Google Book Search, al via le spartizioni

60 dollari per libro digitalizzato, il 63 per cento delle entrate pubblicitarie. Mountain View ha iniziato a a mettere sull'attenti i detentori dei diritti: entro il 2010 dovranno scegliere se partecipare al nuovo corso

Google offrirà visibilità a testi di ogni genere, disseminerà saggi e romanzi su schermi di ogni foggia , instillerà opere digitali nelle istituzioni: lo farà pagando 60 dollari per ogni testo e condividendo con i detentori dei diritti le entrate pubblicitarie che deriveranno dalle inserzioni contestuali.

L’accordo che la Grande G ha stipulato con autori ed editori costerà 125 milioni di dollari: serviranno a ricompensare i detentori dei diritti di quella che gli editori avevano definito una “evidente e spudorata violazione del diritto d’autore” compiuta a mezzo Book Search. Nel 2005 gli autori statunitensi si erano scagliati contro Mountain View: ammonimenti, denunce , class action . Google, a parere dei detentori dei diritti, esplorava i loro testi e se ne appropriava senza autorizzazione e senza fare alcuna distinzione fra opere cadute in pubblico dominio e opere ancora protette.

Gli scanner di Mountain View non si sono arresi all’ostilità dei detentori dei diritti: Google ha continuato a battere a tappeto le pagine dei libri, a riversarle online, a indicizzarle. Ci sono editori che si sono lasciati convincere dalla visibilità che Google ha offerto ai loro prodotti, ma sono stati in molti a perseverare nella causa legale. La Association of American Publishers e la Authors Guild hanno negoziato con la Grande G un accordo che potrebbe aprire la strada al modello di business dell’editoria del futuro: il caso pendente in tribunale verrà archiviato se Mountain View agirà da mediatore per garantire ai detentori dei diritti strumenti di controllo, pubblicità e guadagni. Gli autori e gli editori di tutto il mondo sono ora chiamati a raccolta per far valere le proprie istanze: il sito di riferimento , pubblicizzato nei giorni scorsi anche attraverso i programmi di advertising di Google, è disponibile in 36 lingue; la notifica a mezzo lettera e email con la quale si avvertono autori ed editori della possibilità di rivendicare i propri diritti sta raggiungendo i destinatari in 218 paesi, redatta in 72 lingue.

Già nel mese di ottobre erano chiari i termini generali dell’accordo. Per ampliare la biblioteca dei 7 milioni di testi già scansionati, si procederà alla digitalizzazione delle opere ancora coperte dai diritti d’autore ma ormai fuori catalogo: verranno digitalizzati e messi a disposizione online per il 20 per cento, in modo da incuriosire i potenziali lettori e in modo da offrire agli editori la possibilità di monetizzare a costo zero vendendo la copia digitale del testo. Autori ed editori potranno scegliere di applicare questo stesso modello ai libri ancora disponibili sul mercato. In ogni caso fruiranno di una percentuale sulle entrate pubblicitarie derivate dalle inserzioni che Google inietterà nelle pagine web che ospiteranno i testi: il 37 per cento rimpinguerà i forzieri di Mountain View, il 63 per cento verrà consegnato ai detentori dei diritti.

La Grande G si è inoltre incaricata di istituire un Books Rights Registry , un database degli autori e degli editori che si presteranno alla scansione. Oltre a tenere traccia dei diritti sulle opere, il registro sarà il canale mediante il quale verranno gestite le spartizioni e le compensazioni. A colui che detiene i diritti sull’opera scansionata, questi i termini dell’accordo, spetteranno 60 dollari per l’opera completa o una compensazione che oscilla tra i 5 e i 15 dollari per i soli frammenti civetta con cui attirare i netizen.

