato affermatio il principio che, il file
            scaricato sul primo computer, ed esistono le
            prove dell'acquisto che riportano data ora e
            supporto sul quale viene scaricato il file è da
            considerarsi atutti gli effetti un originale e ,
            anche se il computer dovesse guastarsi sul
            successivo verrebbe riconosciuto originale, nel
            caso invece di una trasposizione su altro
            supporto, cd o altro computer per esigenze di
            lavoro, lo stesso verrebbe ritenuto una
            copia.Continuo a non aver ben chiaro il meccanismo.Sulle ricevute di acquisto di Beatport, ad esempio, noto portale di musica elettronica, vi è indicata la data dell'ordine, che non corrisponde necessariamente a quella di download ( io ad esempio acquisto e scarico in tempi differenti, a secondo del mio tempo ). Inoltre non è indicato il supporto sul quale il file è stato salvato.Ho guardato le proprietà di un brano, scaricato direttamente su questo pc da cui sto scrivendo, ed un altro, lo stesso brano, ma copiato per sicurezza su di un hd esterno il medesimo giorno. Le proprietà sono del tutto identiche.Ma supponiamo che non lo siano ( basta copiarli in giorni differenti per cambiarle ). La natura stessa dei files, fa si che il files acquistato regolarmente, io lo possa portare da un hd all'altro quando voglio. Anzi, diciamo sempre, considera che spesso e volentieri, il pc che si utilizza per scaricare, non è lo stesso pc che utilizzi per lavorare nei locali ( almeno per me è così ).Quindi trovo molto limitativa la prassi di definire originale, solo ciò che è stato scaricato la prima volta su di un dato supporto. Di fatto anche il mio file è una COPIA di un file che sta su di un server in capo al mondo. Non è QUEL file, solo una copia che ho scaricato.Io resto dell'idea che la sola ricevuta di acquisto, o stampata, o direttamente sul computer, dovrebbe bastare...ma so anche che questa non coprirebbe tutti, e sono tanti, quei brani che ci arrivano in promozione, dai tanti producers sparsi nel mondo. Di questi brani, non abbiamo alcuna ricevuta, in quanto mai pagati. Al massimo ci arriva un file di testo allegato, che ci autorizza all'utilizzo, ma davvero è pensabile portarsi tutte le autorizzazioni ai brani promozionali ???Non coprirebbe neppure i vinili che, di tanto in tanto, decido di portare in digitale...( a volte faccio prima a ricomprameli che mettermi lì, registrali, filtrarli, aggiustarli, ma non tutto ri-esce in digitale ) Capisco e condivido, che la legalità sia il fine ultimo di tutti questi sforzi, e mi sta benissimo. Non mi sta bene però che la ricerca della legalità, mi porti a spese aggiuntive ed a pratiche nebbiose, a discrezione di coloro che ci debbono controllare. Non voglio essere in balia del frustrato di turno...Una proposta ce l'avrei : una sorta di bonus in percentuale ( come la tolleranza sulle autostrade ). Hai le ricevute di acquisto per 600 brani nell'anno in corso ??? Bene, hai diritto a possedere 660 brani sul tuo pc o hd , ovvero il 10% di tolleranza.Percentuale che andrebbe a coprire eventuali vinili rippati, promo ricevuti...Quelli in più ??? O dimostri la provenienza lecita, o ti prendi 5 euro di multa a brano ( il doppio di quanto mi costa acquistarlo ). Non centinaia di migliaia di euro alla XXXXX di cane. ( Il senso della misura, è stato superato da un pezzo, meglio trafficare in rifiuti tossici a sto punto, che avere 50 brani ''pirata'' )Insomma, mi sta bene tutto, ma che non mi si renda il lavoro più difficile di quanto già non lo sia di suo.
