Deepfake AI: nuovo avvertimento del Garante Privacy

Deepfake AI: nuovo avvertimento del Garante Privacy

Il Garante ha nuovamente avvertito gli utenti che l'uso dei tool AI per generare deepfake senza consenso è un reato e una violazione della privacy.
Deepfake AI: nuovo avvertimento del Garante Privacy
Il Garante ha nuovamente avvertito gli utenti che l'uso dei tool AI per generare deepfake senza consenso è un reato e una violazione della privacy.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un nuovo avvertimento in merito ai deepfake non consensuali generati con l’intelligenza artificiale. L’autorità ha ribadito quanto già evidenziato all’inizio di gennaio, ricordato il provvedimento di blocco emesso nei confronti di Clothoff e chiesto maggiori poteri di intervento.

Deepfake AI: reato e violazione della privacy

Il tool di intelligenza artificiale sono ormai disponibili a tutti e sempre più spesso vengono utilizzati per scopo illegali. All’inizio di ottobre 2025, il Garante aveva imposto la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani alla società che sviluppa Clothoff, un’app in grado di generare deepfake di nudo a partire da immagini con persone vestite. In quel caso erano state accertate diverse violazioni del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) e dell’AI Act.

Come è noto, circa tre mesi dopo, Grok ha iniziato a generare immagini sessualizzate di persone reali (donne e bambini) senza consenso. La Commissione europea ha avviato un’indagine per la possibile violazione del Digital Services Act. La Data Protection Commission dell’Irlanda ha invece avviato un’indagine per la possibile violazione del GDPR.

Il Garante della privacy aveva quindi avvertito gli utenti che la diffusione dei contenuti generati senza il consenso degli interessati è un reato, oltre che una grave violazione dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte. Purtroppo, l’uso improprio di questi tool AI continua come prima, quindi l’autorità ha pubblicato un nuovo avvertimento per ribadire quanto evidenziato quattro mesi fa.

Il Garante ha chiesto inoltre maggiori poteri di intervento per impedire l’accesso dall’Italia ai servizi che permettono la generazione di deepfake non consensuali. Solo così si potrebbe bloccare con tempestività la catena delle condivisioni e la diffusione incontrollata. Gli ordini di blocco vengono solitamente emessi da AGCOM o dai tribunali.

Il Parlamento europeo vuole vietare i sistemi AI che creano o manipolano immagini sessualmente esplicite o intime, incluse le app di nudificazione, ma non è stato ancora trovato l’accordo con il Consiglio.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
7 mag 2026
Link copiato negli appunti