Google e NSA, relazioni pericolose

Mountain View, prima dell'esplosione del Datagate, intratteneva uno stretto rapporto con l'agenzia di sicurezza. Come altre aziende della Silicon Valley che, sottolineano, collaborano per migliorare la sicurezza degli utenti

Roma – Secondo una serie di email riservate ottenute da Al Jazeera, Google ed altre aziende ICT avrebbero avuto con la National Security Agency rapporti ben più stretti di quanto auspicabile.

Secondo lo scambio di email risalenti al periodo compreso tra gennaio e giugno 2012 tra il direttore generale dell’NSA Keith Alexander, Eric Schmidt e Sergey Brin (carteggio emerso da fonti ancora tutte da verificare), Google e l’agenzia federale sembrano avere un rapporto di reciproca collaborazione, relazione nella quale alcuni osservatori vedono del marcio, soprattutto rispetto alle forti critiche e prese di posizione delle aziende ICT (e di Mountain View in particolare ) rispetto ai comportamenti dell’NSA svelati dai documenti dell’ex spia Edward Snowden.

Google ha rifiutato di entrare nel merito dei suoi rapporti con il Governo, ma si è limitata a specificare di “lavorare duramente per proteggere i nostri utenti dai cyberattacchi”. Obiettivo per cui spesso è necessario consultarsi con “esperti di sicurezza, compresi quelli del governo”.

D’altronde, suggeriscono anche esperti di sicurezza come Bruce Schneier, un ordinario scambio di email non consentirebbe di puntare inequivocabilmente il dito contro i giganti dell’ICT. Per esempio, secondo le missive, la mattina del 28 giugno 2012 Schimdt sarebbe stato invitato per discutere “argomenti riservati” legati alla questione delle minacce e della sicurezza delle comunicazioni mobile. L’incontro – ultima tappa di un dialogo già avviato – avrebbe visto come protagonisti “un piccolo gruppo di CEO” della Silicon Valley: un conclave che però – si legge – si è incontrato per raggiungere un accordo sui principi basilari relativi alla sicurezza delle comunicazioni.

Il problema sorge nel momento in cui – per esempio – in questa sede le parti hanno discusso, sempre secondo le email, anche della protezione dagli attacchi a livello BIOS perpetrati contro il sistema informatico statunitense: come hanno dimostrato i documenti rivelati da Snowden, la stessa NSA si sarebbe adoperata per sfruttare bug a livello BIOS a fini spionistici.

Claudio Tamburrrino

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