Flight Simulator ritorna grazie a Bing e al cloud

Il motore del nuovo Flight Simulator di Microsoft, in arrivo il prossimo anno, farà leva sulle infrastrutture di Bing Maps e Azure.
Il motore del nuovo Flight Simulator di Microsoft, in arrivo il prossimo anno, farà leva sulle infrastrutture di Bing Maps e Azure.

Il software più longevo di Microsoft ad oggi ancora in sviluppo, al contrario di quanto si potrebbe immaginare, non è Windows né Office: è Flight Simulator. Acquisito nel 1982 da SubLOGIC che lo ha creato alla fine degli anni ’70, ha visto la sua ultima versione X debuttare nel 2006. Di recente, all’E3 di giugno, è stato annunciato quello che può essere definito un reboot.

Il nuovo Flight Simulator, con Bing Maps e Azure

Arriverà su PC e Xbox One nel corso del 2020, ma non porterà con sé solamente una svecchiata del comparto grafico o una migliorata fedeltà del motore simulativo. Il titolo poggerà sulla base dell’infrastruttura cloud di Azure per effettuare in tempo reale lo streaming dei dati necessari al rendering di ogni parte del mondo, facendo leva sulle immagini aeree e satellitari presenti nel database di Bing Maps. Un tale volume di informazioni che, secondo la redazione di Polygon, richiederebbe circa 20.000 Blu-ray per essere interamente installata in locale.

Sarà possibile decollare da uno qualsiasi dei circa 40.000 aeroporti sparsi sul pianeta e visitare ogni singolo angolo del globo, con effetti meteo e di illuminazione calcolati in diretta sulla base di quanto avviene nel mondo reale. Nessuna texture pre-renderizzata, dunque, ma una versione digitale e liberamente esplorabile dall’alto della Terra, che immaginiamo attirerà l’attenzione non solo degli appassionati di gaming. Il progetto è certamente ambizioso.

In questi giorni stanno facendo la loro comparsa in Rete alcune anteprime scritte dai membri della stampa specializzata che hanno avuto modo di partecipare a un incontro con Microsoft e di testare una prima demo di Flight Simulator. Leggendole si apprende che c’è ancora del lavoro da fare, delle sbavature da limare, ma che l’impianto del titolo sembra già ben solido e collaudato. Ci sarà tempo per tornare a parlarne prima di spiccare il volo con l’uscita del prossimo anno.

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