Geocities saluta il web, Yahoo! stacca la spina

Il search engine viola, alle prese con la ristrutturazione delle sue attività, fa fuori lo storico servizio di hosting gratuito. E, forse, si chiude pure un'era di Internet: una Rete 1.0 che non esiste più

Roma – Entro la fine dell’anno Yahoo! darà il benservito a Geocities . Il servizio che permetteva di creare pagine web in maniera gratuita risulta incluso nella lista dei tagli stilata dal nuovo CEO Carol Bartz e finalizzata a mantenere attivi esclusivamente quei comparti aziendali ancora capaci di generare utili . Per effetto di questa operazione perderanno il posto circa settecento dipendenti, cioè il cinque per cento dell’intero organico del motore viola, dando luogo al terzo giro di licenziamenti in poco più di un anno.

Un avviso pubblicato sulla homepage della piattaforma informa che non è più possibile aprire nuovi account : agli utenti attuali viene offerta la possibilità di migrare su Yahoo! Web Hosting per non perdere i propri contenuti. Trattandosi di un servizio il cui prezzo mensile è di 5,98 dollari, al contrario di Geocities che ha fatto della gratuità una forza, è improbabile che si assista ad una valanga di iscrizioni.

Nonostante l’attuale numero di utenti mensili di Geocities eguagli quello di un giovane di belle speranze come Twitter, il grafico fornito da Compete.com evidenzia una flessione nell’ultimo anno di circa un milione e mezzo di contatti.

Nato nel 1994 con il nome di Beverly Hills Internet, in principio era la proiezione sul web di una startup californiana che si occupava di web hosting. Un anno dopo, cambiato il nome in Geocities, nacque una delle prime community online in cui gli homesteader (così venivano identificati i suoi membri) potevano costruire il proprio spazio personale gratis oppure pagando per ottenere alcune feature in più.

Nel 1997 la continua crescita portò quello creato da David Bohnett e John Rezner ad essere il quinto sito più frequentato della Rete. Ottenuto questo risultato i due decisero di traghettare la loro creatura in borsa, quotandola sul listino statunitense NASDAQ all’inizio del 1998. Per acquisirlo nel Gennaio del 1999 Yahoo! arrivò a spendere più di tre miliardi e mezzo di dollari, spinta dal trend causato dalla bolla speculativa dot.com , la cui fine concise con l’inizio del lento ma costante declino della popolarità del servizio di free host.

Fin dall’acquisizione, avvenuta il 28 Maggio 1999, Geocities non era mai stato la punta di diamante dell’azienda di Sunnyvale: i membri della community non avevano digerito i cambiamenti apportati dal nuovo proprietario ed iniziarono una migrazione di massa. Ad aumentare le dimensioni di questo esodo vi furono alcune controverse decisioni della stessa Yahoo!, come quella di introdurre una nuova e più costosa tipologia di account premium che di fatto azzoppava i servizi offerti agli utenti di categoria inferiore.

Il colpo di grazia arrivò qualche anno più tardi con l’irrompere sulla scena di Internet dei primi social network, di cui in fondo Geocities era in un certo senso il progenitore, per poi arrivare allo switch-off deciso per la fine di quest’anno che segna di fatto l’uscita dalla Rete di una delle sue reliquie. Geocities non ha retto all’impatto del Web 2.0: dietro un servizio vecchio vi era un’idea, vecchia anch’essa, basata su una Internet che non esiste più. Attribuire la responsabilità per la fine del paradigma delle homepage personali è pressoché impossibile, anche se forse qualcosa di social si sarebbe potuto provare per ridare slancio al servizio.

Oggi, in ogni caso, non è più necessario conoscere il linguaggio HTML o saper maneggiare i fogli di stile per essere online: l’utente crea i contenuti alla cui formattazione provvedono terze parti. I netizen collaborano fra loro, creano e disfano dando luogo ad un flusso continuo di dati fruibile ed implementabile da chiunque. Wikipedia e Facebook, con tutti i difetti che gli si possono attribuire, sono l’esempio di come sfruttare al meglio questa tendenza.

