Microsoft investe ancora in Linux

BigM sta per acquistare dal partner Novell altre migliaia di certificati di SUSE Linux per decine di milioni di dollari. Saranno rivenduti alle aziende che desiderano affiancare Linux ai preesistenti sistemi Windows
BigM sta per acquistare dal partner Novell altre migliaia di certificati di SUSE Linux per decine di milioni di dollari. Saranno rivenduti alle aziende che desiderano affiancare Linux ai preesistenti sistemi Windows

Redmond (USA) – Se a distanza di quasi due anni lo storico accordo tra Microsoft e Novell continua a far discutere l’intera comunità del software open source, il rapporto di collaborazione tra le due partner non fa che rafforzarsi. L’ultimo aggiornamento è arrivato nelle scorse ore, quando BigM ha annunciato l’intenzione di acquistare da Novell altre cedole di supporto per SUSE Linux per un valore complessivo di 100 milioni di dollari : una cifra che si va ad aggiungere all’investimento iniziale di 240 milioni.

Come noto, Microsoft rivende tali cedole a quelle aziende che desiderano far convivere Windows e Linux all’interno della propria infrastruttura informatica: esse forniscono ai beneficiari le necessarie licenze per l’uso di SUSE Linux e tre anni di servizio di supporto prioritario fornito da Novell. Microsoft afferma che il proprio accordo con Novell consente alle partner di consolidare il proprio parco di server Linux, trarre maggiori vantaggi dalla virtualizzazione e migliorare l’interoperabilità tra le piattaforme Linux e Windows.

I certificati di SUSE Linux garantiscono inoltre alle aziende di non subire ritorsioni legali nel caso Microsoft decida di reclamare, dinnanzi ad un tribunale, la paternità di tecnologie o porzioni di codice relative a Linux. Tale copertura legale, che si estende a tutti i clienti di SUSE Linux, è uno dei punti più controversi del patto stipulato a suo tempo tra BigM e Novell. Le protezioni legali e lo scambio di tecnologie garantiti da Microsoft vanno infatti ad esclusivo beneficio di Novell e dei suoi clienti: una politica che, secondo molti sostenitori del Pinguino, non solo mantiene inalterate le distanze tra Microsoft e il mondo Linux, ma rappresenta anche una velata minaccia di BigM a tutti gli altri vendor di Linux.

Le partner di Microsoft e Novell possono inoltre avvalersi di un programma di interoperabilità che, tra le altre cose, prevede l’utilizzo in Linux di tecnologie Microsoft relative a gestione dei sistemi, autenticazione e virtualizzazione. Migliorare l’interoperabilità tra Windows e Linux è uno degli obiettivi cardine della partnership tra Microsoft e Novell, e si sta concretizzando nello sviluppo congiunto di servizi e tecnologie capaci di stendere un ponte fra le due piattaforme. Le due partner stanno ad esempio collaborando sul fronte della virtualizzazione, con lo scopo di migliorare il modo con cui oggi è possibile far girare Windows su Linux e viceversa, e dei formati di documento, in modo da includere il supporto a OpenDocument in Office e quello Open XML in OpenOffice.

Microsoft ci tiene a sottolineare come, da quando ha stretto il proprio sodalizio con Novell, le aziende che richiedono cedole di SUSE Linux e protezione legale crescono di mese in mese : ad oggi sono diverse decine, e comprendono nomi del calibro di BMW, Renault, Credit Suisse, Deutsche Bank, Fuji Xerox, HSBC, LG, NEC, Nortel Networks, Samsung, Seiko Epson, Siemens e Wal-Mart.

Microsoft afferma che l’alleanza con Novell si è rivelata un ottimo affare per entrambe le società: a suo dire, infatti, durante i primi 18 mesi di collaborazione la propria partner ha incassato 157 milioni di dollari dalla vendita delle cedole di supporto.

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25 08 2008
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