Già da quasi un anno e mezzo, Deezer identifica ed etichetta la musica creata con l’AI, con il duplice obiettivo di proteggere sia gli artisti sia gli utenti. La novità annunciata oggi si spinge oltre, annunciando l’introduzione di un filtro che permette di escluderla totalmente dall’esperienza di ascolto. A conti fatti è un interruttore on-off che non rimuove dalla piattaforma i brani generati con Suno, Udio, Riffusion e altri strumenti simili, ma permette a chi la usa di evitarne la riproduzione.
On-Off, un tasto anti-musica AI su Deezer
Per capire quale sia l’entità del fenomeno, l’azienda afferma di ricevere circa 90.000 canzoni artificiali ogni giorno, più della metà del totale. E spesso gli upload sono fraudolenti, tanto che il servizio ha già iniziato a escludere i contenuti interessati dal pagamento delle royalty.
La novità debutterà entro la fine dell’anno a livello globale, sotto forma di impostazione da attivare se lo si ritiene necessario. In qualsiasi momento potrà essere disattivata.
Deezer introduce questa opzione per rispondere alla richiesta degli utenti di maggiore trasparenza e controllo. Uno studio condotto da Deezer e Ipsos ha rilevato che quasi la metà degli utenti di servizi di streaming musicale vorrebbe poter filtrare i brani interamente generati dall’intelligenza artificiale.
Vale la pena riportare i risultati di una ricerca sul tema. È quella condotta dalla società nel novembre 2025, coinvolgendo 9.000 persone nei territori di Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Francia, Paesi Bassi, Germania e Giappone.
- Il 97% non è riuscito a distinguere tra musica interamente generata dall’AI e musica creata da un essere umano;
- l’80% concorda sul fatto che la musica interamente generata dall’AI debba essere chiaramente segnalata agli ascoltatori;
- il 73% vorrebbe sapere se un servizio di streaming sta consigliando brani interamente generati dall’AI;
- il 52% ritiene che i brani interamente generati dall’AI non debbano essere inclusi nelle classifiche principali.
Intanto, Deezer fa sapere che la sua tecnologia proprietaria (in attesa di brevetto) per l’identificazione della musica creata con l’AI ha già permesso di identificare oltre 42 milioni di brani, così da poterli escludere automaticamente dall’indicizzazione degli algoritmi e dalle raccomandazioni editoriali sulla piattaforma.
Proprio oggi, anche YouTube Music è intervenuta sulla questione, ma con un approccio diverso. Ha annunciato l’introduzione di nuove etichette per le canzoni realizzate con l’intelligenza artificiale. Un’iniziativa simile è stata lanciata di recente anche da Spotify, ma con un badge associato agli artisti.