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Caro Morpheushai accettato favorevolmente la mia provocazione il che dimostra che sei preparato e intelligente, quindi il confronto può diventare serio.Anzitutto ti chiedo scusa per averti mandato un messaggio confuso in quel modo, ma era necessario per sapere con chi avevo a che fare, detto questo, ti confermo che io sto seguendo da vicino tutta la vicenda da quando è stata avviata e, chi mi conosce, sà bene che vado fino in fondo per delle soluzioni definitive, condivise ma rispettose della legalità e dei diritti altrui.Se partiamo da questo assunto evitiamo di fare citazioni di sentenze che, come sai, dicono in un Tribunale una cosa e in un altro una cosa opposta.Parliamo invece di principi perchè sono quelli che, se condivisi porteranno a delle sentenze univoche e, questo ruolo può oggi toccare a noi perchè abbiamo costruito i corretti rapporti con le Istituzioni che ci possono consentire questo risultato, a patto che si rispettino regole e leggi, che finchè sono queste vanno rispettate, quando saremo in grado di cambiarle ( e credimi io ci sto lavorando ) applicheremo quelle che ci saranno.Se mi date una mano, abbiamo oggi la possibilità di cambiare alcune cose, posso vantare alcune interlocuzioni parlamentari che mi ascoltano sulla esigenza di professionalizzare il lavoro degli artisti, in cui personalmente comprendo i DJ, con tutte le tutele che sono dovute a tutte le forme di lavoro, compresa quella del lavoratore dello spettacolo, in particolare quello meno famoso che deve sopravvivere con il cachet ridotto della serata di musica o di spettacolo.Questa è la mia richiesta, avviare un ragionamento serio anche sulla SIAE e sul ruolo che dovrebbe avere e non quello che ha assolto finora e assolve ancora oggi, ma è del tutto evidente che è una parte molto limitata del megaproblema dell'attività dell'artista che intende fare di questo la sua professione.Sarebbe forse opportuno che se ne parlasse di più e personalmente mi metto a vostra disposizione per seguire le vostre indicazioni nelle riunioni in cui dovranno essere assunte decisioni, ma attenzione, non sarà possibile accontentare tutto e il contrario di tutto, dovremo scegliere una strada da percorrere definendo prima che cosa intendiamo tutelare, LA LEGALITA' O L'ILLEGALITA' dopo di chè potremo procedere altrimenti tutto diventa complicato.Mi congratulo comunque con te perchè, come ho già detto in altra comunicazione molte delle cose che affermi sono vere, devono essere riportate solo a questo ultimo principio, indispensabile per risolvere i problemi.Un caloroso saluto.Mario
          • Morpheus255 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            raccolgo il tuo invito e mi aspetto che sia reciproca la volontà di arrivare a capire, fino in fondo. Dico questo perché non sei il primo con il quale mi metto a discutere, anche indirettamente. Capita che ogni volta si arriva ad un nodo, dove viene dimostrato che l'impostazione data è sbagliata, ci si fa di nebbia, quasi a dire "è vero hai ragione, ma a noi non interessa". Questo atteggiamene è il principale motivo che fa sì che la confusione e l'incertezza la faccia da padrona e vinca il peso della paura...Sono sicuro che non sarà il tuo atteggiamento. Apro un nuovo post per la discussione.CiaoMassimo
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Caro MassimoSu questo hai perfettamente ragione, ma sai bene che a volte le domande sono talmente tecniche che le risposte possono essere molteplici e intepretabili e neppure i funzionari responsabili sono in trado di darne una definitiva. Anche le sentenze dei giudici sono soggette a intepretazione della legge.Da oggi il nostro impegno deve essere proprio quello di dare o cercare le risposte a tutto quanto viene proposto, ovviamente lì dove non ci sono risposte ai quesiti dovremo cercare assieme la giusta direzione dove "orientare" la risposta, ma quanto tu esprimi sui soggetti che si "stufano" mi trova perfettamente d'accordo.Mario
