Contrappunti/ Il pollaio delle notizie

di M. Mantellini - La sfida tra NYT e HuffPost non è la sfida del vecchio contro il nuovo. È piuttosto il confronto tra due realtà che scelgono strade diverse per andare incontro al futuro: che, comunque la si pensi, sarà di bit

Roma – Qualche giorno fa i due galletti del pollaio delle news americane si sono sfidati a colpi di numeri e battute. Prima Bill Keller, direttore del New York Times si è non troppo elegantemente rivolto ad Arianna Huffington , fresca di acquisizione del suo sito da parte di America On Line , dipingendola come un parassita che sfrutta le notizie degli altri e la ricchezza dei contributi trovati in Tete (video degli utenti ma anche blogger disposti a scrivere gratis in cambio di un po’ di visibilità) per macinare pagine viste e soldi.

A stretto giro di web Arianna, già al centro in questi giorni di molte polemiche che riguardano la sua tirchieria nei confronti di molti contributori dell’Huffington Post, ha risposto per le rime, per la verità un po’ barando coi numeri, riaffermando la natura spiccatamente giornalistica ed il grande successo di lettori del proprio “aggregatore”.

Il panorama delle news online è oggi più caotico che mai. Da un lato è evidente la tensione che riguarda le grandi imprese editoriali tradizionali, alle prese da ormai un paio d’anni con un forte ridimensionamento legato alla crisi pubblicitaria. Tale congiuntura ha portato, in alcuni casi, a scelte radicali come quella del Times di Londra, la cui versione Internet è interamente passata a pagamento, perdendo in un colpo d’ala oltre il 90 per cento dei propri visitatori; in altri casi la grande crescita di modelli ibridi come quello di Huffington Post o di The Daily Beast di Tina Brown ( Daily Beast , per dire i tempi che corrono, ha da poco rilevato Newsweek che era sull’orlo del fallimento) regge una quota talvolta non banale del proprio modello commerciale su contributi sciolti dal normale business editoriale, quello che si sostanzia – per intenderci – nella espressione news = money .

Soldi in cambio di notizie è del resto la difficile quadratura del cerchio di un mondo editoriale che prova ad immaginare una propria dimensione dentro la rete Internet. Se la Rete è prima di tutto collegamento, condivisione, rapida circolazione delle parole e dei pensieri (ma anche delle immagini e di tutto il resto) come è possibile “essere” in Rete, accettare ed adeguarsi ad un simile ecosistema, se il nostro lavoro fino a poco fa era quello elementare di scambiare parole per denaro? Il difficile, talora impossibile processo di adattamento al nuovo mondo è ben spiegato da giganti artrosici come Associated Press , che ogni tanto torna a proporre tariffe e abbonamenti per l’uso delle parole dei propri comunicati in Rete.

Denari chiesti a tutti, preventivamente, un tanto al chilo, al grande editore così come al più scalcagnato blogger, pur se con tariffari differenziati. Anche solo ritenere una simile idea come praticabile racconta abitudini e prospettive legate a nuovi ambiti e vecchi modelli. Come l’industria discografica un decennio fa chiedeva di vietare la vendita dei primi riproduttori portatili mp3 (non ci sono riusciti, come è possibile controllare salendo in un qualsiasi vagone di una qualsiasi metropolitana), molta industria editoriale sarebbe oggi probabilmente favorevole all’abolizione del “copia-incolla” dai nostri computer, in quanto arma diabolica di insopportabile pirateria.

In realtà entrambi i galletti Keller e Huffington hanno torto e ragione. Il New York Times si è mosso con grande acume ed intelligenza in Rete in questi anni, ha immaginato un modello di transizione che dall’organizzione delle redazioni porta fino alla presenza sul web e si sta apprestando a proporre ai propri lettori un modello a pagamento “leggero”, che prevede un abbonamento solo una volta superato un certo numero di articoli al mese letti sulle sue pagine web. Ha qualche ragione Keller a disturbarsi se quote più o meno ampie del lavoro della propria azienda servono a sorreggere i modelli economici della concorrenza.

Ha ugualmente ragione Arianna Huffington quando rivendica il successo del proprio giornale-aggregatore: nessuno strumento editoriale ha saputo in questi anni sposare con altrettanta efficacia la produzione di contenuti originali, lo sguardo verso ciò che Internet produce in termini di contributo generale, e una sintesi editoriale pensata per i gusti di un nuovo mercato di massa dell’era digitale.

