La biometria dà la caccia alle password

Alcune imprese fanno di tutto per garantire sicurezza ai propri sistemi, altre non se ne curano. Ma dove non arriva la password spesso e volentieri non arriva neanche la biometria. Rilevazioni, problemi, idee e soluzioni

Roma – Post-it gialli sgargianti appiccicati ai monitor dei PC, file di testo in bella vista e codici associati alle voci più improbabili della rubrica del telefonino: le password costituiscono un problema per gli utenti e per le aziende che le affidano ai loro impiegati. Forse è tempo di sostituirle con univoci identificativi biometrici , ma anche questa soluzione non è sempre efficace.

Un impiegato americano su tre, su 325 intervistati da Nucleus Research e KnowledgeStorm , mette a rischio la sicurezza dell’azienda per cui lavora, appuntandosi qua e là password troppo difficili da memorizzare.

A poco valgono, dunque, gli strenui tentativi delle aziende di incrementare la sicurezza assegnando password complesse, sostituendole con frequenza, differenziandole a seconda dei servizi a cui si accede. Solo l’otto per cento delle imprese su cui è stata condotta l’indagine non sembra preoccuparsene e assegna password composte da sole lettere.

Le persone dimenticano le password, le perdono, le disseminano in giro , e riassegnarle è costoso in termini di tempo e denaro”, dichiara a Reuters David ÒConnell , analista di Nucleus Research. Non c’è modo di sfruttare la memoria degli impiegati, se non con pressanti ammonizioni e un’opera di sensibilizzazione a tappeto.

Trascurati i progetti di password grafiche (come ad esempio quello sviluppato dalla Rutgers University di Camden ), più efficaci delle password tradizionali e invocati già da tempo sono i sistemi di identificazione biometrica. La fisicità dell’individuo diventa chiave d’accesso e password.

Ogni individuo è caratterizzato da elementi stabili, misurabili, distintivi. Ma la realtà dimostra che nemmeno le tecniche biometriche offrono soluzioni incondizionatamente sicure . La biometria lavora, ad esempio, sulla scansione delle impronte digitali . Ma in Malaysia si sta dando la caccia a una gang senza scrupoli che, pur di scorrazzare a bordo di una Mercedes fiammante, ha tranciato il dito al suo proprietario per aggirare il sistema di autenticazione del veicolo. Si vocifera l’abbiano rivenduta sul mercato nero di Kuala Lumpur, ad un prezzo stracciato, dito-sanguinolento in mano.

Al Biometric 2006 in corso a Londra, Jean Francois Mainguet , chief scientist di Atmel-France , ha rivelato che si sta lavorando per contrastare i furti di identità nei sistemi di rilevazione delle impronte ma che ancora non è possibile , per i sistemi di identificazione, rilevare se l’impronta in questione sia o meno parte di un corpo vivo .

Le impronte digitali, inoltre, sono disseminate ovunque: non risulta troppo complicato riprodurle e appropriarsi dell’identità di qualcuno mediante il fingerprint forging , come dimostrato nel corso della conferenza Biometria e Furto di Identità Digitale , tenuta a SMAU 2006.
Per contrastare queste eventualità, si sta provando a introdurre un sistema che verifichi, mediante leggeri impulsi elettrici, la reazione involontaria del dito del soggetto. Il sistema ha dei risvolti macabri, ma non appare risolutivo: anche degli arti ben mozzati reagiscono a questo tipo di stimoli. E comunque la sicurezza non è garantita: lo sfioramento del sensore potrebbe essere imposto sotto minaccia .

La soluzione potrebbe risiedere nell’ accoppiamento di diverse tecniche di autenticazione biometrica , ha affermato Mainguet.

Integrando parametri quali geometria o conformazione venosa della mano , caratteristiche del volto , pigmentazione e disposizione delle fibre radiali dell’ iride , forma delle orecchie , si potrebbe rendere difficile la vita a ladri di identità e cracker (a meno che non si specializzino in diverse branche della chirurgia). E si potrebbero liberare impiegati e utenti, con relativa tranquillità e gradito sollievo, dalla scocciante incombenza di memorizzare una serie insignificante di caratteri.

E se l’associazione di identificativi biometrici non dovesse bastare, esistono tecniche di autenticazione basate su parametri comportamentali : riconoscimento dell’ emissione vocale , del modo di battere sulla tastiera , della firma.

