Google e Samsung per la Internet of things

La corsa allo standard rischia di farsi molto affollata. Ora c'è un nuovo contendente, dietro cui si celano pesi massimi del settore. La loro versione della tecnologia si chiama Thread
La corsa allo standard rischia di farsi molto affollata. Ora c'è un nuovo contendente, dietro cui si celano pesi massimi del settore. La loro versione della tecnologia si chiama Thread

Al tavolo a cui si gioca la questione della scelta di uno standard per l’Internet delle cose c’è una nuova puntata: si chiama Thread , e a metterlo sul piatto sono state Google e Samsung.

La nuova proposta di standard viene dal gruppo omonimo, Thread appunto, costituito anche dal chipmaker Freescale e dalla divisione Nest di Google, insieme ad ARM, Big Ass Fans, dalla già citata Samsung, Silicon Labs ed all’università di Yale.

Proprio Mountain View e il produttore di termostati intelligenti da essa appena acquistato – d’altronde – mancavano all’appello nella corsa allo standard per il nuovo settore tecnologico: già Intel aveva presentato la sua proposta (portata avanti attraverso l’organizzazione Open Interconnect Consortium ), così come Linux con l’alleanza AllSeen.

L’idea sembra quella di creare una piattaforma unica per connettere e controllare tutti i prodotti e le tecnologie presenti in casa . In pratica il sistema connette i diversi dispositivi inviando pacchetti Internet standard su una tecnologia radio a bassa potenza già esistente, 6LowPAN: Thread crea un network che può legare più di 250 dispositivi, gestiti attraverso uno schema di autenticazione basato su un’app accessibile via smartphone ed un sistema crittografico AES.

Claudio Tamburrino

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti