I biscotti scaduti di Google non piacciono

Alla UE non bastano le misure di BigG per tutelare la privacy dei netizen: i cookie in sé non sono eccessivamente pericolosi, dicono a Bruxelles, è l'atteggiamento di Google a preoccupare le istituzioni europee

Roma – Google fa marcia indietro riguardo ai cookie a lunga conservazione, ma l’Unione Europea, anticipa un membro di una commissione che vigila sulla privacy, sembra non essere soddisfatta: due anni di permanenza dei cookie sono un periodo ancora troppo lungo per conservare le preferenze dei netizen . La questione della privacy resta rovente, e c’è chi inizia a cavalcare le preoccupazioni degli utenti.

Google, il mese scorso, ha deciso di accondiscendere alle richieste formulate dall’Unione Europea in materia di privacy: i log delle sessioni online degli utenti verranno resi anonimi dopo 18 mesi ottemperando alle normative vigenti, mentre i cookie avranno una durata di due anni . Queste le promesse di BigG, promesse che sembrano non influire sulla qualità dei suoi servizi, né sembrano modificare radicalmente lo scenario delle sue strategie aziendali .

Peter Schaar, a capo dell’ Article 29 Data Protection Working Party , organismo che affianca la Commissione Europea per le questioni che riguardano la privacy e i dati personali dei cittadini, mette però Google sull’attenti, anticipando il parere dell’Unione Europea in materia. “Paragonato alla precedente durata trentennale, il periodo di conservazione dei cookie sembra breve. Osservando però la questione nell’ottica della protezione dei dati, considerato che le abitudini di ricerca degli utenti sono registrate e possono essere analizzate con qualsiasi intento, questo periodo resta comunque troppo lungo “.

Tanto più che la durata limitata dei cookie non è che una scadenza fittizia: i file che riconoscono gli utenti e ne ricordano le preferenze si dissolvono dopo due anni di mancato accesso alla pagina che li distribuisce, accesso che ne rinnova la scadenza facendo ripartire il countdown biennale. Il che equivale a dire, avverte The Register , che la scadenza di un cookie non può che segnalare la dipartita del netizen al quale era stato assegnato, o dell’hard disk sul quale il cookie era conservato. La revisione della scadenza dei cookie operata da Google, quindi, non presuppone affatto periodi di conservazione più brevi.

Certo, come spiegava nei giorni scorsi Alexander Dix, un altro membro del gruppo di lavoro Articolo 29, i cookie non sono un attentato alla privacy. I biscotti distribuiti da Google tengono traccia di alcune innocue preferenze dell’utente, quali la lingua con la quale visualizzare le pagine o il numero di risultati mostrati per ogni ricerca. A dispetto di quanto insinuato da molti, non sembra esservi prova del fatto che i cookie di Google siano l’avanguardia di un complotto che punti a profilare troppo gli utenti, al fine di somministrare pubblicità e servizi ad hoc. Anzi, conferma Schaar, i cookie sono spesso utili nel caso di alcuni servizi, e gli utenti possono decidere di servirsene o meno , avendo a disposizione i mezzi – dalle funzioni dei browser a strumenti specifici come l’add-on TrackMeNot per Firefox – per ripulire le proprie macchine da “biscottini” e briciole sparse dai siti che hanno visitato.

Il vero nodo della questione, dunque, non è più esclusivamente tecnico: coinvolge e colpisce l’immaginario dei netizen , diffondendo timori in alcuni casi amplificati dal trattamento dei media, in alcuni casi scatenati dall’atteggiamento di Google, spesso sulle difensive . Sintomatico della situazione, un poll commissionato dal motore di ricerca semantico Hakia.com : pur raccogliendo le risposte di un numero ridotto di netizen , il poll ha messo in luce come il 62% di loro diffidi dai motori di ricerca in materia di tutela della privacy.

