Google: l'antitrust USA su Android e ricerche

L'indagine dell'antitrust USA su Google sembra potersi estendere oltre il business dell'advertising interessando anche il motore di ricerca e Android.
L'indagine dell'antitrust USA su Google sembra potersi estendere oltre il business dell'advertising interessando anche il motore di ricerca e Android.

L’occhio dell’antitrust USA che già ha puntato la propria attenzione sul business di Google legato all’advertising sta per fare altrettanto sull’attività del gruppo legata al motore di ricerca e al sistema operativo Android. È quanto si apprende attraverso un’indiscrezione riportata oggi dalle pagine di CNBC. È bene precisare come al momento non ci siano conferme ufficiali.

L’occhio dell’antitrust USA sul business di Google

Sembra dunque replicarsi una dinamica che ha già visto bigG finire in passato nel mirino delle autorità poste dall’Europa a tutela della libera concorrenza. Tutto questo mentre oltreoceano si fa sentire la voce di coloro che vorrebbero imporre paletti più rigidi all’attività dei colossi della Silicon Valley, sostenuta tra gli altri anche da un fronte bipartisan nel mondo politico in cui rientrano il presidente Donald Trump e la senatrice democratica Elizabeth Warren.

Sono già al lavoro sulla procedura, annunciata nel mese di settembre, un totale pari a 50 procuratori generali in rappresentanza di altrettanti stati. A guidarli il texano Ken Paxton. La posizione ufficiale di Google è quella condivisa ormai oltre due mesi fa in un post sul blog ufficiale: in estrema sintesi, l’azienda sarà a disposizione delle autorità per collaborare al fine di sciogliere i dubbi sollevati.

Tornando nel vecchio continente, nel luglio 2018 Buxelles ha inflitto a bigG una sanzione record da 4,34 miliardi di euro per abuso di posizione dominante con Android all’interno dell’ecosistema mobile. Un procedimento della stessa natura è stato avviato anche in India. Sempre in Europa, a marzo di quest’anno è arrivata un’altra multa, questa volta da 1,49 miliardi di euro, per motivazioni simili legate al business dell’advertising online.

Fonte: CNBC
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