Mercato discografico: streaming, streaming ovunque

Crescono i ricavi, esplode lo streaming, supporto fisico e download in picchiata: lo stato di salute del mercato musicale fotografato dal report IFPI.

Come sta l’industria musicale? Molto bene, stando a quanto emerge dal Global Music Report 2019 pubblicato da IFPI (International Federation of the Phonographic Industry). In un momento di profondi cambiamenti, con le major discografiche che mettono sotto contratto gli algoritmi di intelligenza artificiale, il settore cresce tanto da arrivare nel 2018 a sfiorare un +10% nel volume d’affari generato.

IFPI: Global Music Report 2019

+9,7%, questo l’aumento dei profitti registrato a livello globale dai protagonisti del mercato, per un totale pari a 19,1 miliardi di dollari. Merito soprattutto dello streaming, che continua nella sua ascesa, toccando un +34% in dodici mesi e trascinando di conseguenza verso l’alto (+32,9%) i guadagni generati dagli ascolti attraverso piattaforme come Spotify, Apple Music, Google Play Musica, Qobuz, Tidal, Pandora, Deezer e così via.

Questa tipologia di distribuzione dei brani, la stessa che fino a pochi anni fa ancora era guardata con sospetto dai più tradizionalisti, oggi è responsabile del 46,9% di tutti gli introiti legati al mondo della musica. Le sottoscrizioni a pagamento, quelle degli account premium, sono salite del 32,9% in dodici mesi, arrivando a un totale pari a 255 milioni di abbonamenti nel mondo. In picchiata invece i download (-21,2%) così come la vendita su supporto fisico (-10,1%), nonostante vinile e musicassette siano tornati a suscitare interesse.

Global Music Report 2019

Per meglio comprendere l’evoluzione del mercato discografico negli ultimi anni possiamo fare riferimento al grafico allegato di seguito che prende in considerazione il periodo 2001-2018. La quota rosa è quella da attribuire al supporto fisico, quella blu scuro al digitale e quella blu chiaro allo streaming. I risultati inclusi nel report parlano del quarto anno consecutivo di crescita per il mercato, dopo una flessione durata quasi un decennio e mezzo.

IFPI: Global Music Report 2019

Qui sotto, invece, una panoramica sulla Top 10 dei paesi che più generano profitti: sul gradino più alto del podio gli Stati Uniti, seguiti da Giappone e Regno Unito. Vengono poi Germania, Francia, Corea del Sud, Cina, Australia, Canada e Brasile. Fuori dalla classifica l’Italia. Così Frances Moore, CEO di IFPI, commenta il report.

Abbiamo assistito a quattro anni consecutivi di crescita: è un progresso che sta permettendo alle case discografiche di proseguire negli investimenti, non solo nelle persone, nelle tecnologie e negli artisti, ma anche nelle regioni in via di sviluppo. Mentre i mercati continuano a svilupparsi ed evolversi, è importante che siano predisposte le giuste infrastrutture legali per garantire che la musica venga valutata in maniera equa e che i ricavi vengano restituiti ai titolari dei diritti. Stiamo lavorando per garantire che la musica continui nel suo entusiasmante viaggio globale.

IFPI: Global Music Report 2019

La musica in Italia

Focalizzando invece l’attenzione sull’Italia, c’è la conferma della ripresa: +2,6% e fatturato che si attesta a 228 milioni di dollari. Il digitale genera il 63% degli introiti, lo streaming da solo il 41%. Gli abbonamenti a pagamento alle piattaforme sono cresciuti del 55,4%. Positivo anche il bilancio legato a diritti di performance (+,29%) e sincronizzazioni (+7,9%). Riportiamo in chiusura le parole di Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI), che sottolinea come il mercato abbia beneficiato anche di misure come il Bonus Cultura destinato ai più giovani.

Nonostante il calo di fisico e download sia fisiologico in una dimensione digitale sempre più consolidata, grazie ai risultati del repertorio italiano che ha dominato le classifiche degli album nel 2018, il mercato fisico italiano resta uno dei più forti a livello internazionale, posizionandosi al settimo posto. È merito anche grazie dei risultati generati dal Bonus Cultura, che solo nel 2018 ha prodotto oltre 21 milioni di fatturato, per quasi la totalità sul fisico.

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Fonte: FIMI
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