C’è chi sostiene che Google, con l’archiviazione del caso, si sia rassegnata a non rivendicare il diritto ad una più libera circolazione della cultura. C’è chi , come il direttore della biblioteca di Harvard, sostiene che l’adesione in massa dei detentori dei diritti proietterà Google in una posizione di monopolio sull’accesso alla cultura libraria digitale. C’è invece chi , come Lawrence Lessig, non lesina entusiasmi. I detentori dei diritti hanno tempo fino al gennaio 2010 per decidere da che parte stare.

Gaia Bottà

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  • giuseppe gaeta scrive:
    kra-ne
    dimmi quanti kg sono partiti per lo spazio fino adesso. dimmi quanti kg di carburanti sono stati impiegati fino adesso.dimmi quanti ne occorrono eliminare lo sXXXXX dei così detti scenziati. in termini percentuali occorrebbe lo 0,000.001 oppure sbaglio?
    • krane scrive:
      Re: kra-ne
      - Scritto da: giuseppe gaeta
      dimmi quanti kg sono partiti per lo spazio fino
      adesso.
      dimmi quanti kg di carburanti sono stati
      impiegati fino
      adesso.
      dimmi quanti ne occorrono eliminare lo sXXXXX dei
      così detti scenziati.
      in termini percentuali occorrebbe lo 0,000.001
      oppure sbaglio?Sbagli e pure di parecchio.
  • giuseppe gaeta scrive:
    tony deagle
    salve, 7 Km al sec sarebbe come stare fermi se chi si accinge alla raccolta viaggia alla stessa velocità oppure leggermente superiore. Il costo della missione in rapporto al costo di tutti i lanci fatti sarebbero percentuali ridicole. importante sarebbe per ridare dignità a coloro che si professano scenziati. Allo stato si evince che su questo argomento "inquinamento" c'è la paralisi siamo fermi all'età della pietra. ma si stiamocene fermi diamo modo alle sciagure di distrarci affinche non si muoia di noia.
    • krane scrive:
      Re: tony deagle
      - Scritto da: giuseppe gaeta
      salve, 7 Km al sec sarebbe come stare fermi se
      chi si accinge alla raccolta viaggia alla stessa
      velocità oppure leggermente superiore. Il costo
      della missione in rapporto al costo di tutti i
      lanci fatti sarebbero percentuali ridicole.Sai quanto costa portare un kg in orbita ?Sai quanto carburante e' necessario per allinearsi ad un oggetto in moto casuale a 7km/sec ?
      importante sarebbe per ridare dignità a coloro
      che si professano scenziati. Allo stato si evince
      che su questo argomento "inquinamento" c'è la
      paralisi siamo fermi all'età della pietra. ma si
      stiamocene fermi diamo modo alle sciagure di
      distrarci affinche non si muoia di noia.
  • Joliet Jake scrive:
    E se non fosse un caso?
    Sarà, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è che si siano messi d'accordo per fare gli esperimenti.Uno era un satellite inutilizzato.L'altro guarda caso proprio un satellite che ha la possibilità di essere rimpiazzato facilmente (ha già pronto il backup...)Un bell'esperimento per testare come distruggere i satelliti altrui senza bisogno di usare missili.A pensar male... :D
    • OldDog scrive:
      Re: E se non fosse un caso?
      - Scritto da: Joliet Jake
      Sarà, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è
      che si siano messi d'accordo per fare gli
      esperimenti.
      Uno era un satellite inutilizzato.
      L'altro guarda caso proprio un satellite che ha
      la possibilità di essere rimpiazzato facilmente
      (ha già pronto il
      backup...)
      Un bell'esperimento per testare come distruggere
      i satelliti altrui senza bisogno di usare