Altre vittime illustri come Napster e mp3.com , simboli dell’equilibrio anarchico che regolava il Web, hanno ceduto il passo di fronte all’imposizione di nuove regole. Sta di fatto che con la dipartita di Geocities sparisce l’ultima testimonianza vivente di un modo antico di intendere Internet, in cui essere vincenti non doveva per forza coincidere con la capacità di trarre profitto.

Giorgio Pontico

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Mario Rossi scrive:
    interessante
    In questo articolo hai parlato delle stesse caratteristiche con le quali Tesla parlò della sua arma segreta a cui stava lavorando, tale 'teleforce'. Naturalmente di quei progetti non è rimasta traccia.
  • nicola scrive:
    tesla
    finalmente hanno rispolverato le scoperte di tesla topsecret... ma credo non tutte.. peccato che per i scopi piu' errati....
  • m3 m3 scrive:
    ...
    I tedeschi hanno fatto le prime ricerche sui razzi e i americani ben 30 anni dopo hanno potuto usarli per mandare l'uomo sulla luna... Ricerca= la base per un futuro.. E prima o poi gli Americani questa arma al laser la faranno.. prima o poi..
  • mazzolatore scrive:
    Kirk a Sulu:
    "Regoli il phaser sulla posizione 'stordimento', sig. Sulu""Eseguito, comandante"
  • Riccardo Russo scrive:
    Se ne parla dai tempi di M
  • Donald111 scrive:
    laser -
    ioni ???
    interessante, ci mancherebbe.Pero' non pensavo che con il laser si potesse ionizzare alcun che'.Con un laser si puo' fare tante cose... ma davvero si puo' ionizzare???No perche' se cosi' fosse... si potrebbe utilizzare i laser per ricaricare le batterie!!!
    • Wolf01 scrive:
      Re: laser -
      ioni ???
      Con i laser si attirano anche i fulmini in un punto ben preciso durante un temporale creando appunto un canale ionizzato
      • bright scrive:
        Re: laser -
        ioni ???
        Il proXXXXX della ionizzazione consiste nel far sì che un atomo assorba un fotone dotato di abbastanza energia da fargli perdere un elettrone. La difficoltà sta nel dare la giusta energia e frequenza al raggio. Su wikipedia ho letto che una delle possibili soluzioni è sfruttare l'ossidazione di deuterio e fluorohttp://en.wikipedia.org/wiki/Chemical_laser
  • ninjaverde scrive:
    Micrronde
    Forse i primi esperimenti con le microonde sono stati quelli italiani di circa 20 anni fa.Il problema con le microonde è quello di non poterle controllare una volta "laciate" con un'apposita antenna. Vi sono problemi di riflessione sui materiali obiettivo, poichè queste possono colpire altri soggetti o cose o possono anche riflettersi su chi le invia.Il Laser può si dare un canale conduttore (la famosa pistola Tesla si basava su di un pricipio similare), ma ovviamente non si risolvono i problemi collaterali di riflessini indesiderate.
  • hhhkkk scrive:
    Siete OT
    Scusate, ma cosa c'è di "informatico" in questa notizia?
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: Siete OT
      - Scritto da: hhhkkk
      Scusate, ma cosa c'è di "informatico" in questa
      notizia?L'informatica è tecnologia. E comunque qualche chip digitale per gestire l'arma occorre di sicuro.
    • www scrive:
      Re: Siete OT
      PI ha giustamente sempre parlato anche di tecnologia in generalecosa gratita a tutti tranne ai (troll)
      • Lorenzo scrive:
        Re: Siete OT
        - Scritto da: www
        PI ha giustamente sempre parlato anche di
        tecnologia in
        generale

