Non bastava il ban introdotto a fine dicembre 2025. Ora ai droni importati negli Stati Uniti verrà imposto anche un dazio del 100%. Donald Trump ha firmato l’ennesimo editto per proteggere l’economia nazionale con la scusa della sicurezza nazionale. Non si applica però a tutti i modelli e a tutti i paesi.
Dazio variabile in base a peso e nazionalità del produttore
I droni prodotti all’estero e importati negli Stati Uniti sono stati inseriti della Covered List della FCC (Federal Communications Commission) il 22 dicembre 2025. DJI ha denunciato la FCC a fine febbraio 2026. Il governo statunitense potrebbe estendere il ban ai droni già in commercio.
In base all’indagine effettuata dal Dipartimento del Commercio, Trump ha deciso di applicare un dazio del 100% ai droni con peso superiore a 25 Kg e a quelli che integrano fotocamere termiche (incluse le parti di ricambio), ovvero capacità che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale. Ai droni con peso inferiore a 25 Kg verrà invece applicato un dazio del 25%.
I droni e relativi componenti importati da Unione Europea, Giappone, Liechtenstein, Corea del Sud, Svizzera e Taiwan verrà imposto un dazio del 15%. A quelli provenienti dal Regno Unito verrà applicato un dazio del 10%. La quasi totalità di hardware, software e tecnologia deve però provenire da questi paesi o dagli Stati Uniti. I dazi entreranno in vigore tra 21 giorni (180 giorni per i droni inseriti nella Covered List della FCC).
Ovviamente i dazi non verranno applicati alle aziende che producono i droni negli Stati Uniti. I nuovi dazi sono stati introdotti sulla base della Section 232 del Trade Expansion Act (1962). La Corte Suprema ha stabilito che quelli annunciati l’anno scorso sono illegali. Molte aziende hanno ottenuto un rimborso dal governo, ma questo rimborso non è stato girato ai consumatori.