          • Huber Allen scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            - Scritto da: madigi48
            La domanda su chi decide se il file scaricato su
            un computer è non è stato copiato su un altro
            computer, è corretta ed è stata esaminata e
            risolta durante le riunioni del comitato
            paritetico, proprio su mia sollecitazione, ed è
            stato affermatio il principio che, il file
            scaricato sul primo computer, ed esistono le
            prove dell'acquisto che riportano data ora e
            supporto sul quale viene scaricato il file è da
            considerarsi atutti gli effetti un originale e ,
            anche se il computer dovesse guastarsi sul
            successivo verrebbe riconosciuto originale, nel
            caso invece di una trasposizione su altro
            supporto, cd o altro computer per esigenze di
            lavoro, lo stesso verrebbe ritenuto una
            copia.Continuo a non aver ben chiaro il meccanismo.Sulle ricevute di acquisto di Beatport, ad esempio, noto portale di musica elettronica, vi è indicata la data dell'ordine, che non corrisponde necessariamente a quella di download ( io ad esempio acquisto e scarico in tempi differenti, a secondo del mio tempo ). Inoltre non è indicato il supporto sul quale il file è stato salvato.Ho guardato le proprietà di un brano, scaricato direttamente su questo pc da cui sto scrivendo, ed un altro, lo stesso brano, ma copiato per sicurezza su di un hd esterno il medesimo giorno. Le proprietà sono del tutto identiche.Ma supponiamo che non lo siano ( basta copiarli in giorni differenti per cambiarle ). La natura stessa dei files, fa si che il files acquistato regolarmente, io lo possa portare da un hd all'altro quando voglio. Anzi, diciamo sempre, considera che spesso e volentieri, il pc che si utilizza per scaricare, non è lo stesso pc che utilizzi per lavorare nei locali ( almeno per me è così ).Quindi trovo molto limitativa la prassi di definire originale, solo ciò che è stato scaricato la prima volta su di un dato supporto. Di fatto anche il mio file è una COPIA di un file che sta su di un server in capo al mondo. Non è QUEL file, solo una copia che ho scaricato.Io resto dell'idea che la sola ricevuta di acquisto, o stampata, o direttamente sul computer, dovrebbe bastare...ma so anche che questa non coprirebbe tutti, e sono tanti, quei brani che ci arrivano in promozione, dai tanti producers sparsi nel mondo. Di questi brani, non abbiamo alcuna ricevuta, in quanto mai pagati. Al massimo ci arriva un file di testo allegato, che ci autorizza all'utilizzo, ma davvero è pensabile portarsi tutte le autorizzazioni ai brani promozionali ???Non coprirebbe neppure i vinili che, di tanto in tanto, decido di portare in digitale...( a volte faccio prima a ricomprameli che mettermi lì, registrali, filtrarli, aggiustarli, ma non tutto ri-esce in digitale )Capisco e condivido, che la legalità sia il fine ultimo di tutti questi sforzi, e mi sta benissimo. Non mi sta bene però che la ricerca della legalità, mi porti a spese aggiuntive ed a pratiche nebbiose, a discrezione di coloro che ci debbono controllare. Non voglio essere in balia del frustrato di turno...Una proposta ce l'avrei : una sorta di bonus in percentuale ( come la tolleranza sulle autostrade ). Hai le ricevute di acquisto per 600 brani nell'anno in corso ??? Bene, hai diritto a possedere 660 brani sul tuo pc o hd , ovvero il 10% di tolleranza.Percentuale che andrebbe a coprire eventuali vinili rippati, promo ricevuti...Quelli in più ??? O dimostri la provenienza lecita, o ti prendi 5 euro di multa a brano ( il doppio di quanto mi costa acquistarlo ). Non centinaia di migliaia di euro alla XXXXX di cane. ( Il senso della misura, è stato superato da un pezzo, meglio trafficare in rifiuti tossici a sto punto, che avere 50 brani ''pirata'' )Insomma, mi sta bene tutto, ma che non mi si renda il lavoro più difficile di quanto già non lo sia di suo.