        cosa gratita a tutti tranne ai (troll)Quoto! Le notizie che non interessano basta non leggerle.A me questa notizia interessa.
  • takedown2000 scrive:
    arma definitiva ?
    A me ricorda tanto l'arma che Nikola Tesla aveva in mente di costruire ancora negli anni '30 , che abbiano rispolverato i suoi progetti che hanno rubacchiato alla sua morte ?
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: arma definitiva ?
      - Scritto da: takedown2000
      A me ricorda tanto l'arma che Nikola Tesla aveva
      in mente di costruire ancora negli anni '30 , che
      abbiano rispolverato i suoi progetti che hanno
      rubacchiato alla sua morte
      ?Non lo so. Ma il laser non esisteva ai tempi di Tesla, quindi si tratta nel migliore dei casi di un aggiornamento sostanziale.
  • Den Lord Troll scrive:
    ricerche sponsorizzate
    dal Movimento per la Liberazione DALL'uomo italico p)(cylon) siete stati terminati (rotfl)
  • Bic Indolor scrive:
    No, fatemi capire...
    Il governo americano ha speso qualche miliardata di dollari per sviluppare l'arma definitiva e in un decennio di ricerche si è approdati a poco o nulla?wow! Esistono governi più sperperoni dei nostri, cribbio!
    • sig scrive:
      Re: No, fatemi capire...
      almeno investono nella ricerca..
      • rik scrive:
        Re: No, fatemi capire...
        - Scritto da: sig
        almeno investono nella ricerca..hai dimenticato INUTILMENTE...
        • Lieben scrive:
          Re: No, fatemi capire...
          In ricerca non si spende mai inutilmente. Sebbene l'obiettivo della ricerca possa essere un fallimento, le tecnologie sviluppate per conseguirlo possono essere utili in svariati campi, non solo quello militare.
          • N.C. scrive:
            Re: No, fatemi capire...
            Infatti , anche se fallissero 10 ricerche su 11 , l'importante sarebbe l'unica ricerca fallita .. la altre 10 possono essere riutilizzate come punto di partenza , o per le tecnologie che durante il percorso sono state sviluppate... è quello che in Italia non capiamo!!!
          • Disgra scrive:
            Re: No, fatemi capire...
            ok ok...quello che facciamo noi va sempre male!quello che fanno gli altri va sempre bene!capito il concetto
          • Utonto scrive:
            Re: No, fatemi capire...
            - Scritto da: Disgra
            ok ok...
            quello che facciamo noi va sempre male!
            quello che fanno gli altri va sempre bene!
            capito il concettoIl concetto veramente è che mentre gli altri fanno ricerca, anche sbagliando il risultato cercato ma ponendo basi per altre ricerche, noi dormiamo...Tanto per fare un esempio: il cancro non è stato debellato, ma la ricerca in corso ha permesso di creare nuovi tipi di medicinali utili per altre malattie... e gli studiosi Italiani che contribuiscono sono tanti, ma non lavorano in itaGlia...
          • fra Martino scrive:
            Re: No, fatemi capire...
            il problema è che noi non facciamo ricerca, non che facciamo sempre male. o meglio i soldi per la ricerca magari li inventiamo pure, ma spariscono in tasca ai soliti baroni. in queste magie siamo molto più bravi degli altri (visto che da qualche parte eccelliamo?)
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: No, fatemi capire...
      - Scritto da: Bic Indolor
      Il governo americano ha speso qualche miliardata
      di dollari per sviluppare l'arma definitiva e in
      un decennio di ricerche si è approdati a poco o
      nulla?

      wow! Esistono governi più sperperoni dei nostri,
      cribbio!No. Abbiamo i lavori del TAV e del ponte sullo stretto: impossibile che ci superino!
      • erbeppe scrive:
        Re: No, fatemi capire...
        - Scritto da: Eugenio Odorifero
        - Scritto da: Bic Indolor

        Il governo americano ha speso qualche miliardata

        di dollari per sviluppare l'arma definitiva e in

        un decennio di ricerche si è approdati a poco o

        nulla?



        wow! Esistono governi più sperperoni dei nostri,

        cribbio!

        No. Abbiamo i lavori del TAV e del ponte sullo
        stretto: impossibile che ci
        superino!Si lo faranno,quando il progetto Italiano sarà finito, collaudato e funzionante, gli US avranno fatto un ponte che collega le americhe all'europa, sarà costato la metà,avrà 10 volte la larghezza stradale di quello nostro e sarà a tre piani.
Chiudi i commenti