Il New York Times racconta della dignità del lavoro giornalistico a misura di web e delle grandi difficoltà a conservarla, l’Huffington Post indica un aspetto altrettanto importante, vale a dire che la mediazione giornalistica continua ad avere senso e nuovi significati anche dentro l’eterna ghirlanda brillante delle notizie in Rete e che milioni di persone restano ad adeguata distanza da una pur possibile composizione individuale della propria agenda mediatica. Milioni di lettori che sono disposti a demandare un simile lavoro di filtro a soggetti terzi, anche e soprattutto quando questa dieta mediatica è confezionata unendo sapientemente contributi editoriali, discussioni di rete, video su Youtube e le mille voci degli utenti in ogni formato possibile.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • panda rossa scrive:
    Clienti e sudditi
    Che differenza passa tra un cliente e un suddito?Risposta: il cliente ha sempre ragione, il suddito ha sempre torto.Dimostrazione.Se in un supermercato sbagliano a mettere un prezzo di un prodotto, e lo etichettano con un prezzo piu' basso di quello che avrebbero voluto, io cliente, se voglio quel prodotto, mi devono fare il prezzo in etichetta.Poi correggono, ma finche' la correzione non e' operativa, tutti i clienti possono approfittare dell'errore.Invece nel caso dei sudditi, e il caso dell'articolo e' un chiaro esempio, la M$ commette un errore che permette all'utente di avvantaggiarsi, e immediatamente l'utente viene criminalizzato, penalizzato e perseguito.
    • settecentos ettantatre scrive:
      Re: Clienti e sudditi
      - Scritto da: panda rossa
      Se in un supermercato sbagliano a mettere un
      prezzo di un prodotto, e lo etichettano con un
      prezzo piu' basso di quello che avrebbero voluto,
      io cliente, se voglio quel prodotto, mi devono
      fare il prezzo in
      etichetta.

      Poi correggono, ma finche' la correzione non e'
      operativa, tutti i clienti possono approfittare
      dell'errore.Che cosa?? Al supermercato, a meno che tu non abbia davanti la cassiera appena assunta e/o stordita, appena cerchi di far passare qualcosa di sospettosamente convenente prendono il microfono, chiamano "Marisa in cassa 5 per un prezzo" e Marisa ti batte il prezzo corretto; addirittura per evitare che qualche furbo "alleggerisca" le verdure quando le pesa sulla bilancia automatica, c'è chi ha cominciato a fare la contropesa a campione, sempre alla cassa.E i negozi online ormai hanno tutti la clausola che i prezzi possono variare senza preavviso, quindi se pure trovi a listino un laptop coi controXXXXX a 60 euro, prima di addebitarti la carta di credito ti mandano una mail e ti dicono "il prezzo corretto è 600, lo vuoi ancora?"
      • panda rossa scrive:
        Re: Clienti e sudditi
        - Scritto da: settecentos ettantatre
        - Scritto da: panda rossa


        Se in un supermercato sbagliano a mettere un

        prezzo di un prodotto, e lo etichettano con un

        prezzo piu' basso di quello che avrebbero
        voluto,

        io cliente, se voglio quel prodotto, mi devono

        fare il prezzo in

        etichetta.



        Poi correggono, ma finche' la correzione non e'

        operativa, tutti i clienti possono approfittare

        dell'errore.

        Che cosa?? Al supermercato, a meno che tu non
        abbia davanti la cassiera appena assunta e/o
        stordita, appena cerchi di far passare qualcosa
        di sospettosamente convenente prendono il
        microfono, chiamano "Marisa in cassa 5 per un
        prezzo" e Marisa ti batte il prezzo corretto;
        addirittura per evitare che qualche furbo
        "alleggerisca" le verdure quando le pesa sulla
        bilancia automatica, c'è chi ha cominciato a fare
        la contropesa a campione, sempre alla
        cassa.

        E i negozi online ormai hanno tutti la clausola
        che i prezzi possono variare senza preavviso,
        quindi se pure trovi a listino un laptop coi
        controXXXXX a 60 euro, prima di addebitarti la
        carta di credito ti mandano una mail e ti dicono
        "il prezzo corretto è 600, lo vuoi
        ancora?"Io non so che supermercati frequenti tu, ma a me, tutte le volte che mi e' capitato che un articolo fosse mal prezzato, me lo hanno venduto al prezzo errato piu' basso.E non sto parlando di tentativi di imbroglio che sono tutt'altro, sto proprio dicendo quando il supermercato vende a 1,90 qualcosa che doveva vendere a 19.00, e sia l'etichetta sullo scaffale, sia il codice a barre passato in cassa dicono 1,9.Se la cassiera mi dice "no guardi, il prezzo e' 19.00, lo vuole ancora?" io dico che hanno esposto 1,9 e pretendo quel prezzo!E magari trovo pure qualcosa in rete che conferma quanto dico.
        • settecentos ettantatre scrive:
          Re: Clienti e sudditi
          - Scritto da: panda rossasto proprio dicendo quando il
          supermercato vende a 1,90 qualcosa che doveva
          vendere a 19.00, e sia l'etichetta sullo
          scaffale, sia il codice a barre passato in cassa
          dicono
          1,9.Capitato da Panorama e da Carrefour, o fanno il confronto col listino su carta e se ce la fanno lo ricaricano al volo in inventario col prezzo giusto, o se non hanno tempo ti dicono "E' inventariato male, non te lo posso vendere" ed è morta lì. Del resto se tenessero fede a un prezzo palesemente errato, tipo 1.9 contro 19, qualcuno dovrebbe rispondere dei 17 Euro mancanti, e al personale dipendente di solito non garba.A questo punto mi domando che supermercati frequenti tu, visto che addirittura da Eurospin tutte le volte che sul _volantino_ pubblicano prezzi sballati, poi sulla porta ti fanno trovare un errata corrige bello grosso per evitare che qualcuno abbia a pretendere sconti che non stanno né in cielo né in terra.
          Se la cassiera mi dice "no guardi, il prezzo e'
          19.00, lo vuole ancora?" io dico che hanno
          esposto 1,9 e pretendo quel
          prezzo!
          E magari trovo pure qualcosa in rete che conferma
          quanto
          dico.THIS IS WHAT PANDA ROSSA ACTUALLY BELIEVES.
          • panda rossa scrive:
            Re: Clienti e sudditi
            - Scritto da: settecentos ettantatre
            - Scritto da: panda rossa