È proprio cavalcando questi timori che fa la sua comparsa AskEraser , un servizio proposto da Ask.com . Pur senza fare alcun riferimento a Google, in un comunicato stampa segnalato da RegDeveloper , il CEO del motore di ricerca annuncia l’avvento di un tool che possa affidare agli utenti il controllo dei propri dati , consentendo di cancellare qualsiasi traccia del loro passaggio, comprese quelle anonime. Uno strumento che, osserva Search Engine Land , appare ancora ben distante dal celebre pannello di controllo per i dati personali proposto da John Battelle, anche se è probabile sortisca lo stesso effetto di conquistare la fiducia dei netizen .

Allo stesso modo, per l’Unione Europea quella dei cookie sembra essere una questione di trasparenza e di fiducia. I cookie, almeno in apparenza, non rappresentano un pericolo per i netizen . Costituiscono però un pericolo i riscontri offerti da Google in materia di cookie, ritenuti troppo vaghi. Riscontri che non bastano a rassicurare i cittadini e le istituzioni, fanno sapere da Bruxelles, soprattutto se messi in relazione ad altri aspetti della strategia aziendale, quali la conservazione dei log e il tracciamento delle sessioni di navigazione , e riguardo alle ambizioni che BigG sembra nutrire nell’ambito dell’ advertising , per le quali potrebbero risultare fondamentali i dati offerti inconsapevolmente dagli utenti.

