E se Bada diventasse open source?

Secondo voci di corridoio Samsung starebbe pianificando di liberare la propria piattaforma mobile, entro il 2012

Roma – Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal , il sistema operativo smartphone creato nel 2009 da Samsung diventerà open source entro il prossimo anno. L’azienda coreana ha appena rilasciato Bada 2.0, ma senza confermare questa indiscrezione che sta rimbalzando sul web.

Affidare le chiavi di Bada alla community degli sviluppatori esterni potrebbe ovviamente portare nuove caratteristiche nell’OS. Secondo il report, il cambio di filosofia sarebbe anche mirato a spingere Bada su mercati differenti da quello mobile, ad esempio in quello delle SmartTV.

Attualmente Samsung si affida principalmente alle soluzioni altrui, come Android e Windows Phone, invece di spingere sul proprio sistema operativo. La società ha recentemente dichiarato di non avere interesse ad acquisire webOS , la piattaforma mobile che HP sta lentamente abbandonando .

L’ipotesi di liberare il middleware Bada non ha ovviamente entusiasmato tutti gli analisti. Secondo Neil Mawston di Strategy Analytics “le piattaforme proprietarie che passano da chiuse ad aperte non cambiano necessariamente in meglio. Nokia, ad esempio, ha fallito miseramente con Symbian open source”.

Roberto Pulito

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  • Piero scrive:
    errore
    Ma che hanno sbagliato Landi?La Nazione ArezzoIn principio fu la direzione regionale delle Entrate, ossia il maggiore ufficio fiscale toscano. E da lì che il 10 gennaio 2007 parte la segnalazione di reato alla procura di Arezzo che convince il Pm Roberto Rossi ad affidare una delega di indagine su Eutelia al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. E proprio quella delega di indagine che domani sfocerà nelludienza preliminare davanti al Gip che vede imputati 16 protagonisti della Galassia Eutelia, fra cui sei membri della famiglia Landi. Ed è ancora in base a quella delega che le Fiamme Gialle chiedono e ottengono lautorizzazioni a intercettare i telefoni di alcuni dei protagonisti. Tra le linee che finiscono sotto controllo cè quella di Chiasso della "Stet Holding", società con sede nella cittadina appena oltre il confine svizzero, in Corso San Gottardo. Cosa ha di particolare questa società? Che nel quadro ricostruito dagli inquirenti è uno dei lati delle triangolazioni che partono da Arezzo e attraverso giri di false fatturazioni arrivano a Bucarest e Sofia, con milioni di euro che alla fine confluiscono in alcuni conti bancari elvetici. Che sempre secondo laccusa sono nella disponibilità della famiglia Landi o dei personaggi ad essa vicini, come lavvocato Pierfrancesco Campana. La "Stet" appunto, costituita il 13 ottobre 2006, ruota nellorbita di Campana. Della compagine sociale fa parte anche Alessandro Landi, mentre delle vicende amministrative si occupa una dipendente milanese di Eutelia, Rossana R. Alla Finanza basta per ipotizzare che "la società possa rappresentare un vero e proprio serbatoio di liquidità finanziarie alimentato da ingenti capitali che vengono distratti dalle società del gruppo, a disposizione della famiglia Landi per un successivo reimpiego in attività economico-finanziarie dei medesimi". La procura si muove e ottiene dallautorità svizzera di mettere sotto controllo il telefono della "Stet" a Chiasso. E da lì che il 30 gennaio 2008 parte una delle telefonate chiave dellinchiesta. Nella sede svizzera cè Sauro Landi, allaltro capo, presumibilmente ad Arezzo, il padre Raimondo. Oggetto della chiamata, che comincia alle 18,47, è limpiego di una somma di dieci milioni di dollari, con la regia dellavvocato Campana. Il legale, che è in sostanza, nello schema dellaccusa, luomo di fiducia dei Landi in Svizzera, propone quella che Sauro definisce "loperazione della vita", ossia un investimento dei 10 milioni al rendimento del 20 per cento la settimana. I soldi dovrebbero transitare su un conto bancario intestato alla Deutsche bank di Zurigo per essere succesivamente impiegati in un fondo di investimento, il "As Geoterma Technology holding foundation", il tutto col marchio "Stet". Quindi il trasferimento finale presso unaltra grande banca elvetica, lUbs. Garanti delloperazione lo stesso Campana e un dirigente dellUbs. I due landi, però, nel corso della conversazione si mostrano diffidenti: hanno il timore che qualcosa possa andare storto, che i dieci milioni si perdano in chissà quale meandro della finanza internazionale. Dice Raimondo Landi: "Cioè, gli dici daltra parte, cioè, noi da un punto di vista cè...cioè va bene tutto, ma non ci bene rischiare il capitale...non ci va bene rischiare i soldi che ci si mette". E Sauro: "...Non è che so da convincere che fatta così è una cagata sennò non chiamavo che fatta così non va bene...". La telefonata si chiude in modo interlocutorio. In precedenza, nota la Finanza, i Landi avevano condotto in porto unoperazione analoga da 3,5 milioni di dollari. "A dimostrazione della disponibilità di ingenti capitali da investire già allocati presso posizioni bancarie riconducibili alle società estere controllate da Eutelia, in netta discrasia con la perdita esposta nellultimo bilancio presentato dal gruppo".Salvatore Mannino
  • Mah scrive:
    Refuso
    kpnqUest ==
    kpnqWest ?
  • bubba scrive:
    se contiuate a XXXXre i commenti
    restera' sempre a (0) questa povera notizia...
  • bubba scrive:
    davvero un bel personaggio
    questo Landi... per l'abilita' imprenditoriale dimostrata sembra Lavitola... o magari quello buffo di Arcore di cui non mi sovviene il nome.
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