Immuni supera quota 4 milioni di download

Il ministero dell'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione fa sapere che sono 4 i download i Immuni ad oggi: cosa sappiamo e cosa no sull'app.
Il ministero dell'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione fa sapere che sono 4 i download i Immuni ad oggi: cosa sappiamo e cosa no sull'app.
Guarda 19 foto Guarda 19 foto

L’ultimo dato su Immuni disponibile è questo: 4 milioni di download per un’app che da 1 mese è disponibile su Google Play e App Store e che da due settimane può espletare pienamente tutte le proprie funzioni sull’intero territorio nazionale (dopo 2 settimane di sperimentazione in sole quattro regioni). Ogni discorso ulteriore sul giudizio relativo al numero dei download ottenuto sarebbe futile e non porterebbe da nessuna parte: ormai le convinzioni sono arroccate sui rispettivi vessilli, difficile smuoverle. Lo diciamo fin dall’inizio: il dibattito su Immuni si è via via reso sterile ed affrontare il discorso è a questo punto futile. Per quanto ci riguarda, la posizione è stata esplicitata fin dal momento in cui è stato chiaro che il lavoro portato avanti sia stato di buona qualità: Immuni è un presidio ed in quanto tale può essere di forte aiuto nel momento in cui i contagi dovessero tornare a salire.

D’ora innanzi, però, servirà forza persuasiva: milioni di italiani non sanno ancora cosa sia Immuni esattamente, l’inerzia nell’adozione delle tecnologia ne rallenta probabilmente l’interesse e molto è ancora possibile fare in tal senso. Nelle ore in cui l’app IO si fa largo a colpi di bonus, Immuni si fa strada pian pianino forte semplicemente delle proprie potenzialità. Per l’esame siamo tutti rimandati a settembre, sebbene sia importante prepararsi fin da oggi.

4 milioni di Immuni

Prendiamo dunque il dato per quello che è e per quel che soggettivamente può valere: 4 milioni di download complessivi registrati sulla scia di una forte curiosità iniziale, di un tendenziale raffreddamento successivo e minati da una serie di vicissitudini che inevitabilmente peseranno sul ritmo delle settimane a venire (polemiche più o meno costruttive sull’app, oltre alla mancanza di una versione per Huawei per Appgallery, già promessa ma ancora latitante).

In questo grafico abbiamo tracciato l’andamento dell’app dall’esordio ad oggi, annotando i dati emersi nel tempo e provando a tracciare una linea di tendenza che possa consentire di immaginare quale possa essere la futura penetrazione di Immuni tra gli italiani:

 

Immuni, andamento dei download

La sensazione è che ci siano grossi margini di crescita, poiché la linea di tendenza ha pendenza minima e tutto ciò a fronte di un bacino di utenti da coinvolgere ancora molto ampio. Al netto di quanti hanno aprioristicamente scelto di non farsi tracciare (benché ogni garanzia sulla privacy sia stata esplicitata) e quanti reputano invece inutile l’uso del contact tracing, restano ancora vaste sacche di cittadini che hanno già in dote le competenze, gli smartphone e la possibilità di entrare a far parte di questo sodalizio collettivo per il tracciamento delle infezioni. La comunicazione e il dibattito collettivo potranno aiutare a far crescere la massa critica attorno ad Immuni, ma con ogni probabilità soltanto i timori legati al rientro post-estivo potranno (ohibò!) realmente persuadere al download di massa.

Su esplicita richiesta, lo staff del Ministero per l’Innovazione ci ha comunicato che il 69% dei download è avvenuto su Google Play, mentre il restante 31% è avvenuto da parte dell’utenza iOS. Ciò ricalca pressoché fedelmente le stime che avevamo proposto all’inizio del percorso del progetto, quando si cercava di capire chi scarica Immuni e quale piattaforma possa maggiormente contribuire a raggiungere quella massa critica che le autorità si augurano per poter avere una concreta arma di contenimento dei contagi a disposizione.

Alla luce di questi dati è possibile stimare con buona approssimazione 1,2 milioni di download di Immuni su iPhone. Il dato relativo ad Android (2,7 milioni) è giocoforza molto meno chiaro, perché i problemi sperimentati su Huawei da una parte hanno scoraggiato un buon numero di utenti a sperimentare l’app, dall’altra hanno portato alla disattivazione le app su telefoni non compatibili ed infine potranno portare a installazioni repentine non appena il problema dovesse risolversi.

Immuni, quel che non possiamo sapere

Tutto il resto è invece molto più complesso da decifrare. In assenza di tracciamenti e di dati raccolti (l’app esplicita infatti fin dall’inizio come non intenda operare altro se non un incrocio dei dati con i server SOGEI alla ricerca di corrispondenze che possano testimoniare un potenziale contatto pericoloso), il funzionamento è pertanto qualcosa che potrà essere misurato soltanto sul campo dell’esperienza diretta, in presenza di un aumento dei contagi o in presenza di un aumento delle installazioni nel tempo.

Non è possibile ad esempio sapere quali siano le provincie con il maggior numero di installazioni:

Purtroppo non è un’informazione disponibile perché l’App non raccoglie nessun dato relativo alla geolocalizzazione del telefono, neanche in fase di download e l’informazione sulla provincia di residenza richiesta dall’app al primo avvio rimane memorizzata sul telefono e condivisa con il Ministero della Salute in forma anonima solo in caso di positività a fini statistici.

Ed al tempo stesso non è possibile capire la reale efficacia nel tracciamento o quante delle reti tracciate possano configurare un possibile contatto prolungato e ravvicinato al punto da poter essere considerato a rischio in caso di positività al tampone:

Immuni è basata sulla tecnologia Bluetooth Low Energy ed è in grado di rilevare un potenziale rischio di essere contagiato dovuto alla prossimità prolungata tra due soggetti che hanno un telefono con l’app installata senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente. Le informazioni sui potenziali contatti rimangono sul cellulare di ognuno per cui non è possibile avere alcuna informazione sulla loro frequenza o numerosità.

Il fatto che non si possano avere informazioni è da una parte poco utile per comprendere l’efficacia nel funzionamento di un’app che alla base del proprio concept ha valutazioni statistiche sulla connettività BLE, ma dall’altra garantisce quella coltre di anonimato che fin dal principio è stata posta tra le basi fondanti del progetto. Insomma: che queste valutazioni non fossero possibili era cosa nota, ma averne conferma ufficiale è utile al fine di costruire un quadro quanto più completo possibile di un progetto tanto ambizioso per la sanità nazionale.

Giudicare Immuni

Immuni, insomma, potrà essere pragmaticamente giudicata soltanto alla prova del nove, qualora le infezioni dovessero tornare a crescere e il numero di installazioni fosse sufficiente da poter iniziare a vedere in azione le notifiche, la reattività delle ASL e tutto quanto concernente il sistema di monitoraggio ed isolamento posto in essere.

Ad oggi non possiamo far altro che “pesare” Immuni in download e analizzarla dal punto di vista tecnico (qui il codice sorgente), sperando ovviamente che possa essere un semplice esercizio di stile e che in autunno non sia necessario contare i rammarici per i download mancati. L’OMS ne è persuasa: l’autunno sarà un nuovo momento delicato per tutti. Il ministro Speranza è ottimista, ma in Immuni vede un’opportunità a cui nessuno dovrebbe oggi rinunciare. Milioni di italiani, oltre a mettere la mascherina ed a tenere atteggiamenti prudenti in termini di distanze e igienizzazione, hanno ancora un click da poter fare per compartecipare allo sforzo nazionale nella lotta alla pandemia.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

02 07 2020
Link copiato negli appunti