Gaia Bottà

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  • McLoud scrive:
    Alcune precisazioni
    1) in questo articolo si parla di en.wikipedia, non it.wikipedia2) wikipedia ha un bel disclaimer dove assicura che non è una fonte di informazioni sicura3) wp non è una fonte primaria di informazioni: in altre parole tutto ciò che è presente deve essere stato pubblicato altrove4) Gli errori presenti su wp sono tanti e di entità non valutabile. 5) Il livello degli articoli presenti di wp è eterogeneo e dipende dalla bravura dei redattori. Spesso le voci, soprattutto quelle scientifiche, riportano gravi inesattezze. Ma dato che sono pochi i competenti in materia gli errori (orrori) non vengono corretti.Potrei continuare all'infinito. Mi limito ad una battuta: ma chi è il "furbo" che possedento una Britannica cerca le voci su wp?
    • nope scrive:
      Re: Alcune precisazioni
      secondo me questi punti dovrebbero essere scritti e fatti notare anche in molti giornali e fonti d'informazione...
  • Sandro F scrive:
    Donazione a wikipedia
    Ora la Britannica sarebbe dovrebbe fare una donazione per wikipedia visto che l'ha aiutata :)
  • Utente Non Registrato scrive:
    Prova
    Prova
    • anonimo01 scrive:
      Re: Prova
      - Scritto da: Utente Non Registrato
      Provaprova fallita: Ritenta sarai più fortunato!(rotfl)(rotfl)(rotfl)(scusa, non potevo resistere)
  • floriano scrive:
    la britannica ringrazia
    tutto questo lavoro gratuito di revisione la rende ancora più precisa. montagne di sterline risparmiate!
    • motumboe scrive:
      Re: la britannica ringrazia
      prima di tutto è una bella vendetta sulla britannia, poi questo 'regalo' è pienamente in linea con la filosofia di libera condivisione della conoscenza.
      • Veltroni Presidente scrive:
        Re: la britannica ringrazia
        - Scritto da: motumboe
        prima di tutto è una bella vendetta sulla
        britannia, poi questo 'regalo' è pienamente in
        linea con la filosofia di libera condivisione
        della
        conoscenza.Chamala pure condivisione, ma non so quanto positivo sia questo "condividere l'ignoranza" con gli altri.---A casa Prodiora vogliamo Veltronidomani chissà.
        • motumboe scrive:
          Re: la britannica ringrazia
          beh penso che la condivisione della conoscenza sia alla base dell'evoluzione scientifica (ciascuno nella sua vita dovrebbe reinventare tutto daccapo, no?); la condivisione di un po' di ignoranza, come effetto collaterale, è un male sopportabile.
          • Might scrive:
            Re: la britannica ringrazia
            - Scritto da: motumboe
            beh penso che la condivisione della conoscenza
            sia alla base dell'evoluzione scientifica
            (ciascuno nella sua vita dovrebbe reinventare
            tutto daccapo, no?); la condivisione di un po' di
            ignoranza, come effetto collaterale, è un male
            sopportabile.Credo che quest parole riassumano perfettamente la ragion d'essere di Wikipedia (o almeno della en.wikipedia), sia nel bene (molto) che nel male (per ora ancora poco).Quoto al 100%
          • Andak scrive:
            Re: la britannica ringrazia
            Quoto anchio.
  • Sardugno scrive:
    Tutta invidia
    Invece di tentare di correggere la Britannica per invidia (se hanno rilevato degli errori in quell'enciclopedia non hanno altro che da inviarli alla redazione) dovrebbero badare di più agli errori di Wikipedia, che sono molti ma molti di più di quelli delle tradizionali enciclopedie.
    • DarkDantesh scrive:
      Re: Tutta invidia
      - Scritto da: Sardugno
      dovrebbero badare di più
      agli errori di Wikipedia, che sono molti ma molti
      di più di quelli delle tradizionali
      enciclopedie.dipende da quale Wikipedia stai parlando...se ti riferisci a quella italiana mi trovi d'accordo; d'altronde non si può negare, gli errori nella Wikipedia italiana sono davvero tanti e fanno rabbrividire spesso anche per la loro banalità.però se ti riferisci a quella inglese, che poi è la Wikipedia per antonomasia, allora ti sbagli di grosso...non dico che quella english sia esente da errori, ma sono comunque rarissimi, quasi introvabili, e comunque è davvero un'ottima ed intuitiva enciclopedia libera.
      • Lorenzo scrive:
        Re: Tutta invidia
        con tutti gli scandali che hanno colpito wikipediaq appare evidente che sia una fonte di informazione da prendere con le molle...la realtà è che mancano controlli sull'attendibilità delle fonti e non è un caso che uno dei suoi padri fondatori l'abbia di recente disconosciuta e si sia imbarcato in un nuovo progetto che si pone proprio come obiettivo quello della credibilità/verificabilità delleinformazioni riportate (citizendium.org se qualcuno non lo conoscesse).Insomma wikipedia va bene se uno non ha grosse esigenze, ma se si vuole essere sicuri della veridicità di quello che si legge non è il posto dove andare (indipendentemente dalla versione inglese, tedesca, francese o coreana che sia)
        • ... scrive:
          Re: Tutta invidia
          Wikipedia giustamente non e' vangelo. Ma per chi vuole approfondire un argonmento, e' un ottimo punto di partenza.
  • Alessandro scrive:
    Servirà a qualcosa?
    In wikipedia ci sono molti errori, forse sopratutto dato dal fatto che sono gli utenti che gestiscono l'enciclopedia online e quindi sono presi (a volte anche senza accorgersene) dalla propria soggettività e spesos non ci si basa su dati ufficiali...Un piccolo esempio, mi è stato fatto notare che su wikipedia c'è scritto che madonna ha venduto oltre 300 milioni di album,qunado in realtà con dati ufficiali la cantante femminile che ha venduto più album nella storia della musica è stat Celine Dion con oltre 200 milioni di copia vendute...colui che ha scritto 300 milioni di copie vendute di Madonna da dove ha preso quel dato? Forse è un fan che preso dal suo amore verso Madonna 'inventa' i dati o fa riferimento a dati non ufficiali?Conclusione: più che far correggere agli utenti ci dovrebbero essere delle specifiche persone addette che certificano le informazioni e non gli utenti a rivolvere questi errori, perchè non sapremo mai con certezza anche dopo aver corretto questi errori ce ne siano degli altri.
    • diablo512 scrive:
      Re: Servirà a qualcosa?
      cio su cui si basa wikipedia e la possibilità di correggere questi erroricioe uno scrive una cavolata l'utente che arriva dopo vede la cavolata e la puo correggerepoi sta alla maturità degli utenti....
      • Veltroni Presidente scrive:
        Re: Servirà a qualcosa?
        - Scritto da: diablo512
        cio su cui si basa wikipedia e la possibilità di
        correggere questi
        errori