      missili.Sei fuori strada. Gli esperimenti per colpire un satellite in orbita sono stati già fatti (ci sono dati ufficiali), se ben ricordo negli anni ottanta da parte di USA e l'allora URSS; dalla Cina un paio d'anni fa.Oltretutto:1) militarmente non serve a nulla provare ad abbattere un satellite "morto" e fuori controllo con uno efficiente ma NON pensato per essere solo un proiettile, ma a sua volta un satellite completo (e costoso)2) una compagnia commerciale non lascia distruggere un costoso satellite giusto per far giocare i militari; a loro volta i militari potrebbero spedire un missile militare dedicato dai loro poligoni e a minor costo...3) il fatto che una rete di satelliti commerciali come Iridium abbia in orbita dei "backup" è prassi normale, già in uso con le reti GPS e la russa GLONASS, così come altri satelliti da telecomunicazioni.4) basta con la trita frase che a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia: a pensar male senza fondamento si spande solo letame su tutto, senza distinguere buono e cattivo, avallando l'idea che tanto non esiste ragione per difendere etica, giustizia, impegno, morale, verità, ecc. IL MIGLIOR PANTANO NEL QUALE FINISCONO CON LO STARE COME MAIALI SODDISFATTI TROPPI pessimi personaggi pubblici e privati.
    • jerry scrive:
      Re: E se non fosse un caso?
      Gia' e se fosse un complotto della CIA? E se ci fosse un collegamento con Ustica? E se fosse colpa di un'arma sperimentale testata nell'area 51 e sfuggita al controllo dei militari?
  • il mio scrive:
    missione: spazio pulito
    E perche' non pensare ad alcune missioni per la rimozione/cattura dei detriti piu' pericolosi.Potrebbe essere meno oneroso che leccarsi le ferite dopo averne preso uno sul cofano dello shuttle!!
    • Antonio Mela scrive:
      Re: missione: spazio pulito
      Già adesso si sta programmando un rientro controllato di hubble, quando cesserà di funzionare (la prossima missione di servizio pianificata dalla nasa servirà anche a montargli una presa di attracco a cui dovrebbe agganciarsi un futuro "drone di recupero" che poi provvederà con la sua propulsione a far rientrare il telescopio in una traiettoria di impatto con l'oceano pacifico).In futuro credo che bisognerà obbligare le compagnie proprietarie dei nuovi satelliti a pagare oltre ai costi di lancio anche una "tassa di smaltimento" per i satelliti quando sarà arrivata la loro ultima ora.
    • TonyDeagle scrive:
      Re: missione: spazio pulito
      Il vero problema nella rimozione dei detriti spaziali è che la maggior parte di questi viaggia a velocità altissime, anche a 7 km al secondo (al confronto, i proiettili dei fucili viaggiano ad una velocità solitamente inferiori al km al secondo ed essendoci la gravità e l'attrito sulla Terra la velocità viene attenuata) e milioni di questi sono poco più grandi di un millimetro...è molto difficile, nonchè costoso "catturare" ed eliminare una nube di particelle sottili come spilli ma capaci di penetrare quasi qualsiasi barriera (tranne quelle appositamente studiate per i velivoli spaziali) con la loro energia cinetica............
    • jerry scrive:
      Re: missione: spazio pulito
      Basta inventare gli schermi ad energia come su Star Trek.
  • poiuyt scrive:
    satelliti e legge dei chilometri cubi
    La frase che molti dovrebbero dire se gli esseri umani fossero meno stupidi, pigri e matematicamente ignoranti, o scientificamente impediti è: "Stranissimo che sia accaduto, impossibile che accadrà ancora" calcolatrice in mano e ci accorgiamo che la possibilità di impatto è del tipo 1 su 1000000000000000000000000000 ma non esagero forse ancora meno, cioè lo 0,00000000000000000000000000000000000001% di possibilità............ che sia un fake?? ci sono molte meno probabilità. (tipo 1a su 1000? sarebbe già meno)lo spazio è esponenzialmente più immenso mano a mano che ci si allontana da un punto.qui si parla di 800000 metri di quota!!!!!ma li fate i calcoli? ho 20000000 volte di più la possibilità di vincere al superenalotto oggi stesso!!!!!!
    • alex.tg scrive:
      Re: satelliti e legge dei chilometri cubi

