HP porta Linux sui desktop aziendali

Il gigante americano ha introdotto, per ora solo in USA, un sistema desktop Linux-based indirizzato alle aziende e al mondo scolastico ed accademico. Lanciata anche una versione virtualizzata di Firefox

Roma – Oltre che sui server e le workstation, HP sembra decisa a spingere Linux anche sui propri sistemi desktop indirizzati a scuole e aziende. Il primo passo in questa direzione sarà dato dalla possibilità, per i clienti, di ordinare un desktop Compaq dc5850 con Linux pre-installato.

La distribuzione scelta da HP è la SUSE Linux Enterprise Desktop (SLED) di Novell , che oltre alla suite per l’ufficio OpenOffice include un completo insieme di strumenti per la collaborazione e la comunicazione. Per meglio rispondere alle esigenze di scuole e università, HP ha stretto una collaborazione con Novell per portare su SLED circa una quarantina di applicazioni specificamente pensate per l’apprendimento e la formazione.

In Nord America il Compaq dc5850 con SLED pre-installata debutterà oggi al prezzo base di 519 dollari, circa una cinquantina di dollari in meno rispetto all’equivalente versione con Windows Vista Business. Al momento non è noto se e quando l'”opzione Linux” verrà estesa anche all’Europa e, in particolare, al nostro Paese (dove la versione base del sistema costa, con Vista Business, 534 euro IVA esclusa).

Va osservato che, in USA e altri mercati, buona parte dei desktop aziendali di HP possono essere ordinati con FreeDOS pre-installato, un sistema operativo compatibile col vecchio MS-DOS che non ha costi di licenza. In questo caso il prezzo base del dc5850 scende a 474 dollari.

Nei prossimi mesi HP conta di fornire Linux in opzione anche su altri sistemi desktop aziendali. Per il momento, il gigante americano non prevede di proporre Linux nel segmento consumer, come fatto invece dalla sua rivale Dell (a tal proposito si sono recentemente susseguite indiscrezioni e relative smentite ).

In questi giorni HP ha anche introdotto su alcuni desktop aziendali una soluzione per la navigazione sicura sul Web, chiamata Mozilla Firefox for HP Virtual Solution , sviluppata in collaborazione con Symantec . Tale software non è altro che una versione di Firefox fatta girare all’interno di una macchina virtuale: ciò isola completamente il browser dal resto del sistema operativo, proteggendo l’utente da eventuali malware e garantendogli la totale cancellazione dei dati – cache, cookie, password memorizzate ecc. – al termine di ogni sessione (ma conservando invece, se l’utente lo desidera, bookmark, impostazioni, estensioni installate ecc.).

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  • Guybrush scrive:
    In attesa che si esprima il giudice...
    ... non so, se un album vale, se riesce a richiamare l'attenzione del pubblico, un modo per sfruttarlo commercialmente si trova.Se devo tenerlo nascosto e aspettare che il pubblico prima lo compri e poi lo ascolti, mi sa tanto di fregatura.Mia personalissima opinione eh?.Per cui se la major di turno strilla per via di un ascolto di straforo, mi sa tanto che gli album in questione erano delle mezze ciofeghe, ovvero: 1 singolo decente e 12-15 brani-mozzezza messi li' per riempire di vuoto il nulla.Sempre mia personalissima opinione.Dovrei ascoltare gli album "incriminati", ma cosi' facendo... dovrei comprare dei CD ed e' da quando mi sono ritrovato a pagare dei brani vecchi di 20 anni piu' di 40mila lire (1997) che ho smesso di comprare CD. Costano troppo.-- GT
    • tuba scrive:
      Re: In attesa che si esprima il giudice...
      il problema è che non hanno capito che più alzano il prezzo meno la gente li compra... e dire che chi fa marketing un po' di economia dovrebbe saperla: legge domanda e offerta, se alzi il prezzo, scende la richiestagli artisti possono passare da vendere cd a vendere le loro effettive prestazioni come con i concerti, ma le case discografiche sono destinate all'estinzione
      • Malcolm scrive:
        Re: In attesa che si esprima il giudice...
        - Scritto da: tuba
        e dire che chi fa marketing un po' di economia dovrebbe
        saperla: legge domanda e offerta, se alzi il
        prezzo, scende la richiesta
        Ti sbagli. Loro vogliono imporre la teoria della scarsità: siccome tutte le copie le realizzano loro, impongono il prezzo che vogliono perchè non c'è concorrenza. Il P2P è appunto concorrenza, e parecchio aggressiva (gratis eheheh).D'altronde se questa concorrenza è nata, la colpa è proprio dei prezzi troppo elevati che la musica e il cinema hanno sempre avuto.
        • Sgabbio scrive:
          Re: In attesa che si esprima il giudice...
          La vera concorrenza del p2p e affini è la perdità di controllo da parte delle major, di chi fa musica.
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