Sono inoltre sul mercato sistemi adattivi capaci di associare parametri cognitivi a quelli comportamentali , riconoscendo e autenticando un utente a partire dal modo in cui ricorda un evento significativo che appartiene al suo vissuto. Questa è la proposta di alcune società. La piattaforma software UNOMI è in grado di monitorare, analizzare e memorizzare reazioni e comportamenti dei soggetti (movimenti del mouse, tempi di reazione) messi in atto nel corso della ricostruzione di un evento mediante domande a risposta obbligata. Associandoli a dei parametri situazionali ricorrenti, quali luogo e momento dell’accesso, sa creare dei PassThought , dei Pass-Pensieri, dei profili adattivi unici per ciascuno.

L’uomo, con i suoi attributi fisici, comportamentali e cognitivi rappresenta un unicum e si fa password: è innegabile la difficoltà di clonarlo ma, se ciò fosse possibile, il furto di identità risulterebbe un passe-partout irreversibile. Le serrature si possono sostituire, le password modificare e le carte di credito disattivare. L’iride, un’impronta digitale, o uno schema mentale, no.

Gaia Bottà

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  • Anonimo scrive:
    Solo 125?
    Ma se in Italia ne prendono 100 ogni due mesi?Chissa perchè....
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo 125?
      - Scritto da:
      Ma se in Italia ne prendono 100 ogni due mesi?

      Chissa perchè....Quelli che hanno fatto o approvato certe leggi qui in Italia sono gli stessi che censurerebbero le pornografiche ballerine in tv. :(
  • Anonimo scrive:
    Contrastare il pedoporno si, ma...
    Credo che siamo tutti d'accordo che usufruire di materiale pedoporno a qualsiasi titolo sia esecrabile perche si tratta di un reato con delle vittime innocenti. Siamo anche d'accordo che se non ci fossero consumatori di pedoporno ci sarebbero meno abusi ai danni di minori.Però credo anche che qualsiasi sistema legale debe basarsi in una proporzionalità fra i delitti e le pene. È grave usufruire di questo tipo di materiale, ma non è lo stesso che, per esempio, abusare materialmente di un minore e queste due condotte richiedono una risposta punitiva differenziata.I vent'anni di galera mi sembrano proprio un'esagerazione, a meno che si riconosca che a causa del dilagare del fenomeno pedopornografico, l'impotenza delle autorità porti a imboccare la strada della "punizione esemplare" che lascia tutti con la coscienza tranquilla, ma non risolve il problema di fondo.Poi, è ovvio, la lotta contro la pedopornografia o contro il terrorismo sono la scusa perfetta per dare qualche bel giro di vite al ciclo paranoia-spionaggio-repressione. :(
    • Anonimo scrive:
      Re: Contrastare il pedoporno si, ma...
      - Scritto da:

      Credo che siamo tutti d'accordo che usufruire di
      materiale pedoporno a qualsiasi titolo sia
      esecrabile perche si tratta di un reato con delle
      vittime innocenti. Sì, purché di pornografia si tratti.Siamo anche d'accordo che se
      non ci fossero consumatori di pedoporno ci
      sarebbero meno abusi ai danni di
      minori.Vexata quaestio che riguarda anche la pornografia legale, i videogiochi, i film violenti. Personalmente non credo che ci sia una relazione di causa-effetto. E' un problema di educazione e di come è strutturata la personalità di ogni persona. Noi dobbiamo fare le leggi pensando alle persone libere capaci di intendere e di volere. Per gli altri si devono prendere misure restrittive speciali, comunque non valide per tutti

      Però credo anche che qualsiasi sistema legale
      debe basarsi in una proporzionalità fra i delitti
      e le pene. È grave usufruire di questo tipo di
      materiale, ma non è lo stesso che, per esempio,
      abusare materialmente di un minore e queste due
      condotte richiedono una risposta punitiva
      differenziata.Il sistema penale deve basarsi sul principio di offensività. Altrimenti diventa una caccia alle streghe: processi alle intenzioni, ai patti col diavolo ecc
      • Anonimo scrive:
        Re: Una precisazione
        Sono l'autore del post originale; quando scrivo che se non ci fosse consumo di pedoporno non ci sarebbero abusi sui minori mi riferisco esclusivamente a quei minori che sono sfruttati per girare i film illegali, non i minori in generale.Sono contrario ai processi alle intenzioni, alle cacce alle streghe, ecc. Purtroppo pare che negli USA sono piuttosto propensi a questo genere di aberrazioni.Dal tenore della tua risposta mi sembra di capire che sei studioso di diritto; ebbene, saprai che in qualsiasi paese civilizzato non si punisce il reato putativo. Salvo in Bushilandia, dove a quanto pare esiste un'organizzazione (http://www.perverted-justice.com/) di attivisti che si dedicano ad adescare i maniaci facendosi passare per minorenni.Incredibilmente, si condannano delle persone che pur essendo moralmente disprezzabili non hanno di fatto commesso alcún reato, dato che loro credevano di stare in un chat con dei minori che in realtà non erano tali. Cose degli americani. :s
        • Anonimo scrive:
          Re: Una precisazione
          I Magistrati che si occupano di pedopornografia online dovrebbero studiare bene questi concetti della giurisprudenza1. Il principio di offensività2. Il fondamento costituzionale del principio di offensività3. La concezione realistica del reato4. Il reato impossibile5. L'inidoneità dell'azione6. L'inesistenza dell'oggetto7. Gli effetti del reato impossibile8. Rapporti con il reato putativo
    • Anonimo scrive:
      Re: Contrastare il pedoporno si, ma...
      - Scritto da:

      Credo che siamo tutti d'accordo che usufruire di
      materiale pedoporno a qualsiasi titolo sia
      esecrabile perche si tratta di un reato con delle
      vittime innocenti. Siamo anche d'accordo che se
      non ci fossero consumatori di pedoporno ci
      sarebbero meno abusi ai danni di
      minori.

      Però credo anche che qualsiasi sistema legale
      debe basarsi in una proporzionalità fra i delitti
      e le pene. È grave usufruire di questo tipo di
      materiale, ma non è lo stesso che, per esempio,
      abusare materialmente di un minore e queste due
      condotte richiedono una risposta punitiva
      differenziata.

      I vent'anni di galera mi sembrano proprio
      un'esagerazione, a meno che si riconosca che a
      causa del dilagare del fenomeno pedopornografico,
      l'impotenza delle autorità porti a imboccare la
      strada della "punizione esemplare" che lascia
      tutti con la coscienza tranquilla, ma non risolve
      il problema di
      fondo.

      Poi, è ovvio, la lotta contro la pedopornografia
      o contro il terrorismo sono la scusa perfetta per
      dare qualche bel giro di vite al ciclo
      paranoia-spionaggio-repressione.

      :(La cosa principale che per evitare la corrente ipocrisia le forze dell'ordine e la magistratura ma anche la stampa e la politica dovrebbero considerare è che dovrebbe essere fatta una netta distinzione fra sesso di adolescenti con adulti e di bambini. Non si può dire che è la stessa cosa, oramai già a 12-13 anni è pieno di ragazzi e ragazze che fanno sesso come bevessero un bicchier d'acqua e non solo con i coetanei. Quindi se vanno al letto con decine di compagni della loro età va bene ma se lo fanno con uno o più maggiorenni si grida allo stupro ed alla pedofilia ? Sarebbe il caso di ragionare un pò perchè con la storiella che sono tutti innocenti e vittime perchè minorenni si travisa la realtà dei fatti e si è dei grandi ipocriti. E' pieno di minorenni pronti a prostituirsi e che comunque fanno sesso per divertimento avendo piena coscienza di ciò che fanno, ok, assomigliano più a dei nani che a dei bambini o adolescenti si può dire, ma è la realtà dei fatti, la società oramai è questa e bisognerebbe evitare l'ipocrisia e la psicosi perchè non si può sempre far apparire vittime le persone che non lo sono e ci marciano solo perchè la loro età anagrafica è inferiore all'età considerata adulta in questo o quel paese (perchè in alcuni paesi si è maggiorenni a 16 anni ed in altri a 21.. quindi è piuttosto relativo). Un conto le vere vittime, un conto le persone, maschi e femmine, che sanno esattamente cosa stanno facendo. Ma purtroppo c'è troppa gente che ci lucra sulla balla del "son tutte vittime" e cavolate del genere. I casi vanno analizzati uno ad uno e non fatta di tutta un'erba un fascio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Contrastare il pedoporno si, ma...
      LUNICEF Italia è stata capofila dell'opposizione delle Associazioni e Ong italiane alla Legge che prevedeva la sospensione della parte finale della pena detentiva per i reati legati alla pedofilia
  • Angelone scrive:
    20 anni di galera
    Non li danno nemmeno più ai peggiori assassini. Figuriamoci a chi scarica qualcosa da internet. Siete ridicoli.
    • Anonimo scrive:
      Re: 20 anni di galera
      - Scritto da: Angelone
      Non li danno nemmeno più ai peggiori assassini.
      Figuriamoci a chi scarica qualcosa da internet.
      Siete ridicoli.
      L'omicidio non è un "allarme sociale"....
      • Anonimo scrive:
        Re: 20 anni di galera
        Le pene devono sempre essere proporzionate alla gravità del reato, deve sempre essere il singolo ad essere punito, non bisogna cercare di usare il singolo per terrorizzare tutti gli altri.Questo metodo non ha nessun rispetto dei cittadini, il singolo non è + una persona ma uno strumento. In passato si usava fare queste cose, esecuzioni in piazza, pubblica tortura, ecc..
    • Bombardiere scrive:
      Re: 20 anni di galera
      - Scritto da: Angelone
      Non li danno nemmeno più ai peggiori assassini.
      Figuriamoci a chi scarica qualcosa da internet.