      ma li fate i calcoli?Io no, specie perche` presumo sarebbe molto complicato e mancano parecchi dati precisi per farli. I satelliti sono numerosi (non solo due), e hanno compiuto diverse orbite al giorno per anni (non solo una traiettoria), a quote simili: lo spazio da terra a 800 km di quota e` moltissimo, ma si dovrebbe considerare il solo volume immediatamente nei dintorni della superficie di una figura che approssimi la quota media dei satelliti in ogni punto dell'orbita.
      • poiuyt scrive:
        Re: satelliti e legge dei chilometri cubi
        anche se fossero 10 mila in orbita!!! immagina 10 mila chicchi di riso sulla superficie di un oceano, ma non considerare solo la superficie ma anche la profondità.... sulla superficie ne rimarrebbero solo poche unità (sullo stesso piano). Adesso 10 chicchi di riso che vanno per la loro strada nella medesima superficie non si incontreranno M A I.E' chiaramente un fake la notizia, sarebbe interessante sapere il motivo e chi la divulgata.
        • Giorgio scrive:
          Re: satelliti e legge dei chilometri cubi
          E' vero che il lancio del satellite e la relativa orbita sono soggetti alle leggi della fisica, è vero anche che lo spazio è immenso, ma c'è una considerazione diversa da fare: i satelliti vengono lanciati per eseguire dei compiti, compiti che per essere correttamente svolti impongono dei vincoli sia di orbita che di altitudine. Se anche è vero che lo spazio è immenso, il numero di quote e orbite che soddisfano certi requisiti non lo è, quindi all'aumentare del numero dei satelliti la probabilità che due possano venire in collisione aumenta, piu considerevolmente di quel 10^-18 che hai detto te (ma non di certo molto piu grande). Se pensiamo da quanti anni è che ci sono satelliti in orbita e a quante volte un satellite compie un'orbita completa al mese, si vede che la probabilità di collisione con un altro satellite è molto bassa, ma c'è.
    • tandreatta scrive:
      Re: satelliti e legge dei chilometri cubi
      - Scritto da: poiuyt
      calcolatrice in mano e ci accorgiamo che la
      possibilità di impatto è del tipo 1 su
      1000000000000000000000000000 ma non esagero forse
      ancora meno, cioè lo
      0,00000000000000000000000000000000000001% di
      possibilità............ che sia un fake??No, è che hai sbagliato i conti.La possibilità che due persone siano nate lo stesso giorno è (quasi) 1 su 365, ma quella che in un gruppo di 25 persone due siano nate lo stesso giorno è il 50% e per superare il 99% bastano 50 persone (per la dimostrazione cercati il "Paradosso del compleanno").Lo 0,00000000000000000000000000000000000001% è quindi la probabilità che, scelti a caso due satelliti, quelli collidano tra loro entro un certo lasso di tempo. Ma possono collidere con altri satelliti, oppure collidere dopo il lasso di tempo scelto ...
    • Cornholio scrive:
      Re: satelliti e legge dei chilometri cubi
      - Scritto da: poiuyt
      La frase che molti dovrebbero dire se gli esseri
      umani fossero meno stupidi, pigri e
      matematicamente ignoranti, o scientificamente
      impediti è: "Stranissimo che sia accaduto,
      impossibile che accadrà ancora" calcolatrice in
      mano e ci accorgiamo che la possibilità di
      impatto è del tipo 1 su
      1000000000000000000000000000 ma non esagero forse
      ancora meno, cioè lo
      0,00000000000000000000000000000000000001% di
      possibilità............ che sia un fake?? ci sono
      molte meno probabilità. (tipo 1a su 1000?
      sarebbe già
      meno)

      lo spazio è esponenzialmente più immenso mano a
      mano che ci si allontana da un
      punto.
      qui si parla di 800000 metri di quota!!!!!