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Ciao HuberScusa il ritardo nella risposta, La tua richiesta di chiarimento è legittima, ma perdona se non ho la tua stessa preaprazione tecnica per dare soluzione ad un quesito come tu lo poni.Credo che bisognerà fare riferimento al principio su cui riflettere da parte di tutti, ovvero, IL FILE SCARICATO DIRETTATEMNTE su un primo computer è un originale, riportato su un altro computer o supporto è da considerarsi copia, questo è il "principio" che abbiamo inteso affermare.Come questo si tradurrà in controlli, credo ne sappiate di più voi per capire se vi sono le condizioni per un appofondimento della Guardia di Finanza che effettuerà le verifiche.Personalmente penso che questi ultimi non siano persone impreparate e se hanno voglia di scoprire eventuali illegalità sanno come fare, certo ci sarà un periodo "caldo" iniziale che costringerà tutti a rispettare le regole al massimo, poi come sempre accade, quando si capisce che ci sono solo frange di illegalità i controlli saranno più rari, ma è altrettanto evidente che qualcuno, come è sucXXXXX ultimamente paga per gli altri perchè "beccato" da un controllo casuale.Questi sono i rischi di chi opera contro le regole, che RITORNO A RIPETERE ABBIAMO L'OCCASIONE DI FARLE NOI se perdiamo questa occasione poi non potremo lamentarci di quanto ci viene imposto, ma è altrettanto evidente che in una società civile si stabiliscono delle regole che, vanno rispettate e, chi non lo fà si mette contro la società e le sue regole.Che ci sia la necessità di cambiare alcune cose all'interno della SIAE, dell'ENPALS e chi più ne ha più ne metta è un dato incontrovertibile, detto questo dobbiamo sapere però che i cambiamenti vanno fatti per migliorare una situazione e che ognuno di noi (inutile nasconderlo) vorrebbe fossero fatti a nostra misura e interesse, poichè non è possibile bisogna cercare di farle secondo il massimo della giustizia e questo è l'obiettivo che mi sono imposto.Dando forza alla Organizzazione che dirigo, sostenendola magari richiedendo la licenza da AssoArtisti anzichè chiederla direttamente dalla SIAE aiuterà questo proXXXXX.Si potrà infatti dire di tutto, ma mai che il sottoscritto abbia tradito le aspettative dei propri associati.Un abbraccio e scrivi ancora.Mario
          • Huber Allen scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Siamo sempre lì. Tutto è a discrezione di chi controlla, a meno di avere la licenza sperimentale, che allora ti tutela.Se non hai la licenza, la tua parola, ovvero l'affermare che i brani in tuo possesso, oltre ad essere legali e comprati, sono pure gli ''originali'', vale esattamente zero.Le ricevute di acquisto attestano che li hai comprati, ma in mancanza della licenza, hai solo la tua parola a difendere '' l'originalità'' dei brani stessi.Imho, è come dicevo nell'altro post: La licenza diviene il mezzo per scongiurare qualsiasi tipo di problema...e così non va bene. Non va bene affatto.Non si tratta di un mio punto di vista, ma di un fatto concreto...qui non si sta discutendo se sia meglio una via o l'altra. Così come stanno ora i fatti, tutti coloro che non sottoscrivono la licenza, sono potenzialmente illegali, in quanto non hanno NULLA di certo, che certifichi la loro correttezza, quindi sottoponibili a ulteriori controlli, con la palese perdita di tempo e denaro, sequestri ed affini.Il principio adottato: il file originale è quello scaricato sul primo computer, su cui si basa di fatto tutto il resto, non è corretto.Mai uscirete da questo nodo fondamentale, trovando definizioni alternative e più aderenti alla realtà, e mai troverete una via corretta, all'insegna della legalità.
          • Huber Allen scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Aggiungo un altro aspetto.Sempre secondo il medesimo principio di cui al post precedente, io non posso neppure decidere di lavorare con un cd masterizzato contenente brani che ho regolarmente acquistato. Primo perchè è impossibile scaricare un brano direttamente su di un cd in formato audo. Secondo, perchè sarei a questo punto, obbligato ad avere quella licenza. Non sarebbe più una libera scelta, ma un obbligo vero e proprio.Allora, mi chiedo, a cosa serve la tassa dell'equo-compenso, che pago su tutti i supporti, cds compresi, anche se non li utilizzo per masterizzarci musica ???Mi era parso che tale tassa, fosse una sorta di risarcimento ( a chi, non l'ho mai capito ), proprio perchè si presupponeva che un cd venisse utilizzato per masterizzarci musica ( scaricata illegalmente per altro ).L'esperimento, fatto da alcune case discografiche, di produrre cd musicali, riproducibili, solo in lettori cd e non su pc ad esempio, è naufragata sotto il diritto del consumatore, di poterlo sentire dove meglio lo ritenesse opportuno, pc compreso.Non volermene Mario, non voglio fare il difficile per forza.Però voglio difendere alcuni principii: che è importante acquistare la musica ( comprare ). Se la si utilizza, è doveroso corrispondere i diritti agli autori.( compilare ''borderò'' ).Tutto il resto, lo vedo solo come una serie di limitazioni alla mia libertà di consumatore per primo, e di lavoratore.