            sto proprio dicendo quando il

            supermercato vende a 1,90 qualcosa che doveva

            vendere a 19.00, e sia l'etichetta sullo

            scaffale, sia il codice a barre passato in cassa

            dicono

            1,9.

            Capitato da Panorama e da Carrefour, o fanno il
            confronto col listino su carta e se ce la fanno
            lo ricaricano al volo in inventario col prezzo
            giusto, o se non hanno tempo ti dicono "E'
            inventariato male, non te lo posso vendere" ed è
            morta lì. Del resto se tenessero fede a un prezzo
            palesemente errato, tipo 1.9 contro 19,
            qualcuno dovrebbe rispondere dei 17 Euro
            mancanti, e al personale dipendente di solito non
            garba.I dipendenti del mercato c'entrano poco.E' un errore che avviene quando caricano i prezzi in sede.
            A questo punto mi domando che supermercati
            frequenti tu, visto che addirittura da Eurospin
            tutte le volte che sul _volantino_ pubblicano
            prezzi sballati, poi sulla porta ti fanno trovare
            un errata corrige bello grosso per evitare che
            qualcuno abbia a pretendere sconti che non stanno
            né in cielo né in
            terra.A me e' sucXXXXX ad una coop, in un auchan e in un marcopolo di fare acquisti palesemente sottoprezzo, e anche in una mondadori ora che mi torna in mente.Quando espongono la rettifica al volantino, vuol dire che hanno gia' corretto i prezzi in cassa e in quel caso il messaggio di rettifica prevale sul volantino.Il punto e' quando non si sono ancora accorti e non hanno esposto la rettifica: hai tutto il diritto di pretendere il prezzo sul volantino o di citarli per pubblicita' ingannevole.

            Se la cassiera mi dice "no guardi, il prezzo e'

            19.00, lo vuole ancora?" io dico che hanno

            esposto 1,9 e pretendo quel

            prezzo!

            E magari trovo pure qualcosa in rete che
            conferma

            quanto

            dico.

            THIS IS WHAT PANDA ROSSA ACTUALLY BELIEVES.Vabbe', adesso vado a cercare dei link.
          • panda rossa scrive:
            Re: Clienti e sudditi
            - Scritto da: panda rossa

            Vabbe', adesso vado a cercare dei link.http://www.controversial.it/prezzo-esposto-e-prezzo-alla-cassahttp://it.narkive.com/2010/4/19/5870050-incongruenza-tra-prezzo-esposto-e-prezzo-battuto-alla-cassa.htmlE infine l'articolo di legge.http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/98114dl.htmleggi l'articolo 14.
  • Psychowood scrive:
    Pirateria & Co.
    È un po' il solito discorso che si fa sulla pirateria... Sarà anche vero che hanno emesso buoni per un totale di 140k Euro, ma di questi _quanti_ sono mancati acquisti?Mi preoccupa di più il fatto che ci possa essere qualcuno che ignaro acquista dei punti scontati e poi magari si vede l'account Live penalizzato per questo...
    • fiertel91 scrive:
      Re: Pirateria & Co.
      - Scritto da: Psychowood
      È un po' il solito discorso che si fa sulla
      pirateria... Sarà anche vero che hanno emesso
      buoni per un totale di 140k Euro, ma di questi
      _quanti_ sono mancati
      acquisti?
      La differenza è che Microsoft dovrà corrispondere una somma ai detentori dei diritti.
      • panda rossa scrive:
        Re: Pirateria & Co.
        - Scritto da: fiertel91
        - Scritto da: Psychowood

        È un po' il solito discorso che si fa sulla

        pirateria... Sarà anche vero che hanno emesso

        buoni per un totale di 140k Euro, ma di questi

        _quanti_ sono mancati

        acquisti?



        La differenza è che Microsoft dovrà corrispondere
        una somma ai detentori dei
        diritti.Se dovesse fallire per questo, di sicuro non piangero'.
    • plonk scrive:
      Re: Pirateria & Co.
      - Scritto da: Psychowood
      qualcuno che ignaro acquista dei punti scontati e
      poi magari si vede l'account Live penalizzato per
      questo...se esci di casa e compri un rolex originale a 500 e poi si scopre che era rubato vai giustamente nei XXXXX.cercati cosa sono la ricettazione e l'incauto acquisto.
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