      ma li fate i calcoli? ho 20000000 volte di più la
      possibilità di vincere al superenalotto oggi
      stesso!!!!!!se posti i calcoli abbiamo materiale su cui discutere.A me sembra strano che sia così improbabile. Non stiamo parlando di asteroidi, stiamo parlando di satelliti. Immessi dall'uomo in determinate orbite a determinate altezze.
  • giuseppe gaeta scrive:
    indispensabile programma
    sarebbe opportuno che si facesse un sammit tra tutte le nazioni che hanno effettuato lanci e missioni per organizzare e decidere sul da farsi. Questo problema potrebbe e dovrebbe essere un momento unificante, un primo esempio di difesa globale di tutto lo sviluppo spaziale dell'umanita. Cosi come credo tutti insieme si lavorerebbe contro un meteorite in arrivo. Questo momento potrebbe essere un serio banco di prova, una dimostrazione di maturità. Se questo non avviene, se non avviene uno slancio, una gara a chi può fare di più meglio sarebbe se iniziasse la disintegrazione di tutta questa scenza tecnologica. Cordialità.
  • Vanamonde scrive:
    Velivoli
    Oltre alla questione dei 22.000 chilometri, va anche detto che a 800 chilometri di altitudine non ci può essere un affollamento di "velivoli". I satelliti non sono velivoli.
  • andrea scrive:
    il pugno di ferro
    Mi sconvolge sempre di più lo stato in cui incoscientemente (anche se ci credo poco), le cose che riguardano il "nostro" pianeta stiano degenerando, sia in celo che in terra.Prendiamo coscienza del fatto che tutto attorno a noi sta diventando parte di una gigantesca trappola, che stupidamente stiamo costruendo con le nostre mani. A terra l'inquinamento dilaga, sulle nostre teste centinaia di migliaia di frammenti (alcuni dei quali radioattivi) rischiano di caderci addosso.Signori a mio umilissimo parere, il destino apocalittico che stiamo riservando alla terra, tanto decantato nei films e nei fumetti per intrattenerci, non è poi così irreale.Se quel giorno (mi auguro il più tardi possibile) arriverà, non potremo certo dire di non essercelo meritato.
    • alex.tg scrive:
      Re: il pugno di ferro
      I frammenti di space junk sinceramente sono un problemino, ma per gli oggetti e le persone posti in orbita. Ben lungi dal causare, oggi come in futuro, una catastrofe in stile "hollywoodiano". Secondo me stai dando troppa importanza anche all'inquinamento: l'ecosistema ne ha viste di peggio.
    • Andreabont scrive:
      Re: il pugno di ferro
      Sei esagerato, i frammenti sono si in orbita, ma se dovessero cadere l'attrito con l'atmosfera li distruggerebbe prima ancora di diventare visibili (ti ricordo che la MIR è stata distrutta in questo modo, ed era molto più grande del più grande detrito che stia attualmente orbitando)Il problema dei detriti è tale solo per chi sta in orbita (satelliti, appunto, stazioni spaziali e navette) non certo per noi.Per l'inquinamento sul pianeta è tutt'altro discorso, e ci si sta già preoccupando da tempo, e vari tentativi per migliorare la situazioni già si stanno facendo.Evitiamo inutili visioni apocalittiche.
      • vlad scrive:
        Re: il pugno di ferro
        è la storia del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Pero' c'è da considerare che l'impatto dell'inquinamento sulla terra è devastante. E quello che si sta facendo per diminuire l'emissione dei gas nocivi, inquinamento del suolo e delle acque rispetto all'inquinameto globale è BEN POCO. Siamo sinceri con noi stessi.
    • www scrive:
      Re: il pugno di ferro
      A forza di generare detriti nello spazio la possibilità di spedire in orbita altri veicoli in sicurezza cala sempre di più... paradossalmente potremmo metterci in trappola da soli se non si troverà una soluzione per ripulire tutto, sto parlando ovviamente di tempi molto lunghi, ben oltre la nostra generazione
  • fred scrive:
    altitudine
    i satelliti geostazionari sono posizionati a pochssimo sotto i 36mila km, forse 22mila sono miglia?i giornali parlano di reattori nucleari e simili aggeggi che non possono esistere sia per la complessita' sia per l'impossibilita' di disperdere il calore; il problema e' dovuto alle cosidette pile atomiche che utilizzano il XXXXXXXssimo plutonio 238 come emettitore per produrre energia tramite giunzioni e pannelli fotovoltaici (l'energia prodotta in questo caso e' ben superiore a quelli tipicamente esposti al sole per via della natura della sorgente), materiale talmente instabile che raggiunge temperature notevoli solamente esistendo in stato concentrato (non e' una reazione atomica ma solo decadimento rapidissimo); avere una sostanza del genere che polverizza e si disperde in atmosfera non e' proprio una grande idea e preferirei che cadesse a terra in modo da poter essere ristretto e isolato.il rischio che un detrito possa colpire la stazione e' estremamente basso oltre al fatto che i detriti sono estremamente piccoli; tuttavia sono estremamente pericolosi per via della velocita' che hanno accumulato (ed eventualmente per la stessa velocita' della iss nella sua direzione); tanto per fare un paragone sulla velocita', un proiettile di fucile comparato con questi frammenti e' veloce come una lumaca comparata con un aereo militare.
    • alex.tg scrive:
      Re: altitudine
      Complimenti per le precisazioni.Dovrebbero essere integrate nell'articolo, o almeno bisognerebbe che Luca si limitasse a correggere l'errore sulla quota dei satelliti geostazionari. A 22mila km non esiste proprio, un'orbita geostazionaria.
    • MESCAL. scrive:
      Re: altitudine

