Immuni, tre positivi: le prime notifiche in Liguria

Prime tre app Immuni registrate come positive in Liguria, avviando così di fatto il processo a poche ore dall'apertura a tutta Italia.
Prime tre app Immuni registrate come positive in Liguria, avviando così di fatto il processo a poche ore dall'apertura a tutta Italia.
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Ad inaugurare ufficialmente Immuni nella sua piena funzionalità è la Regione Liguria: il governatore Toti, infatti, ha fatto sapere che i primi tre account sono stati sbloccati nei primi giorni di sperimentazione, confermando così la bontà del funzionamento del sistema ai fini del test.

Immuni: primi 3 casi positivi

E’ accaduto nell’Asl 3 genovese nel corso della settimana. Tre soggetti risultati positivi al tampone sono stati forniti del codice numerico per dare l’alert nell’app Immuni.

Per ulteriore chiarezza, ecco cosa è dunque successo: tre persone che già avevano installato l’app Immuni nei giorni antecedenti, ad un certo punto hanno maturato le condizioni per l’esecuzione di un tampone che li ha trovati positivi a Covid-19. A questo punto l’ASL di competenza ha chiesto loro se erano disposti a segnalare la positività tramite l’app e questi ultimi hanno giustamente acconsentito alla collaborazione (propria dello spirito stesso dell’app in ottica di contact tracing): lo scambio dei codici ha permesso di commutare gli account per validarne la positività ed a questo punto sono partite in automatico le notifiche verso quelle app Immuni che, collegandosi sei volte al giorno al database centrale dei codici “positivi”, hanno riscontrato una corrispondenza.

A ricevere la notifica sono dunque utenti che sono stati a diretto contatto, per più di qualche minuto, con le persone in seguito risultate positive: tale contatto è avvenuto in un momento nel quale i positivi già manifestavano un qualsivoglia sintomo. Nota importante: nessuno tra quelli che hanno ricevuto la notifica ha la possibilità di sapere chi fosse stata la persona positiva con cui è stato a contatto: alla ricezione della notifica bisogna soltanto seguire le istruzioni, restare in isolamento cautelativo e contattare le autorità sanitarie nel caso in cui emergessero sintomi. A questo punto saranno le autorità sanitarie a valutare e gestire il caso.

I dati sono ancora pochi

Purtroppo al momento non si tratta di informazioni utili ai fini statistici (sappiamo soltanto che i download sono 2,2 milioni) poiché al momento non sono state fornite informazioni a sufficienza per poter capire:

  • quanti contatti registri ogni app durante la giornata (quindi contatti effettivamente validi in caso di positività)
  • quanti contatti abbiano contattato le autorità a seguito della notifica inviata in questi tre casi
  • quanti contatti notificati abbiano eventualmente manifestato sintomi

Trattasi di elucubrazioni che saranno presumibilmente possibili soltanto tra qualche settimana, perché questo è il periodo entro cui saranno forniti aggiornamenti: Toti ha spiegato che il proprio bollettino su Immuni sarà d’ora innanzi a cadenza settimanale. Nel frattempo si può supporre che l’emergere dei primi casi a rischio notificati dall’app possano incoraggiare ulteriormente gli italiani a scaricare l’app, alzando così il tasso di installazione attuale.

Da lunedì in tutta Italia

Da lunedì si inizia con Immuni a livello nazionale. Ciò non significa che Immuni sarà “disponibile in tutta Italia” come alcuni media hanno diffuso: l’app è già disponibile ovunque, chiunque la può scaricare ed installare e già sta tracciando le reti ed i contatti. Quel che verrà abilitato a partire da lunedì è il sistema di interazione con le autorità sanitarie, tale per cui l’uso degli appositi codici di sblocco consentirà di segnalare una positività al tampone sul sistema facendo partire le notifiche.

Da lunedì, insomma, Immuni sarà ufficialmente attiva in tutto il Paese. Tutto ciò avviene mentre Israele sta chiudendo le scuole, Pechino sta chiudendo alcuni quartieri e nuovi focolai fanno capolino in nazioni dove il peggio sembrava passato: piccoli moniti che ricordano che l’emergenza non finita, ma che siamo soltanto in una fase di controllo che fa seguito al lavoro virtuoso posto in essere con il lockdown. Immuni servirà a tenere a bada eventuali focolai sul nascere, limitando così l’impatto su aziende e vite private grazie ad un processo più rapido di identificazione dei possibili contagi.

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13 06 2020
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