John McAfee di nuovo nei guai: scalping, frode e riciclaggio

Nuovo guaio con la legge per John McAfee: scalping

Nuovo guaio con la giustizia per John McAfee: questa volta è accusato di aver commesso crimini legati ai reati di frode e riciclaggio.
Nuovo guaio con la giustizia per John McAfee: questa volta è accusato di aver commesso crimini legati ai reati di frode e riciclaggio.

Già in attesa di estradizione dalla Spagna nell’ambito di un procedimento legale per evasione fiscale, sul capo di John McAfee pendono ora nuove accuse: a formalizzarle il Dipartimento di Giustizia statunitense che attribuisce al 75enne programmatore e imprenditore la responsabilità di sette capi d’imputazione. Tra questi anche quelli relativi a una frode da 13 milioni di dollari e il coinvolgimento in uno schema dedito al riciclaggio di denaro.

John McAfee accusato di frode e riciclaggio

Lo stesso vale per Jimmy Gale Watson Jr., 40 anni, consigliere esecutivo della società controllata da McAfee e attiva nel settore delle criptovalute. Nel suo caso è già stato portato a termine l’arresto in Texas. Uno dei reati attribuito ai due è quello definito in gergo scalping ovvero “l’apertura e la chiusura di posizioni su vari prodotti finanziari (nella maggior parte dei casi azioni) in un brevissimo arco temporale, dell’ordine di qualche minuto”. Così il procuratore Audrey Strauss sintetizza la pratica:

McAfee e Watson hanno sfruttato una piattaforma social molto conosciuta e l’entusiasmo degli investitori verso il mercato emergente delle criptovalute per incassare milioni attraverso bugie e inganni.

Il social network in questione è Twitter dove il profilo di John McAfee ha oltre un milione di follower. Di seguito un esempio, un post di fine 2017 in cui promette di parlare ogni giorno delle altcoin, monete virtuali diverse da Bitcoin sulle quali investire innescando così un rialzo del valore: XVG, Electroneum, Burstcoin, DigiByte, Reddcoin, Humaniq, Tron, Factom, Dogecoin, Stellar Lumen e Syscoin. Sono le stesse crypto acquistate in precedenza dai due con il solo obiettivo di rivenderle non appena possibile a un prezzo maggiore.

Nell’agosto scorso John McAfee era finito in manette per aver indossato un perizoma sul volto al posto della mascherina.

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