Mastercard: il lockdown non cambia solo i pagamenti

Una ricerca Mastercard conferma che il lockdown non solo ha stimolato i pagamenti digitali, ma ha anche innescato una trasformazione più profonda.
Una ricerca Mastercard conferma che il lockdown non solo ha stimolato i pagamenti digitali, ma ha anche innescato una trasformazione più profonda.

Servivano altre conferme? Eccole: secondo Mastercard lo shock della crisi sanitaria e del lockdown ha determinato una improvvisa e incontrovertibile accelerazione dell’evoluzione del mondo dei pagamenti, tale per cui nella “new normal” avremo molto più digitale nel nostro portafoglio. La ricerca è stata portata avanti in collaborazione con AstraRicerche e non fa che confermare quanto ormai era emerso con sufficiente chiarezza: l’isolamento e un improvviso stato di necessità ha imposto a molti italiani nuove abitudini e molto di tutto ciò è ora destinato a restare.

La “new normal” secondo Mastercard

Secondo quanto emerso, durante il lockdown almeno un italiano su due ha avuto a che fare con i pagamenti digitali ancor più che con quelli tradizionali. Improvvisamente, insomma, il cashless ha superato il cash in molte occasioni e, per costrizione o per necessità, si è dunque arrivati dove prima solo a fatica si poteva ambire ad arrivare.

Quanto emerge da questa nuova ricerca di Mastercard rappresenta un’importante conferma per l’Italia rispetto alla propensione degli italiani ad utilizzare i pagamenti digitali. Durante l’emergenza Covid-19 i nostri connazionali si sono rivolti al digitale per effettuare acquisti, in alcuni casi scoprendo per la prima volta le loro potenzialità. Il dato rilevante è che questo trend dichiarano i consumatori e gli esercenti continuerà nel futuro

Michele Centemero, Country Manager Italia di Mastercard.

Ma ad affermarsi non è soltanto la questione dei pagamenti, perché anche le app per la gestione delle code o le prenotazioni con ritiro in loco dei beni di prima necessità sono diventati qualcosa a cui in molti vorrebbero non più rinunciare: l’automazione del punto vendita (gradito nel 63,3% dei casi) e la possibilità di vedere i prodotti prima ancora di recarsi sul posto (49,7%) sono oggi aspetti nuovi a cui la domanda farà riferimento ed alla quale l’offerta dovrà tentare di dare una risposta.

La “new normal” non sarà dunque uguale al periodo precedente, ma non è soltanto una questione di vil danaro: il lockdown ha scardinato abitudini e prassi consolidate, innestando nuove dinamiche destinate a generare un nuovo tipo di competitività. La trasformazione digitale del commercio di prossimità è dunque solo all’inizio di un percorso destinato ad essere molto lungo e profondo, del quale oggi si son visti soltanto i primissimi scorci.

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28 06 2020
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