          • madigi48 scrive:
            Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
            Be' Huber certo che hai perfettamente ragioe in questo senso, il tutto sempre a discrezione di chi controlla, è ovvio.Però come ho già risposto a Massimo, attenzione che tutti sono legali, sia quelli che utilizzano gli originali sia quelli che utilizzano le copie, con la sola differenza che le copie devono essere registrate in un database in licenza al DJ che le deve dichiarare copiate da un originale in suo possesso, che, potrà essere controllato dagli incariucati dei controlli anche il giorno successsivo alla serata musicale negli uffici della SIAE o della GdF, ma questo lo abbiamo previsto per evitare disagi durante la serata.ATTENZIONE PERO' in questo senso potrebbero esserci novità, ma su questo consentimi un mimnimo di riservatezza.Il problema è che non esiste un altro modo di verifica e in ogni caso è evidente che in mancanza di regole è anche impossibile trovare il rimedio. Adesso abbiamo stabilito le regole, purtroppo non è ipotizzabile assumere un esercito di controllori che girino in cinque perchè non ci si fida del singolo, è necessario uno sforzo da parte del DJ nel comprendere che quanto stiamo facendo è finalizzato a migliorare la condizione del professionista DJ, se non lo si vuole comprendere certo che tutto diventa complicato, però non ci si lamenti poi se a questo comparto viene riservato un posto di "nullafacenti della società" come molti pensano.
      • RObn scrive:
        Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
        - Scritto da: Marcello Mazzilli Ci faranno pagare la
        tassa se fischiettiamo l'ultimo sucXXXXX in
        classifica?Fino a 7 battute e' legale riprodurre il motivetto e non si e' soggetti a tasse. Fischietta allegramente il ritornello e la finanza non ti carcera :D :D(rotfl)
    • MeX scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      no, se tu compri un CD con bollino SIAE lo puoi suonare in discoteca é la discoteca che paga per la pubblica esecuzione, prima di adesso peró, il DJ era tenuto ad avere SOLO supporti con bollino SIAE
    • Morpheus255 scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      come dire, oltre agli altri commenti, giurisprudenza praticamente unanime ti smentisce e soprattutto perché, per come l'hai messa, non hai ben capito cos'è quella licenza-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 giugno 2009 11.02-----------------------------------------------------------
    • Paolo scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      Lasciate stare e' un dipendente frustrato SIAE...poverino...
    • ILBaK scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      Ma infatti per la SIAE è un piatto ricco:- Guadagno sul supporto magnetico- Guadagno sull'acquisto del brano- Guadagno fisso sulla licenza da DJ
    • jobb scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      si quanto prendi di stipendio alla siae? sempre a controllare qui eh,...XXXXXXXXXX
    • Alberto Bario scrive:
      Re: Pagare i CD non ti da il diritto di...
      Cioè, allora una volta quando c'erano i dischi a me DJ avrebbero dovuto farli pagare di più perchè li usavo per lavorare? Ma te sei bevuto il cervello?
  • Marcello Mazzilli scrive:
    Basta
    Ragazzi.... non fate il loro gioco. Intendo "loro" la SIAE, La GdF, l'agenzia delle entrate, etc etc.. i vari enti che dalla mattina alla sera ci vessano con le loro trovate. E alla fine pensiamo che un accordo su una cifra forfaittaria sia una nostra vittoria. Passiamo le giornate a riempire carte, a fare file in uffici, tutto per mantenere in piedi questi parassiti burocratici. Non entro nel merito del diritto d'autore, su cui in passato più volte ho scritto, ma vi invito, veramente, a riflettere su cosa stiamo diventando noi cittadini italiani. Parco buoi e mucche, da mungere e macellare. Contenti se ci danno due badilate in più di fieno. Torno dalla Bulgaria dove le aziende pagano il 10% di tasse (indifferentemente da quanto guadagnano e che attività svolgano), dove in 15 minuti da straniero ho aperto un conto in banca, dove ci sono almeno 10 compagnie di Taxi differenti che si fanno una agguerrita concorrenza (il taxi costa 25 cents di euro al chilometro)... Il nostro paese amici miei sta morendo.. ucciso anche da queste leggi e leggine della SIAE, questi grandi concordati tra associazioni categoria che difendono solo loro stesse. Io dico BASTA. www.movimentolibertario.it
  • zefly scrive:
    live - un piccolo sforzo e ci siamo
    costerebbe tanto estendere il concetto anche per i gruppi/musicisti che fanno serate più o meno pianobaristiche, cover band, ecc.. ?senza dover compilare borderaux chilometrici (A MANO!!!) si paga un "canone" a forfait, e sei a posto, tu e il gestore del locale...
