E-learning: Meet, Teams e Zoom a confronto

Tre piattaforme di e-learning per capire quale possa fare al caso proprio: da Microsoft Teams a Google Meet, passando per Zoom, ecco il confronto.
Tre piattaforme di e-learning per capire quale possa fare al caso proprio: da Microsoft Teams a Google Meet, passando per Zoom, ecco il confronto.

Google Meet Education Edition, Microsoft Teams Education Edition e Zoom: sono queste le piattaforme per l’e-learning più utilizzate del momento al netto delle molte soluzioni dedicate o private nate in questi anni. Google, Microsoft e Zoom dedicano al mondo della scuola quella che è una derivazione ottimizzata delle soluzioni per lo smart working, le cui necessità sono in parte simili e le cui prerogative sono gestite con soluzioni a sé.

E-learning: piattaforme a confronto

Grazie ad una tabella di confronto messa a disposizione da Acer, è possibile con un rapido colpo d’occhio mettere a confronto i tre servizi (cliccare sull’immagine per la visualizzazione ingrandita):

Google Meet, Microsoft Teams e Zoom a confronto

Google Meet, Microsoft Teams e Zoom a confronto

Il confronto analitico sembra premiare Google Meet per la semplicità d’uso, aspetto che in questa fase ha consentito agli strumenti Google di imporsi in molte occasioni in virtù dell’urgenza di adottare un qualche sistema immediato per avviare lezioni in remoto; Microsoft Teams, per contro, è premiato per la molteplicità di funzioni disponibili, aspetto che potrebbe regalare a Microsoft maggiori soddisfazioni in ambito scolastico nel lungo periodo; Zoom vince il confronto in termini di qualità video, infine, dimostrandosi anzitutto uno strumento di qualità che come tale è percepito e premiato.

Un confronto più approfondito risulta complesso per un motivo di soggettività: l’attuale generale impreparazione alla didattica a distanza, e la generale mancanza di esperienza di scuole e docenti sul tema, rende molto approssimative le metodologie di insegnamento adottate. Il collo di bottiglia, almeno in questa fase di isolamento sociale a causa della battaglia al Coronavirus, non è tanto nello strumento, quanto nei suoi interpreti.

Resta quindi sul piatto una sostanziale standardizzazione dell’offerta, con le piattaforme che tentano di differenziarsi su aspetti specifici senza che ne emerga una con una chiara visione utile a spiazzare la concorrenza: fino a due mesi fa l’e-learning era una sorta di verbo al futuro che la scuola italiana aveva accantonato tra i progetti non finanziabili ed ora tutto è precipitato ribaltando le priorità e dettando una nuova agenda.

E-learning: il ruolo di Acer

L’interessante confronto è stato messo a punto da Acer in qualità di partner che sta lavorando su tutti i fronti per mettere gli strumenti necessari nelle mani di istituti scolastici, docenti e studenti:

Grazie alla nostra offerta, completa e all’avanguardia, nel 2019 Acer si è imposta come leader del mercato Education in Italia nel settore K-12 con una market share vicina al 30%. E proprio in questo momento, le risorse Education sono fondamentali per scongiurare l’eventualità che la chiusura delle scuole interrompa il percorso di apprendimento negli istituti di ogni ordine e grado. In queste settimane molti istituti scolastici stanno sperimentando l’insegnamento da remoto, un’altra risorsa della didattica moderna, preziosa per consentire agli alunni di seguire le lezioni da casa. Grazie alle tecnologie flessibili dei nostri prodotti e con il contributo dei nostri partner vogliamo supportare i protagonisti del mondo scolastico affinché possano oggi lavorare da casa con estrema semplicità.

Riccardo Tavola, Responsabile Education di Acer

ACER per la scuola

Il lavoro di Acer è su tutti i fronti: dai webinar di formazione con Microsoft per Office 365, fino ai tutorial per l’uso di Hangout Meet e Google Classroom, mettendo a disposizione la propria esperienza sul tema per cercare di far partire quanto prima e quanto meglio i flussi necessari per la formazione a distanza.

L’impatto dell’Italia con la didattica a distanza è stato improvviso e per molti versi violento, senza la necessaria preparazione né da parte delle famiglie (spesso sprovviste degli strumenti personali necessari), né da parte degli insegnanti (il corpo docenti italiano ha un’età media relativamente alta), né da parte degli istituti (colpevolmente in ritardo negli anni passati e meritevolmente impegnati ora ad affrontare questa fase di emergenza). Se ne uscirà in qualche modo, ma l’importante è sfruttare questa occasione anche e soprattutto come un modo per capire l’argomento ed imparare come muovercisi all’interno.

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30 03 2020
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