      il rischio che un detrito possa colpire la
      stazione e' estremamente basso oltre al fatto che
      i detriti sono estremamente piccoli; tuttavia
      sono estremamente pericolosi per via della
      velocita' che hanno accumulato (ed eventualmente
      per la stessa velocita' della iss nella sua
      direzione); tanto per fare un paragone sulla
      velocita', un proiettile di fucile comparato con
      questi frammenti e' veloce come una lumaca
      comparata con un aereo
      militare.Visto che ci ho lavorato ai tempi dell'universita' posso dirvi che lo scudo protettivo dei modulo abitativo Columbus della ISS (progettato da ALENIA Spazio) e'stato dimensionato per resistere all'impatto di sfere d'alluminio di circa 5 mm con range di velocita' d'impatto di 3 - 7 km/sec. Lo scudo e' costituito da tre lastre distanziate: quella esterna ed interna sono in lega d'alluminio, quella itermedia e' in composito (nextel). http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=1295535http://www.esa.int/TEC/Structures/SEM1TQLJC0F_0.html
      • fred scrive:
        Re: altitudine
        interessantissimo, grazie mille dell'info e dei link.In pratica sarebbe facile forare la lastra esterna ma per via dell'impatto iniziale la seconda riceverebbe qualcosa di meno pesante , meno solido e frammentato e nel peggiore dei casi lo stesso vale per il terzo, vero?Il concetto e' che il detrito al primo impatto quasi sicuramente polverizza quindi spande la sua massa e perde/disperde tutta l'energia cinetica necessaria a ripetere un altro impatto simile, giusto?
        • MESCAL. scrive:
          Re: altitudine
          - Scritto da: fred
          interessantissimo, grazie mille dell'info e dei
          link.
          In pratica sarebbe facile forare la lastra
          esterna ma per via dell'impatto iniziale la
          seconda riceverebbe qualcosa di meno pesante ,
          meno solido e frammentato e nel peggiore dei casi
          lo stesso vale per il terzo,
          vero?
          Il concetto e' che il detrito al primo impatto
          quasi sicuramente polverizza quindi spande la sua
          massa e perde/disperde tutta l'energia cinetica
          necessaria a ripetere un altro impatto simile,
          giusto?Il principio dello scudo Whipple Shield si basa sul concetto che invece di avere un'unica piastra posso metterne due (ognuna di meta spessore della prima) distanziate ad una certa distanza (funzione di certi parametri). Questo secondo tipo di scudo (entro certi range di velocita dimpatto) e piu resistente del primo. Questo perche a valle dellimpatto sulla prima piastra (se la velocita e sufficiente a frammentare in una nuvola di detriti il proiettile) sulla seconda piastra arrivera una nuvola di detriti che agira su una superficie maggiore diminuendo quindi la pressione esercitata sulla seconda piastra. E ovvio che piu piastre ci metto meglio e.Mi sembra di ricordare inoltre che per velocita dellordine dei 5 km/sec la temperatura generata allimpatto e tale da fondere parzialmente il proiettile dalluminio. La nuvola di detriti a valle del primo impatto e quindi anche parzialmente fusa; fattore questo che aumenta ulteriormente la capacita di resistenza delle successive piastre. Ovviamente questeffetto benefico si annulla oltre certe velocita.
