Edge: come Microsoft sta migliorando lo scrolling

Il gruppo di Redmond spiega attraverso l'adozione di quali accorgimenti sta migliorando lo scrolling all'interno del proprio browser.
Il gruppo di Redmond spiega attraverso l'adozione di quali accorgimenti sta migliorando lo scrolling all'interno del proprio browser.

L’adozione di Chromium ha segnato un nuovo capitolo nella storia di Edge, con Microsoft costantemente al lavoro per migliorare l’esperienza offerta dal browser intervenendo su ogni suo singolo aspetto. Oggi un post condiviso sul blog ufficiale descrive quanto fatto per lo scrolling, una delle operazioni eseguite con maggiore frequenza durante la navigazione.

Edge: lo scrolling sta migliorando

Nelle scorse versioni di Edge è stato introdotto quello che il gruppo di Redmond definisce Smooth Scrolling su Windows 10 sfruttando alcune componenti integrate nel sistema operativo. Un approccio però pressoché impossibile da replicare su altre piattaforme: ecco perché in futuro verrà abbandonato in favore di una soluzione maggiormente condivisa, studiata in partnership con la community del progetto Chromium.

Saranno inoltre tenuti in considerazione i feedback fin qui ricevuti relativamente a diversi aspetti del software:

  • per il 41% a ciò che Microsoft definisce “personality” ovvero il feeling restituito dall’operazione;
  • per il 39% a problemi di tipo funzionale come la non corretta visualizzazione dei contenuti in siti specifici o nell’interpretazione dei diversi input (rotella del mouse, touchpad, tastiera, toushcreen e così via);
  • per il 13% a intoppi legati alle performance come blocchi o rallentamenti;
  • per il 5% a malfunzionamenti nello scorrimento dei documenti PDF;
  • per il 2% legati ad altri fattori.

Microsoft ha così deciso di dare priorità agli aspetti riguardanti “personality” e performance. Lo sta facendo intervenendo sull’animazione che accompagna lo scrolling e calcolando in termini percentuali il salto da effettuare in verticale ad ogni azione (fino ad oggi erano 100 pixel per movimento della rotella sul mouse e 40 pixel per click sulla barra laterale o pressione sulle frecce direzionali della tastiera).

Implementato anche il cosiddetto effetto Overscroll Bounce per i dispositivi che prevedono un’interazione touch così da rendere più intuitivo comprendere quando si è giunti alla fine di una pagina o di un contenuto. Per meglio capire di cosa si tratta alleghiamo una GIF.

Lo scrolling con effetto Overscroll Bounce

Si parla poi di Scroll Chaining e Scroll Latching. La prima tecnica è quella che attiva lo scorrimento di quanto si trova nel resto della pagina quando un suo contenuto specifico è giunto al termine (pensiamo a un iframe). Molto usata in passato, è da più parti ritenuta problematica. Naturale il passaggio al secondo approccio che non attiva lo scrolling del contenitore parent fino all’esecuzione del comando successivo.

Browser: Scroll Chaining e Scroll Latching

Sarà implementato inoltre Fling Boosting per aumentare progressivamente la velocità di scorrimento quando si registrano più input in rapida successione: utile ad esempio per le pagine con molto testo o i documenti parecchio lunghi, per giungere in fretta a un punto avanzato.

Il browser Edge: Fling Boosting

 

Via infine Quick Flick, bocciata. La funzionalità provocava un salto importante in termini di pixel in occasione di un input veloce. A quanto pare non tutti sono stati in grado di sfruttarla come inizialmente immaginato da Microsoft.

Fonte: Windows
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