    • Morpheus255 scrive:
      Re: live - un piccolo sforzo e ci siamo
      pecato che sia un'altra cosa
      • Nome e cognome scrive:
        Re: live - un piccolo sforzo e ci siamo
        ottimo post, chiaro e illuminante... NOT!imho l'osservazione è in effetti fondata...
    • albertobs88 scrive:
      Re: live - un piccolo sforzo e ci siamo
      - Scritto da: zefly
      costerebbe tanto estendere il concetto anche per
      i gruppi/musicisti che fanno serate più o meno
      pianobaristiche, cover band, ecc..
      ?
      senza dover compilare borderaux chilometrici (A
      MANO!!!) si paga un "canone" a forfait, e sei a
      posto, tu e il gestore del
      locale... Lo fanno per le chiese ;)
    • madigi48 scrive:
      Re: live - un piccolo sforzo e ci siamo
      No caro Zefly siamo convinti che la ripartizione analitica sia uno dei punti di forza per far giungere i diritti ai titolari, la compilazione del borderò (programma musicale) è un sacrificio necessario, (che stiamo risolvendo con quello elettronico che potrebbe presto entrare in funzione se anche voi date forza all'iniziativa)che cercano di coopiare anche in altre parti del mondo.Il campionamento serve solo ad ingrassare i grandi gruppi e non i piccoli autori, produttori e artisti che più volte si configurano anche come autori.Il problema è questi anni sopno stati caratterizzati da borderò compilati a c...o o peggio per inserire brani propri eseguendo brani di altri autori e quando i "lupi" si sono accroti che era eccessivo il sitema, hanno assunto la decisone di forzare la mano e decidere il CDA SIAE per il sistema a campionamento che, ripeto penalizza i piccoli meno noti e premia i grandi.Mario
  • Morpheus255 scrive:
    Sveglia DJ
    svegliatevi e fatela leggere ad un avvocato "terzo" quella roba, vedrete quante belle sorprese.Per la redazione: la c.d. licenza non copre nessuna spalla, la c.d. licenza non copre i diritti connessi del produttore (art. 72) .. fate voi le dovute considerazioni.Inoltre non è vero che il dj, per legge, deve usare supporti bollinati, ma fate due controlli prima di scrivere!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 giugno 2009 08.10-----------------------------------------------------------
  • XYZ scrive:
    !!!!
    Far pagare per autorizzare delle copie di lavoro? Imporre un balzello sul mediocre e portatile sostituto dell'originale?La monetizzazione completa del diritto alla copia lavoro? Vabbè che parlare di djing in italia oramai è un pò come parlare di pasta asciutta in america.. Ma questo è davvero troppo!
    • Guybrush scrive:
      Re: !!!!
      - Scritto da: XYZ
      Far pagare per autorizzare delle copie di lavoro? [...]
      Ma questo è davvero troppo!Considera le alternative:Non puoi piu' lavorare se non sei in regola (ok: i campi sono sempre bisognosi di cure)Se ti porti appresso i CD e i Vinili originali li devi assicurare contro il furto e il danneggiamento, in ogni caso si usureranno e prima o poi diventeranno inservibili.Poter usare un portatilino con dentro 5000 file MP3 (e con qualche piccolo aggiustamento possono diventare 10000, 15000 ecc...) basta usarne 5000 per volta (da verificare), ti permette non solo di evitare i costi di cui sopra, e pure di essere bene accetto in tutti i locali in cui andare a lavorare.Insomma... il DJ girera' il costo della licenza sulle proprie tariffe, il getore del locale rigirera' il costo su bibite e biglietti... dov'e' il problema?In discoteca non ci vado comunque :-P-- GT
  • Vlad scrive:
    Certo che la SIAE...
    ormai è da abolire...So che sembra un trollata ma ormai ti serve una licenza per qualsiasi opportunità in più la tecnologia ti offra!E a guadagnarci è sempre e solo la SIAE. Come se farti usare il pc con musica regolarmente acquistata invece che i cd originali per lavorare a lei costasse qualcosa.L'unica differenza che vedo è quella del compenso dei DJ che o gaudagneranno meno o alzeranno le tariffe.Altra cosa.. quando compri un pc paghi già l'equo compenso per la copia privata... e adesso ci sarà da pagare un'altra tassa (perché alla fine questa licenza è una tassa) per poterlo usare come strumento di lavoro.