          • Giggi scrive:
            Re: altitudine
            e se un "proiettile" becca proprio il buco lasciato nella prima lastra da uno precedente ? capisco la sfiga ma a Murphy non si comanda..
          • MESCAL. scrive:
            Re: altitudine
            vuol dire che era destino!...
          • Beppe scrive:
            Re: altitudine
            Scusate l'ignoranza... ma....Capisco che il modulo abitativo sia ben protetto ecc. ma dubito che tutti i moduli siano così protetti in ogni loro parte, quindi vado di esempio seguendo il motto "la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo.Da ciò pongo la seguente domanda..ma gli oblò? le interconessioni tra moduli, i portelli di attracco per lo scarico/carico persone e merci sono così sicuri come lo scafo ed esenti da "forature" provocate da detriti?Altra cosa,se si depresurisasse uno scomparto a causa di una falla nello scafo, ci sono sistemi di isolamento automatici dello stesso "portelli stagni" o farebberro tutti dei topi sulla barca che affonda?Grazie
      • Anonimo scrive:
        Re: altitudine
        Davvero interesante !!Grazie.
    • Dani scrive:
      Re: altitudine
      Dato che e' molto raro imbattersi in commenti utili: complimenti a Fred e Mescal per gli interessanti contributi!
      • Mauro scrive:
        Re: altitudine
        Quoto!i Forum dovrebbero essere seguiti da persone di questo tipo o comunque da "curiosi ingroranti in materia" che chiedono delucidazioni.. non sempre dai soliti "straffottenti" che parteggiano per una marca o per un'altra, per un partito o per un'altro.. :-(Grazie ragazzi!- Scritto da: Dani
        Dato che e' molto raro imbattersi in commenti
        utili: complimenti a Fred e Mescal per gli
        interessanti
        contributi!Curiosità: In caso di impatto, ci sarà la possibilità di riparare il buco sullo scudo esterno (che non ha trapassato tutte le lastre)?
        • MESCAL. scrive:
          Re: altitudine

          Curiosità: In caso di impatto, ci sarà la
          possibilità di riparare il buco sullo scudo
          esterno (che non ha trapassato tutte le
          lastre)?Certo! Lo scudo e' progettato per poter essere anche riparato.Per chi volesse approfondire qui sotto il link ad un interessante articolo scritto dal team di ALENIA SPAZIO che progettato lo scudo ( e con il quale ebbi il piacere di collaborare tanti anni fa!..)http://articles.adsabs.harvard.edu//full/1997ESASP.393..509B/0000509.000.html
    • Luca Annunziata scrive:
      Re: altitudine
      Grazie della segnalazione,È chiaramente un refuso. :)L
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