        cioe uno scrive una cavolata l'utente che arriva
        dopo vede la cavolata e la puo
        correggereQuello che viene dopo va a leggere l'informazione perché non la conosce, la legge e la prende per oro colato.Non corregge un bel nulla.Proprio qui su PI c'era gente ignorante che arrivava a citare la voce Lodo Retequattro di wikipedia per dimostrare che le sue frequenze sono in realà di Europa7. Grossa cazzata supportata persino da indicazione di sentenze che in realtà non dicono affatto quanto scritto su wikipedia. Così si alimenta la disinformazione grazie a qualche esaltato che scrive senza informarsi oppure scrive ben sapendo di scrivere falsità.In conclusione: wikipedia è inaffidabile.---A casa Prodiora vogliamo Veltronidomani chissà!
    • webwizard scrive:
      Re: Servirà a qualcosa?
      Entra e correggi. Anzi, se puoi inserire dei riferimenti, è sempre una buona cosa. Fallo con la Britannica, se ci riesci...
    • fabianope scrive:
      Re: Servirà a qualcosa?
      - Scritto da: Alessandro

      Conclusione: più che far correggere agli utenti
      ci dovrebbero essere delle specifiche persone
      addette che certificano le informazioni e non gli
      utenti a rivolvere questi errori, perchè non
      sapremo mai con certezza anche dopo aver corretto
      questi errori ce ne siano degli
      altri.ciao, AlessandroIMHO Webizard ha dato sotto una risposta maybe "un po' rude & pragmatica" ma efficace :=))in realta' si potrebbe ricorrere a quelli che nella comunita' scientifica sono chiamati "editors" o "referee": ti controllano (si spera obiettivamente...) il lavoro e poi decidono se pubblicartelo o no...a questo si puo' aggiungere -come ulteriore meccanismo di controllo qualita' per le singole riviste- anche l'impact factor...ma sono tutte robe che costano!! l'approccio di wikipedia mi sembra invece diverso e potrebbe essere riassunto cosi': "se mi leggono in tanti, e a questi "tanti" do' la possibilita' di fare correzioni, allora cio' a cui ci si avvcina e' probabilmente la verita'..."i latini avevano gia' un termine per indicare questo fenomeno: "consensus omnium" e molti filosofi ammettevano l'esistenza di verita' basate su tale consensus.da parte mia entrambi questi approcci sono ottimi & alternativi e quindi questo vuol dire che entrambe le fonti vanno considerate.ah dimenticavo...vale anche il discorso inverso: entrambi gli approcci hanno i loro difetti, e quindi una o l'altra delle due fonti puo' anche sbagliare!! ma questo e' il bello dell'essere umani e non dei :=))
      • Veltroni Presidente scrive:
        Re: Servirà a qualcosa?