    • albertobs88 scrive:
      Re: Certo che la SIAE...
      Dimentichi che tu hai già pagato per i brani (se li hai acquistati originali).Paghi la SIAE per la riproduzione (il borderò).Paghi la SIAE quando acquisti il cd vergine, anche se ci metti le foto di famiglia.Ora devi pagare una tassa in più per fare la stessa cosa che facevi prima, e che la legge, e sottolineo legge, ti permetteva di fare.Ma la SIAE si dimostra sempre sopra la legge e deve fare regole sue.
      • La SIAE scrive:
        Re: Certo che la SIAE...
        - Scritto da: albertobs88
        Ma la SIAE si dimostra sempre sopra la legge e
        deve fare regole
        sueLa SIAE non deve rispettare la legge: la legge deve rispettare la SIAE.Parola di SIAE
        • no bluff scrive:
          Re: Certo che la SIAE...
          - Scritto da: La SIAE
          - Scritto da: albertobs88

          Ma la SIAE si dimostra sempre sopra la legge e

          deve fare regole

          sue

          La SIAE non deve rispettare la legge: la legge
          deve rispettare la
          SIAE.

          Parola di SIAEMa chi sei? Non farci ridere! Queste affermazioni non ti qualificano. La legge è al di sopra di qualsiasi organizzazione. Le tue sono solo provocazioni. Che ci guadagni?
    • Alex r scrive:
      Re: Certo che la SIAE...
      stai tranquillo che se mediaset dovesse pagare TUTTI ma dico TUTTI i diritti che deve agli autori,SB troverebbe il sistema per fare un lodo SIAE :-)
  • djechelon scrive:
    Finalmente una buona notizia
    Che bello leggere che finalmente i DJ potranno lavorare in tutta tranquillità, anche se nutro ugualmente qualche dubbio.Se il DJ ha comprato l'originale, ha pagato i diritti (al titolare, si spera). Quando compra il supporto vergine paga l'equo compenso. Suona molto balzellosa la cosa... però dai pensiamo positivo una volta tanto!
    • XYZ scrive:
      Re: Finalmente una buona notizia
      - Scritto da: djechelon
      Che bello leggere che finalmente i DJ potranno
      lavorare in tutta tranquillità, anche se nutro
      ugualmente qualche
      dubbio.

      Se il DJ ha comprato l'originale, ha pagato i
      diritti (al titolare, si spera). Quando compra il
      supporto vergine paga l'equo compenso. Suona
      molto balzellosa la cosa... però dai pensiamo
      positivo una volta
      tanto!E pagare per una cosa che hai già pagato ti sembra accettabile? 600 x 5mila brani... ma questi sono pazzi!
    • Jaws scrive:
      Re: Finalmente una buona notizia
      Hai presente la canzone cantata da Mina "Paole parole"? Sostituisci "parole" con "pagare" e canta il ritornello, avrai un'idea di quel che la SIAE vuole che si faccia, ad ogni costo, sempre più. Sopratutto pagare più volte quello che si ha già comprato.
      • scorpioprise scrive:
        Re: Finalmente una buona notizia
        attento che stai facendo una cover, come tale devi iscriverti alla SIAE per fartene poi dare i diritti ..... :-D :-D :-D
    • La SIAE scrive:
      Re: Finalmente una buona notizia
      - Scritto da: djechelon
      Che bello leggere che finalmente i DJ potranno
      lavorare in tutta tranquillità, anche se nutro
      ugualmente qualche
      dubbioE fai bene ad avere dubbi. La SIAE ti tiene d'occhio, stai molto attento.Parola di SIAE
    • Alberto Bario scrive:
      Re: Finalmente una buona notizia
      Se a te piace prenderla in XXXX hai tutto diritto di pensare positivo, a me invece se me la mettono in XXXX provo un senso di fastidio che mi impedisce di pensarla come te...
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