      Siete ridicoli.
      E li sta il problema. Io sono convinto che in alcuni casi non ci vorrebbe la pena di morte, ma il castraggio del pene
  • Anonimo scrive:
    non ci credo più..
    a queste notizie..credo che all'80% siano tutte montature delle forze dell'ordine per far vedere che lavorano e per finire sui giornali..
    • Anonimo scrive:
      Re: non ci credo più..
      - Scritto da:
      a queste notizie..
      credo che all'80% siano tutte montature
      delle forze dell'ordine per far vedere che
      lavorano e per finire sui
      giornali..Giusto fatti un giro sul photo hosting russo fotoplenka.ru :s (anonimo)(anonimo)
  • Anonimo scrive:
    Ma saranno PEDONI?
    O la solita baggianata poliziesca?
    • Anonimo scrive:
      Re: promemoria per gli italioti
      Lo sfruttamento sessuale va combattuto, chi alimenta il mercato della pedopornografia va punito. Detto questo, rimane fermo che criminalizzare e punire i presunti pedofili in quanto tali - come "categoria" - non sulla base dei loro comportamenti offensivi ma perché hanno guardato delle immagini magari non pornografiche e magari non reali (Sarà reato detenere quadri di Balthus o loro riproduzioni?) non è ulteriormente tollerabile, e alimenta forme di psicosi sociale, e accessi di intolleranza che non costituiscono un argine alla violenza contro i minori. Non dimentichiamo che il 90% dei casi degli abusi sessuali avviene in famiglia; l'8% degli abusi è compiuto da persone esterne alla famiglia ma conosciute dal minore (e spesso si tratta di cosiddette figure "di riferimento"); solo il 2% dei casi chiama in causa persone sconosciute ai minori. Invece dai giornali risulta che i pedofili offendano i bambini con la tastiera. :|
      • Anonimo scrive:
        Re: promemoria per gli italioti
        quoto tutto. parole sante. se ti candidi in politica fammi un fischio..
        • Anonimo scrive:
          Re: promemoria per gli italioti
          - Scritto da:
          quoto tutto. parole sante. se ti candidi in
          politica fammi un
          fischio..mmmmmmmmm..........se vieni a casa mia ti do il lecca lecca.
      • Anonimo scrive:
        Re: promemoria per gli italioti
        Cerca di fare predicati meno contorti."Detto questo, rimane fermo che criminalizzare e punire i presunti pedofili in quanto tali - come "categoria" - non sulla base dei loro comportamenti offensivi ma perché hanno guardato delle immagini magari non pornografiche e magari non reali (Sarà reato detenere quadri di Balthus o loro riproduzioni?) non è ulteriormente tollerabile"Ti stavo per saltare alla gola prima di avere compreso il senso dopo averlo letto 5 volte :
      • Anonimo scrive:
        Re: promemoria per gli italioti
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Lo sfruttamento sessuale va combattuto, chi

        alimenta il mercato della pedopornografia va

        punito. Detto questo, rimane fermo che

        criminalizzare e punire i presunti pedofili in

        quanto tali - come "categoria" - non sulla

        Mi accodo.

        Uno cede alla tentazione di "dare un'occhiata"
        una tantum e si ritrova bollato a vita, magari
        schedato e col dna appeso alla
        bacheca.Il comportamento sessuale di guardare fotografie ottenute gratuitamente attraverso la rete di ragazzi nudi o seminudi non può in alcun modo danneggiare nessuno e non deve quindi diventare il cavillo per far incrementare le fila dei pedofili condannati e convincersi o convincere di fare o di aver fatto qualcosa contro lo sfruttamento sessuale di bambini. Sulla via della psicosi generalizzata che questo sistema di contrasto e le sue ripercussioni giornalistiche hanno provocato stanno marciando tutti i liberticidi della politica e dell'economia. A loro dei bambini evidentemente non importa molto, sia perché questo sistema di contrasto comporta uno spreco enorme di risorse che potrebbero essere più utilmente utilizzate per altri tipi di indagini. Sia perché i bambini saranno individui liberi, perciò è anche contro di loro.Ciao
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