        l'approccio di wikipedia mi sembra invece diverso
        e potrebbe essere riassunto cosi': "se mi leggono
        in tanti, e a questi "tanti" do' la possibilita'
        di fare correzioni, allora cio' a cui ci si
        avvcina e' probabilmente la
        verita'..."Le leggende metropolitane nascono proprio così. Tanta gente ignorante che fa fede sull'ignoranzza degli altri.In pratica dici che Wikipedia ci riporta nel medioevo...grande passo avanti.
        • fabianope scrive:
          Re: Servirà a qualcosa?
          ciao, baby-trollnon voglio perdere troppo tempo con te.fai allora un googling con "filosofia del senso comune", "leibnitz", "verita' di fatto", "pragmatismo", "spencer forme a priori kant" (tutto insieme) "heidegger dasein"vedrai che ti si aprono grandi orizzonti che manco sospettavi, cimicetta!PS:mi raccomando...studia un po' durante l'estate...corri il rischio di dimenticarti le lezioncine dell'anno appena trascorso!eh si'...la vita e' proprio dura per lo studentello da 6--fabianope
          • Veltroni Presidente scrive:
            Re: Servirà a qualcosa?
            - Scritto da: fabianope
            ciao, baby-troll
            non voglio perdere troppo tempo con te.Ma allora non rompere.Se non hai argomenti, evita di scrivere.Io sostengo che wikipedia è un ricettacolo di ignoranza in cui ognuno può scrivere tutte le fregnacce che vuole, col rischio che altri utenti passino per quella voce ritrovandosi a leggere proprio quelle falsità. Risultato ovvio: riempiamo il web di blog e enciclopedie che anziché basarsi sull'affidabilità delle fonti, si basa sul "link" ad altri siti affidabile poco o nulla. QUesto è medioevo. Lo ho detto e lo ripeto.Se hai qualcosa da argomentare su questo sono pronto al confronto.Ma il tuo etichettare chi ha idee diverse (migliori) delle tue come troll francamente è il tipico atteggiamento da immaturo.Tu medita sul fatto che le scuole medie inferiori e superiori e le università ormai chiedono esplicitamente ai propri studenti di non visitare wikipedia per le proprie ricerche.---Basta ProdiOra vogliamo Veltronidomani chissà!
          • fabianope scrive:
            Re: Servirà a qualcosa?
            ciao, infinitesimoeccoti un link per l'ABC:http://www.laterza.it/bibliotecheinrete/index.htmleggi per benino, epsilon-delta, poi ne riparliamo....ps: certo, o-piccolo, osserverai che e' roba vecchia di due anni, ma i concetti-base di questa opera, credimi, sono ancora validissimi...ed e' proprio questi che a te mancano.me ne sono accorto dal tuo linguaggio estremamente carente et impreciso.comunque concludiamo con una piccola osservazione: se l'enciclopedia britannica fosse stata on line qualche secolo fa ed avesse avuto la struttura della wikipedia, avrei speso il 90% del mio tempo materiale a vedere le correzioni e contro-correzioni (praticamente...istantanee) provenienti dalla terra d'albione -da una parte- e dalla terra del kaiser dall'altra relativamente alla voce "fluxions", mentre invece come opera "chiusa" "perfetta" e "referizzata" ha riportato SOLAMENTE il punto di vista -poi perdente- di newton (l'articolo lo ha scritto infatti wallace o cotes o mclaurin, non ricordo bene..comunque gente del partito di walter newton, opposto al partito di romano leibnitz)con questo concludo...avrai capito che sono MOLTO istruito e POCO toillerante nei tuoi confronti!! :==)))ps: raga'...mi sto divertendo!!!fabianope
          • tomlnx scrive:
            Re: Servirà a qualcosa?
            chi dice di essere MOLTO istruito, spesso è solo più ignorante di quel che sembra...
          • fabianope scrive:
            Re: Servirà a qualcosa?
            ...tu devi essere l'unico che mi ha preso seriamente...:=)
    • ... scrive:
      Re: Servirà a qualcosa?
      Per quanto riguarda i dati di vendita, le case discografiche riportano sempre dati che fanno comodo a loro. I vari awards sono notoriamente sponsorizzati dalle case discografiche, quindi le classifiche stilate da queste organizzazioni sono tutt'altro che affidabili.In sintesi: non sara' Wikipedia ne' tantomeno la Britannica a dirci chi ha venduto di piu' dischi tra le Madonna o la Dion. Non c'e' nessuna enciclopedia che sia esatta al 100%, e le informazioni vanno sempre prese con spirito critico.
    • aaaaaaaa scrive:
      Re: Servirà a qualcosa?
      - Scritto da: Alessandro
      Un piccolo esempio, mi è stato fatto notare che
      su wikipedia c'è scritto che madonna ha venduto
      oltre 300 milioni di album,qunado in realtà con
      dati ufficiali la cantante femminile che ha
      venduto più album nella storia della musica è
      stat Celine Dion con oltre 200 milioni di copia
      vendute...colui che ha scritto 300 milioni di
      copie vendute di Madonna da dove ha preso quel
      dato?sarebbe interessante sapere dove hai preso tu quel dato.prova a cercare, troverai informazioni piuttosto disparate e contrastanti
      Conclusione: più che far correggere agli utenti
      ci dovrebbero essere delle specifiche persone
      addette che certificano le informazioni e non gli
      utenti a rivolvere questi errori, perchè non
      sapremo mai con certezza anche dopo aver corretto
      questi errori ce ne siano degli
      altri.conclusione: sei sicuro che un'informazione certificata sia scevra da errori o interpretazioni?
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